domenica 19 giugno 2016

La meccanica delle emozioni

Lo slogan pubblicitario dell' Alfa Romeo recita: la meccanica delle emozioni. Devo dire che come slogan è abbastanza aderente a ciò che la guida di un' Alfa promette: emozioni che variano dal divertimento, al sentirsi a proprio agio, fino a un turbine di adrenalina. Con l'uscita della Nuova Giulia l'adrenalina sembra essere tornata protagonista dopo anni.
Essere alfisti non vuol dire essere amanti di un marchio, vuol dire avere una filosofia, essere veri e proprio "alfieri" dell' Alfa.
E quando parliamo di Alfa ci riferiamo a motori costruiti in precedenza all'omologazione Fiat, che ha rovinato ogni cosa: Giulia in tutte le versioni, Duetto, Alfetta, Alfa 75, Alfa 33, le migliori rappresentanti del parco macchine del Biscione.
Guidare una vecchia Alfa Romeo non finisce più per essere una questione di utilità, un po' come sarebbe andare a cavallo: insomma il cavallo non è più un mezzo di trasporto, ma addirittura è anche una pet-therapy.
Quindi guidare un' Alfa è una seconda pelle, una proiezione di un modo di essere, un acquisire una sicurezza, che ogni guidatore costruisce in base alla propria esperienza. 
Per me una Giulietta, un' Alfa 33, una Giulia sono macchine che coniugano l'impeccabile eleganza di una classe medio-alta, con la semplicità e la manualità di una macchina sportiva, alla portata di chiunque. Una Volvo, una Fiat, una Mercedes hanno buoni motori, ma non sono rampanti. Il rampantismo Alfa è tipico di chi vuole sentirsi un "duro" in macchina. Attenzione però, non un tamarro...direi un ceffo in giacca e cravatta.
Lasciamo ai tamarri di periferia macchine quali Uno Turbo, Clio, Megane, Fiesta, Hyundai o al limite quell'orrore che si chiama Lancia Delta (nuovo design!!!).
La macchina Alfa di ieri raccoglie e raccoglieva duri o ceffi in giacca e cravatta, poliziotti in borghese, oppure liberi professionisti fighi ma che non si danno arie, senza giacca e cravatta stavolta; trentenni anticonformisti.
Ed è anche il motore, il vecchio motore dell' Alfa (il motore Alfetta o il boxer) a essere musica per le orecchie degli intenditori. Quella musica che fa stare bene al volante e che dà appunto quelle emozioni da duro, ma educato, quella voglia di dare gas e sgommare per qualche metro, ma poi ritornare tranquillo. Non a caso perché le Alfa in dotazione delle forze dell'ordine, le hanno sempre chiamate "pantere" o "gazzelle"? Per la loro eleganza e compostezza, pronte a mutarsi in qualcosa di aggressivo e trabordante, pur rimanendo sempre auto "addomesticate" e sicure, come un gatto. Il motore di una 75 fatto andare ai massimi giri fa paura, lo senti dentro, forse come quello di una Ferrari.
Ecco, c'è anche questo sottile fascino ambiguo con la paura quando si guida un' Alfa. Anche i passeggeri avvertono questo fascino: tutto va per il meglio, si viaggia tranquilli, a un certo punto tra la seconda e la terza, ecco un sorpasso, uno scatto felino, un rettilineo impegnato ad alta velocità, lo stomaco che schizza su, il chiedersi poi se si è tutti interi.
Niente paura, l' Alfa ha una meravigliosa tenuta di strada, anche se il cambio gratta un po'....
Buon viaggio e buona visione con questi filmati che descrivono un po' il dinamismo e i timbri motoristici Alfa!!




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