venerdì 16 ottobre 2015

Il corteggiamento retorico

Amo il corteggiamento retorico, quello più detestato dalle ragazze, quello da "sfigati".
1) "Ma che begli occhi blu, signorina!!! Mi ci specchio come nel cielo";
2)"Non sei fidanzata, come mai? Una bella ragazza come te!" variazione di "Sei fidanzata? Fortunato il tuo ragazzo!";
3) "Fuma signorina? Il fumo le fa molto male, sa? L'unica fortunata è la sigaretta"
4) "Signorina, posso offrirle qualcosa al bar?"
5) Assomigli a Cameron Diaz, lo sai? Ho la mia camera piena dei suoi poster, vuoi venire a vederli? Sicuramente tu sei più bella...
6) Posso dirti che sei molto carina?
7) Ti va di venire a casa mia? Ho un appartamentino tutto mio!

Possibili risposte di una donna 2015 al corteggiamento retorico:

1) Ahahhahahhahh,.....
2) Eppure mi sono fidanzata" oppure "Mi sa che invece sei tu a non avere fortuna se incontri il mio ragazzo"
3) E che mi frega? ahahahahahahah
4) No, non è il caso.....
5) Ahahhahhhahahahah
6) Ahhhhhahahahaahh..... oppure "Grazie" molto secco oppure "No, non è vero".
7) Vaffanculo!


Allegria gente! E' bello corteggiare!







lunedì 3 agosto 2015

Musica e storia

Da tempo ci penso. La musica di un'epoca può migliorare la vita, la storia. E nei tempi più recenti, soprattutto, quando la musica popolare si è resa possibile all'acquisto, al ratto, alla conservazione, ci ha indubbiamente colorato l'esistenza.
Se una musica è trascinante anche il negativo si coglie con leggerezza, se la musica non esiste, latita o comunque non diverte, non affascina, le esperienze quotidiane diventano senza sapore, ottuse, sbiadite e indubbiamente spigolose, affilate se negative.

martedì 28 luglio 2015

I radical-chic

Molta gente detesta i radical-chic e forse non a torto. Mi sono sempre chiesto anch'io cosa spinge una persona benestante, magari molto giovane, che per generazione non ha vissuto la guerra neanche per sentito dire, a essere attratto dall'universo partigiano, dalle lotte operaie.
Che cosa ne può sapere un uomo vissuto dentro un letto di bambagia in un'epoca opulenta, che ha sempre usufruito magari del conto in banca del papà industriale, di campi di concentramento, di catene di montaggio, di lavoro minorile, di picchetti?
Ebbene forse la risposta c'è. I radical-chic ammirano la diversità, forse per colmare il senso di colpa di essere quello che sono. Con l'orizzonte della fame del mondo, per esempio, è quasi un tabù bearsi e santificare la propria ricchezza, il proprio edonismo. Ci si sente in dovere di credere in qualcosa di serio, di fare i seri, perché belle donne e belle macchine sono un affronto frivolo al resto del mondo.
Così il radical-chic medio utilizza la bicicletta per essere ecologico, vota comunista, va alle manifestazioni del 25 aprile, è alla ricerca sempre dell'altro-da-sé, quasi annoiato dal suo benessere.
Ma questo altro-da-sé dev'essere ben posto a distanza, si regge in piedi grazie alla lontananza. Se il "diverso" si avvicina troppo, il radical-chic (vero radical chic!) preferisce ricordarsi il suo benessere e tenerselo stretto. Andare da cena da amici in una casa popolare senza aria condizionata o con le finestre rotte si può fare ma al massimo un paio di volte; si può fare amicizia con uno zingaro, ma il luogo di incontro è solo l'angolo della strada dove egli elemosina. Perché la povertà è dura e fa paura, è uno spettro come la morte. La bicicletta, invece, non fa paura perché fa chic e poi perché è indubbiamente comoda.


martedì 7 luglio 2015

Video del giorno

Quando lo spagnolo si fondeva con l'elettronica di derivazione anglosassone


venerdì 3 luglio 2015

Essere "fuori"

"No, è fuori..."
"Carlo, lasciala perdere...è fuori"
Fuori, fuori, fuori!!! Ma fuori rispetto a cosa? Al vostro orticello di mediocrità?
E se per me la ragazza non è fuori ma è in gamba, che cosa sono? Sono fuori anch'io??
Solitamente l' "essere fuori" che non denota nulla di preciso, se non una condizione di anticonformismo, è semplicemente una modalità di esclusione del prossimo. Un modo per non comprenderlo e trasformarlo in uno spavento imminente.

lunedì 29 giugno 2015

Contrasti

I contrasti della vita....la mia vita è un contrasto veramente assurdo.
Oggi ho ricevuto un complimento da Giorgio Armani in persona, in uno dei suoi atelier; domani alla stessa ora mi ritroverò davanti alla tazza di un cesso (con tutto il rispetto per ciò che è un cesso, uno strumento utile all'umanità) ad aiutare un ragazzo disabile ad espletare i suoi bisogni; dopodomani nell'ufficio contabilità di una scuola statale, dopodomani a trattare con un meccanico d'epoca e poi sarò forse un dogsitter..un giorno..forse...Chissà?
Mi dicono che il bello non è essere mai una cosa sola.
Però a tutto c'è un limite: non sarò mai un volontario Expo.

Riappropriarsi

Ho bisogno di riappropriarmi di me, cari amici.
Ho bisogno di ritrovare la stessa penna, la stessa mente che in questo lungo periodo di devastazione esistenziale e creativa mi sembra di aver perduto.
E che oggi forse mi sembra di aver ritrovato..
Ma non faccio mai promesse...non amo gli impegni. Non voglio deludere chi mi vuole bene.