venerdì 30 settembre 2011

Solitudine e salute

Molta gente è sola anche perché sta male...La solitudine è anche un fatto di salute. Chi non ha forze, chi ha sonno, chi soffre non può andare in giro, non può avere una vita attiva e, quindi, non può incontrare amici, persone nuove. Oggi la vita è iperattiva. E' facile autocondannarsi all'estinzione umana, non farsi vedere mai.

Carlo Lock

venerdì 23 settembre 2011

"Due gelati"

La proposta per l'estate 1984 di Marco Ferradini...Una canzone meno nota ai più.



giovedì 22 settembre 2011

Freddure sul lavoro

-Ma perché si lavora?
-Si lavora per pagarsi le vacanze, ovvio.

-Perché si studia?
-Per ingegnarsi qualcosa per non lavorare, tipo un dottorato.

Carlo Lock

Scarpe, piedi e borse

Non capisco tutto questo entusiasmo da parte di certi uomini per piedi, borse e scarpe femminili. Le scarpe e le borse mi sembrano involucri osceni, osceni come stronzi, soprattutto se giacciono sul pavimento. I piedi? Ma come si fa a impazzire per i piedi? Come? I piedi non sono vivi, sono appendici ossee, sanno solo di sporco (eventualmente), ma è sporco "acquisito", polvere, terriccio, oppure sanno di crema (puah!), non hanno ghiandole, non hanno muscolature accoglienti, anelli muscolari caldi, i piedi non si penetrano....sì, forse penetrano (in senso attivo), ma sono duri, sono articolati ma non hanno un' intenzione guidata, come una mano. E sono grossi, spigolosi, scatole appuntite di carne. Ingombranti. I piedi sono stronzi vivi, le scarpe stronzi morti...ecco la differenza.

domenica 18 settembre 2011

Psicoanalisi degli psicologi

Chiedo scusa in anticipo alla categoria, so che questa caratterizzazione non si attaglia alla maggioranza dei laureati in psicologia, però per esperienza personale ho sempre considerato gli psicologi dei ragionieri dell'anima, abili calcolatori e valutatori di un percorso terapeutico, misurabile, quantificabile. Non ho mai digerito, innanzitutto, il fatto che l'anima possa diventare scienza e possa ammalarsi...E comunque un'anima malata non ha bisogno della razionalità, ma dell'affetto.....gli psicologi sono degli sconosciuti che indagano, entrano nei dettagli scabrosi di una vita, è gente alla quale si confida l'inverosimile però rimangono sconosciuti. Un po' come mascherarsi a carnevale e starsene in casa senza farsi vedere, questo è il senso.
E poi ognuno non ha la stessa soluzione al problema, si potrebbe andare per gioco da dieci psicologi diversi e studiare le reazioni, le risposte (ma dopo questa operazione uno si sentirebbe espropriato della propria personalità), non sarebbero uguali al 100% ci sarebbero delle minime variazioni.
Oppure si potrebbe anche inventarsi una vita, una malattia...uno psicologo crederebbe di aver risolto un caso ed invece ha soltanto parlato con un attore, ha partecipato a una fiction.
Grossolane considerazioni, lo ammetto....ma che denotano come l'anima sia un argomento delicato, irriducibile a un'entità cosale, stabilita. L'approccio medicalista che stabilisce i confini della normalità esiste tuttora....Credo che molte persone che si rivolgono agli psicologi lo facciano per avere un consiglio, ma spesso e volentieri questi non elargiscono consigli né soluzioni. Certo, si può essere aiutati a comprendersi, ma lo si può fare anche con figure illuminanti, un guru indiano, un professore, un filosofo, un prete, un idolo, una fidanzata particolarmente attenta e perspicace. A voi la scelta se sia più conveniente trovare altri interlocutori o parlare con un muro "umano" che finita la seduta magari va a vedersi il derby con gli amici...Se vi piace però raccontarvi senza essere giudicati o indirizzati, lo psicologo è quello che fa per voi.

sabato 17 settembre 2011

Uno scrittore inutile: Ermanno Cavazzoni

Ermanno Cavazzoni è uno scrittore dalla voce felliniana. Sarà forse a causa della sua storica collaborazione col Maestro, che sia stato influenzato? (Il suo libro Il poema dei lunatici ha ispirato il soggetto de La voce della luna). Quest'uomo mi piace, prima ancora come uomo che come scrittore, ha una voce da raccontatore di favole e rappresenta la massima tranquillità per chi si sente a disagio col mondo. Il disagiato ha bisogno di essere nutrito con la bellezza del disagio e con la non colpevolezza del malessere. Ecco, Cavazzoni insegna a non sentirsi colpevoli, come tanti Maestri della cultura o del cinema. E' sempre bello ascoltare qualcuno che nobilita l'inutilità, che sovverte gli ordini o che si mostra serafico.
Ecco, qui una presentazione dal vivo del libro Gli scrittori inutili, in cui Cavazzoni presenta la sua idea di scrittore e della letteratura.


La mancanza di denaro

La mancanza di denaro rende meschini, vili, avari.
Nel povero subentra la propensione al gossip, alla prevaricazione, al fare i conti in tasca.
E questa specie di povero è la più brutta, è quello che vive ancora in un appartamento, non è il povero da strada, clochard, avventuroso, coraggioso, spavaldo, abituato alle vere avversità.
La mancanza di denaro incide anche sulla socialità, non si fa regali per non dover ricambiare, non si può andare negli stessi ristoranti degli altri e si rifiutano gli inviti.
L'estremo assoluto è il furto. Certo, è meglio rubare che morire, è chiaro.

domenica 11 settembre 2011

2001-2011

Silenzio

giovedì 8 settembre 2011

Il falso mito della Lituania

Visto che è da un paio di post che ci muoviamo per l' Europa, dopo l'esperienza degli sputi a Londra ci spostiamo in Lituania. Non tanto per dire chissà cosa su questo paese, quanto per eradicarne il mito costruito dalla filosofia del "pappagallo" italiano ovvero colui che vuole fare turismo sessuale gratis o a poco prezzo (eeehhhh.......troppo comodo, caro amico, caccia fuori i soldi!) prendendo per il culo ragazze che magari credono davvero nell'avventura italiana con un italiano, mosse anche da bisogni di sopravvivenza. Va da sé, è bene ricordarlo, che questo schema di ragionamento è ormai superato dalla metà degli anni Novanta, la donna dell' Est non ha più così "fame" dell' Italia, ha capito l'antifona, insomma. Ma a prescindere da tutto ciò, mi sembra alquanto regressivo che uomini anche di trenta-quarant'anni debbano andare in giro a fare i pirloni di discoteca in discoteca (in gruppo peraltro) con l'obiettivo di beccare una qualsiasi e poi magari di dare formalità false per non essere rintracciati. Ascoltate Carlo Lock: non condanno in sé l'istinto dell'andare a donne come obiettivo primario, ma almeno ci vuole stile. Intanto non bisogna andare nelle discoteche in gruppi di soli maschi, soprattutto perché può anche capitare che qualcuno rimanga in bianco, non c'è scopata garantita per tutti. Bisogna viaggiare da soli per fare queste cose o in alternativa accompagnarsi ad amiche lesbiche, per rompere la diffidenza con le donne forestiere. Un maschio etero che non ha amiche lesbiche è già fuori dal giro, si capisce già qual è il suo stile e chi frequenta. Un maschio etero che trova riprovevole essere inculato da un fallo di plastica da una sua amica bsx si presenta già da sé e avrà ben poche speranze nel comprendere le donne del nord.
E premesso questo, veniamo alla Lituania, in particolare a Vilnius, la sua capitale. Ho scelto proprio questo paese perché a detta di alcuni sembra essere quello più povero e meno chic, quindi, più "aperto" all'arrivo di gente da fuori. Ma le cose stanno cambiando in progressione....
La Lituania è una delle repubbliche baltiche, ben note per turismo sessuale, descritta da taluni come una specie di Rio de Janeiro del Nord...Insomma, piedi per terra. Non si esclude l' "aggancio", per tutta una serie di fattori favorevoli (riscontrabili anche in altri Paesi del Nord, come la Finlandia, ad esempio l'alto tasso di popolazione femminile, maggiore emancipazione), ma, diciamo, insomma, che le lituane non fanno rima con "puttane" e la conquista è sempre una conquista con tutte le sue variabili, come avviene in ogni paese del mondo. Non è quindi detto che se una lituana si fa scattare una fotografia o sia sempre sorridente sia disposta ad andare più in là del semplice sorriso. Quindi mi sono sottratto più volte a inviti di gente che rompevano i coglioni a mezzo mondo con Vilnius, con Tallinn, con queste strafighe....I posti sono incantevoli, non c'è che dire, non li ho mai visti dal vero, ma ho visionato foto, documentari, però tutto l'ensemble rischia di diventare un piacere voyeuristico. Ecco, forse l'unica certezza è il piacere voyeuristico di queste stangone che girano per le strade. Del resto le opinioni in merito alle Repubbliche baltiche sono alquanto discordanti tra gli internauti: c'è gente che è andata in Lituania diverse volte e non ha mai battuto chiodo, altri invece ci sono riusciti, altri ancora hanno preso le botte dal maschio lituano geloso e ubriaco.
All'arrivo di un sms: fighe zero, bé mi sono reso conto che
costruire mitologie è alquanto pericoloso, ecco tutto. La Lituania, in particolare, non mi sembra essere un posto da scopata sicura, nonostante tutto quello che si dice. Nessuno riuscirà a togliermi questa idea dalla testa.

martedì 6 settembre 2011

La vita bruciata

Spesso ho come la sensazione di avere incendiato la mia vita, di essere il mio piromane personale.
La mia vita è scoppiettante, ma mi fa male, è ben nutrita ma in realtà non c'è sotto nulla, se ne va a poco a poco. Forse per sempre.

I Saxon a Wacken

Un video live di The princess of the night, pietra miliare dei Saxon, a Wacken, un comune tedesco dello Schleswig-Holstein ove si tiene annualmente il "Wacken open air" , ritenuto il più importante festival heavy-metal del mondo.



sabato 3 settembre 2011

L'arte della dissenteria

La dissenteria è l'arte del dissentire. In fondo le mitragliate diarroiche, costanti, reiterate sono anche quelle un NO all'ordine.

Carlo Lock

venerdì 2 settembre 2011

L'esperienza di un pervertito a Londra

....Pagò la bellezza di 200 sterline per farsi riempire di sputi e saliva da una ragazza ventenne, nudo come un verme.
E quando lei preparava la "bomba", sentiva quel brivido di invasione, avrebbe voluto scappare, tremebondo, come minacciato da un colpo di pistola.
La lingua roteava, la ragazza gorgogliava, poi quando scatarrava lui provava un brivido tremendo dalla punta dei capelli fino ai talloni. Fu così che partiva lo sputo: "Ptuuu".....e via un altro, a ripetizione.
Poi una stretta di mano: "Ti è piaciuto?"
"Sì, grazie, sei stata brava"
Ed il pervertito rimise la giacca, scese le scale e sparì indifferente nella bruma londinese.