mercoledì 18 luglio 2012

I volontari del 118

Ho un rapporto ambivalente con i volontari del 118, coloro che salgono, sfrecciano sulle ambulanze per soccorrere feriti e infermi. Da un lato c'è sempre quell' ipocrisia del volontariato che fa rendere l'attività in ambulanza agli occhi degli altri (in particolare di chi vuole intraprendere un percorso di formazione nell'ambito del primo soccorso) qualcosa di alternativo o di "leggero" rispetto al lavoro vero e proprio. (ed è tutto il contrario). Dall'altro il soccorritore 118 è esposto a seri rischi e pericoli (psicologici e fisici) che nessuno ha mai il coraggio di dire: rischio di contagio di malattie, situazioni violente che hanno a che fare con malattie mentali o criminalità, rischi di incidenti stradali sul proprio mezzo, esposizione alle intemperie, sindrome post-traumatica da stress.
Inoltre vediamo insieme la casistica del "volontario", anche se per fortuna non frequente, ma vediamola proprio nel dettaglio, casi concreti:
-Possibilità di trovarsi a che fare con cadaveri in putrefazione o in semi-putrefazione di gente morta sola in casa;
-Possibilità di malati terminali (tristissime situazioni di gente pelle e ossa, mostrificata)
-Situazioni in cui si rende necessario "pulire" un malato infermo
-Situazioni penose di mogli o figli picchiati, donne violentate, con lacrime e tumefazioni
-Incidenti stradali comportanti: arti deformati, fratture esposte, fuoriuscita di materia cerebrale, attacchi di panico ingestibili.
-Abitudine a trattenere lacrime, emozioni di fronte a bambini sofferenti, piangenti.
-Trattamenti sanitari obbligatori (costringere qualcuno a essere ricoverato in ospedale e quel qualcuno solitamente è un pazzo non collaborativo, attenzione)
- Crisi isteriche/epilettiche con urla, convulsioni (alla maniera di un posseduto maligno) e con riempimento dei pantaloni di diarrea e la bocca di bava.
-Vomito addosso di barbone ubriaco
-Portare giù dalle scale un obeso di 130 chili
-Rischio scoregge, rutti e vomito in ambulanza
-Possibilità di raccogliere arti o parti del corpo umano per terra (una lingua, un dito, un braccio)
-Una leggera intossicazione per fuga di gas o materiale tossico
-Affrontare un pit-bull che ha morso il padrone prima dell'arrivo della forza pubblica o, in alternativa, affrontare un pastore tedesco di una persona sola infartuata che non permette a nessuno di avvicinarsi per gelosia o difesa.
-Tentativo di raccogliere i resti di un uomo maciullato in treno/metro
-Ricomporre un traumatizzato piombato giù dal settimo piano
-Improvvisarsi ostetrici se è il caso
-Cercare di non eccitarsi di fronte a una bella ragazza che chiede aiuto, cercare di non provarci, ecco.


Ecco, dopo tutto questo, c'è l'esperienza comunitaria, il lavoro d'equipe l'aspetto positivo di questa forma di volontariato, il sorridere alla morte con disinvoltura, diventare amico di fronte al dolore di un altro, il sorreggersi l'un l'altro. Tutto questo è possibile se:
-Non hai dei colleghi che ti trattano come una matricola a militare
-Non hai un responsabile che ti carica di una responsabilità emotiva come se guadagnassi 5.000 euro al mese.

In effetti forse i soccorritori 118 (volontari) sono degli eroi perché vivono nell'ambivalenza tra inquadramento militare, vessazioni e buoni sentimenti, massimo sacrificio tra l'orrore della morte e della sofferenza e il calore di una stretta di mano. E poi essere pessimista è un tabù. Non si può neanche dire: "faccio il "volontario" perché, sì, voglio vedere le teste spaccate, la gente impallinata". Molti lo pensano, ma pochi lo dicono e se lo dicono si beccheranno il cazziatone.
Ecco in sintesi in cosa consiste quest'ambivalenza e questa ipocrisia. E per inciso, questo non vuole essere né un invito né vuole scoraggiare chi tanto nobilmente decide a dedicarsi a questo delicato compito. Lo farei anch'io se ci fosse meno militarismo in giro, meno ipocrisia......
Ecco guardate questo filmato per capirne di più



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