venerdì 25 gennaio 2013

Andrologia femminile

Parlare di una donna androloga è sempre un po' controcorrente (si pensa addirittura che non esista neanche). Prima di tutto perché si ritiene che una donna non possa capire i problemi di un maschio (e del resto come può capire un ginecologo uomo cosa prova una donna in gravidanza?); in secondo luogo i pazienti hanno sempre paura di avere l'erezione durante la visita e se succede c'è un imbarazzo elevatissimo. Ma perdinci, non è forse bello, naturale avere un'erezione davanti a una donna? Significa che sei vivo!!! Volete forse avere un'erezione con l'iniezione nei corpi cavernosi? Orribile, quell'erezione fittizia senza provare nulla, con lei che osserva. Molto più imbarazzante, perché si avrebbe questa mazza di ferro tra le gambe, come qualcosa di ingombrante e che non si può nascondere e che, anzi, è oggetto di minuziosa osservazione. Poi corri il rischio di non riuscire a chiudere la patta per tornare a casa, finché non finisce l'effetto.
Poi c'è il problema dell'ispezione anale. Preferite un vecchiaccio con le dita grossa o una signorina? E mentre qualcuno penserà che uno vale l'altro, basta che siano professionisti, io penso che l'aspetto psicologico conti sempre quando si tratta di essere visitato da qualsiasi medico. In più essere visitato ai genitali, scatena degli istinti atavici, lo spettro dell'omosessualità, la paura della competizione tra uomini. Insomma, credo che la donna androloga debba essere rivalutata e debba crescere numericamente.
Avendo provato, non c'è donna che mi abbia fatto sentire più uomo di un' androloga. Insomma ci si può anche innamorare della propria androloga, come una donna si può innamorare del suo ginecologo. Perché ciò che muove le relazioni è sempre l'affettività. Grazie a Dio non siamo macchine.

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