martedì 26 luglio 2011

Lingua a ruota libera

Vitalizio e compostizio
ceralacca polacca
toma e soma
tridente, fendente e accogliente.....
castorama, panorama, la mia brama.
Non sospetto
che al cospetto di un dispetto
ci possa essere di mezzo un petto...
che sia di pollo o di donna è importante...
petto toccato
petto leccato
petto laccato
petto mangiato.
Di petto si tratta, ormai è fatta....
toccati la patta,
vomita sul tetto
la cataratta....
del Nilo, sul filo, un chilo...
di mele
di pesche
di pere...
pere nelle vene
pere da iniettare
pere da toccare
pere da leccare
pere nel sedere....
Fallicismi, dialettismi, introduzioni,
scoponi (scientifici),
scapoloni morti o vivi.
O siamo vivi o siamo morti...
l'importanti è essere morti.
O forse essere risorti.
Nati storti
nati fessi
nati sassi
nati cessi.....
Un sasso di gesso e una faccia da cesso....
un gesto di sasso, un sesso dimesso.
Dimesso per l'alcol
per amore degli antipsicotici.
Erba un fascio
sacco di merda
buttato in strada....
scivoloni, sgommate, vibrate,
pelle di leone, scorciatoie oblique,
peli duri, punti neri...
gaiezza, scontri, autoscontri,
autostrade, autovelox.....
basta fermarsi e dire basta al cervello.
Che il mio cervello si fermi
e la mia lingua si secchi.
Stop!
Spruzz! (mi spiace la saliva è finta...)

Pillola di saggezza

Si vive per lavorare?
Ok, moriamo per vivere.


Carlo Lock

domenica 24 luglio 2011

Cancellare la mente

Vorrei cancellare i pensieri con un lapis e poi riscriverli da capo, cambiarli periodicamente.
E ogni tanto magari fare sciopero di pensieri, avere la zucca vuota.

La fine di Amy Winehouse

.....Travolta dai fischi, poi dall'alcol.....Fine di una giovane, bella artista maledetta.


http://www.youtube.com/watch?v=y15N-vMnsIw&feature=related

sabato 23 luglio 2011

La nobile arte del clistere

Dopo il titolo, la domanda del lettore: ma che c'entra adesso il clistere? Questo Carlo Lock è davvero bizzarro, ogni giorno ne inventa una.
Cari amici, non è che ogni giorno ne invento una, beninteso, ogni giorno cerco di portare alla luce le vostre "latenze", le cose che fate finta di non sapere o che l'inconscio collettivo vi ha impedito di conoscere.
Il clistere è una pratica millenaria della medicina alternativa, fa parte dei cosiddetti "rimedi della nonna", salutari, quanto efficaci. Purtroppo non se ne parla più tanto, per tre motivi essenziali, qui sotto esposti:

1) I medici hanno interesse a proporre lassativi e preparati chimici per evitare il fallimento delle case farmaceutiche.

2) Manca, almeno in Italia, un rapporto sereno con il proprio corpo, un disconoscere che il clistere sia rilassante e godereccio a prescindere dall'aspetto curativo in senso stretto. Questa forma di rimozione ha costruito un immaginario del clistere legato alla sofferenza e all'umiliazione, al contesto ospedaliero e della malattia, un esperimento, insomma, da evitare se è possibile.

3) In riferimento al punto 2, il clistere ha avuto un largo spazio, a partire dagli anni Sessanta (inizialmente in Francia) nell'ambito dell'iconografia pornografica, meglio se sado-maso. Va da sé che la pornografia oggigiorno è l'unico territorio in cui il clistere trova cittadinanza, ma il pegno pagato è che ne viene snaturato il suo vero ruolo, rilassante, curativo.

Come si può parlare in modo sereno del clistere se è associato alla clandestinità della pornografia? (e badate bene non a una pornografia canonica, ma a una forma bizzarra, non per tutti i palati).
E' evidente che se vogliamo intendere la "clisterofilia" come una perversione sessuale non c'è altro da fare che frequentare siti e sexy-shop dedicati all'argomento, ma qui mi preme dare delle nozioni di carattere generale e culturale. Ad esempio, in poche righe ricordare come il clistere faccia parte della scienza medica ayurvedica.
Perché viene considerata importante questa forma terapeutica nella medicina dell'' India? Perché sfrutta il legame vitale che, secondo la filosofia orientale, il colon ha con tutti gli altri organi e tessuti del corpo. Per questa ragione il clistere ha una grande influenza sul corpo, perché agisce su tutti i tessuti e ‘energie’ (passatemi il temine): così come l'albero dipende dalle radici per assorbire acqua e sostanze nutrienti per farle circolare lungo la sua struttura trasformandoli in tronco, rami, foglie, fiori, frutti ecc., altrettanto il colon ha il compito di assorbire nutrimento (chiaramente dal cibo elaborato) e sostenere tutti gli altri organi e tessuti del corpo.
Per questo l’enema (il clistere) a tutt’oggi è considerato come l'attività chiave di tutti i trattamenti di ‘purificazione’ poiché contribuisce a eliminare (canalizzare) le tossine accumulate ed è inoltre altamente efficace come trattamento ringiovanente e dimagrante. Dà purezza mentale, è usato spesso anche nei trattamenti contro le tossicodipendenze. Ma queste cose molta gente non le sa.
C'è sempre l'imbarazzo a pensare di infilare o infilarsi una cannula in culo, ecco....e soprattutto imbarazzarsi che si può godere di questa cannula o viceversa soffrire per questa cannula.....Ecco, svelati i misteri del clistere, nobile arte.
Qualcuno si può solamente eccitare a infilare questa cannula nel culetto di una ragazza, qualcun altro invece crede nella medicina omeopatica o ayuverdica o nell'utilizzo dell'enteroclisma a scopo psichedelico (ottenere stati allucinatori di coscienza, dato che l'intestino è il nostro secondo cervello, non per niente nasce il detto "cagarsi sotto dalla paura")
La stratificazione storica delle concezioni del clistere comporta una differenziazione di prospettive, un pluralismo di intendere gli usi. Ecco, fatene un buon uso.....Il mio è un invito? No, semplicemente controinformazione e cultura.

venerdì 22 luglio 2011

Cotta scolastica

Stamattina, mentre fingevo di lavorare, ho chattato su Facebook con una ex-cotta scolastica (teniamo in riservatezza il nome). Una "cotta" della medie, lei aveva 13 anni, io 12. Mi è subito piaciuta perché era, si diceva, una puttanella....mi sono sempre piaciute, fin dalla tenera età le puttane, quelle che vanno con tutti. Questa ragazzina rappresentava la trasgressione, allora trasgressione era semplicemente frequentare i ragazzi più grandi, fumare o "fornicare" con tutti. Del resto io, lavato, pettinato, stirato, figlio di una madre iperprotettiva dal passato scout, a cosa potevo aspirare di meglio? Alle ragazzine dell'oratorio? Che poi lei andava all'oratorio, ma non certo per andare a messa, sia chiaro......Dopo più di vent'anni le ho detto quello che non ho avuto mai il coraggio di dirle, che lei era un mio mito, che mi ero innamorato di lei, che per me lei era irraggiungibile, che mi affascinava, ma mi faceva anche paura, perché si accompagnava a dei ragazzacci...ed in cuor mio sapevo che io non sarei mai stato un ragazzaccio, un trasgressivo e anticonformista sì, ma non un ragazzaccio, non un tamarro. E le ho detto che non la dimenticherò mai....
Ricordandomela com'era mi sarei aspettato una risata di scherno, magari un "fammi ridere". "ma falla finita...." e invece no......la discussione ha preso una piega diversa, strana, così mentre lei cucinava, in villeggiatura al mare, ci siamo confidati per iscritto l'inverosimile, le nostre trasgressioni, lei la sua vita molto turbulenta, ha rischiato di finire male per davvero. Poi i figli, i magici figli, i sacri figli che sistemano tutto, come l'acqua santa, come la pietra filosofale del benessere, azzerano tutto. I figli sono una benedizione ma anche una malinconia......e poi con un po' di rimpianto ci si chiede se si può trasgredire tutta la vita, se va posto un freno.
Ci risentiremo, ho voglia di continuare a raccontarle la mia vita. L'ho conquistata, penso....forse l'ho conquistata dopo più di vent'anni....ma è una conquista che non pretende niente, non chiede niente, una conquista "sana", disinteressata, semplicemente l'estrinsecazione di un'idea, la congiunzione mistico-temporale di passato e presente, in una fusione quasi perfetta, un rigurgito di passione addomesticata e sublimata.Ecco come il razionale diviene......forse oggi ho capito anche Hegel, sulla mia pelle.
Sono felice...sono felice....

martedì 19 luglio 2011

Il secondo Battisti

Mi domando perché c'è ancora gente che non ha imparato ad apprezzare la seconda parte della carriera di Lucio Battisti (dal soggiorno inglese fino alla morte), periodo nel quale egli dimostra finalmente di poter ambire al rango di cantautore, con soluzioni più ricercate e raffinate nella composizione. E' pur vero che nei primi anni Settanta chi "sollevava" un po' la musica italiana (ancora granitica e demodée) era tra gli altri proprio Lucio Battisti; di certo il suo "canzonettismo" lagnoso (Anna, Pensieri e parole, I giardini di marzo, Emozioni) ha fatto scuola, entrando nella memoria collettiva. Si è riscontrato poche volte nella carriera di un artista un cambiamento repentino come il suo, un cambiamento votato alla chiusura, all'incomunicabilità e all'ermetismo (sia nel modo di fare musica, sia nell'espressione del suo rapporto col pubblico).
L'album "traghetto" si chiama Una giornata uggiosa, significativo anche come data, il 1980, un perfetto spartiacque tra il "vecchio" e il "nuovo" Battisti. Qui è Mogol a essere alle dipendenze di Battisti (e non viceversa, come capitava agli inizi), il sound è un buon funky-rock, con inserti di elettronica e di buona melodia e, poi, fine di tutto: via al Battisti riflessivo, al Battisti che forse riesce a essere veramente se stesso, non più in preda alla facile commercializzazione. Pasquale Panella (un filosofo) sostituirà il sodalizio di Mogol e darà una compiutezza e una statura intellettuale a Battisti che mai aveva avuto in precedenza. Certo, la musica ricercata piace a pochi, ma tutto sommato, chi ha avuto la pazienza di seguire l'evoluzione di questo grande cantante si chiederà qual è il Battisti più vero, quello che duettava con Mina o quello che cantava testi "folli" davanti a un microfono, senza farsi vedere neanche su una foto di copertina.
In occasione dello scorso speciale "Emozioni" in onda la settimana scorsa su Raidue, eccovi tre filmati, da me scelti, che danno una luce diversa al Battisti più nazionalpopolare.








venerdì 15 luglio 2011

Raccogli la disperazione!

.....E quando ti senti affogato, affossato nella disperazione,
quando la preoccupazione invade anche l'ultimo millimetro cubo di respiro,
allora prova a chinare il capo,
ad inginocchiarti
raccogli questa disperazione,
fanne un mucchio e cerca di guardarla.
Poi chiudi gli occhi e prega,
parla da solo,
guardati sopra
consegnati
come morire,
come morire dentro un abbraccio.
Poi guarda oltre le colline del pensiero
scava l'ignoto
soffia via questi cumuli disperati...
Non pensare a niente,
è difficile non pensare a niente.
Ma ce la farai....
ce la devi fare....

Carlo Lock

giovedì 14 luglio 2011

L'acrobata

Sfioro la vita
rotolando nel cielo.
Ma che bello rimanere su
"guardare ma non toccare"
.....solo sfiorare!

martedì 12 luglio 2011

Video: "Quel che fa paura"

Videoclip dell'opera prima di Max Gazzé, Quel che fa paura, un video di ottimo livello, testi criptici, musica d'atmosfera, fredda, britannica, da film. Le immagini impazzite, flash deliranti dal gusto gotico-visionario cercano di descrivere la paura nella sua essenza, prima ancora di provarla.


lunedì 11 luglio 2011

Essere presi

Oggi è uno di quei giorni che aspetto che qualcosa mi prenda...Spesso ho vissuto con questo desiderio di essere preso, senza soluzioni, qualcosa, qualcuno che mi costringa a essere, a vivere, a fare. Non essere presi è come sentirsi acqua putrida, stagnante in un bicchiere. E da lì da quel vetro guardi la vita caotica, il traffico delle macchine umane, che rumoreggiano con le loro pacche, i loro sorrisi, le loro voci al telefoni, i loro schiamazzi. E tu sei lì che aspetti, magari anche un pensiero che diventi scrittura.

W le incertezze

Ho bisogno di incertezze, voglio continuare a vivere con le incertezze. Altrimenti il pensiero, le soluzioni, non avrebbero senso, non ci sarebbe più il pathos del lamento, la tenerezza provocata nelle donne. Un essere senza dubbi, senza pensieri profondi è un uomo morto. Non voglio morire.

Le girlschool!

Ritornate in tour a Milano, ecco le Girlschool, per i più affezionati metallari anni '80

giovedì 7 luglio 2011

L'amore folle per le donne

Si può amare alla follia le donne in due modi: come latin-lover o come maniaco sessuale, due modi diversi dell'ossessione umana di manifestarsi.

Carlo Lock

lunedì 4 luglio 2011

Per mettere i puntini sulle i

Pensiero del giorno, prima di avventurarsi nell'editoriale: non potrei mai uscire con la classica donna in carriera o impiegata, positiva, magari sulla quarantina, divertente, sportiva, amante degli animali, senza un briciolo di tempo, amante del ballo latino-americano e con la voglia di trovare il grande Amore (solo una voglia, non un obiettivo concreto)
"Che cazzo se ne fa uno di una donna così?" Ma la cosa che mi fulmina di livore è "senza un briciolo di tempo" e "ballo latino-americano". Insomma, avete capito....una donna modaiola, che ha capito come sopravvivere e integrarsi a Milano. Ha capito come vivere e divertirsi a Milano, ma non come farsi desiderare.
Cosa voglio lo so solo io.....solo io....il mio desiderio è talmente grande che non può rimanere nello spazio di un annuncio. Un desiderio talmente compiuto e preciso che non si realizzerà mai.

Una lezione insolita

Il professore d'arte guardò i suoi allievi maschi e commentando la Primavera di Botticelli rimase armoniosamente incantato da Flora, dal viso di Flora.
"Guardate com'è bella, è veramente bella.....così bella che....così bella....."
La fissò e la rifissò e fu preso da una strana ebbrezza. Non voleva ritrovarsi in aula, ma altrove....un disperato bisogno d'amore, di tenerezza, lo afferrò. E la sua frustrazione era altissima, Flora non esisteva.
"Ma dite ragazzi, non è meglio guardare Flora che le foto delle veline?"
Tappeto di risate.
"Non è meglio guardare, guardare e basta? Non è meglio l'amore, il sesso sognato?"
Appena si accorse che i suoi ragazzi si stavano distraendo, come suggerirgli: "Stai dicendo una marea di cazzate", lui pronto: "Mettetevi una mano sui pantaloni e masturbatevi insieme...masturbazione collettiva, coraggio! Dovete masturbarvi guardando Flora, coraggio!"
Ma non si accorse che le sue mani erano già partite e che qualcuno era già andato a chiamare il preside.
Finché la sua ebbrezza era un fuoco. Per sfuggire alle fiamme del suo inferno interiore si buttò giù dalla finestra. La fine di un professore in nome del sacro fuoco dell'arte.
Evviva la follia!