giovedì 16 gennaio 2014

La vita gira come un "cerchio"

La vita non va avanti, gira. Gira come la testa, come una trottola, non gira mai all'impazzata, gira tranquilla come un autista d'autobus da capolinea a capolinea.
Ogni giorno la vita si ripete. Perché non farla cadere per terra ogni tanto? E così respirare il silenzio o contemplare il cielo.
Nel 1982 su "TV Sorrisi e canzoni" Patty Pravo dichiarava: I cerchi non sono altro che situazioni di vita che ritornano su se stessi, parlando appunto del suo nuovo album omonimo, Cerchi.
Questo lavoro della "regina" del Piper, uscito con grandi attese  e tuttora non sufficientemente compreso o apprezzato dai più, rappresenta l'inizio della parabola ermetica e sperimentale di Nicoletta che a dire il vero non si è conclusa a tutt'oggi (un rigurgito commerciale e canzonettistico lo abbiamo avuto con la famosa E dimmi che non vuoi morire, il suo ormai divenuto storico evergreen di recente generazione)
L'attesa, dopo tre anni, di una nuova uscita sul mercato discografico era all'epoca qualcosa di sospirato. Va da sé che su Cerchi si erano riversate molte aspettative, soprattutto perché era uno di quei dischi incisi all'estero (in questo caso in America) ed era stato accompagnato dal gossip di una Pravo allontanatasi dall' Italia per ritrovare la salute dopo anni di stravizi. La qualità musicale e strumentale si avverte al primo ascolto, non siamo di fronte certo a "canzonette", come del resto non lo eravamo nel caso di Munich album (1979). La prima caratteristica palpabile di Cerchi (ora soltanto disponibile su e-bay o da collezionisti privati) è l'utilizzo delle parole in funzione ritmico-musicale. Non è cioè la musica che segue le parole, ma viceversa, per cui Patty utilizza spesso dei nonsense pronunciandoli anche in modo incomprensibile, per farli diventare puri suoni privi di significato che si devono miscelare con la musica strumentale. Complessivamente ci sono molte iterazioni e i testi hanno quello stile sciatto di un Vasco Rossi, spesso con doppi sensi. Ne abbiamo un esempio nel brano Let's go dove viene continuamente ripetuto con toni lascivi e voce impastata:   Cosa vuoi da me tu vuoi?, Sì facciamo un "giro" vuoi?.
Ed è proprio in questo "giro" che c'è l'essenza di tutto il disco e che ci riporta al concetto di ripetizione e della rotondità del cerchio, ma anche un giro "aperto" che può essere un giro geografico, un giro sessuale, un "giro" di cocaina, un invito comunque alla libertà e alla trasgressione.
Molto belle anche le canzoni Harlem rocky e Je ne sais pas (dove emerge anche la sperimentazione delle lingue straniere e del francese, come del resto in quasi tutto il disco).
Musicalmente Cerchi non si fa mancare nulla e, preservando un impianto di matrice new-wave anni '80 con sonorità plastificate ad arte gioca con sperimentazioni rock, funk e reggae.
A chi vive nel mito della Patty Pravo di Ragazzo triste o de La bambola non potrà piacere questo disco. Piacerà a chi riesce a vivere positivamente i cambiamenti musicali di ogni artista e chi ha vissuto o ammirato gli eccessi (anche musicali) di fine anni '70, il punk, il progressive, le ostentazioni, il nichilismo che cerca una sua regola e un suo senso nella provocazione e nella trasgressione.
Qui di seguito un curioso filmato in cui Mike Bongiorno intervista la Patty all'uscita del disco trattandola come una bambina ingenua, cercando spasmodicamente il politically correct. Patty abbozza e provoca come sempre, lasciando come sempre l'amletico dubbio se ci fa o ci è.  La canzone è Je ne sais pas.


sabato 11 gennaio 2014

Le parole chiave

Cari amici, oggi ho deciso di svelarvi un segreto....un quasi-segreto dato che il suo svelamento non ci illumina su una realtà tanto sconosciuta quanto sorprendente.
Vi dirò quali sono alcune delle parole-chiave digitate sui motori di ricerca che sono servite ad arrivare al mio blog, è una procedura che può attivare qualunque blogger dal proprio pannello di controllo alla voce "statistiche".
Quelle che dimostrano inequivocabilmente qual è l'interesse principale della gente in Internet sono le seguenti:

Lituania donne
Godere nel farsi la cacca addosso
Blog di escort
Il culto del culo
Fidanzata troia
Moglie zoccola blogger
Joyce lettere a Nora (è risaputo il loro contenuto osceno)

Queste sono variazioni quotidiane di un argomento che è sempre lo stesso...che dire? Nulla di male..Da me troveranno parzialmente quello che cercano. Io sono un tassello nell'infinito acquario della rete. 
Però non sperate ciecamente che la cultura interessi così tanto gli  internauti, ecco. In fondo Internet è rimasto uno dei pochi luoghi aperti senza censura...Fa molto ridere bloccare certi siti ai minori di 18 anni se poi questi possono entrare dichiarando il falso.
Qualche volta mi diverto a fare il minorenne per farmi dirottare su Google :)....Il gioco trans-plastico dell'inconsistenza umana in rete, maggiorenni, minorenni, vecchi, giovani, uomini e donne.
E buon pro.

mercoledì 8 gennaio 2014

Editoriale gennaio 2014

Ciao a tutti!!!
Da un po' di tempo mancava l'editoriale, ma ad inizio anno mi sembra doveroso farlo, anche perché come molti hanno già notato, ho cambiato veste grafica, come solitamente si profila ogni anno questa scelta.
Quest'anno mi sono buttato sul colore azzurro. Perché l'azzurro quando invece fino a oggi i colori prediletti erano sempre stati il fucsia, il viola, il nero, l'amaranto? Intanto l'azzurro è un colore freddo, mi ricorda i mari del Nord e sono più simpatizzante del freddo che del caldo. Ma in ogni caso c'è sempre il grigio, a ricordare le nuvole e il mare in tempesta, in pieno spirito romantico.
Poi non è male l'idea di creare questo chiasmo concettuale, per il quale l'azzurro è il colore del sesso maschile ed io espongo foto di sesso femminile, ho creato una bella ambiguità quest'anno: questo blog è come un trans, un po' uomo e un po' donna, insomma.
L'azzurro è anche il colore della nazionale di calcio italiana ed anche il colore nazionale della Repubblica Italiana, utilizzato in eventi e manifestazioni militari e istituzionali in parallelo alla bandiera.
Un augurio quindi all' Italia perché quest'anno possa riprendersi lo spazio culturale ed economico che ha avuto nei secoli scorsi, a dispetto di questa maledetta crisi che ci sta falcidiando.
Un augurio dunque alla nazionale che quest'anno parteciperà ai Mondiali di calcio.
Penso che questi siano più che validi motivi a giustificare la scelta dell'azzurro, no?
Pochi validi motivi ci sono per la mia latitanza lo scorso anno, nel 2013 ho raggiunto il record negativo di numero di post..si arrivava anche a due post al mese...in effetti è stato un po' vergognoso.
Ma in compenso il numero di "follower" è salito a 11 (capirai che record, ma sono contento lo stesso!)
A questo proposito invito comunque i miei lettori a non perdersi d'animo e a continuare a seguirmi nonostante scriva poco..anzi datemi voi un po'di benzina, abituatevi anche a commentare di più, grazie!
Per ciò che riguarda il sottotitolo ho trovato bello l' accostamento di "occhio" con "l' ockio" (una scomposizione e un utilizzo ancora di "Lock").
E per oggi vi saluto.....Statemi bene, se potete.

Carlo Lock

domenica 5 gennaio 2014

Buon compleanno TV

In questo blog si è parlato spesso di televisione, con il doppio occhio, critico e al tempo stesso indagatore, curioso, compiaciuto. La televisione fa parte della cultura visuale post-moderna, pur non essendo una vera e propria arte. Però è un mezzo di comunicazione che ha affascinato milioni di italiani nei decenni...ed in particolare la TV aveva un valore proprio quando chiamava nei propri studi anche attori di teatro, ballerine e show-girl di un certo calibro, come le gemelle Kessler.
Questo mese di gennaio non può che iniziare con una commemorazione della nascita della televisione, il 3 gennaio 1954, quando la televisione ha cambiato anche le abitudine degli italiani.
Io ho passato un'infanzia davanti alla televisione, perché quasi sempre malato....per me era l'unico occhio che avevo sul mondo. Anzi, "ockio", come nel sottotitolo di quest'anno...
E la sera arrivava perché c'era un film da vedere in televisione. TV maledetta! Che hai distrutto il piacere del cinema, del libro...
Ma anche questa è retorica....la famiglia gay non distrugge la famiglia tradizionale, così la TV non può distruggere il libro.
Forse possiamo distruggere alcuni protagonisti scomodi della TV. Questo sì. Ma l' Italia si sa, non è un paese rivoluzionario (almeno oggi).
Buon anno.

Carlo Lock.