martedì 27 agosto 2013

Milano d'agosto

La Milano d'agosto è insieme deprimente e affascinante. C'è quel silenzio strano, quasi commovente nelle vie, si sente il caos di tutto l'anno come un rumore lontano, in quelle nuvole grasse e dense, che fanno ombra, sopra di te pesano dolcemente i ricordi. E tu ti senti solo, incredibilmente solo. Pensi al dopo, pensi a quando tutto ritornerà come prima, quando la gente correrà con le loro automobili, sui mezzi pubblici, fai il conto alla rovescia pensando a quale sarà il primo negozio che aprirà.
Ti guardi intorno: ogni cosa, la più minuscola cosa, ha il suo momento di protagonismo, anche la carta straccia trascinata dal vento. Tutto è protagonista, senza egoismo.
Poi tutto torna come prima, l'attenzione non è più la stessa. E tutto quello che abbiamo desiderato (i negozi aperti, la gente che corre, la presunta normale quotidianità) torna ad essere deprimente.
Depressi prima, depressi dopo. 
Milano è una città che ti costringe sempre a proiettarti fuori, a pensare a un altro-da-sé, nello spazio e nel tempo. Non si può mai stare bene nella sua pelle, ci si sente avvelenati nella sua pelle.

domenica 25 agosto 2013

L'effetto del caffé

http://it.notizie.yahoo.com/foto/gli-effetti-collaterali-del-caffe-slideshow/

Ben ritrovati!!
Dall'articolo qui sopra si evince un effetto collaterale poco conosciuto del caffé, quello di inibire la creatività. Sarà dunque per questo che gli italiani sono così poco creativi, così banali?
Ho sempre odiato questa maledetta usanza del caffé, tipicamente italiana. Gli italiani dovrebbero imparare a mangiare crauti e wurstel alle 10 del mattino...questa è vera creatività alimentare.