domenica 30 ottobre 2011

Giornata della Riforma

Pecca fortiter, sed fortus fide et gaude in Christo

Martin Lutero

sabato 29 ottobre 2011

Il pomodoro intestinale

Ieri ho imparato che l'intestino umano è rosso, come un pomodoro. Me l'ha detto una collega ex-stomizzata.Pensavo che fosse rosa scuro o beige. E così gli stomizzati (coloro con l'intestino deviato ed esposto sull'addome) hanno questo bel pomodoro che sporge. La scienza medica è utile e nobile ma è capace di provocare anche orrore a volte.
Ed inoltre la medicina, si nasconde molto borghesemente dietro dei paroloni asettici, che non rendono bene il concetto. Un medico non direbbe mai "le facciamo un buco sulla pancia, poi lei da domani dovrà cagare dentro un sacchettino perché la cacca non le uscirà più dal culo".
Devo dire che questi toni, non proprio professionali, bisognerebbe apprezzarli di più. Amo l'estrema sincerità. Mi piace a volte la violenza della sincerità, anche se fa soffrire.Ma in questa caso questa forma di sincerità è forse un modo per sdrammatizzare.

Potete vedere il pomodoro intestinale sul sito nonsolostomia.com. Giustappunto, "non solo", potrete "dilettarvi" anche con la visione di piaghe da decubito, fistole, gambe scarnificate dopo incidente, morsi di cane, ferite lacero-contuse, amputazioni.
Non metto le fotografie qui per ovvi motivi, altrimenti i miei visitatori scappano. Però volevo consigliare quel sito a gente affetta da satirismo od obesità. Se non siete medici, quelle immagini hanno il magico potere di togliere il desiderio sessuale e l'appetito. Ecco, dunque, che la medicina viene sempre in soccorso e questa volta senza la prescrizione di nessun farmaco.
Inoltre siamo vicini ad Halloween, quindi è giusto parlare un po' di thanatos.

martedì 25 ottobre 2011

Le "Croci" disoneste

E' ben noto che le ambulanze non interessano a nessuno, forse perché sono contrarie al divertimento e al sesso.....bene, oggi compirò un'operazione di non-senso, dall'intento dadaista: parlerò di Onlus che fanno servizio di ambulanza....Quindi l'ambulanza non tanto dal punto di vista futurista (il feticismo del veicolo), ma la realtà associativa che crea l'oggetto-ambulanza, l'aspetto umanitario, che cela dietro di sé inquietudine e mistero. Spiegherò adesso come.
Ho intitolato questo post "Croci disoneste"....Sì, perché molto spesso le varie Croci , come le chiamano (verde, azzurra, bianca) in realtà sono enti di malaffare, come spesso accade in Italia, finte Onlus, che ricevono danaro non meritato dalla pubblica amministrazione, per truffa. In pratica fingono servizi che non ci sono, si spacciano per essere senza fini di lucro. Alla loro conduzione ci sono veri e proprietari d'azienda (chi conosce quest'ambiente lo sa bene), individui spesso ambigui (ecco l'aspetto inquietante) per non dire loschi, oppure del tutto insospettabili, che si spacciano per "comandanti" o altre figure dell'organigramma di una normale associazione volontaria.
Costoro fanno i soldi alle spalle di chi crede di far beneficenza..Però dietro tutto questo c'è il fascino del film noir, non vi sembra? Il "capo" si circonda dei suoi gregari, persone che lo seguono in silenzi;, all'interno di una simile realtà, circola spesso anche un'atmosfera poliziesca, fatta di omertà. Certo, chi conosce gli affari poco puliti non deve rivelarlo a nessuno. Su questi aspetti del mondo delle ambulanze vi rimando a un bel libro, Pessimi segnali, un giallo di Enzo Fileno Carabba. Per il resto, stando alla cronaca più recente, pare che si sia aperta un'inchiesta nel 2010, secondo la quale, si sono intensificati i controlli e già due "Croci" di Milano sono finite sotto tiro e i loro responsabili arrestati. Il caso più grave è stato quello della Croce San Carlo, seguito dalla Croce Ambrosiana.
Si sarà capito che qualcosa non andava per il verso giusto?
Pongo queste domanda perché molto spesso queste presunte Onlus si presentano in modo scalcinato (soprattutto quelle dai nomi più strani, spesso e volentieri dedicati a qualche santo) sono ubicate in zone all'estrema periferia, in vie che impongono magari il giubbotto antiproiettile, in zone o palazzi che di certo non invogliano ad entrare. Si percepisce chiusura, non apertura al mondo.Ma davvero poi queste Onlus hanno tanta voglia di cercare nuovi volontari?..Eppure per uno spirito temerario, per sentire scattare l'adrenalina dentro di te, per giocare a un thriller, sarebbe bello entrare a far parte di queste misteriose Onlus, fare parte di equipaggi con energumeni alla guida, che sembrano più macellai che soccorritori, osservare nei corridoi della sede un uomo ambiguo che passeggia, che è sempre lì, che non lavora mai ma ha sempre tanto da fare, poi va in vacanza ai Caraibi o in Brasile. Tutto in nome dello spirito del soccorso. Oppure magari parli con un tizio dall'aria un po' demente che ti parla sempre di figa o di quante fighe ci sono in associazione. E parla di figa anche dopo aver coperto un cadavere in tangenziale.
Certo, è vero. In certe Onlus è pieno di figa, di ragazze molto carine....Ma non sappiamo se siano le prescelte dal "capo".
Il tutto in nome del primo soccorso. Ma forse il mio post è "vittima" del libro Pessimi segnali. Non fate caso a un balordo come me, la realtà è molto meglio di quella può sembrare (a volte).


Carlo Lock

giovedì 20 ottobre 2011

Parole e sesso

L'argomento "parole e sesso" mi sta a cuore, è un tema che penso sia più volte emerso in questo blog. In poche parole mi piace dare importanza al parlare di sesso, non soltanto fare il sesso e basta e poi chiuderlo, segregarlo nel ripostiglio del silenzio.
Per me è vitale conoscere la gente dalla propria sessualità....se uno non dimostra pubblicamente, a parole, di avere una sessualità (reale o immaginifica poco importa) non gode di una granché positiva considerazione da parte mia. O perlomeno, questa persona sembrerebbe una specie di alieno, un'"enigma in situazione" (terminologia simil-sartriana).
Ecco, diciamo anche, che l' "alieno" (l'individuo adulto che non manifesta una convinta sessualità a parole) può ribaltare a sua difesa (giustamente) la situazione e dire che chi parla troppo di sesso è un adolescente malcresciuto o un maniaco.
Perché effettivamente lo insegnano gli psicologi che agli adolescenti si perdonano le fissazioni col sesso, sono in una fase di scoperta bla...bla...bla....
Oppure si dice che chi parla troppo di sesso non lo fa e che un vero uomo lo fa e basta, è molto più dignitoso il silenzio.
Entrare nei particolari è un tabù, bisogna lasciare spazio all'immaginazione, alla deduzione, non serve raccontare....essere un uomo è orrendo, in fondo, no?
Ecco, è da quando ho capito cos'è un uomo che ho sempre propositi di suicidio. Però in fondo ho deciso che è bello vivere per dire queste cose, per prendere in giro gli "alieni", per criticarsi anche con autoironia, darsi dei pazzi, dei maniaci o dei fanciullini...Tanto le parole (tranne quelle sessuali) cadono nel vuoto. I giudizi semplicemente pronunciati non lasciano alcun segno. Ciò che colpisce nel segno è difficile dirlo.....raccontare nei dettagli una notte d'amore con la moglie a un collega di lavoro è un'impresa mica da poco.
Credo che parlare sia più difficile che fare. Ed in questo, quando facciamo sesso siamo solo degli animali, fare sesso è facile senza parlare, è la cosa più maledettamente facile del mondo. Ma quando si vuole far capire, raccontare soprattutto le emozioni, ecco, lì diventa difficile.
Le emozioni sono il vero tabù. L'emozioni e il piacere. Ecco perché la psicologia ha accolto (senza respingerli) i principi secondo i quali l'uomo vero è stabile, sublimato e riservato. E' chiaro che un prototipo di uomo ci deve essere, ma l'uomo stesso vive in sé stratificato, condizionato da mille esperienze, traumi, circostanze. Il solito errore della psicologia di imporre dei criteri generalizzanti è assolutamente deprecabile.
Un vero uomo deve sapere anche parlare di sesso, come saper parlare di qualsiasi cosa. E parlare soprattutto di emozioni legate al sesso. Deve, esibizionisticamente, condividere col mondo i propri desideri, in modo del tutto naturale. E' quello che io chiamo il "nudismo" della parola. Come si è veri e autentici senza vestiti, così lo si è altrettanto con la sincerità e le parole frontali, svelate. La vergogna, la stabilità, il disprezzo per l'adolescenza e per le emozioni li lasciamo ben volentieri al filisteismo borghese.

martedì 18 ottobre 2011

Sogno futuro

Spesso vorrei smettere di frequentare certi amici, per il gusto di rivederli dopo anni e scoprire che sono ancora gli stessi, con gli stessi difetti, con le stesse sfortune.
Giusto per stabilire se la colpa è del mondo in cui vivono o della loro non intelligenza.
E poi è difficile vincere la lotteria di Capodanno, certo..ma è anche difficile cadere in disgrazia. Sarebbe bello che qualcuno ogni tanto cadesse in disgrazia, sarebbe almeno qualcosa di nuovo...così, tanto per dare ragione a chi ci ha rotto i coglioni da una vita.

La pigrizia è sexy

La donna pigra è sexy, mentre l'uomo pigro no....La donna che, suadente, si rigira nelle lenzuola, oppure ti guarda dall'alto al basso (magari in slip) seduta in poltrona fa sesso, l'uomo lento è un lumacone e basta....E spesso lumacone fa rima con coglione.E spesso pigrizia e impotenza vanno d'accordo.
Non amo le donne pervase dalla fretta "questo lo si fa subito perché è meglio". A conti fatti è difficile trovare donne pigre, lente, forse questo modo di essere è incompatibile certamente con la maternità.
Vi dedico il ritratto di una donna sensualmente pigra, con gli anfibi a letto, la "Dolcenera" in uno dei suoi ultimi video.


domenica 16 ottobre 2011

L'odore della morte

Ieri, tra amici, ho conosciuto un pompiere di professione, mi ha parlato del suo lavoro. Mi ha raccontato che quando si buttano giù le porte e si va nelle case a prendere i cadaveri rimasti lì da settimane il loro odore rimane nel sangue, nel cervello.
L'odore della morte si fissa, s'inchioda dentro e si ripropone...Penso sia orribile questa cosa, molto più che la semplice visione della putrefazione. E' più facile che svanisca un'immagine dal cervello (se non si è pazzi). Invece l'odore è più pregnante, agisce nel profondo.
Però in effetti capita anche a me di avvertire presenze dentro di me, sulla mia pelle, anche quando non ci sono. Presenze sgradevoli, ovvio.....capita anche baciando, per esempio. Quando si bacia qualcuno che ti lascia la cosiddetta "striscia di lumaca", quella saliva la senti addosso, anche quando ti asciughi, ti pulisci. Non amo baciare gli uomini per saluto, ma soprattutto gli uomini con la barba folta e ispida....ecco.....io quella barba la sento per diverso tempo, la sensazione....Le donne come fanno ad amare la barba? Esistono donne che amano la barba? Ed anche a loro capita di sentirla per diverso tempo sulle guance? Ed invece pompieri e becchini devono convivere con l'odore della morte dentro il corpo.

venerdì 14 ottobre 2011

Gli "amici" del cinema

Esistono anche gli "amici" del cinema......ho parlato con uno (anzi con una) di loro. Questa grande amica del cinema che non conosceva nemmeno bene la filmografia di Roman Polanski ha rifiutato di presenziare alla proiezione di Carnage, una commedia dolce-amara dell'assurdo, nota ultima fatica del regista polacco, unicamente perché tornato in libertà. Era il reato a creare la discriminante sulla visione o non visione, non la libera espressione artistica. Si trattava certo di un abuso su minore, è vero....ma da un'amica del cinema questo ragionamento non si può accettare.
Non possiamo vivere con questi "amici" che ci insegnano ad odiare il cinema.

Video: "Winter"

mercoledì 12 ottobre 2011

Retrospettiva: "Bambola", di B.Luna

Divenuto famoso per la scena delle anguille e per la presenza di Valeria Marini (che-non-sa-recitare), spesso confuso con un film di Tinto Brass, ho recuperato una sera il film Bambola di Bigas Luna, ora che, dopo aver visto La pelle che abito di Almodóvar, sto riapprofondendo il cinema spagnolo.
Incuriosito dai fischi e dal flop del film, mi sono chiesto e vi sto chiedendo: ma sono stati fischi dati a ragione? E' proprio tutto vero quello che si è detto di questo film? Lo sapete anche voi che mi seguite che non sono un coglione, no?
Vediamo ora di ragionare insieme. Bè, sicuramente non parliamo di un film erotico, Bambola non rispetta i canoni del film erotico per eccellenza, c'è piuttosto un intento autoriale più o meno nascosto. Diciamo che Bambola rappresenta una riflessione sui comportamenti violenti e antisociali, il vero protagonista non è Valeria Marini, semmai Juan Pertugorría, Furio, il suo partner, l'ex-detenuto che uscito di galera la viene a cercare e si stabilisce con la forza in casa sua, mutando i rapporti tra i personaggi e rompendo l'equilibrio narrativo. Furio si è innamorato di Bambola (la Marini), tenta goffamente di amarla, è folle di gelosia per lei, ma ci rendiamo conto che il suo unico modo di amare è quello violento, i suoi codici espressivi sono la violenza e l'istinto bestiale. Il rapporto tra i due è molto complesso, lei viene stuprata la prima volta in carcere, durante una visita, spinta dal fratello per cercare di far calmare Furio, che continua a vessare e molestare Settimio, un pretendente di Bambola, suo compagno di cella, di cui è geloso.
Bambola poi s'innamora tra mille dubbi, affascinata dalla maschia decisione e brutalità dell'uomo ma la scelta di prendere Furio in casa propria costituirà una grossa e pericolosa responsabilità, d'ora in poi Bambola dovrà continuare a subire rapporti violenti ed è significativa la scena nella quale mentre viene sodomizzata, mormora in lacrime e senza fiato: "Ero venuta per un bacio". La disperazione della Marini, unita a quel suo fare ruspante, semplice, ingenuo, da sensuale donna di campagna qual è il suo personaggio, accentuato dal naturale accento sardo, ne fa un personaggio affascinante. Valeria Marini è una ragazza dolce, in fondo, e ha portato la sua dolcezza anche in Incontri proibiti di Alberto Sordi, dove anche in quel film recitava la parte di una ragazza innamoratissima e maltrattata (ma almeno non violentata, questa volta). E che cazzo me ne frega quello che dicono i critici o gli intellettuali snob, che non sa recitare....tanto io non sono un cinefilo e lo ammetto. Questo post è un'analisi, non una critica estetica del film e, in ogni caso, un bel film non lascia indifferenti e di sicuro Bambola non lascia indifferenti.
Ha dei momenti di vero cinema come l'inseguimento nel prato fiorito e tutta la parte finale. E cari miei la scena delle anguille è ben poca cosa rispetto a tutto il resto...Ora diciamo in cosa consiste però, per chi non ha visto il film, perché la stampa italiana ha sempre nominato sta scena delle anguille, ma senza descriverla, lasciando lo spettatore immaginare. Noi invece parliamo chiaro, duro, papale papale, com'è lo spirito eversivo di Bigas Luna (da sempre ammiratore di Marco Ferreri). Se pensate, quindi, che Furio metta un'anguilla nella figa di Bambola, toglietevelo dalla testa.....lo so che sarebbe stata una scena di un porno di classe, ma non è così. Non credo che la Marini si sarebbe spinta così in là....piuttosto i due amanti si accarezzano con l'anguilla e c'è una scena in cui viene cinta al collo di Bambola (a simboleggiare il soffocamento). E poi c'è anche l'altra scena ben più kitsch della Marini che si fa fotografare dal fratello a cavalcioni di una mortadella ed è un'immagine più famosa, comparsa anche nella locandina.
Ma al di là di questi espedienti acchiappapubblico, pur riconoscendo che Bambola non sia affatto un'opera d'arte e probabilmente nemmeno il miglior film di Bigas Luna in assoluto, tuttavia non manca di rispondere a quelle peculiarità "masoniriche" (termine trovato su Wikipedia) e grottesche tipiche dell'autore spagnolo, che non rinuncia mai al tragico, all'ossessione perversa, al dramma finale. I film di Luna sono degli erotici ingannatori, nascondono tutti una parte oscura, torva, rallegrata, talvolta, da simbolici elementi kitsch o surreali, nei quale si riconosce il cinema spagnolo di Almodóvar.
Qui di seguito la scena simbolo di Bambola, nella quale lei cerca di insegnare a "far l'amore" a Furio, ma lui si rifiuta e si termina, appunto, con la scena delle anguille (qui censurata).
Notate anche l'ignoranza della didascalia dell'autore del video, che ha scritto: "di Tinto Brass"



domenica 2 ottobre 2011

Il compleanno di "Beverly Hills"

Non è nel mio stile essere snob, però non ho mai potuto sopportare questa specie di "Beautiful" per adolescenti, Beverly Hills 90210. Il compleanno succitato riguarda i vent' anni dalla messa onda in italiana (3 ottobre) e ieri una giornalista del "Corriere della Sera" Chiara Maffioletti ha speso in un suo articolo parole di elogio un po' troppo ingiuste per il telefilm in questione.
Cominciamo con questa citazione: "Il primo telefilm che raccontò i teenager". Uhm.....Evidentemente alla Maffioletti ha fatto cilecca la memoria. Che cos'era Happy days, se non il "primo" (o forse non il primo, non ho la presunzione di dirlo) telefilm americano a raccontare storie di adolescenti? Forse non raccontava i drammi degli adolescenti, ecco, magari è così..però le cotte, le discussioni in famiglia, quelle c'erano; di certo è stato uno dei telefilm in Italia a tenere incollate generazioni di famiglie davanti al piccolo schermo. Beverly Hills è un fenomeno di passaggio, rappresenta anch'esso un'epoca (una brutta epoca peraltro, quella degli anni Novanta) ma è ancora presto per parlare di "amarcord". Credo che molti abbiano detestato questo telefilm, come il sottoscritto, oppure (più probabile) siano rimasti indifferenti. Di certo un telefilm gradevole, ma ben lontano dal ricamarci sopra lodi nostalgiche. Come fenomeno televisivo, in termini di share è innegabile il suo successo, indubbio, ma mi sembra che questa serie tv non abbia quel valore assoluto che si intende esaltare. Ed invece Chiara Maffoletti affonda il coltello nella piaga: " Il portento della serie era far sentire nonostante tutto incredibilmente vicini e reali quei ragazzi".
Reali??? Ma se erano tutti bellimbusti laccati a dismisura! Fotografie da barbiere, questo erano Luke Perry (Dylan) e Jason Priestley (Brandon). Anche l'ultima racchia pareva ritoccata con Photoshop!!! Un mondo patinato alla "Beautiful" forse vicino alla realtà americana, ma di sicuro lontanissimo da quella italiana. Forse perché eccessivamente lontana faceva sognare, vai a sapere.
Ed ancora: " Non c'è 30enne che non possa avere dei sentimenti che lo legano a quel mondo"(la parte più esclusiva di Los Angeles, n.d.r). Dichiarazione elitaria, eccessiva e qualunquista che riflette l'italiano medio col mito dell' America, un ritratto da cui voglio prendere le distanze, non perché detesti l' America in sé, quanto perché rifiuto l'omologazione massificante che ha fatto dell'ideale di vita americano il solo e unico degno di valore al mondo. Credo che un telefilm con la stessa sceneggiatura e gli stessi temi prodotto però in Russia, in Germania o in Ungheria sarebbe passato sicuramente in secondo piano. Ed infatti l' Italia lanciò la sua risposta a Beverly Hills, quando la Rai produsse nello stesso periodo I ragazzi del muretto, con personaggi della strada, "sporchi", attori alle prime armi, case popolari o signorili, imperniati da un sincero e convincente realismo nostrano, constatabile perfino nell'abbigliamento e nei gesti dei personaggi. Anche I ragazzi del muretto riusciva a incollare gli adolescenti alla Tv, ma era un telefilm più discreto, meno clamoroso; Beverly Hills
era il telefilm "modaiolo" per eccellenza. Ed in questo nulla di male, beninteso, si era accaparrato lo spazio sulle tv berlusconiane, cosa poteva volere di più? E si era poi infilato nel solito "girone" commerciale, fatto di gadgets, figurine, diari, il solito bombardamento che mira a suscitare curiosità anche nei più refrattari spettatori. A me non piaceva nonostante le pin-up truccate e rifatte. Gli americani hanno questo gusto del "pulito" che repelle e sono capaci di passare dal buonismo da favola al dramma parossistico, non hanno le mezze misure, costruiscono favole molto prevedibili, non favole che sorprendono con l'ingegno: baci, lacrime, pistole, droga, sesso, scorribande in macchina. Tutto è facile, ingredienti dello star-system.
Ma del resto Beverly Hills è figlio della sua epoca, un'epoca a sua volta figlia degli anni '80, gli anni 90 che hanno metabolizzato il peggio del decennio precedente, portato forse all'esasperazione.
Come fenomeno di costume Beverly Hills è degno di nota, ma non mi sembra il caso di festeggiare il suo ventennale. Certe cose è meglio dimenticarle.....



sabato 1 ottobre 2011

Musica neozelandese

Un bellissimo video della cantante neozelandese Sharon O' Neill.



Il significato dei sogni

Il significato dei sogni è ben altro da quello che diceva Freud. Freud decifrava i contenuti onirici al fine terapeutico per arrivare alla "guarigione", Ernst Bloch, invece, filosofo ebreo tedesco del Novecento, li decifrava per arrivare all'utopia.
E soprattutto decifrava i sogni ad occhi aperti, sì....quelli ad occhi aperti! I sogni ad occhi aperti sono una "traccia" verso il non-ancora-avvenuto e verso il già-stato.
In definitiva, perché si sogna? Siamo tutti d'accordo sul fatto che il sogno è la bava del desiderio, ma 'sto desiderio che ci sta a fare nella nostra vita?
Bloch direbbe che la sua funzione è quella di farci incontrare la nostra alienazione, la nostra estraniazione e negazione, ma al tempo stesso apre al futuro, ovvero: noi possiamo ricongiungerci con noi stessi attraverso la speranza, in pratica credere che il sogno-desiderio sia qualcosa che ci attivi verso la prassi. Ma se, ovviamente, il sogno impiega troppo tempo per realizzarsi bisogna intervenire anche sulle strutture sociali ed economiche che lo impediscono, Bloch era un marxista non dimentichiamocelo, ma ha depurato il marxismo di quella scientificità determinista e rigorosa, arricchendolo di linfa vitale e sentimentale, facendo cadere l'accento più sull'alienazione morale che su quella economica. In fondo Bloch è un Hegel "ragionevole" (termine che farebbe rivoltare nella tomba l'idealista romantico). Ecco fatta violenza ai filosofi, ma credo che l'esposizione del tema blochiano del sogno in Principio speranza (la sua opera di maggiore respiro) sia qualcosa di assolutamente originale.