venerdì 31 ottobre 2014

Siamo maghi

Noi umani siamo maghi senza saperlo.
Ma vi rendete conto quale grande magia della natura sia quella di fare sparire pasta, verdura, carne e trasformarla in merda?
Purtroppo la gente comune è capace di tramutare tutto in merda (e non solo il cibo, a volte).
E dopo aver detto questo mi rendo conto che non solo i cadaveri fanno schifo, anche i corpi vivi.

C.L.

mercoledì 22 ottobre 2014

Lilli Carati: come la mia baby sitter

Oggi si celebreranno i funerali di Lilli Carati. Il sogno sexy Lilli Carati. Mi fa un po' effetto scrivere di lei, ora scomparsa, dopo Sofia Loren. Perché in fondo la Loren l'ho un po' "maltrattata", anche se ho espresso un'opinione. L'articolo era chiaramente provocatorio. Così adesso, tutti quelli che stanno leggendo, si aspetteranno che elogi Lilli, la dolce Lilli, la sexy Lilli e molti legittimamente diranno che non capisco un c...di donne. Questo è pazzo per la Carati (un'eroinomane che non aveva neanche mezza classe rispetto a Sofia!) e non ha mai compreso che grande donna e che grande attrice era Sofia Loren!
Bè, in realtà il fatto è questo. Non avevo una baby sitter che assomigliava alla Loren ed invece ce ne avevo una che assomigliava alla Carati.
E' così, sarà stato il '78-'79, e i cinematografi proiettavano in quegli anni Avere vent'anni, Il corpo della ragassa. Io, un bimbetto, quasi sempre malato, ero ignaro di tutto. Poi quando vidi Qua la mano capii di avere avuto Lilli Carati in casa mia. Interpretava il ruolo di Gloria, universitaria sui 22 anni, due grandi tette. E Gloria mi faceva addormentare di pomeriggio, nella penombra delle tapparelle abbassate, poi quando mi svegliavo mi faceva la limonata (eh..non pensate male, era purtroppo acqua e limone) oppure la mattina mi leggeva appeno sveglio Topolino.
Di Lilli Carati ho sempre avuto dentro di me l'immagine spregiudicata, ma anche comune, della ragazza anni 70, molto donna,...anzi non solo una ragazza, ma tante ragazze della porta accanto che rappresentavano al meglio il suo contesto storico di provenienza. E queste immagini corrispondevano a tanti personaggi da lei interpretati: la supplente timida ed elegante, la giovane emancipata, la studentessa, la puttana...e naturalmente anche Gloria. stessi capelli, stessi occhi scuri, stessa espressione.
Lilli Carati era molto di più di quello che si è visto, ne sono sicuro. Voglio ricordarla così, in modo molto personale, un po' fantasioso, un po' romanzato. 

lunedì 22 settembre 2014

Gli 80 di Sofia Loren

Sofia Loren non mi è mai piaciuta. 
Non è una donna sexy.
Punto.
Basta.
Felicitazioni (ipocrite) per i suoi 80 anni!

domenica 21 settembre 2014

Gestire la solitudine?

La solitudine è una sola, i comportamenti che derivano da un eccesso di solitudine sono semplicemente due.
Possiamo prendercela con noi stessi e domandarci fino alla sfinimento "perché siamo soli?", "perché sono arrivato a non avere amici?", "perché l'affetto non è importante su questa terra". Queste domande ci portano inevitabilmente alla depressione e (forse) al suicidio, magari anche per verificare se la nostra morte interessa a qualcuno.
Possiamo amare fin troppo noi stessi e, in questo spasmodico, sviscerato amore, l'indifferenza degli altri acquista un senso: gli altri non sono alla nostra altezza, gli altri sono banali. Ecco perché siamo soli!
Ed in fondo meglio amare se stessi, meglio occuparsi di se stessi!!
Rifuggiamo tutte le teorie sociali, lo spirito di comunità, perché non abbiamo interesse e passione per gli altri. Tutto questo ci porta inevitabilmente alla misantropia (forse).

La nozione di tempo libero

Riguardo al cosiddetto "tempo libero", da contrapporre evidentemente al lavoro.
Se il tempo è libero significa che qualcosa ci imprigiona, è evidente. Non è del tempo libero che abbiamo bisogno, ma del tempo liberato, ossia di un tempo nostro, gestito completamente da noi.

Carlo Lock

martedì 18 marzo 2014

Il rimedio per l'impotenza

C'è un unico rimedio per ignorare la vostra impotenza maschile, senza prendere farmaci o andare dal medico.
E' patetico far intervenire i farmaci nella vostra sessualità...la sessualità è libertà, non è imposizione.
Se siete impotenti, oltre a fare i figli con la fecondazione artificiale, potrete sempre imparare a prenderlo in quel posto da vostra moglie. Insomma, è una questione di spostamento di prospettive, ecco tutto.
"Tu non puoi penetrare me, io penetro te".

sabato 8 marzo 2014

La donna, le donne e gli uomini

Dopo aver saltato a pie' pari il mese di febbraio....riesumiamoci in questa giornata per una disamina completa, senza pudori, senza veli del genere e della questione femminile (non sono un ginecologo, però!). A costo di attirarmi parecchie antipatie, cercherò oggi di tratteggiare ciò che è la donna ai miei occhi e agli occhi delle nuove generazioni, rimanendo il più possibile obiettivo. Il carattere classificatorio e definitorio di ogni ente è tipico della logica umana, non venite a raccontare il contrario.
Molte donne sottovalutano l' 8 marzo perché ritengono che non si è fatto abbastanza in termini di diritti civili e molti uomini lo sopravvalutano perché lo vivono come una galanteria nei confronti del gentil sesso e fanno a gara a chi compra più mimose. 
Entrambi le posizioni sono errate, almeno in parte. Considerata a livello internazionale, la giornata della donna testimonia notevoli progressi come ancora insuccessi, ma è nell'ottimismo non nella rinuncia alla festa che bisogna appoggiarsi e continuare a lottare per i diritti delle donne. 
Quelle patetiche immagini inviate su Facebook delle donne peste e maltrattate sono da considerarsi come danno e sopruso a un essere umano, non solo alla donna in quanto donna. La donna come essere "indifeso" presta il fianco tutto sommato al maschilismo, che vive e cresce sull' idea della donna come essere inferiore. O ammettiamo, quindi, che la donna sia un essere inferiore per costituzione anche fisica o altrimenti, dato che esistono molte donne che fanno kick-boxing e sono molto aggressive, ben capaci di difendersi insomma, dobbiamo spostare il problema sull' uomo. Cioè, dobbiamo capire perché l'uomo oggi non è ancora capace di dare la giusta dignità alle donne o, in alternativa, gliela dà a sproposito, stucchevolmente cavaliere quando loro non gradiscono affatto. Le forme di paggismo gratuite possono essere fin troppo offensive, come senza senso. Spesso sono proprio gli uomini eccessivamente "cavalieri" in pubblico che poi tirano i pugni in privato.
Una delle risposte a questi problemi sta nel fatto che la coppia etero è in crisi. Uomini e donne non si capiscono e pretendono di avere ragione, oggi più di un tempo, su una tenzone millenaria. La diversità tra sessi non impone una verità assoluta, è diversità e basta. 
La crisi dell'eterosessualità ha infatti provocato sempre più nuove forme di omosessualità, considerate la "diversità" per eccellenza, mentre invece l'omosessualità è desiderio di pacificazione per annullare le insopportabili asperità tra uomo e donna. L'omosessualità, come dice la parola stessa, è omo-logazione, mentre è l'eterosessualità che vive in un rapporto dialettico e problematico.
Uomini e donne hanno "ragione" entrambi oppure non ha ragione nessuno dei due. 
Per rimarcare queste differenze tra sessi invalicabili, eccone una, forse la più insopportabile da accettare.
L'uomo è manifesto, ingenuo, semplice, abitudinario e schematico, la donna è per essenza falsità, mistificazione, complicazione e involuzione (nel senso di contorsione su se stessa), incostanza, ma è anche in grado di intuizioni geniali soprattutto nel problem-solving, è meno prevedibile.
La donna moderna e contemporanea è in questo senso la più platonica creatura di questo mondo, vive eternamente il contrasto tra essere e apparire. Ciò che è non è dato di sapere ai maschi, la donna è cresciuta nel culto del trucco, dell'apparire sulla scena del mondo, del migliorare il suo aspetto, ontologicamente orientata alla trasformazione (la maternità è anche un processo di trasformazione). Pochi hanno il privilegio di conoscere il "dietro le quinte" delle donne. La donna "svelata" è fonte di vergogna. Le donne che si svelano con un volto senza trucco o sono eccessivamente sincere sono considerate brutte, insignificanti oppure sguaiate o inadeguatamente aggressive. Non meraviglia quindi che, spesso, una donna dice il contrario di ciò che pensa, anche nel suo ideale di uomo o di ricerca ideale del compagno. La società occidentale e orientale ha avuto le sue responsabilità..responsabilità però connaturate all'assecondare un certo tipo di educazione privata, basata ovviamente sulla differenza di genere e sull'ontologia femminile e maschile. 
Di fatto una donna eterosessuale è attratta da queste caratteristiche, in ordine di importanza: sicurezza e intraprendenza, capacità di protezione, solidità economica e prestanza fisica. E in queste caratteristiche non c'è nulla, badate bene, che abbia a che fare con la ricchezza o con la bellezza. Semplicemente un uomo può avere dei bei occhi, dei bei modi, ma dare una sensazione di pusillanimità e di precarietà, vuoi per il fisico o per la situazione lavorativa, da essere inevitabilmente scartato nella selezione. E in questo, esistono delle ragioni filo-genetiche che mirano a orientare la selezione delle donne verso uomini capaci di prendersi cura della famiglia. Un lavoratore precario potrà dare affidamento per una famiglia? Naturalmente no.
Anche quando si trovano le cosiddette donne forti o materne, indipendenti...in realtà se scelgono un uomo debole sotto sotto mirano a portarlo a un miglioramento, a cambiarlo o manipolarlo. Se un uomo non cambia in meglio è chiaro che una donna si stancherà e alla prima occasione tenterà di abbandonarlo.La donna è pervasa dalle pulsioni di vita, guarda sempre avanti. Non è così frequente trovare donne inconcludenti o pigre e se lo sono per davvero si farebbe comunque fatica a comprenderlo appieno.
Del resto gli uomini sono ossessionati dal sesso, dalla "topa" ed è normale che sia così. Alcuni sono educati e civili e ce la fanno a resistere, altri sono delinquenti e violentano. Ma il punto è che esistono uomini che farebbero volentieri a meno delle donne se non fossero per loro un veicolo di soddisfazione erotica o una "macchina" per avere bambini. 
Molti uomini non accettano la competizione intellettuale con le donne né tantomeno vogliono essere manipolati da loro. Hanno un orgoglio atavico da difendere, anche quando non hanno più ragione di farlo, perché al giorno d'oggi sono quasi tutti immaturi, deboli, confusi...L'unico modo per esprimere la loro mascolinità oggi è il Cazzo (quando funziona) in una logica fallocentrica, che però non riesce più a esprimersi compiutamente.
Quindi se le donne recitassero a fare un po' più le remissive, le docili, comprensive, in grado di aiutare un uomo smarrito in difficoltà senza metterlo sotto esame ogni volta e se gli uomini pensassero meno alla topa e più a comprendere le esigenze interiori di una donna (in pratica loro dovrebbero recitare a fare le "checche") tutto andrebbe a gonfie vele. In molti casi avviene proprio così, in altri, quando si vuole orgogliosamente tenere alti i propri valori, le proprie posizioni, allora è impossibile comunicare.
In tal caso la comunicazione è litigio, perché nessuno dei due sessi è disposto a cedere.
In tal caso la soluzione è l'omosessualità o la solitudine. Ma omosessualità  e solitudine sono le uniche forme per tutelare la sincerità assoluta di genere. Ed inoltre, però, molti non riescono, per motivi costitutivi e intrinseci, a essere o diventare omosessuali. In altri casi le forme di ipocrisie sono sempre in agguato e l'ipocrisia emerge soprattutto nei racconti di gruppo tra soli maschi o sole femmine, dai quali si deduce la domanda del secolo: "perché queste due persone stanno insieme?"  
La differenza ontologica tra sessi genera ipocrisia, l'ipocrisia rabbia, la rabbia sofferenza, la sofferenza diffidenza per il futuro.
Questo è l'eterno arcano...


giovedì 16 gennaio 2014

La vita gira come un "cerchio"

La vita non va avanti, gira. Gira come la testa, come una trottola, non gira mai all'impazzata, gira tranquilla come un autista d'autobus da capolinea a capolinea.
Ogni giorno la vita si ripete. Perché non farla cadere per terra ogni tanto? E così respirare il silenzio o contemplare il cielo.
Nel 1982 su "TV Sorrisi e canzoni" Patty Pravo dichiarava: I cerchi non sono altro che situazioni di vita che ritornano su se stessi, parlando appunto del suo nuovo album omonimo, Cerchi.
Questo lavoro della "regina" del Piper, uscito con grandi attese  e tuttora non sufficientemente compreso o apprezzato dai più, rappresenta l'inizio della parabola ermetica e sperimentale di Nicoletta che a dire il vero non si è conclusa a tutt'oggi (un rigurgito commerciale e canzonettistico lo abbiamo avuto con la famosa E dimmi che non vuoi morire, il suo ormai divenuto storico evergreen di recente generazione)
L'attesa, dopo tre anni, di una nuova uscita sul mercato discografico era all'epoca qualcosa di sospirato. Va da sé che su Cerchi si erano riversate molte aspettative, soprattutto perché era uno di quei dischi incisi all'estero (in questo caso in America) ed era stato accompagnato dal gossip di una Pravo allontanatasi dall' Italia per ritrovare la salute dopo anni di stravizi. La qualità musicale e strumentale si avverte al primo ascolto, non siamo di fronte certo a "canzonette", come del resto non lo eravamo nel caso di Munich album (1979). La prima caratteristica palpabile di Cerchi (ora soltanto disponibile su e-bay o da collezionisti privati) è l'utilizzo delle parole in funzione ritmico-musicale. Non è cioè la musica che segue le parole, ma viceversa, per cui Patty utilizza spesso dei nonsense pronunciandoli anche in modo incomprensibile, per farli diventare puri suoni privi di significato che si devono miscelare con la musica strumentale. Complessivamente ci sono molte iterazioni e i testi hanno quello stile sciatto di un Vasco Rossi, spesso con doppi sensi. Ne abbiamo un esempio nel brano Let's go dove viene continuamente ripetuto con toni lascivi e voce impastata:   Cosa vuoi da me tu vuoi?, Sì facciamo un "giro" vuoi?.
Ed è proprio in questo "giro" che c'è l'essenza di tutto il disco e che ci riporta al concetto di ripetizione e della rotondità del cerchio, ma anche un giro "aperto" che può essere un giro geografico, un giro sessuale, un "giro" di cocaina, un invito comunque alla libertà e alla trasgressione.
Molto belle anche le canzoni Harlem rocky e Je ne sais pas (dove emerge anche la sperimentazione delle lingue straniere e del francese, come del resto in quasi tutto il disco).
Musicalmente Cerchi non si fa mancare nulla e, preservando un impianto di matrice new-wave anni '80 con sonorità plastificate ad arte gioca con sperimentazioni rock, funk e reggae.
A chi vive nel mito della Patty Pravo di Ragazzo triste o de La bambola non potrà piacere questo disco. Piacerà a chi riesce a vivere positivamente i cambiamenti musicali di ogni artista e chi ha vissuto o ammirato gli eccessi (anche musicali) di fine anni '70, il punk, il progressive, le ostentazioni, il nichilismo che cerca una sua regola e un suo senso nella provocazione e nella trasgressione.
Qui di seguito un curioso filmato in cui Mike Bongiorno intervista la Patty all'uscita del disco trattandola come una bambina ingenua, cercando spasmodicamente il politically correct. Patty abbozza e provoca come sempre, lasciando come sempre l'amletico dubbio se ci fa o ci è.  La canzone è Je ne sais pas.


sabato 11 gennaio 2014

Le parole chiave

Cari amici, oggi ho deciso di svelarvi un segreto....un quasi-segreto dato che il suo svelamento non ci illumina su una realtà tanto sconosciuta quanto sorprendente.
Vi dirò quali sono alcune delle parole-chiave digitate sui motori di ricerca che sono servite ad arrivare al mio blog, è una procedura che può attivare qualunque blogger dal proprio pannello di controllo alla voce "statistiche".
Quelle che dimostrano inequivocabilmente qual è l'interesse principale della gente in Internet sono le seguenti:

Lituania donne
Godere nel farsi la cacca addosso
Blog di escort
Il culto del culo
Fidanzata troia
Moglie zoccola blogger
Joyce lettere a Nora (è risaputo il loro contenuto osceno)

Queste sono variazioni quotidiane di un argomento che è sempre lo stesso...che dire? Nulla di male..Da me troveranno parzialmente quello che cercano. Io sono un tassello nell'infinito acquario della rete. 
Però non sperate ciecamente che la cultura interessi così tanto gli  internauti, ecco. In fondo Internet è rimasto uno dei pochi luoghi aperti senza censura...Fa molto ridere bloccare certi siti ai minori di 18 anni se poi questi possono entrare dichiarando il falso.
Qualche volta mi diverto a fare il minorenne per farmi dirottare su Google :)....Il gioco trans-plastico dell'inconsistenza umana in rete, maggiorenni, minorenni, vecchi, giovani, uomini e donne.
E buon pro.

mercoledì 8 gennaio 2014

Editoriale gennaio 2014

Ciao a tutti!!!
Da un po' di tempo mancava l'editoriale, ma ad inizio anno mi sembra doveroso farlo, anche perché come molti hanno già notato, ho cambiato veste grafica, come solitamente si profila ogni anno questa scelta.
Quest'anno mi sono buttato sul colore azzurro. Perché l'azzurro quando invece fino a oggi i colori prediletti erano sempre stati il fucsia, il viola, il nero, l'amaranto? Intanto l'azzurro è un colore freddo, mi ricorda i mari del Nord e sono più simpatizzante del freddo che del caldo. Ma in ogni caso c'è sempre il grigio, a ricordare le nuvole e il mare in tempesta, in pieno spirito romantico.
Poi non è male l'idea di creare questo chiasmo concettuale, per il quale l'azzurro è il colore del sesso maschile ed io espongo foto di sesso femminile, ho creato una bella ambiguità quest'anno: questo blog è come un trans, un po' uomo e un po' donna, insomma.
L'azzurro è anche il colore della nazionale di calcio italiana ed anche il colore nazionale della Repubblica Italiana, utilizzato in eventi e manifestazioni militari e istituzionali in parallelo alla bandiera.
Un augurio quindi all' Italia perché quest'anno possa riprendersi lo spazio culturale ed economico che ha avuto nei secoli scorsi, a dispetto di questa maledetta crisi che ci sta falcidiando.
Un augurio dunque alla nazionale che quest'anno parteciperà ai Mondiali di calcio.
Penso che questi siano più che validi motivi a giustificare la scelta dell'azzurro, no?
Pochi validi motivi ci sono per la mia latitanza lo scorso anno, nel 2013 ho raggiunto il record negativo di numero di post..si arrivava anche a due post al mese...in effetti è stato un po' vergognoso.
Ma in compenso il numero di "follower" è salito a 11 (capirai che record, ma sono contento lo stesso!)
A questo proposito invito comunque i miei lettori a non perdersi d'animo e a continuare a seguirmi nonostante scriva poco..anzi datemi voi un po'di benzina, abituatevi anche a commentare di più, grazie!
Per ciò che riguarda il sottotitolo ho trovato bello l' accostamento di "occhio" con "l' ockio" (una scomposizione e un utilizzo ancora di "Lock").
E per oggi vi saluto.....Statemi bene, se potete.

Carlo Lock

domenica 5 gennaio 2014

Buon compleanno TV

In questo blog si è parlato spesso di televisione, con il doppio occhio, critico e al tempo stesso indagatore, curioso, compiaciuto. La televisione fa parte della cultura visuale post-moderna, pur non essendo una vera e propria arte. Però è un mezzo di comunicazione che ha affascinato milioni di italiani nei decenni...ed in particolare la TV aveva un valore proprio quando chiamava nei propri studi anche attori di teatro, ballerine e show-girl di un certo calibro, come le gemelle Kessler.
Questo mese di gennaio non può che iniziare con una commemorazione della nascita della televisione, il 3 gennaio 1954, quando la televisione ha cambiato anche le abitudine degli italiani.
Io ho passato un'infanzia davanti alla televisione, perché quasi sempre malato....per me era l'unico occhio che avevo sul mondo. Anzi, "ockio", come nel sottotitolo di quest'anno...
E la sera arrivava perché c'era un film da vedere in televisione. TV maledetta! Che hai distrutto il piacere del cinema, del libro...
Ma anche questa è retorica....la famiglia gay non distrugge la famiglia tradizionale, così la TV non può distruggere il libro.
Forse possiamo distruggere alcuni protagonisti scomodi della TV. Questo sì. Ma l' Italia si sa, non è un paese rivoluzionario (almeno oggi).
Buon anno.

Carlo Lock.