martedì 28 giugno 2011

Racconto: "Una donna per amarla"

Alfredo si innamorò di Katiuscia, ma lei era lesbica....non c'era verso, non c'erano santi. Era una buona amica, c'era un 'intesa perfetta...ma...ma....quando il cazzo tirava, bè, non c'era speranza, insomma, bisognava farsi la doccia fredda.
Non era solo una questione di cazzo, beninteso....era anche la voglia di stare insieme, la voglia di esclusività, vivere sotto lo stesso tetto, fare una famiglia.
L'amore era talmente forte che bruciava Alfredo. Fu così che lui decise di intraprendere un faticoso percorso di trasformazione sessuale....dicono che per una donna si fa di tutto per conquistarla, no? Ecco, Alfredo decise di fare il massimo, l'estremo radicale assoluto: diventare donna, una bellissima donna per poter amare Katiuscia.
Katiuscia era contenta della sua decisione, ma pensava che fosse una decisione reale, dettata dal fatto che Alfredo si sentiva veramente donna.
Ma poi al ritorno da Casablanca, Alfredo si sentì dire, secco: "No, non sei proprio il mio tipo, mi spiace".
Dopo un triste periodo di prostituzione Alfredo, diventata Angelina, si fece investire da una macchina.
Angelina & Katiuscia, che bei nomi....come sarebbero state bene insieme!

Lettera a Vasco Rossi

A seguito dell'ultima notizia che pare abbia scosso i "vascomani" (quella del ritiro dai concerti, delle dimissioni da rockstar), voglio dire la mia, ma non lo faccio con la solita critica, lo faccio alla maniera di Rossi, in maniera del tutto provocatoria, attraverso una lettera a cui ho pensato stanotte. E' una lettera che sarebbe bello arrivasse a lui, al signor Rossi.......ma intanto io la diffondo anche qui e chissà mai che qualcuno a lui più vicino la faccia leggere.

Caro Vasco, se pensi che ti scriva le solite cose, che sei stato importante per la mia vita, che senza te non si può andare avanti, che sei un mito, un poeta, che sono rimasto senza fiato dalle tue dichiarazioni, scordati tutto questo!!!
Questa lettera è provocatoria lo so, ma del resto tu hai sempre usato lo strumento della provocazione...chi meglio di me può capirti? Ti parlo con quel tuo modo di esprimerti, che forse scandalizzerà i tuoi stessi fan, che intravedono in te un Dio, un mito, un punto di riferimento di uno stile di vita, di musica, di un'epoca.
Tu non sei un Dio, non sei un mito, sei solo un UOMO. Però è una bella cosa essere un uomo come gli altri, poter pensare che anche tu sei banale come gli altri, che anche tu potresti deludere, che puoi essere stanco del tuo mestiere.
Non eri che tu che cantavi..."
C'è qualcuno che non sa più cos'è un uomo"??
Ti ho sempre seguito, ma non sono mai andato a un tuo concerto, credo che se mi lanciassi una tua maglietta o un cappellino, lo laverei subito il giorno dopo.
Purtroppo per motivi anagrafici non ho potuto partecipare al momento in cui cantavi nelle piazze, nei piccoli palasport, il momento più bello, quando eri più avvicinabile, quando per "i più" eri solo uno sbandato, non eri propriamente un Dio.
Ma i messaggi delle tue canzoni sono sempre ad effetto, servono a chi fa fatica a stare nel mondo, spesso sono testi consolatori perché la gente parla attraverso di te. Stanno in piedi solo con la musica, perché per il resto c'è la poesia, la vera poesia dei vari secoli.
La droga o la provocazione possono essere un modo legittimo di stare al mondo, se non si trova nessuno disposto ad ascoltarti o ad amarti oppure è semplicemente un modo per farsi notare come artista. Chi trasgredisce sa di rischiare, come una corsa a ostacoli. Tu sei stato e sei, a torto o a ragione, il simbolo della ribellione giovanile e il rock ti sorregge e ti ha sempre sorretto in questa operazione.
E' chiaro che in effetti poi quando arrivano i soldi nessuno rifiuta la bella vita...tu sei diventato quello che sei diventato non solo per la tua bravura e il tuo capitare al momento giusto, ma permettimi di dire che sei anche una vittima del sistema-spettacolo. Siamo noi i tuoi carnefici, che ti hanno ridotto a un Dio...anzi, perdonami la presunzione, sono "loro" che ti hanno ridotto a un Dio, Ma capita però a tutti grandi, come Michael Jackson, Bruce Springsteen, non c'è da stupirsi.
Ed ora il Dio si vuol prendere una pausa di riflessione e fa bene, perché a 60 anni non si può più fare il rocker....
Non sono mai andato a un tuo concerto perché sono un presuntuoso...sei troppo distante dal pubblico e non è neanche colpa tua, non ne vale la pena.Non me la sento neanche di spendere una follia per vederti in prima fila e lo faccio solo per una questione di principio, non di povertà. Mi è costato a volte fare questa scelta, lo ammetto...perché riconosco che ha poco senso considerarsi un estimatore e non andare a un concerto di una persona che per qualche momento della vita ti ha saputo dare qualcosa. Ti porterò nella mia tomba, Vasco, con questo piccolo rimpianto. Sei una persona significativa nella mia storia, è vero...ma purtroppo le condizioni "fuori" sono quelle che sono.
Sarebbe molto difficile andare a cena con te, senza i rompicoglioni attorno...Ecco vedi, non vorrei esprimermi così, ma purtroppo quando si è contesi c'è competizione e tu sei il piatto forte che si deve meritare il più scaltro, il più tenace. Sei come un posto di lavoro a tempo indeterminato....si deve sgomitare e sinceramente, le competizioni non sono il mio forte. E allora uno cosa dovrebbe fare per conferire con te? Dovrebbe farti qualcosa di brutto, derubarti una casa, costituirsi alla polizia, solo per vederti in tribunale, vicino, a due passi e parlare con te? Se uno fosse il Socrate della situazione potrebbe dare l'esempio e sacrificarsi, ma forse è troppo. Senza contare che magari tu non verresti nemmeno in tribunale, manderesti i tuoi avvocati. Non sono così ingenuo, come potrebbe pensare chi legge questa lettera...."Credi di essere il solo a fare questi discorsi? Oh...poverino! Ma non sai chi è Vasco? Non sai quanta gente è rimasta sotto casa sua tutta la notte e per una settimana e poi alla fine è riuscito a uscirsi assieme?"
Io non sono tenace, sono disilluso, sono meditabondo, in questo periodo sono privo di speranze...ma penso di avere un gran cuore. Quel cuore che mi ha portato a non dimenticare mai chi è Vasco Rossi, nel bene o nel male, con le cose belle e con le cose brutte.Lo sappiano pure i miei detrattori, quelli che magari vanno ai concerti, ma non sanno che Vado al massimo partecipava al festival di Sanremo nell '82.
Se avrai il coraggio, Vasco, di fare un concerto a 10 euro in piazza, in una piazza molto piccola, io ci sarò. Al tuo livello, qualsiasi cosa che uno fa può essere vista ancora come una provocazione.
Spero che ci sia una nuova fase sperimentale nella tua vita e soprattutto che continuerai a scrivere per gli Stadio più che suonare allo stadio! Ci siamo capiti.

Carlo Lock

domenica 26 giugno 2011

L'unione di Ciro e Guido

Questo blog si è sempre occupato di questioni legate alla sessualità, vero? Bene, ed oggi l'attenzione di Carlo Lock non poteva mancare su un evento che ha avuto una portata nazionale (qui potete leggerlo meglio): trattasi della prima ufficializzazione di una coppia gay, loro si chiamano Ciro e Guido e sono insieme da molti anni. La chiesa valdese ha voluto benedire la loro unione attraverso una lunga cerimonia a Milano, oggi domenica 26 giugno, un degno coronamento del successo del gay-pride di ieri. Non si può parlare di "sacramento" (anche perché per i valdesi il matrimonio non è un sacramento), quindi non oserei parlare di "nozze" come il giornalista dell'articolo, penso piuttosto a un riconoscimento formale alla cittadinanza, un segno simbolico, un passo avanti (o un passo indietro, secondo i punti di vista) verso la conquista dei diritti civili da parte delle coppie gay. Personalmente i problemi degli omosessuali non mi sono nel cuore, non mi appartengono....e penso che la forma del "matrimonio" così come proposta in molti stati come l'Olanda o la Spagna sia nient'altro che uno scimmiottamento "etero". I gay invece si devono affrancare dall'essere "etero", come essenza della coppietà. Va bé, sorvoliamo per il momento....Il punto è un altro: che in Italia manca il riconoscimento alla coppia gay in termini di diritti, lo sappiamo bene, come se se l'amore omosessuale fosse solo vizio o si coprisse di ridicolo e non ha neanche la dignità di essere considerato. La trasgressione permea anche l'amore, non siamo ingenui....però l'amore non può essere ridicolo, anche se non porta alla fecondazione. Quindi bisognerebbe imparare a guardare in faccia anche le cose che danno fastidio. Ai valdesi gli omosessuali (che chiamano per giunta omo-affettivi, quasi a smarcarsi da una visione troppo sessuocentrica) non danno fastidio e l'hanno ampiamente dimostrato.
Impariamo a guardarci tutti negli occhi e a sorriderci!

venerdì 24 giugno 2011

Il coraggio di dirselo

Quando avrò il coraggio di parlare, di dire, forse qualcosa cambierà
il coraggio di non aver paura di quello che sono.
Il coraggio di ammettere, il coraggio di dirselo.
Il pensare che i giudizi altrui sembrano carezze,
mentre in realtà ci sono solo sberle.
Il pensare che ho venerato degli stronzi,
che ancora li venero,
stronzi a cui ho fatto regali
stronzi che non telefonano mai
e rompipalle sempre presenti
di cui si farebbe a meno.
Il coraggio di dirlo....
e di dirselo.

Carlo Lock

giovedì 23 giugno 2011

Riflessioni sul karaoke

Il "karaoke" è una parola giapponese, esattamente come "bukkake" (per la quale vi invito da soli a una vostra ricerca personale). "Karaoke" vuol dire in pratica "orchestra vuota" e credo che ormai tutti abbiano dimestichezza con questa parola, anche per colpa della trasmissione degli anni '90 condotta da Fiorello. Se vogliamo mettere i punti sulle i il karaoke è nient'altro che la più grande volgarità nazionalpopolare che si potesse concepire. Ma...però c'è un ma.
In effetti, evitando le canzoni straabusate, è possibile divertirsi con la speranza di farsi notare da qualche ragazza/ragazzo oppure (magari chissà) da un addetto del settore che forse per puro caso si trova a essere seduto al tavolino (prendete molto con le molle questa seconda ipotesi).
Per la serie: si può andare al karaoke senza fare i pirla, soprattutto se si è ben coscienti di cantare bene, sapendo sicuramente di essere migliori di altri. In fondo il prezzo da pagare è al massimo 10 euro per un happy hour.
La cosa più antipatica, però, è che bisogna lasciare spazio anche a chi al karaoke va a fare il pirla, un po' come chi vuole mettersi la minigonna con le vene varicose, insomma. Bisognerebbe almeno garantire un miniconcerto ciascuno, ecco.
E oltretutto è un peccato vedere come molti locali dispongano delle più originali e inusuali basi musicali, mentre c'è sempre chi canta sempre le stesse canzoni da anni, quelle da matrimonio o da sagra di paese, per intenderci. E per essere più precisi ho stilato una lista nera di canzoni che io, praticante occasionale di karaoke, considero off-limits. Eccole:

1) Acqua azzurra, acqua chiara- Battisti
2) Mi ritorni in mente- Battisti
3) Con il nastro rosa- Battisti
4) Un'avventura- Battisti
5) Questo piccolo grande amore- E tu- Baglioni
6) Hanno ucciso l'uomo ragno- 883
7) Volare- Modugno
8) Più bella cosa- Ramazzotti
9) Uomini soli- Pooh
10) Io amo- Fausto Leali
11) Ti amo/Gloria- Umberto Tozzi
12) Gente come noi- Spagna
13) Come saprei- Giorgia
14) Tutte quelle di Gigi D' Alessio
15) 50 special- Lunapop

16) Albachiara/ Vita spericolata- Rossi
17) Siamo soli- Vasco Rossi
18) Ti prendo e ti porto via- Vasco Rossi
19) Più su- Renato Zero
20) Mi vendo/Triangolo- Renato Zero
21) I migliori anni della nostra vita- Renato Zero
22) Che sarà- Ricchi e Poveri
23) Teorema- Marco Ferradini


Per il momento ci fermiamo qui. E poi diciamo che, in fondo, ci si può anche divertire, facendo conoscere canzoni che altri non conoscono, anche a dispetto degli applausi.

lunedì 20 giugno 2011

Le combinazioni della storia

Sfuggono a tutti le combinazioni della vita, come della storia.
La storia è quella cosa che ha degli eventi riscoperti e messi in fila, come dei pilastri solidi, indubitabili. Quando si pensa alla storia di qualcosa si pensa a questo, non ad altro.
Per scoprire tutta la storia bisognerebbe fare la relazione di tutte le menti di ogni singola persona, per rintracciare ogni volta l' "inedito", come se un avvenimento fosse una canzone, una poesia tirata fuori dal cassetto. Un "inedito" però nella forma del ricordo individuale, non del fatto. Non esistono fatti storici perché i fatti sono solo nel presente. La storia racconta i fantasmi dei fatti ed è tutto sommato una parodia. La sua combinazione, la sua chiave di accesso, ci sfugge....ed è questo lo svantaggio di essere mortali.
La storia esiste perché l'uomo muore, perché ogni cosa decade.

Carlo Lock

sabato 18 giugno 2011

Mestruo e verità

Nel sangue mestruale (mestruo) c'è tutta l'essenza della donna e dell'essere umano. Il mestruo è degenerazione cellulare, morte, perdita di energia, collasso emorragico, ma al tempo stesso è l' eros vitale che ci collega alla nascita, il sangue è morte e vita al tempo stesso, anzi, il mestruo rappresenta un passaggio, la fine di un ciclo e l'inizio di un altro: morte e vita stanno in una posizione di valico, di passaggio, il flusso mensile segnala il distacco della vecchia mucosa che ricopriva l'utero e la ricostituzione di un'altra, una forma di rinnovamento periodico del corpo femminile.
Il maschio non possiede questa radicale forma corporea di rinnovamento simbolico, è indubbio. Però il mestruo fa schifo, fa soffire....esatto. Ma fa schifo come la verità svelata, la morte di una fantasia, di una credenza, di un sogno. E anche la fine di un sogno apre a un nuovo ciclo onirico, finito un sogno se ne fa un altro.
A noi piace la verità che si occulta, che lascia intatto un margine di mistero. Altrimenti la verità fa schifo, è ingombrante, imbarazzante come il mestruo. Però è tutta lì davanti a noi. Chi ama il mestruo ama il corpo nella sua verità più profonda.

venerdì 17 giugno 2011

Il tumore risolutore

Grazie a un tumore, un orribile tumore che ci condanna alla morte
forse possiamo trovare il coraggio per essere folli, per baciare una ragazza sconosciuta per strada, per metterci a urlare, fare a botte, spendere l'inverosimile al gioco.
Qualunque cosa sarà ben poca cosa rispetto alla nostra fine.

lunedì 13 giugno 2011

La gente ricca

La gente ricca è quella che dice: "Io ricco? Ma non scherziamo!"
C'è anche gente ricca di sinistra, quella che la povertà la vede in un acquario, ma poi si schifa di entrare in una casa popolare.
Quella che non immagina cosa vuol dire avere 500 euro al mese in tre....
C'è la gente ricca silenziosa, che si veste come un barbone, che va in giro coi punkabbestia....
oppure c'è la gente ricca generosissima, quella che mette mano alle tasche, spende miliardi in beneficienza, ma poi non da 50 centesimi al mendicante...

Etero contro natura

Vi racconto oggi una storia tragica:

"Era un eterosessuale contro natura. Mai nessuna donna lo degnò di uno sguardo in vent'anni.
Così dovette correre ai ripari per essere amato. Ma come? Come fare?
Cominciò a guardare i maschi, visto che loro dimostrarono di apprezzarlo sicuramente più delle femmine.
Era un eterosessuale contro-natura. Il pegno da pagare era amare anche il cazzo, sì...giusto per avere una carezza, uno sguardo profondo.
Cercò di non guardare più la televisione, non comprare i giornali, troppe donne....Non usciva più a luglio, non andava più al mare. Il rischio era di vedere troppe donne svestite, che potessero indurlo in tentazione e dimenticare che il suo obiettivo ormai era il "cazzo".
Si sentiva molto contro-natura, violentava se stesso, ma per un bacio e una carezza era disposto a tutto. E quando i suoi uomini dicevano che le donne non avevano capito niente di lui si sentiva sollevato e si sentiva grande, più grande di tutti. Tutto il genere femminile non lo meritava, non una sola donna, ma tutto il genere femminile, da Nord a Sud, da Est a Ovest, nere, bianche e gialle.
E chissà cosa mai aveva per non piacere? Morirà infelicemente omosessuale e senza mai poter rispondere a questa domanda, dato che gli altri sono ipocriti, mentono o non sanno. Però almeno avrà conosciuto l' Amore meglio di altri".

sabato 11 giugno 2011

Confessioni di una escort

Mi alzo a mezzogiorno, mangio e dopo il caffé mi lavo bene i denti, poi arriva il primo cazzo della giornata nella mia bocca....poi un altro e un altro ancora....l'unica evasione è cercare di prenderlo in faccia, coperto o scoperto. Mi chiedo ancora se ha senso che faccia una distinzione, se i cazzi sono tutti uguali oppure posso essere orgogliosa di avere ogni tanto un cazzo in bocca, se c'è un cazzo più piacevole di un altro.
Di sera ho male al ventre, alle mascelle e a volte non riesco a sedermi neanche, dipende da quanti hanno voluto crivellare il mio culo (con più o meno potenza).
E' molto diffcile a volte concedermi al mio fidanzato (che non è un pappone, state tranquilli, anche se è al corrente del mio particolare "lavoro").
Quando ho le mestruazioni faccio festa e non ricevo!!! Siamo forse le uniche donne a essere veramente felici quando abbiamo le nostre cose. Le mestruazioni sono le mie pause mensili. Quando andrò in menopausa, avrò sicuramente meno pause, è presto detto!
Le più avide di soldi ricevono anche con le mestruazioni, perché i porcaccioni che lo vogliono fare inzuppati di sangue ci sono eccome, sapete? Ma non è il mio caso...
E poi che palle.....poi bisogna sempre gli fare esami del sangue. Ma io sono una ragazza seria, eh? Tutelo la mia salute e quella degli altri. E poi insomma c'è chi fuma, no, e rischia il tumore.Io non bevo e non fumo, però rischio l' hiv, lo so....I test servono, ma scopandomi diciamo almeno dieci uomini al giorno, fate il calcolo...dunque.....sui 300 circa al mese, bé, ogni tanto il segno della croce bisogna farselo. Bevo e sputo un sacco di sperma, forse ho sviluppato degli anticorpi difensivi, finora son sempre stata bene, anche se a volte quando è ora di cena, magari ho un po' di nausea.
Vorrei essere una bambina a volte, almeno non scopavo quando avevo cinque anni, vivevo tranquilla con i miei bambolotti, i miei peluche...l'unica carezza che potevo dare era al mio orsacchiotto Pippo. Oggi invece conosco bene cos'è una pippa.
Però, dai, in fondo è divertente fare la escort, no? Insomma devo anche dire che è divertente perché se no se faccio pena e i clienti non vengono più oppure vengono soltanto quelli a cui piace sottomettere....sì quelli che mi prenderebbero per i capelli, mi strattonerebbero la faccia e poi mi piscerebbero, mi schiaffeggerebbero, mi sputerebbero.
Sì, per fortuna io posso scegliere cosa voglio o non voglio fare...in fondo sono io a tenere sotto scacco i maschi, spesso li truffo, li inganno....Inganno i più antipatici, cerco di essere frettolosa, aumento la tariffa. Con quelli fighi e simpatici invece sono buona....del resto sono come un professore che dà 30 alle ragazze in minigonna e con un bel decolleté, no? Ieri ho ricevuto un bel ragazzino, molto timido, di appena ventun anni...caspita, quando incontro la tenerezza fatta in persona, non posso non sciogliermi. Insomma, anch'io mi sento una benefattrice ogni tanto. Tutto questo amore, questo sesso, questi giochi perversi che la gente cerca da me perché non li può ottenere altrove? Ma anche il nonnino a cui non tira fa sempre tenerezza...Sì, insomma....dipende da quale nonnino, veramente. I vecchietti li devo leccare molto e se ti trovi uno peloso e grasso come un budino, la cosa non è proprio piacevole. Ma qual è il lavoro che è piacevole al cento per cento? Ditemi qual è. Un po' di sacrificio purtroppo serve sempre.
Poi a fine mese vado in costa Smeralda a farmi una vacanza in un hotel a cinque stelle col mio fidanzato....e come dicono a Napoli, salutami a' soreta!

(Questo è un testo di fantasia, non corrisponde al vero e non vuole essere un'istigazione alla prostituzione)

Il cinema secondo Bolelli

Sono pienamente d'accordo con l' articolo del filosofo e scrittore Franco Bolelli, apparso su Tiscali Notizie. Il titolo già recita: "Cinema e Tv, se non sono eccitanti allora non sono intelligenti".
Bolelli recupera quindi la dimensione istintuale, non soltanto la dimensione razionale e "pettinata" dell'intellettuale medio.
Scrive infatti:
Amo quei progetti e prodotti che non si abbassano – fingendosi elevati - a sfruttare i complessi di inferiorità di quel pubblico in cerca di promozione culturale. Amo chi – senza tirarsela da maledetto o trasgressivo ma giocandosela con gioiosa impudenza- nemmeno si sogna di chiedere legittimità alla corte del perbenismo intellettuale.

Ecco emergere quindi il concetto di "perbenismo intellettuale" contrario come tutti i perbenismi alla dimensione pulsionale, che, tuttavia, è presente anche nella musica o nei film: il ridere, il piangere, il sospirare, l'agitarsi, il sognare, il terrorizzarsi, l'eccitarsi sessualmente. L'horror e l'erotico sono i generi più "bassi", più estremi, sono gli unici generi a provocare reazioni corporee di fronte alle immagini e solo quindi le eccitazioni motorie possono rendere "vitale" una produzione artistica. Non c'è passatempo o intrattenimento intelligente- pare intendere Bolelli- soltanto per via razionale. Il film "razionale" è noioso e basta, può essere fonte di studio, piace ai finti intellettuali, a coloro che cercano una maschera a cui aderire, non c'è un interesse per il cinema, ma per un cinema idealizzato secondo un'etica, quella dell' impegno. Che vada a farsi fottere l'impegno....Quando andiamo a vedere un film non dobbiamo andare a Messa, dobbiamo solo intrattenerci. E qui vengo all'argomento già introdotto giovedì scorso: un film che non lascia il segno nel corpo o nell'anima non è un buon film, anche se è da Oscar, esattamente come una persona che non lascia il segno, può avere anche quattro lauree ma è del tutto insignificante.
Evviva Quentin Tarantino, Tinto Brass, il poliziottesco, la commedia all'italiana....Evviva!

giovedì 9 giugno 2011

Tre amici, tre amori

In questi giorni ho riflettuto su tre persone, persone distanti tra loro, provenienti da vite diverse, storie diverse, persone che hanno in comune, tuttavia, il fatto di essersi relazionate con me.
Ammiro questo trio, potrei dire che lo amo...il trio non si conosce, ma, di nuovo, sembra che abbia un comun denominatore tra i suoi componenti, gente che ama la poesia, l'arte....sì, ma non basta amare l'arte per essere apprezzati. Come si può amare Vittorio Sgarbi, per dire?
Questi tre amici, anzi questi tre "amori" mi hanno lasciato un segno. Sono persone che sanno apprezzare, non sanno giudicare, e se giudicano sanno fingere molto bene, persone che rendono bella anche la cosa più brutta, curiose per la vita, ma anche impaurite forse dalla stessa, inquiete allo spasimo, affettuose....e soprattutto "serie". Con "serio" non voglio intendere "serioso", algido, senza grilli per la testa e nemmeno privo di senso dell'umorismo. Il "serio" è un concetto difficile da esprimere, è quel modo di rapportarsi alle cose della vita con rispetto e onestà, alle persone con la vivacità dell'empatia nella giusta misura, avendo il coraggio di non seppellire il tutto nel riso.
Ridere salva, la battuta fuori luogo che cerca di far cambiare argomento, così come il non intendersene, il non ammettere la propria ignoranza in favore della propria curiosità. Odio le persone che si "salvano" ridendo e poi accusano gli altri di essere troppo "seri". La serietà non è un'accusa, non è un difetto, semmai è il rispetto per la vita, rispetto anche per le sue forme più anomale o perverse. Così, ecco, questi tre amori godono della mia considerazione in questo blog, oggi, perché da loro mi sono sempre sentito rispettato, rispettato con uno sguardo, con una parola, con un emoticon......è gente che quando parla ti ricordi quello che dice come una citazione letteraria, gente con la quale è piacevole perdersi, dimenticarsi delle meschinità.
Eppure l'assurdo dell'esistenza fa sempre capolino.....ed in effetti queste tre persone stanno in un rapporto spaziale diametralmente lontano al mio. Stanno più o meno lontane, fisicamente o idealmente non in un rapporto continuativo a stretto contatto con me (per destino o per scelta), una di loro, una donna, ha voluto, da un certo punto in poi, addirittura negarsi al mio confronto, nel mistero. Il volgarissimo uomo terra-terra direbbe sicuramente che devo smetterla di lodare persone che sono letteralmente inconsistenti, che magari prendono per il culo....sì bisogna cercare di meglio, un rapporto è fatto di concretezza, di realtà, di confronto. Ma non si può negare dentro di noi il piacere, la poesia che può regalare una conversazione, la bellezza di una mente, non solo di un corpo. Se una persona ti segna nell' animo è per sempre tua, anche nell'immancabile assurdo della separazione, dell'inconsistenza. Se una vita non offre possibilità alternative, il più grande eroismo romantico è vivere per sempre, fino alla tomba, nel pensiero di gente lontana, esistente ma lontana, come fece Petrarca o Leopardi...E forse nella lontananza si crea un giusto equilibrio, si ama più forte grazie alla lontananza. Bisogna abituarsi a soffrire della privazione e nella privazione bisogna schifare il mondo che abbiamo intorno ed esserne felici, perché dobbiamo trovare chi ci assomiglia veramente, bisogna attaccarsi a ciò che vi è di meglio, anche se non ne possiamo fare del tutto o limitatamente esperienza. Magari scappare, viaggiare, volare, giocare, appunto, con le distanze, ma non rimanere fermi a contemplare una realtà povera di significato. Penso che le persone più tristi siano quelle che cercano vicino e non guardano lontano, quelle che non chiedono, non pregano, non s'illudono e quelle che rinunciano, anche alla lontananza. Chi non soffre è gente che ha la sensibilità di un animale, ecco la verità, non ha prospettive, non proietta, non conosce il meglio o il peggio, il vicino o il lontano.
Cantava Domenico Modugno: La lontananza sai è come il vento...spegne i fuochi piccoli ma accende quelli grandi.

domenica 5 giugno 2011

TU

TU
che vai da Sibelius all' hard-rock
da Orson Welles a Pozzetto
TU
che vai dal cristianesimo al satanismo
dalla psicologia all'esoterismo
TU
che vai dalla donna di casa alla ragazza ribelle
dal centauro alla bicicletta
TU
che vai dalle carezze agli schiaffi
dal cucito al kick-boxing
TU
che vai dalla menzogna alla verità
dal silenzio al chiasso
dalla cupezza al sorriso
TU
che vai dall' Emilia all' Irlanda
dall' Irlanda alla Finlandia
TU
che vai dalla scrittura al disegno
dalla pittura alla musica
TU
che vai dal digiuno all'abbuffata
dalla solitudine alla compagnia
TU
che vai dall'ignorarmi al pensarmi
dal pensarmi all'ignorarmi
TU
che vai dal lontano al vicino
al vicino al lontano
e mi dico che il tuo sguardo
mi ha marchiato a fuoco
per sempre.
Per sempre.
Nel mio sangue circoli.....
mentre dal mio cuore esuli.
Sei troppo TU
per essere raccontata.
Un insulto
un affronto che si può ancora amare...