lunedì 31 dicembre 2012

...ed un bilancio

Ed il bilancio di fine anno, lo lascio ai ragionieri. I ragionieri non mi sono sempre stati simpatici, a parte Fantozzi, il ragioniere fittizio del cinema. Ecco perché relego a loro la parte più dolorosa, quella di fare un bilancio. Perché un bilancio è sempre qualcosa di doloroso (anche in economia, quando ci si accorge che i soldi non bastano per le spese o non si è capitalizzato abbastanza).  E poi loro sono dei professionisti, no? 

Rita Levi Montalcini

Ieri sera si è spenta Rita Levi Montalcini. Un evento. Questo è un evento in negativo, con il quale si ricorderà il 2012. Non c'è stata la fine del mondo, ma la perdita della Montalcini ed è la perdita di qualcosa di compiuto e che sarà il punto di ripartenza per una fase nuova.
Morire centenari è forse morire con la "compiutezza" e con la saggezza di chi ha avuto premi, onorificenze, riconoscimenti, incarichi pubblici, nonché si è dedicato a importanti ricerche neurobiologiche.  
Spero che la Montalcini rappresenti un modello per il futuro. In questo senso ha passato il testimone e non morirà mai.

Le "vere" fiabe dei fratelli Grimm

C'è qualcuno che ha sempre creduto che le fiabe per bambini nascondono il vero orrore e la vera crudeltà, anzi, sono delle forme simboliche della conoscenza del male. Il bambino, in questo modo, impara dalla vita a diffidare dei pericoli e a comprendere il valore della distinzione tra cose buone e cose cattive. Introietta anche i concetti di ricompensa e punizione, di giustizia e ingiustizia, di eroe e di malvagio.
Questo è il significato pedagogico "sublimato" e borghesemente accettato della fiaba. Tuttavia, un libro, uscito da qualche mese, fa luce sulle "vere" versioni delle opere dei due autori di fiabe per antonomasia, i fratelli Grimm. 
Queste versioni censurate uscite nel 1812, comprensive di dettagli cruenti e sanguinosi, sono ora state recuperate da uno studioso in materia, Jack Zipes, che ha voluto portare la testimonianza di come queste fiabe fossero state pensate per un pubblico adulto e solo in seguito, depurate e rivisitate per un pubblico infantile. Va da sé, che, dunque, l'orrore delle fiabe non è più, da quest'anno, una supposizione, una corrente di pensiero, ma un dato di fatto, anzi, per meglio dire una conferma definitiva.
Ragion per cui consiglio a tutti il libro La principessa Per di Topo e altre 141 fiabe da scoprire. Oserei dire "riscoprire", aggiungendo anche che le fiabe sono sempre state spaventose, ancor prima dell'uscita di questo studio, nelle loro versioni "soft". Basta pensare ad Hansel e Gretel, alla matrigna, alla strega che mette in gabbia i bambini.
Comunque si potranno anche leggere delle favole inedite come Le bambine e le grande fame, dove una madre per sopravvivere alla fame decide di cibarsi delle proprie figlie. (è interessante scoprire come il tema del cannibalismo sia onnipresente nelle fiabe).
Un'altra fiaba antica e arcinota, ma completamente rinnovata nei suoi contenuti è Raperonzolo, alla quale vengono aggiunti particolari anche erotici. La bella Raperonzolo, infatti, perde quell'innocenza virginale e durante le visite del principe, la bricconcella si fa mettere anche incinta.....
Non so dire se questo libro non distrugga il mito d'innocenza del nostro immaginario infantile. E' certo che il rileggere le fiabe in chiave horror ci dà una nuova prospettiva di macabra creatività, è una delle direzioni percorribili, sia dal punto di vista narratologico e sia dal punto di vista storico.

mercoledì 26 dicembre 2012

Video del giorno

Il video del primo hit dei Guano Apes, gruppo alternative-metal di Gottinga. La front-man si chiama Sandra Nasic, ha movenze sexy e "monkey-rock" (scimmia da rock, termine inventato da me, non so se però esiste). Ricorda Gianna Nannini dei primi tempi con una voce molto simile a Kurt Cobain dei Nirvana. E se fosse la sorella segreta di Cobain???
Il sound è molto grunge, non c'è che dire.




martedì 25 dicembre 2012

Ascendere

Credo che per me sia importante "ascendere", non "discendere", anche nelle piccole cose. Se ti vogliono refilare una donna brutta è un po' come se ti insultassero, come se volessero dirti: "tu sei al suo livello, accontentati".
Ecco bisogna ascendere, salire in campo, piuttosto che scendere in campo (come ha detto anche Monti).
Scendere non è mai bello e chi si accontenta di quello che ha è un angelo di pece, con le ali ingolfate.

Carlo Lock

Dark Christmas

.........L'unica cosa che mi resta adesso è vomitare piano dentro al cesso.
Esser contenti di sentirsi male/immaginarsi al proprio funerale!

(E. Ruggeri in Pernod, 1980)

Buon Natale e state allegri, mi raccomando!!!

Carlo Lock 



martedì 18 dicembre 2012

Aforismi sulla droga

" L'effetto della droga sul nosto corpo è come un effetto sintetico di una chitarra elettrica"

"Proviamo a pensare una volta se uno magari non si è mai drogato per vigliaccheria e non perché è sbagliato farlo"

"Il mio lavoro è come un tunnel di droga, ne ho bisogno, ma mi fa star male e non riesco a lasciarlo"

" Droga e sesso: un mix scontato, ma quanto è affascinante!"

"Gli ex tossicodipendenti sono magari brutti fuori, ma bellissimi dentro. La loro bellezza non ha pari. Sono veri uomini"

"La pietà non deve essere provata per un drogato, semmai sono patetiche le persone che gli sono state intorno"

Carlo Lock

venerdì 14 dicembre 2012

Editoriale di dicembre

Ogni tanto compare l'editoriale, come in questo mese, per fare un punto sulla situazione interna ed esterna a questo blog. E questo mese di dicembre è iniziato all'insegna di tanti eventi e colpi di scena, non tanto riferiti a quello che può succedere qui (che ormai è calma piatta), quanto a quello che è successo "fuori" e a quello che succederà. Innanzitutto il 21 dicembre (solstizio di inverno) dovrebbe accadere, secondo i Maya, la fine del mondo. E quindi mi sembra doveroso stare qui a scrivere per congedare i miei silenziosi quanto presenti lettori, sul fatto che "Il blog di Carlo Lock" finirà, si chiuderà. Forse magari si chiuderà indipendentemente dalla fine del mondo, vi lascerò nel dubbio. In mancanza d'altro, se il mondo finirà...beh... è stato bello, addio, mi spiace per quelli che hanno sofferto e beati quelli che hanno avuto tanti soldi, tanto sesso, tanti viaggi, tanti sentimenti, tanta salute, tanto divertimento, tanta soddisfazione da impegni civili. In fondo lo scopo della vita, da buon edonista quale sono, è divertirsi o far star bene gli altri. Se si conduce una vita che per qualsivoglia motivo non sia divertente, bè allora anche se il mondo finisce, è inutile crucciarsi più di tanto.
Se invece saremo ancora qui, armiamoci di coraggio per sopportare quest'esistenza in Italia, che, in questo mese, ci ha "regalato": un Berlusconi altalenante, delirante, capriccioso, il duello Renzi-Bersani all'ultimo sangue per le primarie, un "Dracula" argentiano (sempre di sangue parlando) completamente "maltrattato" dalla pubblica opinione e dalla distribuzione, un Dario Argento trattato come l'ultimo dei registi di cinema indipendente, la morte di Riccardo Schicchi, deus ex-machina del porno, la famosa prima alla Scala di Milano del Lohengrin con la cantante Annette Dasch, vera  e propria rivelazione, un freddo arrivato all'improvviso dopo un autunno tutto sommato mite.
Per quello che è successo qui , facciamo un po' riepilogo delle parole chiave digitate sui motori di ricerca, nella consueta analisi statistica che faccio tutti i mesi: sembra che quest'anno siano state molto cercate le parole "cicisbeo" e  "criceti nel culo". Credo che con l'anno prossimo toglierò il post "Leggende sui criceti", mi sono stancato di avere il primato di visite su questo argomento (forse sono l'unico che lo ha trattato in maniera approfondita, ma non credevo che la pratica in questione del suddetto post potesse interessare così tanto, da diventare addirittura una delle parole-chiave ricercate sul web). Quindi leggetelo ancora per un po'...poi verrà archiviato, ma in via sperimentale, deciderò di non renderlo più pubblico per un po', per vedere cos'altro interessa in questo blog (a parte il sesso e l'amore in generale, su cui non ho mai lesinato).
Ancora questo mese di dicembre e poi (forse) l'anno prossimo si ripartirà. Quest'anno la frequenza dei post e l'attività in generale si è contratta di molto. Molti mi han chiesto perché. Per occupazioni e preoccupazioni che non mi han lasciato sereno di poter scrivere liberamente, per paura di ripetermi, per scarsi stimoli di riscontro. Un blog è come la vita, anzi, "è" la vita nelle sue istantanee giornaliere...quindi nella vita capita anche l'indifferenza o la voglia di non partecipare. Ecco tutto.
Ringrazio infine Paolo Ruffini, un nuovo "follower" di questo blog. 
A presto, almeno prima del 21 dovremmo sentirci e leggerci.

Carlo Lock.

mercoledì 28 novembre 2012

La giornata contro l' Aids (e contro i sogni)

Oggi  all'università ho visto un giovane di vent'anni che riponeva nella sua borsa un preservativo. Poi si è allontanato dall' aula. Aspettava la sua ragazza. Ed io mi sono detto che è molto bello pensare di scopare tra le mura universitarie....Ora si sarebbe incontrato con la sua ragazza, magari avrebbe fatto una sveltina prima della lezione. Sì, ecco...una sveltina nei bagni. E' molto triste non avere un posto per far l'amore o per scopare. Uno magari è costretto a farlo all'università, se non ha abbastanza soldi o buone occasioni.
Insomma, è bello portare un preservativo all'università, come portarlo a scuola. E' troppo scontato portarlo  a una festa in discoteca o in vacanza o averlo pronto nel cassetto del comodino. C'è gente che ha talmente voglia di sesso che lo vuol fare in università.
Poi ho saputo che il gruppo dell' Arcigay distribuiva preservativi all'ingresso, a scopo dimostrativo.....Ho avuto un colpo al cuore.
Di certo una giornata contro l' Aids ha distrutto una bella fantasia. E come al solito la realtà uccide come una pistola. 

lunedì 19 novembre 2012

Giudizi apodittici

Sono contrario ai giudizi apodittici. Benché indispensabili e naturalmente orientati all'istinto umano nel generalizzare e nel "fissare", possono essere facilmente controvertibili.
Ad esempio, se qualcuno mi dice che "tutti quelli che non amano o non ascoltano la musica sono stronzi", potrei rispondere dicendo anche che "tutti quelli che ascoltano la musica e non collezionano dischi, non apprezzano veramente la musica e, dunque, sono doppiamente stronzi"

Carlo Lock

giovedì 15 novembre 2012

Questione di diritti

Oggigiorno il diritto allo studio è ancora garantito in Italia. Invece il diritto al lavoro no. Il lavoro è bello quando è un diritto, non un obbligo. Ma è sciocco avere il diritto allo studio se manca il diritto al lavoro, no?
Bisognerebbe ribaltare ogni cosa...insegnare ai bambini subito a fare un lavoro manuale, farli lavorare da 11 a 16 anni, nel periodo della pubertà, quando sono più stronzi e più aggressivi.
Poi avviene il momento di acculturarsi, si smette di lavorare per cedere il passo allo studio da 16 a 25 anni una specie di college omnicomprensivo, un ibrido tra università e liceo, dove si impara l'arte della vita e la cultura umanistica, diviso in indirizzo scientifico, indirizzo informatico, indirizzo umanistico, indirizzo pedagogico, indirizzo artistico, indirizzo giuridico, indirizzo medico-infermieristico. E chi vuole continuare a lavorare non frequenta questi licei universitari, ma si iscrive a scuole professionali apposite.
Il college si frequenta a tempo pieno,  non si torna a casa,ovviamente, ma a 25 anni si è abilitati professionalmente, ma non solo: si hanno anche le conoscenze pregresse del lavoro svolto tra 11 e 16 anni, ovviamente.
Questo sì che è diritto al lavoro!

lunedì 12 novembre 2012

"Schiaffi"

Riecco Giorgia Wurth, per il terzo post dedicato a lei. Dopo l'intervista un piccolo corto scritto da Fausto Brizzi per la regia di Claudio Insegno. Penso che Giorgia sia fantastica, come donna e come attrice, non mi stancherò mai di ripeterlo. In pochi minuti questo cortometraggio riesce a essere erotico, comico e drammatico. Ancora una volta, protagonista la violenza, quel filo rosso di cui parlavamo qualche giorno fa. Giorgia sembra una pantera quando cammina a carponi sul tavolo e c'è come un cerchio ideale che si apre e si chiude, in un climax decrescente. Il suo dialogo comincia con "Vaffanculo" e si chiude con "a presto allora" (al minuto 4:54), pronunciato con amorevole dedizione e tenerezza. La musica sottolinea questo delicato momento, come se fosse una dichiarazione d'amore.L'interprete maschile è Michele La Ginestra. 

BUONA VISIONE


 

domenica 4 novembre 2012

Video del giorno

Gli amici falsi

Diciamo basta alla condanna dell' ipocrisia. L'ipocrisia esiste, non si può essere sempre limpidi, un libro aperto.
In fondo anche gli amici falsi, quelli che si dichiarano tali e non lo sono, fanno comodo: li vedi, chiacchieri del più o del meno, racconti cose che loro si saranno già dimenticati prima di sera, ci si fanno promesse di incontrarsi che non verranno mantenute, si parla di cose futili, non certo di problemi.
Avere amici del genere è come andare a puttane, all'insegna della finzione, come su un palcoscenico. Però è un modo neutrale di combattere la solitudine, l'aspirina della solitudine.
Gli amici veri sono più impegnativi, sono rompicoglioni. Con loro ti puoi difficilmente nascondere.
Se la propria vita è una vergogna è meglio avere amici falsi.

La violenza

La violenza è come il prezzemolo, come un filo rosso nel mondo occidentale.
La prima forma elementare di violenza la facciamo sui noi stessi, ogni giorno, rispondendo alla sveglia delle sette.

Carlo Lock

venerdì 26 ottobre 2012

Choosy è bello

Choosy è diventata una parola trendy, un tormentone. Del resto la storia è anche questa...Choosy che fa anche rima con Giusy si legherà sempre al ricordo del ministro Fornero, e ovviamente, in termine negativi, perché è una mancanza di rispetto dare degli schizzinosi a dei ragazzi che bramano il posto di lavoro (meglio se fisso) come se bramassero una Ferrari (nell' ottica quindi di una esperienza considerata onirica, funambolica, impossibile). Quindi essendo ormai cosa impossibile, verrebbe da dire che bisogna accontentarsi o no?
Eppure anche essere uno schizzinoso ha il suo perché...è bello essere schizzinoso. E' doppiamente giusto esserlo, anche senza bramare il posto di lavoro. La lingua tedesca ci spiega il perché: l'equivalente di choosy è  wählerisch, aggettivo che ha la sua radice nel verbo wählen (scegliere).Anche l'etimologia inglese fa riferimento a to choose, scegliere. Per deduzione si potrebbe quindi azzardare che lo schizzinoso è qualcosa o qualcuno che sceglie, che ha l'impulso alla scelta, che seleziona.
Ecco, penso che essere un selezionatore della realtà, non sia qualcosa di negativo, tutt'altro. Essere schizzinoso (delimitare la realtà con uno schizzo, per plasmarla a sé) sia sintomo di intelligenza. Non ho mai sopportato quelli di bocca buona, perché, ho sempre detto, dalla bocca buona alla bocca amara il passo è breve. Con la "bocca buona" si finisce a mangiare cacca. E poi cacca e bocca sono un'assonanza.
Meglio essere schizzinosi, choosy, anzi wählerisch. Nulla di strano, quindi, avere il diritto di scegliere il posto di lavoro. Il diritto di scegliere ovvero la libertà di essere.

giovedì 18 ottobre 2012

Il senso della realtà

Riflettendo e riflettendo sono arrivato al nocciolo della questione sul senso della realtà ("senso" inteso non come finalità o teleologia della realtà, ma "senso" come attitudine, propensione alla realtà).
Quindi avere attitudine alla realtà o altrimenti avere i piedi per terra significa una cosa molto semplice: essere portati alla fede nella malignità umana e degli eventi, credere innanzitutto nel male, nell'intemperanza, nell'imprevisto.
Quando riesci a dubitare, a insinuare, a moltiplicare le domande verso tutto e tutti, nella logica della difesa, ecco, questo è il senso della realtà. Chi sa difendere meglio nella vita, ha senso della realtà.
Non è una questione di egotismo, semmai è possibile anche difendere gli altri nel corso della vita.

Carlo Lock

lunedì 15 ottobre 2012

L'eco del cibo

Se il cibo fosse musicale avrebbe la suo eco quando i suoi effluvi sale dal mio stomaco: l'eco di una cipolla, l'eco di un aglio, l'eco di una fragola.
Delay-Food

martedì 9 ottobre 2012

La storia di Ena

...Ena.....è una deliziosa ragazza....
Fa tenerezza quando fa la spiritosa, fa tenerezza quando fa autocritica, fa tenerezza quando si impegna, quando si alza al mattino per andare all'università, fa tenerezza quando si appassiona.
Sarebbe un delitto farla soffrire, vedere il suo sorriso e il suo entusiasmo spegnersi.
...Ena...è stata investita anni fa da una macchina sulle strisce pedonali....è stata sbalzata e la sua testa ha sfondato il parabrezza come un ariete.
E' sopravvissuta dopo il coma. Ora zoppica, ha una spalla  che sembra perennemente lussata e una camminata di cinque minuti per lei diventa di mezz'ora. Ha due occhi, due labbra stupende e uno sguardo molto vispo, come quello di un bambino che ha appena scoperto il mondo. E come un bambino manda un sms ai genitori ogni giorno per non farli preoccupare, per fargli sapere dove si trova, che non si faccia male.
Qualcuno lassù ha deciso che questo fosse il suo destino, qualcun altro permette a Nicole Minetti di sfilare. 
L'assurdità della vita a volte farebbe rinunciare ad essa.
Ma il sorriso di Ena è sano, non è finto come quello televisivo. Spero che i colpevoli di questa maledetta disgrazia abbiano pagato in qualche modo.


domenica 7 ottobre 2012

Smarrimento da lay-out


Ammetto la mia assenza, ma sono stato vittima da "smarrimento" da lay-out. Il nuovo lay-out (che voi lettori non potete vedere) della piattaforma blogger è alquanto disorientante, non c'è che dire.

Il partito dei gentili

Vorrei che esistesse un partito dei gentili, di quelli sempre garbati.....garbati per il principio di esserlo, incuranti dei poveri e tristi commenti della gente: "è una checca", "è un vile"....Poi oggi va di moda dire: "sei ansioso". Se sei manierato sei ansioso. E se difendi qualcuno c'è sempre qualcuno che ti rimprovera di difenderlo. Ecco quello che non sopporto. Io voglio illudermi, voglio che qualcuno mi faccia fesso, pur non di  non barattare la mia gentilezza.
In casa ho un poster di Corrado Augias ed Enzo Tortora.

mercoledì 12 settembre 2012

Film vietati ai maggiori

Tempo fa scrissi un post intitolato "Film vietati in chiaro". Oggi, cominciamo con la prima provocazione di questo fiacco benché caldo settembre con un post analogo, sempre di film vietati si parla, ma ai "maggiori". Ma possono esistere dei film vietati ai maggiori o è solo una presa in giro?
E naturalmente, devono per forza essere i cartoni animati per spirito bipartisan?
Rovesciando un paradigma già consolidato, esistente, dopo innumerevoli riflessioni, posso dire che i film vietati ai maggiori sono gli horror e i film di violenza, proprio quegli stessi film che vengono censurati usualmente ai "minori" (di 14 o 18 anni in Italia).
Perché mai ho ragione di dire che gli horror dovrebbero essere vietati ai maggiori? Intanto perché l'ossessione per il macabro è una provocazione adolescenziale e infantile. Chi ne è ossessionato per davvero da adulto dovrebbe curarsi invece che vedere tali film. Ridere di fronte a una testa spaccata o un braccio mozzato è lecito per lo più ai ragazzini.E state pur certi che non tutti i ragazzini ridono di una testa spaccata, esistono ragazzini che si spaventano e questo perché il mondo è bello perché è vario. Ma la risposta è presto data: un film horror è naturalmente meno tollerato da un adulto sano perché stimola in lui il sentimento del pericolo verso la morte. Più si invecchia si affaccia il problema della morte, magari anche quella dei propri cari, più si invecchia e più siamo investiti di preoccupazioni, siamo più realisticamente esposti alle suggestioni di scene (per quanto fittizie) di violenza. L'adulto prende più sul serio le cose, il ragazzino no, è in una fase di sperimentazione e l'horror fa parte di quei simboli che lo portano a rompere con gli schemi familiari e tradizionali, con il prete, con lo psicologo. Un ragazzino, come già detto, trova perfettamente sollazzevole ridere di budella schizzano, ridere di una donna violentata, parlarne con gli amici, elaborare le scene viste con gli amici. Per il ragazzino la morte non è ancora un'eventualità reale, è un orizzonte lontano. L'horror come il porno, è vissuto come cinema-limite, un cinema di sfida, spacciato per "pericoloso" e quindi ben destinato a essere esplorato per infrangere quell' off-limit imposto dai sistemi educativi vigenti.
Viceversa, l'adulto che continua ad amare la violenza e l'horror può farlo per due motivi: per una nostalgia inconscia verso se stesso e i tempi andati, da ex-fan di horror (è rinfrescare un'abitudine all'horror, non tanto esserne curioso in sé) oppure proiettare in questo cinema sadismo o masochismo che hanno avuto modo di consolidarsi e svilupparsi non soltanto grazie alle immagini, ma anche per una sorta di programmazione innata. L'horror è un modo per esercitare il proprio sadismo senza fare del male a nessuno, sublimare la propria crudeltà latente.
Penso che in ogni adulto i due motivi siano compresenti, ma è pur vero che la persona sana tende a non essere ossessionata dall'horror come in gioventù, anzi, il bello (se così si può dire) è riscoprire film ai quali si era passati indenni, veramente spaventosi o disturbanti. L'adulto si spaventa davvero nel profondo, l'adolescente anche se si impressiona ha una capacità diversa di recupero e tende a ritornare a ricercare un certo genere di film.
Nel mio caso ho smesso di vedere sempre e solo film dell'orrore o gialli, come facevo nella mia adolescenza. Riconosco che sono film davvero impressionanti, sono più parco, magari li rivedo ma devo essere ben disposto d'animo per vederli, scevro da preoccupazioni. C'è in me una selezione maggiore e al contempo una valutazione più consapevole. Come si spiega che esistono mamme più spaventate dei figli minorenni di fronte a un film horror? E' chiaro, film vietati ai maggiori. E sono soprattutto quei "maggiori" tuttologi, qualunquisti e generalisti, che non hanno compiuto un percorso di introduzione all'horror da piccoli. Loro e solo loro non dovrebbero vedere questi film (ma solo per il loro benessere psicologico, non perché siano nocivi, sulla nocività dell'horror in sé non ho mai creduto, è come il soggetto lo recepisce che fa la differenza, esattamente come la droga, il gioco, il sesso ecc.). Insomma riusciremo mai a vedere un divieto ai maggiori di 25 anni? E' un divieto a chi non comprende la poesia e i giochi bizzarri della fantasia. E con ciò spero di non entrare in polemica con qualche pedagogo o psicologo dell'età evolutiva...

domenica 9 settembre 2012

venerdì 31 agosto 2012

L'ultima frontiera dell'arte


Rupert's kitchen Orchestra

I Rupert's kitchen orchestra sono una band berlinese che porta avanti genuinamente un discorso funk anni 70. Sono localmente apprezzati e la loro forza (se così si può dire) è quella di cantare anche nelle piazze, davanti alla gente, senza farsi pagare. La loro musica è travolgente così come la loro capacità di coinvolgere il pubblico.
Sono Chrispy Chris alla voce solista e al sax, Gido Ott alle chitarre, la bella e intrigante bassista Conny Rössler (unica presenza femminile del gruppo), Andreas Raab alla batteria e al programmatore e Torsten Wendland (chitarrista aggiunto).
Il groove entrare sottopelle.
Qui li potete vedere al Mauer Park di Berlino e a Potsdamerplatz.

Die Ruperts Kitchen Orchestra Berlin ist eine Band, die wirklich eine Rede funk 70er Jahre trägt
. Lokal geschätzt, ihre Stärke (so, kann man sagen) ist auf den Straßen zu singen, vor der Menschen ohne dafür bezahlt zu werden. Ihre Musik ist überwältigend, wie auch ihre Fähigkeit, das Publikum zu engagieren.
Sie sind Chrispy Chris am Gesang und Saxophon, Gido Oktober an den Gitarren, die schöne und faszinierende Bassist Conny Rössler (nur weibliche Präsenz in der Gruppe), Andreas Raab (Trommeln und Programmierer) Torsten Wendland (hinzugefügte
Gitarre).
"Groove" unter die Haut geht.
Hier könnt ihr sie an der Mauer Park in Berlin und Potsdamer Platz sehen.








sabato 25 agosto 2012

L' eiaculazione a priori

....I filosofi possono avere un'eiaculazione davvero precoce, una intuizione pura.
Un'eiaculazione kantiana, pura, immobile, senza tocco...una polluzione diurna. Quando il sesso è mera forza della mente, non è fisicità.
Entrare in un rapporto telepatico con una fica non è da tutti. Lecca, lecca, lecca e via che vieni!! Senza scosse, senza spinte, senza tocco. Poi quando il gioco è fatto....eh bè è un problema, no?? Bisogna recuperare le energie per dimostrare la propria virilità a qualcuno. Ma non sempre è facile, esiste il periodo refrattario. Insomma, gli eiaculatori apriori costituiscono davvero un problema per sé e per gli altri.
Forse devono spegnere il cervello, fare corto circuito. Chi lo sa?

martedì 21 agosto 2012

Quell'insopportabile prurito

Il prurito è uno dei disturbi più insidiosi, soprattutto se non ne si conosce l'origine. Il prurito tormenta, sparisce, si ripresenta, è come un onda di formiche che strisciano sotto pelle. Il prurito ha qualcosa di inquietante, quando la propria pelle è invasa da esseri invisibili, acari, batteri. C'è qualcosa che vive dentro di noi, come un feto, che vive e ci tormenta.
Il prurito può diventare un'odissea (visite mediche, prove allergologiche), forse si può curare anche con la meditazione e con la preghiera, quando sfugge a certe dinamiche di pensiero e di diagnosi.
Suggerisco di vedere l'episodio in tema di Caro diario, di Nanni Moretti.



sabato 18 agosto 2012

Una citazione da Gide

Pentirsi delle esperienze che si sono avute è come fermare il proprio evolversi; negarle è come mettere una menzogna sulle labbra della propria vita: non è altro che rinnegare la propria anima

André Gide

lunedì 13 agosto 2012

Salvador D' Ali e la follia

Dopo una mostra di Salvador D' Ali ci si sente alquanto spaesati, ai margini della follia. Perché ci si continua a ripetere che quello che si è visto pare un'opera di un folle, i quadri di Dali sembrano deiezioni dell'inconscio, qualcosa di maldigerito, una deformità che prende corpo in una forma del tutto simbolica.
Il caos, il mondo animale, dimensioni corporee alterate, cadaveri e sesso, formiche, elefanti, lucertole, uomini con cassetti che saltano fuori dal petto o uomini con tubi che escono dal cranio, donne-insetto. Non si può uscire indenni da Dalì. Ci si può addormentare credendo che il ticchettio di un orologio sia il fremito una cicala che cerca di prendere possesso del tuo corpo e cerca di entrare in te, nel tuo ano, facendo detonare l'intestino o si può tagliare del pane con la paura che sanguini. Questo è Dalì. A Berlino la sua mostra permanente.




giovedì 9 agosto 2012

Dormire e morire

In fondo dormire è come giocare alla morte, è un riposo provvisorio. Siamo destinati all'idea del riposo fin dalla nascita, nell'attesa di quello definitivo.

Carlo Lock

mercoledì 8 agosto 2012

Vivere a puttane

Vivere con le puttane, consacrare la vita nell'andare a puttane è un po' come essere su un palcoscenico. Un luogo dove la realtà e la fantasia si confondono, un luogo incerto, dove il mistero e il dubbio la fanno da padroni.
Si può teorizzare quanto si vuole sulle puttane, risposte ciniche, rassicuranti. In realtà anche il puttaniere deve rimanere in incognito, deve preservare la sua candida poesia interiore, infantile, il suo gioco perpetuo, come il bambino che si siede nella macchina del papà al posto di guida e quando scende ha guidato una Ferrari.
Il puttaniere è l'ultimo bagliore di candore, è il gioco fatto a persona.

lunedì 6 agosto 2012

Futili motivi

Le cose che rendono la vita ancora più assurda sono i futili motivi, le futili paure.
Entrare in ansia perché il collega aziona l'aria condizionata e tu ti senti morire di freddo e di raucedine, aver paura di dormire per paura del vicino che fa rumori di notte.
Aver paura di se stessi, considerare le piccolezze un' Apocalisse.
Eppure si soffre anche per futili motivi.
Per futili motivi si può mandare all'aria ogni cosa.
Per futili motivi si può morire. Per futili motivi si può uccidere. Quando è l'ansia a farla da padrone non c'è scampo....e si spera che qualcuno o qualcosa ti solleva dalle tue tragedie quotidiane.
Poi però capisci che non puoi parlarne con nessuno, che tragicamente è una vergogna chiamarle tragedie.

sabato 28 luglio 2012

Euridice Axén recita Leopardi

Lei è Euridice Axén, la figlia dell'attrice svedese Eva Axén. La bellezza di una donna è anche una bellezza che osa oltre il posare cieco e distante di una statua sfingica. E' la bellezza umana che sfida anche il ridicolo, l'informe. La bellezza di una vera attrice.
Come Euridice che si cimenta in un suo video autoprodotto su Youtube a recitare una strana versione di A Silvia di Giacomo Leopardi.





Due, cento parole su Frank Zappa

Frank Zappa. E' in corso la ripubblicazione in cd della sua opera, 61 dischi. Cosa possiamo dire di lui? Cento, dieci, cento, mille parole. Frank Zappa è Frank Zappa, un mostro sacro. E chi non lo conosce provi a informarsi.

Ecco alcuni esempi delle sue provocazioni e del suo eclettismo







giovedì 26 luglio 2012

Le mappe dei nei

Esiste tanta gente con un'infinità di nei, grossi, piccoli, medi, sporgenti, sparsi.
Il neo è molto sexy.....Ecco io quando vedo una serie di nei sulla schiena di una ragazza vorrei unirli con un pennarello. Ho questa pulsione, di creare una ragnatela di nei, una body-art guidata.
Anche questa è arte. Ci sarà qualcuna che presta la sua schiena allo scopo?

martedì 24 luglio 2012

Schiavo dei propri pensieri

Quale tremenda sensazione l' essere schiavo dei propri pensieri, non volerseli tenere dentro, come un ingombro. Magari cercare qualcuno che te li asciughi, che te li asporti.

Carlo Lock

domenica 22 luglio 2012

"Sono fotogenico" o sono stronzo?

E' una domanda ovvia e sensata per chi ha visto il film Sono fotogenico, da molti critici ritenuto una delle prove migliori di Renato Pozzetto. Uscito sugli schermi italiani nei primi mesi del 1980, cointerpreti Edwige Fenech, Aldo Maccione, regia di Dino Risi.
Il film ha degli squilibri di ritmo tra la prima e seconda parte, una farsa volgarotta e un'atmosfera uggiosa e malinconica strisciante dall'inizio alla fine ( sapientemente sottolineata dai panorami invernali del lago Maggiore), ma non smentisce quelli che sono i topoi recitativi del miglior Pozzetto, quelli più amati dal pubblico, l'ingenuità di provincia, l'uso smodato di parolacce, tormentoni del tipo: Io vado a pranzo da Simoni...e non rompetemi rompetemi i coglioni!
Quindi a far parte del mondo del cinema, desiderio del protagonista, Antonio Barozzi, cosa ci si rimette? Bisogna essere fotogenici o stronzi? Lo spaccato del mondo del cinema che offre Dino Risi (con le "ospitate" di Gassman, Tognazzi e Monicelli nel ruolo di loro stessi) è fedele alla realtà, quanto amaro. Cioè: da rappresentante di finzione il mondo del cinema è finto anche nei rapporti umani, fatto di delusioni e false promesse. E il cinema, come buona parte del mondo dello spettacolo, è un'alterità alienata, un Paradiso di stronzi beati.
Antonio Barozzi farà fatica a capirlo e noi ne ridiamo di questa incomprensione, come se il mondo fosse facile, come se tutti fossero aperti, disponibili. (E nella realtà dovrebbe essere così).
....Fino alla fine, quando Pozzetto apre gli occhi, in un duetto indimenticabile con un magistrale Mario Monicelli, una "piazzata" antologica da vedere e rivedere.
Ecco a voi....



mercoledì 18 luglio 2012

I volontari del 118

Ho un rapporto ambivalente con i volontari del 118, coloro che salgono, sfrecciano sulle ambulanze per soccorrere feriti e infermi. Da un lato c'è sempre quell' ipocrisia del volontariato che fa rendere l'attività in ambulanza agli occhi degli altri (in particolare di chi vuole intraprendere un percorso di formazione nell'ambito del primo soccorso) qualcosa di alternativo o di "leggero" rispetto al lavoro vero e proprio. (ed è tutto il contrario). Dall'altro il soccorritore 118 è esposto a seri rischi e pericoli (psicologici e fisici) che nessuno ha mai il coraggio di dire: rischio di contagio di malattie, situazioni violente che hanno a che fare con malattie mentali o criminalità, rischi di incidenti stradali sul proprio mezzo, esposizione alle intemperie, sindrome post-traumatica da stress.
Inoltre vediamo insieme la casistica del "volontario", anche se per fortuna non frequente, ma vediamola proprio nel dettaglio, casi concreti:
-Possibilità di trovarsi a che fare con cadaveri in putrefazione o in semi-putrefazione di gente morta sola in casa;
-Possibilità di malati terminali (tristissime situazioni di gente pelle e ossa, mostrificata)
-Situazioni in cui si rende necessario "pulire" un malato infermo
-Situazioni penose di mogli o figli picchiati, donne violentate, con lacrime e tumefazioni
-Incidenti stradali comportanti: arti deformati, fratture esposte, fuoriuscita di materia cerebrale, attacchi di panico ingestibili.
-Abitudine a trattenere lacrime, emozioni di fronte a bambini sofferenti, piangenti.
-Trattamenti sanitari obbligatori (costringere qualcuno a essere ricoverato in ospedale e quel qualcuno solitamente è un pazzo non collaborativo, attenzione)
- Crisi isteriche/epilettiche con urla, convulsioni (alla maniera di un posseduto maligno) e con riempimento dei pantaloni di diarrea e la bocca di bava.
-Vomito addosso di barbone ubriaco
-Portare giù dalle scale un obeso di 130 chili
-Rischio scoregge, rutti e vomito in ambulanza
-Possibilità di raccogliere arti o parti del corpo umano per terra (una lingua, un dito, un braccio)
-Una leggera intossicazione per fuga di gas o materiale tossico
-Affrontare un pit-bull che ha morso il padrone prima dell'arrivo della forza pubblica o, in alternativa, affrontare un pastore tedesco di una persona sola infartuata che non permette a nessuno di avvicinarsi per gelosia o difesa.
-Tentativo di raccogliere i resti di un uomo maciullato in treno/metro
-Ricomporre un traumatizzato piombato giù dal settimo piano
-Improvvisarsi ostetrici se è il caso
-Cercare di non eccitarsi di fronte a una bella ragazza che chiede aiuto, cercare di non provarci, ecco.


Ecco, dopo tutto questo, c'è l'esperienza comunitaria, il lavoro d'equipe l'aspetto positivo di questa forma di volontariato, il sorridere alla morte con disinvoltura, diventare amico di fronte al dolore di un altro, il sorreggersi l'un l'altro. Tutto questo è possibile se:
-Non hai dei colleghi che ti trattano come una matricola a militare
-Non hai un responsabile che ti carica di una responsabilità emotiva come se guadagnassi 5.000 euro al mese.

In effetti forse i soccorritori 118 (volontari) sono degli eroi perché vivono nell'ambivalenza tra inquadramento militare, vessazioni e buoni sentimenti, massimo sacrificio tra l'orrore della morte e della sofferenza e il calore di una stretta di mano. E poi essere pessimista è un tabù. Non si può neanche dire: "faccio il "volontario" perché, sì, voglio vedere le teste spaccate, la gente impallinata". Molti lo pensano, ma pochi lo dicono e se lo dicono si beccheranno il cazziatone.
Ecco in sintesi in cosa consiste quest'ambivalenza e questa ipocrisia. E per inciso, questo non vuole essere né un invito né vuole scoraggiare chi tanto nobilmente decide a dedicarsi a questo delicato compito. Lo farei anch'io se ci fosse meno militarismo in giro, meno ipocrisia......
Ecco guardate questo filmato per capirne di più



giovedì 5 luglio 2012

Sesso in Santa Croce

Sarà pure il gran caldo, sarà la noia...ma per ravvivare una città c'è anche gente che si mette a fare sesso in pubblico. Ormai è risaputo, è accaduto l'altro giorno a Firenze, vicino alla basilica di Santa Croce, tra due motorini, vicino alla statua di Dante.
Questo avvenimento mi porta alla memoria un mio soggiorno a Parigi, durante il quale vidi due giovani copulare sul lungosenna, vidi due omosessuali scambiarsi un bacio profondo vicino ai giardini di Luxembourg e diverse coppie che slinguavano in metrò, senza che nessun parigino intervenisse o muovesse un dito per fare o dire qualcosa. In Italia, come al solito, si dice molto....e naturalmente la cosa più scandalosa quanto ridicola di questo innocente episodio (innocente se rapportato a grandi atti criminali, rapine o guerre in tutto il mondo) è il fatto che la colpa dei "fornicatori" è stata addossata a Matteo Renzi, responsabile del "degrado" in cui riversa la città. Penso che Renzi, il primo cittadino fiorentino, sia ancora lì che ride adesso e, non a caso, su Facebook ha risposto per le rime facendo notare che i telefonini sono stati usati per le fotografie dei curiosi e non per chiamare i vigili urbani. Le accuse sono partite dai leghisti e naturalmente il rettore della basilica di Santa Croce, Padre Antonio Di Marcantonio (che razza di nome!) com'era da prevedere. Rassicuro oggi gli amici leghisti dicendo che proprio ieri si è verificato un fatto analogo a Milano, due ragazzi hanno fatto l'amore sul marciapiede in via Settembrini, ma la vostra voce non si è ancora levata. Pisapia non a caso è a favore del "degrado" e non fa nulla per evitarlo o contenerlo.
Queste argomentazioni sono molto offensive nei confronti dell'operato dei sindaci che di certo non possono garantire sui comportamenti sporadici poco ortodossi di turisti e giovani ubriachi, che, magari esasperati dal caldo, si lasciano trasportare dalla passione. Posso testimoniare che oggi Firenze è una città molto pulita, ordinata, degna di essere considerata una città europea a tutti gli effetti. Parlo ovviamente da turista, ma se si dice che la prima impessione è quella che conta ed è molto importante, bisognerebbe stare tranquilli e ritenersi già soddisfatti dell'operato di Renzi. Ma perché l' Italia non ride delle goliardate e non si preoccupa dei fatti seri? Ad esempio che ha una classe dirigente di ladri?


Un adagio di Albinoni

giovedì 28 giugno 2012

Due libri per chi non conosce il thriller

Due libri per chi non conosce il thriller, ma attenzione, precisiamo, lo spaghetti-thriller, cioè il thriller all'italiana nato negli anni Sessanta e sviluppatosi nel corso degli anni Settanta e Ottanta.
I due libri in questione sono due: Thriller italiano in cento film di Luca Servini e Claudio Bartolini e una monografia su L'uccello dalle piume di cristallo, scritta interamente da Giovanni Modica, quest'ultima un lavoro di fino sulla lavorazione e sugli aneddoti legati a un film che è diventato ormai un classico, ma si sa ancora troppo poco, essendo passati ormai più di quarant'anni dalla sua uscita.
Dicevo, libri per chi non conosce il thriller italiano...libri quindi esplorativi ed enciclopedici di un genere che sembra essere morto. Il primo libro è una selezione di cento film più rappresentativi, il secondo è una ricerca su un film-scuola, quello che ha rivoluzionato un genere.
Facciamo un passo indietro: il primo thriller-horror italiano è datato convenzionalmente 1957, con l'uscita de I vampiri di Riccardo Freda, colui, che poi insieme anche a Mario Bava si assume l'onere di proseguire un discorso filmico legato agli stilemi del gotico inglese, del noir americano e del dramma psicologico, con inserti macabri e sessualità deviata e morbosa. Sebbene siano tutti richiami da letteratura e pellicole anglo-sassoni, il cinema thriller italiano costruisce negli anni uno stile peculiare, che viene ereditato e codificato definitivamente da Dario Argento nel 1970, il quale "modernizza" gli scenari, utilizza musica d'avanguardia e progressive-rock, ambienta la paura nella quotidianità per migliorare l'immedesimazione col pubblico. L'uccello dalle piume di cristallo è il film-pilota di quello che sarà la cosidetta "scuola argentiana", che se da un lato si rifa ad Hitchcock in alcuni aspetti (il movente psicanalitico dell'assassino, la suspense che deriva più dalla messinscena e dai coup de theatre che dal plot narrativo poliziesco), da un altro lo scavalca in un senso radicale per ritmi e tempi d'azione, particolare insistenza sui dettagli macabri degli omicidi e via via ancora per una maggiore enfasi espressionistica delle luci, dei colori e di tutto l'apparato espressivo iconico e uditivo. In più viene mantenuto l'assassino da scoprire, che ormai è sempre un omicida seriale. La serialità è anche pretesto per provocare spaventi e studiare le agonie delle vittime cadute sotto un rasoio luccicante o una mannaia. Quindi vi è uno spostamento di prospettiva: il plot giallo fa da contorno ai delitti e non più viceversa. L'assassino, secondo la strada tracciata da Mario Bava, non ha un carattere concreto e realistico, ma favolistico, spettrale. In poche parole è l'uomo nero che fa paura ai bambini...l'uomo nero che entra dalle finestre, ti prende e ti porta via in un sacco, l'uomo che suona il campanello quando sei solo in casa e poi tenta di forzare la porta. Al posto dei bambini ci sono però donne terrorizzate ad attendere quest' uomo nero dalle mani guantate, che ha il dono dell'ubiquità e riesce a entrare dalle finestre o attraverso le porte chiuse, credi di averlo seminato e poi te lo ritrovi davanti. Un assassino che è umano soltanto nel finale, ma si comporta come uno spettro, risvegliando le ataviche paure dell'immaginario di ciascuno.
Ecco, queste caratteristiche nel loro insieme, sono quelle che si sono poi sviluppate ed imitate all'infinito nel corso degli anni 70 e 80 da altri registi italiani, alcuni mestieranti, altri veri e propri autori come Pupi Avati. L'atmosfera da incubo che regna soltanto per un momento del film, a carattere episodico, è ciò che rimane costante in tutte le produzioni, insieme a sesso ed effetti sanguinolenti. Il sangue e il sesso sono gli elementi che sono stati manipolati in modo e in dosaggio diverso e hanno differenziato vari filoni: negli anni Ottanta abbiamo, con Fulci, un uso estremistico e pulp del sangue, del macabro, della violenza visiva, del repellente (gore e splatter), nei Settanta regna di più la violenza psicologica e la sessualità morbosa (nei vari film compaiono di tanto in tanto personaggi che incarnano qualche perversione, pedofilia, necrofilia, voyeurismo) quando proprio non sia l'assassino stesso a uccidere per un movente a sfondo sessuale). Sergio Martino, Umberto Lenzi, inaugurano infatti il filone del sexy-thriller, un genere al quale si affiancano oltre ai delitti sanguinari anche scene di nudo o scene di stupro, sulla base del fatto che l'assassino, avvezzo a uccidere belle donne sole, spesso non trascura di manifestare il suo sadismo anche a livello sessuale. Questo sadismo erotico, ritorna anche nei tardi anni Ottanta, con due pellicole quali Opera (sempre di Dario Argento) e Le foto di Gioia di Lamberto Bava. Abbastanza inspiegabile la perdita di interesse per i produttori degli ultimi dieci-vent'anni per questo genere, che ha capitalizzato molto nel nostro Paese e ha attirato anche i critici di tutto il mondo, arrivando al paradosso che artisti come Lucio Fulci o Mario Bava sono dei piccoli mostri sacri in Francia, in America, in Inghilterra, in Germania e qui nei confini patri hanno avuto difficoltà ad assumere una dignità di rispetto. Oggi è difficile ritrovare un thriller nello spirito di allora, c'è rimasto solo Dario Argento, che è rimasto un mito per gli aficionados, ma non mi sembra che sia riuscito più a trascinare le folle, a essere convincente e a differenziarsi da tanti horror americani in circolazione, tutti abbastanza bruttarelli.
C'è solo un film che ritengo degno di essere all'altezza del passato e questo film si chiama Amer (2009) una coproduzione belga di Hélène Cattet e Bruno Forzani, un film con pochi dialoghi, delirante e con alto impatto di visionarietà. Pochi ne hanno parlato in Italia, ma può essere considerato a tutti gli effetti un nuovo Suspiria, nonostante sia in trattativa la realizzazione di un remake americano, che probabilmente avrà poco a che vedere con l'originale.
Quindi, tirando le fila del discorso, i due libri che vi ho segnalato oggi, metteranno bene in luce e approfondiranno quanto ho scritto qui in forma molto succinta.
Sono due libri essenziali per chi si vuole avvicinare al thriller italiano per la prima volta e scoprirà un universo meraviglioso, credetemi.
Ed ora eccovi in onore del thriller di genere un piccolo speciale su Amer. Mi dispiace che questo speciale sia in lingua tedesca, ma è un ulteriore testimonianza di come questo genere sia molto apprezzato ed anche studiato all'estero.








martedì 26 giugno 2012

Mix Milano: che cos'è la cultura gay?

L'altra sera in attesa di partecipare alla presentazione di un libro, mi sono imbattuto casualmente nel party di inaugurazione della nuova edizione del Festival di cinema gaylesbico. Dal 22 al 28 giugno il teatro Strehler di Milano offre i suoi spazi per proiezioni, dibattiti su temi relativi alla cultura cinematografica gay.
Ecco, il punto è proprio questo: ma cosa significa esattamente una cultura cinematografica gay? Penso che la risposta si possa riassumere in questo modo: una serie di film orientati a sostenere la dignità di gay e lesbiche, mostrandone pregi,difetti, storie, conflitti, la promozione della cultura della diversità. In sintesi il cinema gay dovrebbe aspirare a un intento rivoluzionario, ma il punto è che l'etichetta "cinema gay" è una finzione. Non esiste la cultura gay in sé, esistono registi civilmente impegnati, film eroticamente provocatori, ma la cultura gay come tale è un recinto di protezione, dentro il quale dovrebbe affermarsi la rivendicazione. Dico "dovrebbe" perché dai più credo che l'autoghettizzazione sia vissuta come una forma di rifiuto di integrazione nella maggioranza. E perché mai si dovrebbe aver voglia di vedere un film "gay" in una condizione di gruppo altamente differenziata dagli altri, gruppo che si è dato dei codici, delle icone? (e perché mai Ornella Vanoni dovrebbe essere apprezzata dal mondo gay? Con quali criteri?). La contrapposizione di sfida, non genera dei rapporti pacifici, perché la contrapposizione sta in un rapporto dolorosamente dialettico, che ricorda la battaglia politica dei partiti (in questo caso gay contro etero). Capisco che avere "creato" la cultura gay sia una forma di sfida, ma è anche un non-senso. Sicuramente inserire dei prodotti culturali sotto l'etichetta cultura gay-lesbica è una forma di tutela e di garanzia contro delle forme di censura..Ma , appunto, c'è bisogno di arrivare a tutto questo per evitare lo scandalo, la censura? La logica è la stessa della pornografia, nel senso che questa è accettata solo nei luoghi deputati, non si può fare pornografia in televisione. Quindi alla fine l'omosessualità è ancora trasgressione, o meglio, un argomento di parte, non condiviso da tutti. Invece, se davvero l'intento fosse rivoluzionario, dovrebbe essere vissuta come una cosa tra le altre, di cui importa relativamente.Però forse la cosa più saggia è liberarsi dalle etichette, dai recinti...e come forse intendeva Nietzsche la realtà non esiste, è un'invenzione umana. I gay non esistono...

lunedì 25 giugno 2012

Io e le officine

Le officine di automobili, i garage mi hanno sempre affascinato. Mi basta entrare nell'officina vedere un operaio in tuta che fischietta, sentire l'odore del grasso e gongolo. Da piccolo passavo le giornate da un conoscente meccanico, mi divertivo. Mi piaceva vederlo sdraiato sotto il telaio di una macchina. Fare il meccanico mi è sempre sembrato come giocare agli indiani, nascondersi, trascinarsi, strisciarsi. E poi mi è sempre piaciuto vedere le automobili rinchiuse...Negli spazi chiusi le macchine sembrano più grandi, le ruote più espressive. Tutto è più amplificato. E non c'è niente di meglio dopo una giornata con le mani negli ingranaggi, mettere le mani negli "ingranaggi" di tua moglie, dopo una bella doccia. E non c'è niente meglio che desiderarla mentre si cambia un pistone o si fa andare su di giri una Porsche.
Poi, ironia della sorte, non ho fatto il meccanico perché ho le mani da violinista....

venerdì 22 giugno 2012

Video del giorno

Finalmente qualcuno si è deciso a mettere su Youtube questa canzone, di quel gentiluomo chiamato Mario Lavezzi!

Sulla modestia

Fare i modesti è cosa ben diversa da essere modesti. Fare il modesto è cosa nobile, soprattutto se sei un artista acclamato e affermato. Essere modesto è una colpa naturale, involontaria. Il modesto non ha sogni, si accontenta, non ha dubbi...gli va bene tutto, magari anche la cacca (in senso metaforico).
Modesto va d'accordo con limitato. E il modesto non è il semplice. Il modesto è un meschino, è un personaggio appena sufficiente. E non è neanche detto che un semplice o un povero sia appena sufficiente, anzi. Frequentare un modesto è come bere acqua distillata, non c'è emozione.

lunedì 11 giugno 2012

Ossessione del senso

Ho l'ossessione del senso, ossessione dell'utile.
Vivere in perenne esame e chiedersi se la propria azione serve.
Anche gli scarabei servono, sono stercorari.
Anche gli animali più stupidi servono, anche quando vengono macellati.
Chiedersi invece la se la propria vita è cieca,
se è solo un annaspare vano nel vuoto.
Darsi un senso,
e invece sentirsi un nulla concreto senza potersi annullare.
La gente ti saluta, ti rimprovera, ti sorride, dice che vali...
Non sei un nulla.
Non sei nulla...
Non sei neanche la soddisfazione di esserlo.

domenica 10 giugno 2012

Aforismi sull'ignoranza

"Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che sia oltre la loro portata." [Francois de La Rochefoucauld]


"Paradossalmente la gente che crede di sapere sempre tutto è proprio quella che non capisce mai un cazzo" [Charles Bukowski]

" La disinformazione è il primo potere politico in Italia" [Beppe Grillo]

‎" Mentalita' divertente quella degli americani: nessuno ha detto niente quando Nixon ha bombardato illegalmente la Cambogia, ma se lo avessero sorpreso in una camera d'albergo con una minorenne lo avrebbero cacciato in due giorni. "
[Woody Allen]

sabato 9 giugno 2012

Smottamenti

Ho intitolato questo post "smottamenti", perché siamo in tema. Siamo arrivati un giorno sì e un giorno no a una terra che trema, a una regione italiana (l' Emilia) che ha intenzione (?) di distruggersi.
Ed invece io, paradossalmente, tento di stuzzicare gli smottamenti della mia vita, che non accadono mai.
Ho una vita monolitica, stabile. Stitica. Pressioni e frizioni non la cambiano.
Volere è potere? Mah....comincio ad avere qualche dubbio. C'è chi barcolla e chi non cade. C'è chi trema di paura e chi sbadiglia di noia.
Le mie giornate sono grande attese di smottamenti, vitali e mortali.

giovedì 17 maggio 2012

Una tortura musicale

Mi piace questo brano, esponente della migliore new-wave tedesca (Deutsche Welle) degli anni 80, perché nella sua semplicità ricorda una tortura, un'ossessione musicale.
Questo brano è una tortura all'ascolto..Ma una tortura piacevole...tutto giocato su questo testo: Lass das sein, Kinder! Ihr seid wohl ganz versessen e su un accordo arpeggiato con effetti liquidi di flanger e phaser.
Una canzone diretta alla cosa, al "dunque", all' "essenza", tipicamente tedesca.


Video del giorno

Gruppo canadese anni '80, l'esplosione dell'elettronica.




mercoledì 16 maggio 2012

Sull'autobus

Certe volte sull'autobus
origlio le conversazioni.
Forse mi sento orfano
e cerco una storia che mi adotti.
Oppure mi appoggio,
mi appoggio ovunque.
Sono nato stanco e lo ammetto
per me la fatica è un fatto centrale
è ciò che riempie la mia vita
e devo difendermene.
Un giorno ho contato quante volte
quante volte avrei voluto scendere
per seguire una donna, una ragazza.
Rompere le catene del tempo,
seguirne solo l'incanto,
dietro un culo, una sottana,
dietro dei capelli, delle lentiggini.
L'incanto.
Forse sono i miei piedi, i miei sguardi
che vogliono correre
laddove le parole non arrivano.
Magari basterebbe un "ciao, come ti chiami?"
Guardare e spiare.
Poi arriva lo schiaffo.
Incanto spezzato.
Torno sull'autobus,
tra il puzzo di fritto di un cinese
il profumino (non identificato) di una ragazza
il fard di una vecchia
le auricolari dei gentlemen
o delle quarantenni nostalgiche
che rubano gli I pod dalle borse delle figlie.
Poi scendo dall'autobus
mi avvio verso casa
e mi metto a scrivere.
La giornata è finita.

lunedì 14 maggio 2012

Radio Italia: 30 anni

Nel 1982 una radio privata cominciò a diffondere musica italiana (e solo musica italiana) su tutto il territorio nazionale. Nessuno ci credeva in questo progetto, portato avanti con convinzione da Mario Volanti, oggi presidente dell'emittente. Eppure nel giro di un decennio Radio Italia è diventata uno dei network nazionali e bla bla bla bla....
Stasera ci sarà a Milano il concerto che "vorrebbe" siglare il compleanno dei suoi trent'anni, un concerto che riassume il meglio (o il peggio) del nazionalpopolare commerciale.
Il cast scelto dei partecipanti sembra raffazzonato, scelto all'asta, giocando al ribasso. Molti grandi interpreti della musica italiana non avranno potuto venire certamente (potuti o voluti?). Ancora questo vizio del "non mi presto a cantare in piazza?". Non m' interessano le ragioni, dico solo che i migliori cantautori rappresentativi degli ultimi trent'anni sono mancati all'appello e mi riferisco ad esempio a Roberto Vecchioni, Claudio Baglioni, Pooh, Umberto Tozzi, Stadio, Ligabue, Luca Carboni Irene Grandi, Giorgia, Amedeo Minghi, Mango, Gianna Nannini, Fabio Concato (e sto parlando di gente che non ha mai disdegnato il contatto genuino col pubblico). Stiamo parlando di trent'anni di attività, è giusto concedere più spazio a rappresentanti più anziani della musica italiana. Ma di tutto questo non si può fare torto a nessuno e ci sarà sicuramente molta gente in piazza Duomo alle 20, anche semplici curiosi. Gianni Morandi, Laura Pausini, Enrico Ruggeri (che presenta) sono i "veterani". Buon concerto a chi sarà lì tra la folla (io no di certo).
"Non è un sogno....è un incubo"


giovedì 3 maggio 2012

Chi è il più figo?

Oggi mi sono svegliato con questo quesito in testa: ma è più figo un italiano che dimostra di saper padroneggiare lingue come il polacco, il lituano o l'ungherese e mastica malamente l'inglese o un 'italiano che padroneggia soltanto l'inglese ma riesce a trovare lavoro?

martedì 17 aprile 2012

Tristezza, cinismo, ispirazione

Tristezza, cinismo, perdita d'ispirazione.
Queste tre parole mi stanno crivellando. Non mi riconosco più. L'ispirazione è la mia respirazione. Ora sta tentennando. Praticamente sto morendo, come se già non lo fossi da almeno vent'anni.
Forse mi sto putrefacendo. Ecco almeno devo salvarmi da questa putrefazione, devo essere un morto lucente, con la giacca, la cravatta, profumato. Un morto che quando vede la luce del sole tenta un debole sorriso, un morto che si muove...insomma devo essere almeno uno zombi, non una mummia.

Carlo Lock

Siamo umanisti

Sono umanista e come tale mi occupo dell'uomo. Non sono animalista, non sono economista. Questo è ovvio e non mi sembra che sia da aggiungere null'altro.


Carlo Lock

giovedì 5 aprile 2012

Il carcere

Nessuno è santo sulla terra. C'è chi è più delinquente dell'altro, ma ognuno convive con le sue piccole trasgressioni.
Il carcere però sigla, contrassegna, ti dà la patente del delinquente. Il carcere ti partorisce e ti battezza delinquente, c'è poco da fare.


mercoledì 28 marzo 2012

Il Narciso pentito

"Basta con questa bellezza! Voglio farmi schifo, ma schifo davvero"

lunedì 26 marzo 2012

Disperata, erotica, storia

Oggi ho deciso di scrivere una piccola storia, un prolungamento ed anche un'esposizione ispirata alla celebre canzone di Lucio Dalla Disperato, erotico, stomp.
(Da leggersi con un marcato accento bolognese).

E' un po' di sere al bar che mi dicono che l'hanno vista bere a una "fontana". Ed anche i bambini capirebbero che non si tratta certo di una fontana pubblica cittadina.Ma quanti e quali occhi hanno avuto l'imprudenza e la sfrontatezza di spiarla? Mah! Queste cose non si riescono mai a sapere quando si vive in provincia. Mi arriva una foto e sono sconvolto..Ecco, il rubinetto di quella fontana non sono io, questo è certo. Io, una persona alla quale è stato detto: "il tuo sesso dallo al gabinetto".

L'hanno anche vista alzarsi la sottana, la mattina, davanti allo specchio. E che pelo nero, però. Io un pelo così nero, non l'ho mai visto, forse. Dopo questa notizia sono andato a casa e le ho detto: "Senti un po' chiudi le finestre da domani, qui ci spiano".

Però nonostante lei sapesse che ormai tutti l'avevano vista nuda, con me continuava a non spogliarsi, nemmeno la notte. Si cambiava lesta lesta in bagno e poi si infilava nel letto e si rigirava. Lei e quella sua amica, quella grande fica, alta di cavallo, con i fuseaux aderenti, i tacchi 12, sempre in giro, (a far che cosa?). Io le lascio andare, è meglio. Passo generalmente il tempo in casa, sto in mutande, perché fa un gran caldo, faccio i puzzle, sfoglio magari qualche porno e penso spesso a una donna thailandese che mi sono scopato durante un viaggio a Bangkok. Ci sapeva proprio fare, non c'è che dire e anch'io ci sapevo fare.

Però è presto detto, me lo dico sempre: non serve pensare a grandeiimprese, imprese eccezionali, l'importante, datemi retta, è essere normale.

Bò, io normale non lo sono mai stato mica tanto. Però ogni tanto cerco di fare la vita da "normale", uscire, vedere gente. Ecco, per esempio l'altra settimana ero uscito. Mi son concesso un giretto nella mia Bologna. Almeno fuori non sto in mutande, mi metto i pantaloni.Lei, naturalmente, sempre in giro con la sua amica (e qui non faccio il gestaccio allusivo per farvi capire che cosa fanno). Io invece mi sento uno straccio che si sbatte in giro...ecco per esempio l'altra settimana ero sui viali e mi sono messo a parlare con una puttana. Questa non era thailandese, ma era semplicemente italiana. Era una puttana in gamba, sicuramente, non una di quelle morte di fame, analfabete, magari anche poco curate. Certo, non faceva tanto freddo, ma aveva la pelliccia, gli stivali. Gli stivali erano un po' kitsch, però era una puttana femminista attivista, di quelle "il corpo è mio e lo gestisco io", di quelle "smetto quando voglio". Una che se vuole può anche chiudere la saracinesca della propria figa e andare a bere qualcosa. Ed infatti, con piacere, siamo andati in un bel bar. "Oh, non è che poi mi fai pagare il disturbo?". "No, no, tesoro", fa lei.

Oh, ma perché le puttane devono sempre chiamare "tesoro" i loro clienti?. Voglio dire, mica abbiamo mangiato i tortellini insieme l'altra sera e poi mica son fesso, lo so bene che lei non mi ama. Quindi è un po' ridicolo, questo modo di giocare a recitare, no?

Abbiamo parlato di questa strana situazione attuale, fatta di contraddizioni. Poi lei, mi dice, ha avuto un aborto spontaneo, proprio sul marciapiede, una sera. Ha cagato fuori il figlioletto di sangue sulle scarpe, che cosa orribile. Ma comunque lei fa la puttana perché è il modo più giusto per fare i soldi, rimanere onesti e fare qualcosa di divertente (quasi divertente) senza ammazzarsi di fatica (quasi ammazzarsi di fatica).

Ma le puttane hanno sto vizio del concludere. "Allora cosa vuoi fare?", che poi qualsiasi donna ha sempre sto vizio qui. "Allora" è la parola d'ordine, che sia per mettere su casa, fare un figlio, poco importa. Messo alle strette scarico sul tavolo cinquantamila e la lascio così. La saluto, mi sto annoiando. Forse con le puttane non si parla, si agisce. Ho sbagliato tutto. Preferisco passeggiare per Bologna, ma più tiro avanti nella mia camminata e più mi sento un deficiente. Poi questa cosa non posso certo mica raccontarla agli amici al bar, sia chiaro.

Un tizio mi ferma, ha una cartina in mano si è perso. Fa tenerezza, ma io risoluto gli ripeto più volte che è difficile perdersi a Bologna, non si perde neanche un bambino.

Lui che capisce a malapena l' italiano non tarda certo a rispondere: "I am from Berlin", sono di Berlino. A Berlino ci sono stato col mio amico Bonetti, ci sono stato con lui, la città era un po' triste e molto grande. Certo è più facile perdersi a Berlino che a Bologna. Certo, di puttane ce ne sono anche lì e fin troppe. O forse le puttane tedesche non hanno sto vizio del concludere? E poi ci sono le puttane dell' Est e dell' Ovest.

Però mi sono rotto, penso di tornare a casa e di rimettermi in mutande. Comincia a imbrunire e mi fermo a guardare una stella, lontana, lassù. Veramente molto bella, però quella strana sensazione di sentirsi un deficiente sta cedendo il passo a un'altra strana sensazione, che la mia cappella si sta or ora ingrossando. Vedi? Che dovevo andare con quella lì!!! Così almeno la mia giornata aveva un perché e potevo almeno dimenticare per un attimo la mia lei, che starà cavalcando e magari poi si fermerà a bere a qualche fontana per la fatica. Io invece ho girato per Bologna, che spreco.

No, a sto punto, corro su, faccio le scale tre alle volte mi barrico, chiudo a chiave, mi stendo sul divano e......e mentre qualcuno penserà: questo qui ha avuto un attacco di diarrea a pensare sempre ai suoi guai e al suo essere deficiente. Ed invece.....

.... con dolcezza, è partita la mia mano.



venerdì 23 marzo 2012

Il colpo di fulmine

Per me l'amore esiste solo come colpo di fulmine, come frecciata di sguardi. Il resto non m'interessa, l'armamentario di attese e tecniche di seduzione non m'interessano, non m'interessano le stronzate "bisogna imparare a conoscersi col tempo". Se uno ti piace ti piace. Non ti piace non ti piace. Punto. A nulla serve questo forzato spirito di adattamento per l'amore. Rapidità futurista. Eccesso dionisiaco. Una rivoltellata d'amore. Vivere nel sogno romantico che in uno sguardo si nasconda una donna, un uomo che abbia sempre sognato incontrarti. TU con la tua mediocrità, i tuoi vestiti dimessi SEI l'altra metà di qualcun altro. E si decide tutto così, in un lampo.
E si può anche rischiare di non innamorarsi mai, se il colpo non arriva! O anche non essere corrisposto. Mai innamorarsi per tutta la vita o rimanere solo per sempre.
Ma è una scelta eroica anche questa. E la realtà è sempre dura a morire e l'amore sopravvive raccontato nella musica, nella poesia.

giovedì 22 marzo 2012

venerdì 16 marzo 2012

Il dispetto delle corna

Quando osservo o frequento delle coppie la prima cosa che mi viene in mente è cercare di immaginare il marito o il fidanzato con quale tipo di corna starebbe bene. Pensare se le corna possano essere un dono. Il fidanzato è solamente un potenziale cornuto per il sottoscritto, pensarlo in altri ruoli diventa ingombrante e inopportuno. Questo spiega perché tendo a non frequentare coppie, ma solo singoli.

L' essere è l'essere

E' tremendo ma anche affascinante pensare che uno è quello che è. Ma non solo: uno è quello che dice, uno è quello che ascolta, uno è quello che mangia.
L' ontologia si svela dentro l'apparenza. Qualunque cosa si fa si è, non si fugge dal fantasma dell'essere.
Non si può rinnegare la prima risposta, la prima reazione. Sei già stato. E' difficile ritornare indietro. L'essere svelato ci ha bruciati. E più si vuole negare il proprio essere più lo si sta confermando. Del resto, l' ontologia precede l'inconscio e l'inconscio non è altro che la forma psicanalitica del problema metafisico.

Carlo Lock

domenica 11 marzo 2012

In piedi in Paradiso, ma fuori dal coro

Questa volta Carlo Verdone, nel suo Posti in piedi in paradiso è rimasto in superficie senza affondare il coltello nella torta, limitandosi ad assaporare la panna delle nuvole. Presentato come film ambizioso e pretenzioso dallo stesso regista, mi sembra che non vada molto oltre il consueto cliché. Se dobbiamo cercare un pregio (ma è poi davvero un pregio?) si tratta di un film misurato, ingessato, senza eccessi di risate né di malinconia. Un film descrittivo, ben recitato in certi punti, ma che non imprime un marchio nelle coscienze. Un film volatile, come le anime erranti in Paradiso. La mia voce è, a quanto sembra, insieme al collega blogger e scrittore Gordiano Lupi, fuori dal coro, dato che Posti in piedi in Paradiso è stato considerato da alcuni una delle migliori prove dell'ultime Verdone. Ma, per fare un esempio, già tutta la pubblicità fatta all'ospitata musicale degli Stadio si è rivelata quasi una delusione-truffa, dato che il loro brano Poi ti lascerò dormire si ode soltanto (e di sfuggita) durante un party e non viene nemmeno ripreso (come ci si sarebbe aspettato) nei titoli di coda. Le parti strumentali quasi inesistenti, salvo un tema ripreso da Perdiamoci di vista e ben poco altro. Le occasioni per ridere ci sono, ma sono solo dei piccoli assaggi, il vero momento-sketch si ha verso la fine con il tentativo di furto e poi basta; il tema dei padri separati, contrariamente a quanto è stato detto, non è assolutamente un tema nuovo, se pensiamo che è già stato affrontato in diverse fiction e lo stesso Verdone lo aveva meglio sviluppato, anche se con un'angolazione diversa, in L'amore è eterno fin che dura. Posti in piedi in paradiso vuole infine raccontare un tentativo di solidarietà tra padri, trasformarsi in un film corale, ma ciò che emerge in superficie è più un saggio caratterista di tic, dal quale esce molto bene Marco Giallini, piuttosto che una satira sociologica sui problemi economici dei padri separati. Verdone ripete il suo personaggio di sempre, saccheggiando un po' dal Bernardo di Maledetto il giorno che t'ho incontrato e dal Gilberto de L'amore è eterno fin che dura, Micaela Ramazzotti dà quel tocco umoristico e dolce alla vicenda, la sua "burinaggine" fa quasi tenerezza e sembra che le sue nevrosi siano la unica "chiave" di affinità col personaggio Verdone-Ulisse.
Questo è il ritrattino del film, un'opinione forse fuori dal coro, ma tutto sommato onesta.
Di seguito uno dei brani musicali utilizzati nella colonna sonora


giovedì 8 marzo 2012

Il sogno della disoccupazione

Confessioni anarchiche di marzo.
Confesso che l'argomento di questo post è in controtedenza al clima psicologico di questi ultimi tempi ed anche un po' irriverente utilizzare la parola "sogno".
Spesso la disoccupazione fa rima con disperazione non c'entra niente col sogno. Siamo tutti individui adulti, dobbiamo mantenerci, mantenere una famiglia, però ecco quello che possiamo fare da disoccupati.
Possiamo affacciarci e guardare le stelle, contarle fino allo sfinimento; prendere un appuntamento da un medico, un dentista senza limiti, qualunque giorno va bene; possiamo governare e curare la nostra casa, fare da mangiare come cuochi; possiamo andare al cinema di pomeriggio, quando costa meno; possiamo andare in giro senza una meta e correre dietro alle sottane delle donne, se si profila un'occasione non dobbiamo rinunciarvi, possiamo dilatare il tempo, nessuno ci aspetta, non abbiamo nessun obbligo; se ci va possiamo anche vivere di notte, cancellare la mattina, che è così triste, fredda; in alternativa possiamo anche alzarci prestissimo la mattina, fare jogging; possiamo dedicarci ai nostri figli, fargli fare i compiti, andare a prenderli a scuola; possiamo occuparci anche dello stato dell'automobile, lavarla a mano; possiamo chiuderci giornate in biblioteca o nei supermercati ed infine...ogni tanto per non sentire il senso di colpa verso i nostri simile cercare lavoro.
....Fin quando il sogno s'interromperà. S'interromperà. I soldi finiscono e comincerà l' Inferno (o la vita, se preferite). Ma bene o male qualcosa di straordinario abbiamo vissuto e non potremo mai raccontare la nostra soddisfazione, perché il copione dell' inferno ci vuole preoccupati e depressi. Ma nell'atroce sofferenza, il nostro habitat della vita nella quale siamo scagliati, ci siamo comunque persi nella nuvola rosea di un sogno. Poi i doveri chiamano, puntano la pistola e minacciano. La scelta è poi quella se farsi uccidere o sopravvivere.

domenica 4 marzo 2012

4 marzo 1982

Fan accanito di Lucio Dalla cerca ragazza libera come il vento, somigliante a Eleonora Giorgi, pari requisiti (se ti chiami Anna o Nadia è ancora meglio), per andare a vedere al cinema Excelsior l'ultimo film di Carlo Verdone, Borotalco. Offro biglietti, corsa in taxi e auspico che dopo il film scocchi la scintilla tra di noi. Non cerco una botta e via, ma una carezza mentre ascoltiamo insieme Anna e Marco.Poi si vedrà. Annuncio sempre valido fin quando non trovo la ragazza giusta, a esaurimento sale disponibili.

4 marzo 2012

Lucio Dalla ha celebrato i suoi funerali il giorno del suo compleanno ed è morto in piazza Grande, come recitava la sua canzone. Questa è stata la sua ultima provocazione e il suo primo desiderio.
Nel frattempo voglio offire ai miei lettori una mia recensione sull'argomento, contenuta in un magazine di cinema e spettacolo, che mi ha chiesto un contributo.
Ecco il link e buona lettura.

http://quartopotere.com/articoli/incontri-e-reportage/ritratti/se-adesso-lucio-e-un-angelo-memorie-di-un-fan