sabato 26 novembre 2011

Eccellenza e mediocrità

Sono mediocre di fronte agli eccellenti, ma eccellente di fronte ai mediocri. Non sarò mai mediocre tra i mediocri.

Carlo Lock

La ragazza con la mela verde

Una ragazza che sgranocchia una mela verde, vedere il torsolo che si dilania...e questa ragazza fresca, con viso adolescenziale, l'idea della genuinità, una merenda sana, pulita, che se ne frega dei diserbanti.
Il passato tutto intero ricoperto di buccia, sbranato da quei dentini, afferrato da quelle unghie colorate di blu, di rosso, di fucsia, unghie di ragazza.
Una ragazza con una mela verde è qualcosa di nostalgico oltre che di erotico. Le ragazze da mela verde sono ragazze con il cuore negli anni '80, negli anni '60..e forse questo cuore non sanno neanche di averlo, gliel'hanno messo gli ascoltatori dei sentimenti, dei ricordi, come me. Per una ragazza una mela verde è un'occasione della vita, come tante altre, un passaggio comune, banale. Ma spesso non è così.
Poi i più truci tornano a casa facendosi una sega, pensando di essere la mela verde, ma questa è un'altra storia.

martedì 22 novembre 2011

Nato per errore

Tante volte ho la sensazione di essere nato per errore. Non che non sia stato un figlio voluto, non fraintendete. Questo errore è stato un errore più grande, un errore cosmico, come succede a chi nasce cieco o con qualche malattia. La mia vita non fa per me. Certo che mi si fosse stata data l'opportunità di scegliere di nascere non sarei nato, è evidente. O per dirla tutta: non sarei nato in Italia nella mia epoca.
Sì, uno può dire: "la tua vita sei tu". No! La vita è anche l'ambiente in cui sei scagliato. Se uno si ritrova nella profonda Africa a morire di fame, di chi è l'intenzione o la colpa?
Non credo nel suicidio...o meglio ci credo come possibilità di scelta, ma è quella più radicale. Suicidarsi è come rinunciare a un'indagine, vuol dire non sopportare la paura dell'ignoto. Perché è evidente che si vive nella paura...Anche la più piccola paura quotidiana (come quella della pioggia imprevista o di affrontare una discussione) fa parte di noi. Però è anche vero che molti hanno la sensazione di sentirsi integrati col mondo in cui vivono. Costoro però non scrivono i blog, non scrivono poesie, non danno i soldi agli psicologi....
Tutto è utile, come sono utili gli animali stercorari o gli "spazzini di carogne". Essere nati per errore vuol dire forse vivere cercando un senso, fatica non da poco. Ma concedetemi qualche pausa, le pause non fanno mai male...

sabato 19 novembre 2011

Il grande punitore

Questo filmato è tratto da una trasmissione Rai, intitolata Io e..il telefono (quando ancora la tv italiana faceva programmi veramente interessanti, con interviste di intellettuali, artisti). In questa intervista "Il grande punitore" Dario Argento racconta com'è nato il suo film Tenebre, che di lì a poco sarebbe comparso sul grande schermo: un film concepito a partire dal telefono, per via di alcune minacce ricevute da un esaltato che si spaccia, appunto, per "il grande punitore", che poi, in Tenebre sarebbe diventato "il grande corruttore". Notate l'inquietudine di questo Argento e la sua difficoltà a parlare dell'argomento, il suo essere genuino e autentico. E sul finale, dalle minacce a dirsi "ti amo" per telefono. Ma che effetto fa dirsi "ti amo" al telefono?
Devo dire che io e Dario Argento siamo simili in molte cose (a cominciare dal fatto che siamo tutti e due affascinati e al tempo stesso turbati dalle donne, siamo in perenne adorazione e spesso in perenne travaglio, siamo contro la psicoanalisi, spesso un po' fobici....e tanto altro), però a differenza sua, io non direi mai "ti amo" al telefono, perché il mio rapporto col telefono non è cattivo, è cattivissimo. Detesto una voce che non si può vedere e sono sempre imbarazzato quando devo spiegarmi, chiedere informazioni a uno sconosciuto perché non posso vedere la sua espressione mentre parlo. E poi adesso non si può stare neanche più in pace, se tieni il cellulare chiuso poi s'incazzano perché c'è gente che lo tiene aperto anche di notte. Meglio scrivere piuttosto, meno che ci sono gli sms, le mail...e magari a Dario questa cosa gliela scriverò.



martedì 1 novembre 2011

Halloween: qualche chiarimento

Nonostante sia da parecchio tempo che anch'io, del tutto in sordina, non manchi di fare qualche citazione ad Halloween in questo periodo, dopo un'attenta riflessione mi sono detto che gli italiani non ne sanno un cazzo. Eppure lo festeggiano. Anzi, non solo lo festeggiano, ma si permettono anche di condannarlo o di subirlo, liquidando la cosa come "festa degli americani", che a noi non riguarda.
E' verissimo l'ultimo punto, soprattutto se si considera che da noi questa festività è arrivata da una decina d'anni. Ma non credo che la condanna o il fastidio per Halloween derivi da un'atteggiamento anti-americano. Sappiamo bene come gli italiani siano molto attratti da ciò che è americano. Credo che la faccenda del consumismo sia una scusa di facciata. A guidare la crociata anti-halloween è soprattutto lo strisciante cattolicesimo bigotto che ci contraddistingue, incapace di considerare positivo ciò che è pagano e laico, o magari semplicemente dissacrante.Lo sfogo di molti cattolici contro Halloween ha lo stesso sapore della riprovazione per i testi heavy-metal. Ma poi come si fa a condannare il Diavolo se il cattolicesimo quotidianamente ne prende spunto, per giustificare i peccati carnali, le guerre? Il Diavolo è una presenza che esiste anche nella Chiesa, come rovescio del bene. Ed invece se la bontà di Dio è onnipotente non dovrebbe esistere neanche l'idea del Diavolo.
Ma a parte queste considerazioni preliminari, si critica Halloween senza sapere cosa sia veramente....se ne conoscono i simboli (la zucca, la strega, lo zombi), ma non l'essenza.
Non voglio dilungarmi eccessivamente in una spiegazione dettagliata. Dirò che comunque Halloween discende duemila anni fa dalla mitologia celtico-irlandese (come qualcuno sa) ed è una festività dedicata a Samhain, il principe della Morte (sono informazioni comunque reperibili su Internet). Si credeva che questo Samhain risvegliasse i morti durante la notte di Ognissanti e allora i celti lo onoravano con pratiche occulte per placare le sue brame e le sue ire.
Nella sua essenza Halloween quindi è una festa pagana occulta connessa al risveglio dei morti, nella sua pratica e nella sua simbologia moderna è semplicemente un carnevale autunnale basato sul macabro. Chiaramente Halloween è la festa dei dark, si celebra il nero, la morte, la sofferenza, la paura, la mostruosità, parole turche per un seguace biblico. Del resto è pur vero che Halloween non deve essere accettata come glorificazione del Male, ci mancherebbe altro, ma come una festa di divertimento. La passione per il macabro non si perde neppure a carnevale, convive dentro di noi. E' più che naturale esorcizzare la paura e il ribrezzo. Non a caso i mostri sono le creature che affascinano di più i bambini e gli adolescenti, mostri, zombi, animali orripilanti, pipistrelli. Penso che se arrivasse la notizia reale di un'invasione degli zombi in Italia la prima reazione sarebbe quella di fascinazione o di risata, piuttosto che di paura, perché si penserebbe subito alla fantasia, al cinema, quasi come a dire: "finalmente possiamo vedere questi zombi, sul serio, constatare se sono come ce li hanno fatti vedere nei film". La tragedia si scatenerebbe al primo morto ucciso. Però fin tanto che queste cose stanno lontane è bello averci a che fare per puro divertimento. Il macabro è il rovescio dell'erotismo, ha lo stesso mistero. Il sesso e la morte sono le uniche cose che ci tengono in vita. Il resto è belletto.Poi c'è la fede in Dio, ma anche questa è inevitabilmente connessa alla morte, è una forma sacra e riconosciuta dalla storia di esorcismo antropologico della sofferenza e della morte. E' bene infine svegliare le coscienze sul fatto che Halloween esiste ed è un fenomeno culturale. In realtà chi si diverte a negarlo ricade nel gioco del "dolcetto o scherzetto". Ricordo infatti che la traduzione di "scherzetto" è threat (minaccia). In pratica il vero gioco all'americana consisterebbe in una minaccia o una maledizione nel caso non si riceva il consueto "dolcetto". Se non si dà il dolcetto, significa non riconoscere Halloween. Sappiamo bene poi che la gente coi piedi per terra, incredula, fa sempre una brutta fine (nei film horror). Ma qualche volta dovrebbe fare una brutta fine anche nella vita (sempre cristianamente parlando, s'intende)..