mercoledì 24 aprile 2013

Scena da E.R

Ieri tornando a casa, tranquillamente, scendo alla fermata dal bus e mi trovo di fronte un uomo di mezza età, esanime, a terra, in pieno attacco cardiaco. Sembrava morto. Con gli occhi vitrei.
Lo stavano già rianimando con il defribillatore. Per un attimo ero confuso. Mi sentivo al confine tra fantasia e realtà. Non volava una mosca mentre c'era l'ombra di un cadavere per strada. Io potevo anche girare i tacchi e continuare a camminare verso casa mentre un uomo stava morendo. 
La morte entrata di prepotenza insieme al piccolo tran-tran quotidiano.
Fin quando un'ultima scossa elettrica ha fatto sobbalzare l'uomo..Un copioso fiotto di sangue gli è uscito dalla bocca ed ha poi ripreso a respirare.
Così ho potuto girare i tacchi......
E per qualche minuto ho vissuto una scena da E.R!

domenica 21 aprile 2013

Racconto: "Il mondo nell'orecchio"

Una puntura. Una puntura acuta, profonda. Un ago che si assottigliava. Dentro il suo orecchio. Non c'era, ma era come se ci fosse. E nel frattempo sentiva dentro di sé un banco di nebbia che gli entrava dentro.
Una nebbia rumorosa, che offuscava tutto, la mente, l'udito. Una nebbia che avanzava e avvolgeva il vestibolo interno del suo orecchio, mentre questo misterioso ago cercava di farsi strada, illuminando.
Sulla cruna c'era un faro che infuocava le mucose fino alla gola. Camminava per la casa agitato. Il rumore dei piedi scalzi che sbattevano sul pavimento detonava nella testa: PUM, PUM, PUM.
La voce era più forte, però non la sentiva in stereo, ma in mono. Aveva una cassa sola e la sensazione di sentire un disco con una cassa sola di un hi-fi.
La nebbia rumoreggiava. A questo punto lui prese un antidolorifico. Dieci minuti dopo non sentiva più l'ago dentro di sé, mentre la nebbia continuava a rumoreggiare.
Estenuato si mise il pigiama. Si coricò nel letto. Fu consolato al pensiero che l'indomani sarebbe stato a casa, non sarebbe uscito. Essere ammalato è l'unica consolazione della vita. E' bello essere ammalato e non uscire di casa, col fisso pensiero che qualcuno si occupi di te. E' bello far passare il tempo. Lasciare che il tempo che passi. 
Si sdraiò nel buio. Spense la luce. Un'altra nebbia, questa volta nera, si posò su di lui. Nel buio i rumori si amplificano.
Quella nebbia rumorosa che aveva nell'orecchio ora si stava trasformando in vapore acqueo.....In un gorgoglio, ma un bel gorgoglio. Un gorgoglio felice, quello di una cascata. Un paesaggio medievale, uno stagno. E nello stagno esce nuda una ragazza castana, con i capelli pesanti e lucidi come liane. Cammina spostando goffamente le sue cosce per spostare l'acqua che la faceva avanzare. Poi finalmente trova la sorgente, apre la bocca e beve da quella fonte,si rotola e sguazza in quell'acqua ariosa e sgusciante. Ci si mette a cavalcioni sopra per farsi annaffiare. Sui suoi occhi azzurri si legge l'anima luminosa dell'orgasmo.
"Ho Brooke Shields nel mio orecchio! Mi sto addormentando con il sesso di Brooke Shields nell'orecchio. Con gli occhi di Brooke Shields che sembrano cadere appesi a una corda, cadere nell'oceano dell'orgasmo"
Tutta quest'acqua si catapulta nel mio orecchio. Ho paura che mi vada dentro il cervello. Ho paura".
Si gira e si rigira. Si stava rassegnando ad addormentarsi con uno stagno e una ragazza dentro l'orecchio.
Ma poi come nella scena di un film, qualcosa stava cambiando. Di nuovo l'acqua si stava vaporizzando. E il gorgoglio nuovamente stava cambiando di stato,a  diventare questa volta un gas. SHHHHHHHH!!!!
Un sibilo pungente, come il rumore della verniciatura a secco, il rumore di una bomboletta-spray.
Due uomini in tuta bianca stavano dipingendo una parete. Questa volta aveva degli operai nell'orecchio e nel naso  il puzzo della vernice. Nell'anima il terrore di non riuscire a dormire, come quell'anno in vacanza, quando al piano di sopra in quel residence, alle tre del mattino, qualcuno entrava in casa e probabilmente invece di dormire faceva dei misteriosi lavori: spostava mobili e si sentiva sempre quel maledetto rumore della verniciatura a secco.
Ridendo pensò che sarebbe stato meglio addormentarsi cullati dall'acqua del bidé di Brooke Shields, piuttosto che dagli odori e dai rumori di una bomboletta-spray.
Chiuse gli occhi e pensò agli inconvenienti di essere ammalato. Dopo tutto ciò che è bello nasconde sempre i suoi lati negativi. 
Ma qui ora il dilemmma era serio: il suo orecchio doveva decidere se farlo addormentare insieme a Brooke Shields o a degli operai in tuta bianca.
...In attesa del camice bianco del dottore. Di domani pomeriggio. Ma questa è la storia di domani. Intanto forse è meglio addormentarsi.

lunedì 15 aprile 2013

Tra le più amate

Una canzone che mi ha accompagnato in tante sere di inverno e d'estate  


giovedì 11 aprile 2013

Quella casa sopra i portici

Mi è stata regalata l'autobiografia di Carlo Verdone, La casa sopra i portici. Oggi vanno molto di moda le autobiografie, spesso ci sono ghost writer che le scrivono per conto terzi solo a vantaggio di lucro (per l'interessato) quando si è in promozione con un film o con un disco.
Ed invece l'autobiografia di Verdone sembra sincera, anche perché è una di quelle storie che si aggrappano a un pretesto per raccontare una vita: in questo caso parliamo di un trasloco.
Io ne ho subito uno. E per noi gente sensibile, sentimentale, il trasloco non è cosa bella. E' un pezzo di vita che se ne va via insieme alla casa, soprattutto se parliamo della prima casa, quella dell'infanzia, dell'adolescenza. I corridoi della prima casa sono un po' le nostre vene entro le quali scorre il sangue che trascina come un fiume persone, esperienze, amori, divertimenti, terrori, stupori. 
Il trasloco è una separazione e come tutte le separazioni è l'occasione per fare un bilancio di vita. Ed è questo l'incipit da cui parte Verdone per dilungarsi nella sua biografia.
Una biografia non cronologica, ma tematica e geografica, che segue episodi e luoghi legati a questo appartamento ottocentesco romano situato a Lungotevere dei Vallati al civico 2, la vecchia casa dei Verdone ora defunti (il professor Mario, storico del cinema e sua moglie Rossana) che Carlo ha dovuto recentemente abbandonare. Andando avanti nella pagine ci si addentra in primo luogo in una romanità "caciarona", ma alto-borghese, e non ultimo, nell' Italia degli anni 60 e 70, con esempi legati alle peculiarità della società di quel periodo: le cameriere (allora si chiamavano "donne di servizio"), le ragazze straniere che cadevano ai piedi dei romani, la musica "underground", i teatri liberi, le lambrette, alcuni personaggi molto popolani.
La vita di Carlo rappresenta quella società opulenta e un po' edonistica di una Roma in stile "dolce vita", una vita al "borotalco" (per trovare altre metafore strettamente in tema) e parecchio invidiabile. E la famiglia Verdone era una famiglia benestante ma laboriosa, molto legata ai vincoli familiari e alle tradizioni, che frequentava intellettuali del mondo della letteratura e del cinema (Pasolini, De Sica, Fellini, Sordi). Inevitabile che Carlo si sia poi consacrato al cinema, lui che lo aveva respirato fin da quando era in fasce. Ma insieme a curiosità legate ai mostri sacri della storia del cinema che gravitavano in casa Verdone, c'è anche molto spirito goliardico negli aneddoti che vengono presentati, perché l'autore ne parla utilizzando un linguaggio spicciolo e di facile impatto, simile a quello che mette in bocca ai personaggi di finzione dei suoi film. Il lettore comprenderà, dunque, le fonti di ispirazione e il perché di certe scene che sono comparse nella filmografia verdoniana, poiché in ogni forma d'arte c'è sempre un po' di autobiografia, inutile negarlo. A dirla tutta, vi sono un paio di capitoli che paiono proprio usciti da una sceneggiatura e sono però fatti realmente accaduti!!! Questi due capitoli valgono bene da soli la spesa del libro, fidatevi.
E naturalmente, come succede nei film, non possono mancare nemmeno in La casa sopra i portici, momenti amari, di cupa malinconia, soprattutto quando si parla della perdita dei genitori e della casa vuota, dopo il trasloco. L'ultima visita, le ultime foto. La fatica a trattenere le lacrime: il ricordo dei tramonti romani, visti dal terrazzo dell'attico, il vociare dei cortili, il giradischi che diffondeva musica alta, le grandi scale, la vecchia ascensore. Ma la vecchia casa di fine Ottocento di Lungotevere dei Vallati rimarrà per sempre ed è diventata famosa, ormai. La si può vedere anche in alcuni interni dei film di Verdone, come Un sacco bello o Acqua e sapone.

martedì 9 aprile 2013

Auguri a tutti i nati

Provocatoriamente voglio pensare oggi a chi nasce. Non faccio in tempo a pensare a un post di commemorazione che subito c'è qualcun altro che muore, come uno sterminio di mosche.
In pochi giorni se ne sono andati: Enzo Jannacci, Franco Califano,  Bigas Luna, Margaret Thatcher. Chi altro vuol favorire?
Non se ne può più di queste morti. Sono troppe. Troppe persone che ci hanno lasciato qualcosa. Due di queste impegnate per una vita a difendere, seppur in mondo diverso, la causa dell'erotismo (Califano e Luna), quindi il conato verso la vita e l'edonismo.
Auguri a tutti i neonati che hanno emesso i primi vagiti in queste ultime ore di riuscire a costruirsi un futuro roseo e di lasciare qualcosa agli altri.
Vivere è come stare chiusi in una scatola. Ogni tanto si sale, ma non si vede mai il coperchio....fino a quando questo coperchio ci cade in testa e ci mette fuori dal gioco per sempre.

lunedì 8 aprile 2013

Appello alle lettrici

Appello alle mie lettrici. Voglio comunicarvi che il mio ideale di donna è pronto per l'uso, per la ricerca. Ci ho messo almeno quindici anni a perfezionarlo e a rivederlo.
Ora l'appello è veramente AAA cercasi....
Ma chi esattamente? Una donna che........

- Sia sensuale nello spirito e nel corpo (questo non c'entra con la bellezza)

- Sia un "tipo" decisamente orale: chiacchierona, gran sorrisi, sbaciucchiona e amante del sesso orale (attivo e passivo) e della buona cucina

- Sia almeno un po' "alternativa" sessualmente. "Lo famo strano" dovrebbe essere una espressione abbastanza comune nel suo vocabolario

- Sia materna e dolce, NON materna e autoritaria

- Consideri gli uomini alla loro altezza e sappia discernere le mele marce da quelle buone

- Ami i fiori regalati e accetti senza fare storie offerte e galanterie

- Parli come mangia. Qualche parolaccia ci sta bene in fondo

- Ami almeno una di queste cose: il rock, il cinema horror/thriller, la commedia all'italiana soprattutto del passato, l'arte contemporanea

- Sia curiosa del nuovo, anche delle cose che non conosce

-Sia indipendente economicamente e non dipendente affettivamente dalla famiglia

- Sia coerente con se stessa e non superficiale (non si può definire fan di un artista e non conoscere tutte le sue opere a menadito)

- Sia attratta dalla storia e dal senso della storia

- Sappia apprezzare la musica

- Sappia conciliare l' Ulisse di Joyce con un film di Carlo Vanzina

- Sia onesta e riservata con gli altri

- Voglia bene alle cose che faccio e a quello che ho fatto


- NON sia animalista estrema

- NON sia tabagista (posso tollerare qualche sigaretta ogni tanto)

- NON sia eccessivamente sportiva (niente levatacce alle sei del mattino, niente gare podistiche sotto la pioggia)

- NON sia berlusconiana, cattolica praticante o semplicemente di destra estrema

- NON cerchi il principe azzurro, ma apprezzi anche la semplicità

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Ora la domanda fatidica: esisterà una persona che riesca perlomeno a raggiungere l' 80% di queste caratteristiche?
Diffondete e indagate, prima che di cedere il passo ai sogni.




giovedì 4 aprile 2013

Video del giorno: "Per questa notte che cade giù"

Canzone romantica, ma al tempo stesso randagia, sbarazzina, malinconica e rock, questa di Ron. Nel video che vedrete c'è un Ron ancora acerbo, ma non meno banale e ingenuo nei testi.
Per questa notte che cade giù è la proposta di Ron del 1983 e già si avverte un profondo rinnovamento negli arrangiamenti, più elettronici, meno jazzistici, meno "dalliani".
Il video sottolinea quella malinconia struggente, presentandoci il mondo della notte, una bellezza femminile, alcuni status-symbol anni 80, lo smarrimento, l'ironia e il conflitto e poi la pacificazione di tutto, l'abbraccio liberatorio con questa magnetica e fantastica donna, esageratamente troppo bella anche per Ron.
Non si può rimanere impassibili di fronte alle suggestioni di questo video e alla musica di Rosalino Cellamare.
Alcuni diranno che Ron qui è ridicolo, che questo video sembra un video amatoriale fatto con la videocamera VHS, è fuori moda e fa  scompisciare a crepapelle.
Tant'è. Non m'interessa, non m'interessa e non m'interessa. 

Paura di morire!
Una gran voglia di morireeeeeee!



mercoledì 3 aprile 2013

Il principe azzurro

Il principe azzurro del 2000 ha i pantaloni pieni di cacca.
Gli uomini ricchi sono stronzi dorati e deodorati.
Nulla esiste come piace a noi. Questa è l'unica cosa sicura.
Moriremo di solitudine cosmica,
la gioia ce la procuriamo da noi stessi.
Più ci si convince di tutto questo e meglio sarà.