lunedì 15 luglio 2013

Un motivo per vivere

Non c'è un motivo assoluto per vivere, esistono solo motivi quotidiani. Ogni mattina mi alzo e mi dico se la giornata mi riserverà un motivo per cui vale la pena vivere (può essere anche una gioia, una fonte di interesse acceso, qualcosa che comunque dà un senso alla mia giornata). Spesso, purtroppo, capitano giorni per i quali un motivo non c'è (per fortuna, in media sono pochi), giornate da tagliarsi le vene. Il desiderio di tagliarsi le vene è più per noia che per altro. Per una disgrazia è meglio buttarsi dalla finestra: l'impatto con l'asfalto sta in un rapporto metaforico e simmetrico con uno choc personale.
Ma al di là di tutto, quando non c'è un motivo per vivere, l'unico motivo salvifico della giornata è pensare a come NON suicidarsi (magari ascoltando musica, è presto detto).
E quando si riesce arrivare a fine giornata, c'è la speranza dell'indomani....dove sicuramente un motivo per vivere ci sarà.
Alla fine vale la pena di vivere sempre e comunque.


domenica 14 luglio 2013

La storia nelle riviste

C'è più storia in una rivista del passato che in dieci libroni di costume o di politica. Perché il libro opera una riduzione e manipolazione del materiale storico, lo pone a distanza, la rivista "rivela" il presente che si è archiviato nel passato. La rivista non ha autori, non ha intermediari, è un frammento storico del presente.
Leggendola molti personaggi perdono trent'anni, il linguaggio cambia, i colori, la carta. Tutto cambia. All'indietro. Come in una macchina del tempo.
Basta leggere un "Playmen", un "Espresso", un "Oggi", un "TV Sorrisi e Canzoni" di venti-trent'anni fa nella propria camera e fare finta che fuori da quella camera ci sia quel mondo.
Ecco come può attualizzarsi il sentimento della storia. A noi interessa il sentimento della storia, non il dato della storia. Il dato della storia è noioso come la matematica, è freddo e sterile; il sentimento della storia ci impone la domanda: "ma come si viveva allora?". Ecco, solo attraverso le riviste possiamo rispondere a quel "come", attraverso cronaca, simboli, idoli mediatici, aneddoti, mode, non più raccontati da terzi, ma vissuti in prima persona.
Ecco, quindi, che collezionare riviste corrisponde a cogliere l'atto puro della storia. E' meglio mettere negli armadi un po'di storia che tenerli vuoti per far posto al futuro. Almeno qualcosa di certo c'è sempre.

Carlo Lock