giovedì 17 marzo 2016

I ricordi per me

Amo ricordare...passo la vita a ricordare, anche quando sono solo. I miei ricordi sono i miei hobby.
Vorrei trasformare i ricordi in oggetti di carne palpabile, vivi. Vorrei che dalla mia testa queste impressioni si materializzassero, che mi circondassero. Solo con l'ipnosi forse si può rivivere il passato, la vita non può essere videoregistrata.
E allora vaffanculo al futuro!!! "Guadare avanti" qualche volta non fa parte del mio vocabolario. 
E vorrei che anche altre persone mi aiutassero in questa forsennata corsa verso il mio passato, questa operazione archeologica quotidiana.
"Che cosa facevi il 23 marzo del 1979?"
"Che giorno era quando hai fatto l'amore per la prima volta?"
"A che cinema sei andato a vedere quel film?"
"Com'era il tuo guardaroba dell'inverno 1985?"

In realtà non è impossibile rispondere a queste domande. Un uomo adulto che ha vissuto intensamente il proprio passato potrebbe rispondere, avendo dei punti di riferimento, è chiaro. Poi con l'aiuto dei quotidiani è possibile una ricostruzione tutto sommato approssimativa, ma più puntuale di un tanto vago "forse era così", oppure "chi si ricorda?".
Il "chi si ricorda" è la tipica affermazione salvifica della colpa, affermazione disimpegnata che elude e dimentica volontariamente, quasi con godimento e soddisfazione. 
La colpa è di chi domanda, non di chi non si ricorda (solitamente). Ma questo paradigma andrebbe rovesciato. In realtà chi non si ricorda dovrebbe spendere il proprio tempo per fare delle ricerche.
Chi non ha capito il senso di questo post e difende il "chi si ricorda" può pure smettere di leggere. Anche da un punto di vista così estremo, è il senso della storia che va recuperato o comunque il piacere di soffermarsi a riflettere. Riflettere dovrebbe essere l'imperativo moderno. "Dovrebbe", appunto al condizionale e molti dovrebbero avere capito il perché.

Alla lettrice Emanuela

Ringrazio Emanuela per il suo commento al post "Il corteggiamento retorico". Mi scuso a tal proposito perché per sbaglio ho eliminato il suo commento, anziché approvarlo. Il testo diceva più o meno che "tal corteggiamento fosse seriale e che forse si cerca più originalità".
La cancellazione è stata una svista...Mi auguro che lei possa leggere questo post di scuse. E se la svista fosse una specie di rimozione freudiana?
Può darsi...di strappare un sorriso e e di cercare originalità attualmente non me ne frega un cazzo. Ma ciò non toglie che non amo mai e poi mai sopprimere la libera parola a qualcuno. E' per questo che ho deciso di pubblicare questo post in onore di Emanuela.
Ciao Emanuela e spero che tu possa riscrivere il tuo commento...stavolta lo approverò!

martedì 1 marzo 2016

I "fan" atici

I "fan" ovvero i fanatici dei VIP ho scoperto che non mi piacciono. Mi fanno paura con quelle bandiere, quei cori di stadio, i km macinati per andare a vedere lo stesso concerto almeno dieci volte in un' estate, sono evocatori dell'esagerazione e della stupidità.
E' giusto essere fanatici, ma non di Biagio Antonacci o di chicchessia. Il fanatismo per i comuni mortali innesca una lotta, i fan difendono i loro artisti come una tigre difende un cucciolo appena nato. E allora è così che ci si può scontrare, ci si scontra con la follia, che non è spacciata come "follia" vera (magari lo fosse), è una follia addomesticata, innocua, lo sfogo borghese delle frustrazioni. Frustrazioni che portano a una follia ben peggiore della vera follia schizofrenica.
Forse la vera ragione contro la follia è maltrattare i VIP sputargli addosso, in pieno spirito punk.