mercoledì 28 novembre 2012

La giornata contro l' Aids (e contro i sogni)

Oggi  all'università ho visto un giovane di vent'anni che riponeva nella sua borsa un preservativo. Poi si è allontanato dall' aula. Aspettava la sua ragazza. Ed io mi sono detto che è molto bello pensare di scopare tra le mura universitarie....Ora si sarebbe incontrato con la sua ragazza, magari avrebbe fatto una sveltina prima della lezione. Sì, ecco...una sveltina nei bagni. E' molto triste non avere un posto per far l'amore o per scopare. Uno magari è costretto a farlo all'università, se non ha abbastanza soldi o buone occasioni.
Insomma, è bello portare un preservativo all'università, come portarlo a scuola. E' troppo scontato portarlo  a una festa in discoteca o in vacanza o averlo pronto nel cassetto del comodino. C'è gente che ha talmente voglia di sesso che lo vuol fare in università.
Poi ho saputo che il gruppo dell' Arcigay distribuiva preservativi all'ingresso, a scopo dimostrativo.....Ho avuto un colpo al cuore.
Di certo una giornata contro l' Aids ha distrutto una bella fantasia. E come al solito la realtà uccide come una pistola. 

lunedì 19 novembre 2012

Giudizi apodittici

Sono contrario ai giudizi apodittici. Benché indispensabili e naturalmente orientati all'istinto umano nel generalizzare e nel "fissare", possono essere facilmente controvertibili.
Ad esempio, se qualcuno mi dice che "tutti quelli che non amano o non ascoltano la musica sono stronzi", potrei rispondere dicendo anche che "tutti quelli che ascoltano la musica e non collezionano dischi, non apprezzano veramente la musica e, dunque, sono doppiamente stronzi"

Carlo Lock

giovedì 15 novembre 2012

Questione di diritti

Oggigiorno il diritto allo studio è ancora garantito in Italia. Invece il diritto al lavoro no. Il lavoro è bello quando è un diritto, non un obbligo. Ma è sciocco avere il diritto allo studio se manca il diritto al lavoro, no?
Bisognerebbe ribaltare ogni cosa...insegnare ai bambini subito a fare un lavoro manuale, farli lavorare da 11 a 16 anni, nel periodo della pubertà, quando sono più stronzi e più aggressivi.
Poi avviene il momento di acculturarsi, si smette di lavorare per cedere il passo allo studio da 16 a 25 anni una specie di college omnicomprensivo, un ibrido tra università e liceo, dove si impara l'arte della vita e la cultura umanistica, diviso in indirizzo scientifico, indirizzo informatico, indirizzo umanistico, indirizzo pedagogico, indirizzo artistico, indirizzo giuridico, indirizzo medico-infermieristico. E chi vuole continuare a lavorare non frequenta questi licei universitari, ma si iscrive a scuole professionali apposite.
Il college si frequenta a tempo pieno,  non si torna a casa,ovviamente, ma a 25 anni si è abilitati professionalmente, ma non solo: si hanno anche le conoscenze pregresse del lavoro svolto tra 11 e 16 anni, ovviamente.
Questo sì che è diritto al lavoro!

lunedì 12 novembre 2012

"Schiaffi"

Riecco Giorgia Wurth, per il terzo post dedicato a lei. Dopo l'intervista un piccolo corto scritto da Fausto Brizzi per la regia di Claudio Insegno. Penso che Giorgia sia fantastica, come donna e come attrice, non mi stancherò mai di ripeterlo. In pochi minuti questo cortometraggio riesce a essere erotico, comico e drammatico. Ancora una volta, protagonista la violenza, quel filo rosso di cui parlavamo qualche giorno fa. Giorgia sembra una pantera quando cammina a carponi sul tavolo e c'è come un cerchio ideale che si apre e si chiude, in un climax decrescente. Il suo dialogo comincia con "Vaffanculo" e si chiude con "a presto allora" (al minuto 4:54), pronunciato con amorevole dedizione e tenerezza. La musica sottolinea questo delicato momento, come se fosse una dichiarazione d'amore.L'interprete maschile è Michele La Ginestra. 

BUONA VISIONE


 

domenica 4 novembre 2012

Video del giorno

Gli amici falsi

Diciamo basta alla condanna dell' ipocrisia. L'ipocrisia esiste, non si può essere sempre limpidi, un libro aperto.
In fondo anche gli amici falsi, quelli che si dichiarano tali e non lo sono, fanno comodo: li vedi, chiacchieri del più o del meno, racconti cose che loro si saranno già dimenticati prima di sera, ci si fanno promesse di incontrarsi che non verranno mantenute, si parla di cose futili, non certo di problemi.
Avere amici del genere è come andare a puttane, all'insegna della finzione, come su un palcoscenico. Però è un modo neutrale di combattere la solitudine, l'aspirina della solitudine.
Gli amici veri sono più impegnativi, sono rompicoglioni. Con loro ti puoi difficilmente nascondere.
Se la propria vita è una vergogna è meglio avere amici falsi.

La violenza

La violenza è come il prezzemolo, come un filo rosso nel mondo occidentale.
La prima forma elementare di violenza la facciamo sui noi stessi, ogni giorno, rispondendo alla sveglia delle sette.

Carlo Lock