mercoledì 1 maggio 2013

La festa dei disoccupati

1° maggio. Festa del lavoro. Beppe Grillo ha detto "festa dei disoccupati". Ed in effetti il lavoro per alcuni è diventata non più uno status, bensì una condizione di ricerca. Ricerca che in moltissimi casi si perde nel nulla, diventa una coazione a ripetere cieca che si inabissa e si arena nelle sabbie mobili dell'inattività. La ricerca del lavoro è come un onanismo triste, senza la benché minima soddisfazione. 
Qualcosa si inceppa, insomma. Allora o si continua a vivere anche senza lavoro o si deve andare avanti. Ma come si fa a vivere senza lavoro? Questa è la domanda capitale che attanaglia i dubbi di ognuno: andare avanti sì....ma come si fa ad andare avanti se non c'è qualcuno che ti mantiene?
I mantenuti in questo periodo godono di un grande vantaggio. Possono fare quel cazzo che gli pare senza preoccuparsi di nulla e rendere conto a nessuno. I mantenuti sono gli unici fuori da questo giro perverso, fuori dalla miseria, dalla preoccupazione per il futuro. Paradossalmente sono gli unici che potrebbero fare figli, per forza e serenità.
Ed anche chi lavora, insomma, pensa che se la passi bene? Sì, la differenza è che uno ha soldi, l'altro no. Ma anche chi lavora 10 ore al giorno....siamo sicuri che fa una bella vita?
Siamo sicuri che fa una bella vita chi continua a ricevere contratti a progetto?
In un' Italia ormai svuotata da ogni riferimento, l'unica consolazione è la distruzione del presente, una distruzione metaforica, che è già in corso. I lavoratori, quindi, non esistono più. Esistono solo persone mosse dall'istinto di autoconservazione. Tutto il resto è una farsa, i curriculum, le competenze trasversali, la motivazione.
Vince il più forte. E se vince il più forte anche nel mondo del lavoro, vuol dire che questo "mondo del lavoro" non esiste più, è, anzi, una bestemmia anti-costituzionale.


1 commento:

Francesca Paolucci ha detto...

Come non sottoscrivere il tuo ragionamento?