lunedì 18 luglio 2016

Morelli e l'anti-psicanalisi

Finalmente uno psicoterapeuta che afferma che è deleterio elaborare e ricordare, verbi che ci riconducono ai percorsi di decifrazione dell'inconscio freudiano. Lui è Raffaele Morelli, noto per aver scritto moltissimi libri, uno tra i quali, quello oggetto di questo post: Nessuna ferita è per sempre.
Già il titolo promette positività e sicurezza. Ma qual è il segreto per non permettere a una ferita di rimanere per sempre? Ecco, forse quello di non pensare al passato, anzi, di lasciarlo fluire questo passato...Si andrà poi a scoprire che il senso di colpa e l'indecisione dipendono unicamente dall'obbedienza a un'identità, l'identità della fissità a un ruolo che ovviamente non è nostro, ma altrui.
Per cui non occorre vivere nel tormento di un'identità non nostra, occorre invece cercare la nostra identità, ma quella vera, che riposa in noi e non vediamo (o facciamo finta di non vedere). Il dolore ci dice sempre qualcosa, ci dice quello che siamo. Siamo dei vigliacchi?? Ebbene sì, accettiamolo senza inganno, senza colpa.A impedirci di risolvere i problemi sono i sentito dire, i personaggi e le maschere che ci siamo inventati. Dobbiamo ricostruirci.
In questo senso il socratico "conosci te stesso" non ha assolutamente valore per Morelli. Non potremmo mai conoscerci in una volta sola.
Il titolo di un suo capitolo è indicativo: "L'insicurezza ci salverà". Dobbiamo imparare ad accogliere il nulla dentro di noi per farlo germogliare in qualcosa.
Questo germogliare non cresce attraverso il ragionamento, cresce attraverso impressioni iconiche. E' l'immagine che placa i dolori, non è il pensare una soluzione per uscirne. Un' immagine familiare, d'infanzia, un feticcio, il frammento di un ricordo che è sepolto lì e ogni tanto fa capolino, ci desta, ci attira a sé e quando lo afferriamo ci sentiamo anche rinascere magari!
Ecco, il valore del sogno e dell'evasione della realtà, è un aspetto non contemplato dalla psicanalisi tradizionale. Questo maledetto principio di realtà a cui ci ha abituato Freud!!!
Credo di avervi raccontato più o meno l'essenza di questa opera, che capirete meglio leggendola, anche attraverso gli esempi dei casi clinici.