venerdì 24 maggio 2013

A Don Gallo

Avrei sempre voluto incontrare Don Gallo, ma il destino della storia me l'ha impedito.
Avrei voluto incontrarlo per dirgli: anch'io sono per mettermi a fianco degli ultimi...a volte mi sento un ultimo, mi aiuti lei Don Gallo.
E lui non avrebbe risposto come un qualsiasi prete cattolico, con la solita "beati gli ultimi perché saranno i primi". Le solite frasi come "verrà il tuo tempo", che inducono all'omicidio chi le ascolta.
Non so come avrebbe risposto, ma di sicuro gli avrei fatto un'altra domanda: "Don Gallo, perché non si è mai fatto protestante? Cosa ci fa insieme a insieme a Bagnasco, al Cardinal Scola, a Ratzinger? Lei non merita di essere considerato una "macchietta", il prete eversivo o dissidente"
Don Gallo è un vero prete. 
Riposa in pace. Ti voglio bene Gallo!

domenica 19 maggio 2013

"Mad World"- Video del giorno

Chi vota chi

Solitamente siamo abituati, quando ci riferiamo ai leader politici, a pensare ai loro partiti, ai loro programmi. Pochissimo invece riflettiamo sulle persone che votano: Che tipologie di persone sono?
Se pensassimo alle persone che votano, anziché a chi ci chiede il voto, forse capiremmo anche in che Paese viviamo...e naturalmente in un brutto Paese.
E naturalmente non basta dire che i "peggiori" sono gli elettori del Pdl...ce n'è anche per il Pd.
E' quello che ha scritto, con ironia e sagacia, Paolo Caporaletti sul sito www. vice.com.
Qui i link diretti:



Quello che mi ha colpito da queste caratterizzazioni è la "ragazza senza interessi", della quale non sono molto d'accordo sul fatto che sia una votante del Pd.
La "ragazza senza interessi" è veramente un problema sociale, ma non credo sia ascrivibile al Pd. La "ragazza senza interessi" è ascrivibile a qualsiasi partito. Piuttosto penso che la "pidina"-tipo (si dice così?) sia il rispecchiamento di ciò che è il suo partito e cioè, pur mossa da buoni principi, in gamba, è....né carne né pesce. Quindi non direi "senza interessi" (e la politica non è un interesse?). Facciamo pure la distinzione tra i votanti che sono attivisti e quelli che non lo sono. Le ragazze "attiviste" Pd sono po' cattoliche, un po' alternative, sia ricche che povere (ma non necessariamente di estrazione operaia). Dotate di un moderatismo così ragionevole, che alla fine rompe i marroni; anti-berlusconiane, ma ormai stanche di esserlo (non bisogna mai essere stanchi di essere anti-berlusconiani), ma possono essere anche dell'ala renziana, quindi arriviste o femministe per imitazione di quelle che lo furono per davvero (le loro madri, a cui tanto di cappello).  Hanno il complesso dell'invidia delle puttanelle che seguono Berlusconi, ma devono tenere un contegno e una rispettabilità. In questo contegno da tenere, sembrano non avere un interesse sessuale o ludico....non sembrano interessate all'edonismo, ecco, ma solo all'impegno politico. Lo spirito del "fustigare" è sotto sotto presente quanto lo è in partiti come Cinque Stelle o Pdl. Il partito individua sempre il nemico, non dimenticatelo mai. Il Pd ha bene chiaro quali siano i suoi nemici, ma spesso deve attenuare il proprio odio, perché il bene è quello dell' Italia. Invece a volte l'odio è anche sano, se costruttivo, in politica...
Altra obiezione è questa: che i comici di sinistra votino Berlusconi. E' vero che molti di loro ricevono la pagnotta da lui, ma vogliamo celebrare proprio questa ipocrisia? Voglio ancora sperare che qualcuno voti ancora per i suoi ideali, anche se qui il tono è scherzoso.

Citazione del giorno

Le mosche non riposano mai, perché la merda è veramente tanta.

(Alda Merini)

martedì 14 maggio 2013

Picconate all'anima

Il grande fatto di cronaca nera del picconatore folle di Niguarda (Milano) ha fatto il giro d' Italia ed anch'io sono rimasto piuttosto scosso.
Ora riesco a guardare con  inquietudine e fastidio un individuo nero. Non mi era mai successo, ma non è una forma di razzismo, è un meccanismo associativo, un po' come quando fai un incubo, che poi ci si risveglia e se si osservano le stesse cose che ti ricordano il sogno rivivi le stesse emozioni negative.
Ma c'era bisogno di picconare? Di uccidere tutta quella gente?
Suggerirei delle "picconate" all'anima, altrettanto liberatorie, ma meno pericolose.
Qualcuno avrà o ha avuto il coraggio in vita sua di scrivere via sms"Vaffanculo, figlio di puttana, fottiti e strozzati! Non farti più vedere né sentire" a tutti i contatti della sua rubrica e poi cambiare numero, sparire e non farsi più sentire?
Non dico che sia una bella cosa da fare, ma è sicuramente meglio che prendere a picconate per strada cittadini innocenti.
Ma la follia non conosce argini o limiti.....e soprattutto (diciamolo anche alla Lega Nord) non ha nemmeno razza.

mercoledì 1 maggio 2013

La festa dei disoccupati

1° maggio. Festa del lavoro. Beppe Grillo ha detto "festa dei disoccupati". Ed in effetti il lavoro per alcuni è diventata non più uno status, bensì una condizione di ricerca. Ricerca che in moltissimi casi si perde nel nulla, diventa una coazione a ripetere cieca che si inabissa e si arena nelle sabbie mobili dell'inattività. La ricerca del lavoro è come un onanismo triste, senza la benché minima soddisfazione. 
Qualcosa si inceppa, insomma. Allora o si continua a vivere anche senza lavoro o si deve andare avanti. Ma come si fa a vivere senza lavoro? Questa è la domanda capitale che attanaglia i dubbi di ognuno: andare avanti sì....ma come si fa ad andare avanti se non c'è qualcuno che ti mantiene?
I mantenuti in questo periodo godono di un grande vantaggio. Possono fare quel cazzo che gli pare senza preoccuparsi di nulla e rendere conto a nessuno. I mantenuti sono gli unici fuori da questo giro perverso, fuori dalla miseria, dalla preoccupazione per il futuro. Paradossalmente sono gli unici che potrebbero fare figli, per forza e serenità.
Ed anche chi lavora, insomma, pensa che se la passi bene? Sì, la differenza è che uno ha soldi, l'altro no. Ma anche chi lavora 10 ore al giorno....siamo sicuri che fa una bella vita?
Siamo sicuri che fa una bella vita chi continua a ricevere contratti a progetto?
In un' Italia ormai svuotata da ogni riferimento, l'unica consolazione è la distruzione del presente, una distruzione metaforica, che è già in corso. I lavoratori, quindi, non esistono più. Esistono solo persone mosse dall'istinto di autoconservazione. Tutto il resto è una farsa, i curriculum, le competenze trasversali, la motivazione.
Vince il più forte. E se vince il più forte anche nel mondo del lavoro, vuol dire che questo "mondo del lavoro" non esiste più, è, anzi, una bestemmia anti-costituzionale.