domenica 29 settembre 2013

Un regista per vecchi

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario anniversario della morte di Fellini, l'unico modo per sentire parlare ancora di lui, ingiustamente messo nel "corner" della memoria collettiva. 
Regista unico, vero artista, ma, in tutta sincerità, a livello personale, l'impressione che mi ha sempre fatto Fellini è quella di fare film per un pubblico anziano. Anzi mi è sempre sembrato anziano pure lui, già dall'età di 40 anni! I suoi film sono spesso imponenti, altisonanti, stantii e lenti, con personaggi anziani, brutti o abbruttiti, presi spesso dal mondo contadino o paesano, le musiche di stile classico-sinfonico; Fellini non mette in scena il rock, la violenza, la rapidità, il rampantismo, l' hi-tech, gli uffici moderni, le giacche e le cravatte; non è quasi mai comparsa una ragazza sul modello di Monica Bellucci, di Uma Thurman nei suoi film; il suo erotismo non eccita, le sue donne sono barocche e deformate; gli status della contemporaneità fanno solo da contraltare, sono un orpello visto con sospetto, esaminato da lontano o un elemento dialettico, niente di più;  il suo universo espressivo è decisamente autoreferenziale, snob e nostalgico. E' forse il continuo riproporre questo universo ancorato a un preciso immaginario generazionale legato culturalmente al neorealismo del dopoguerra che lo rende "anziano", passatista, anche nel suo ultimo periodo, gli anni '80. In fondo il cinema di Fellini è una rivisitazione fantastica e visionaria del neorealismo, e poi è sempre quello, non è un cinema che "osa", la sua creatività incensa se stessa.
Interessante sarebbe stato vedere come il cinema felliniano si sarebbe evoluto ai giorni nostri.
Ma del resto senza queste peculiarità Fellini non sarebbe Fellini, sarebbe un altro. Dal canto suo, la raffinatezza dello stile, l'inventiva arguta nel tratteggiare situazione assurde, oniriche, senza coerenza logica, il gettare in pasto allo spettatore icone simboliche, enigmatiche, lo rendono un Maestro a tutti gli effetti.
Penso che il vero peccato non sia Fellini un regista per vecchi, quanto piuttosto i giovani spettatori per giovani. Forse se un giovane provasse l'ebbrezza di sentirsi un vecchio potrebbe apprezzare Fellini e numerosi altri registi, che hanno fatto onorevolmente la storia del nostro cinema. 
Ma finché si continua ad andare a vedere Moccia, Avatar, Cattivissimo me....e altre amenità americane, non si andrà lontano.


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