martedì 31 maggio 2011

I nostri organi silenti

Penso sempre a quanto sono silenti le meccaniche e le chimiche dei nostri corpi...
e penso che se il nostro corpo si facesse protagonista per davvero potremmo buttarci giù dalla finestra dopo ventiquattro ore. L'incredibile miracolo della natura è che non ci accorgiamo di avere un fegato, una milza, dei polmoni.....vivono dentro di noi questi pezzi voluminosi di carne supplementare e noi possiamo rimanere impassibili senza sconvolgercene. Il fegato è quello più silenzioso, l'intestino si fa notare con rumori e arie, con la cacca. Abbiamo un fiume sotto pelle, un fiume rosso che sembra immobile, poi quando ci tagliamo lo vediamo uscire disperato. Lo stomaco si appiccica su di sé, si scuote, ma in ugual modo non ci turba.
Forse l'unico organo che ci turba per davvero è il cervello, perché i pensieri non possiamo non notarli...Possiamo forse una volta tanto lobotomizzarci per cinque minuti? Possiamo dimenticare la dimensione della realtà, della memoria, possiamo diventare dei tronchi d'albero e basta? Così ciò che ci disturba non è un movimento fisico, ma, paradossalmente, un'inconsistenza astratta, il pensiero....Il cervello ci tormenta col pensiero.

lunedì 30 maggio 2011

"Gli anni confusi", di Marco Rossi Lecce

Ho ricevuto via mail qualche giorno fa una segnalazione di un lettore (e scrittore) passato per caso sul mio blog, che ha scritto il suo primo romanzo Gli anni confusi. Lui si chiama Marco Rossi Lecce, classe 1946, pittore, saggista e novellista erotico dal 2007. Questo Rossi Lecce mi è subito piaciuto, probabilmente la nostra intesa ha avuto modo di palesarsi attraverso l'aura della parola scritta e della rispettiva biografia, modo di vedere o sentire la vita (la vita si sente o si vede, ma non la si vive, parere personale di Carlo Lock). Ecco perché sto scrivendo qualcosa in suo onore e sul suo libro, una raccolta di tre racconti, uno dei quali dal titolo omonimo al volume, un'opera che ha come sfondo il periodo storico della fine degli anni Settanta, sul quale si innestano avventure sessuali e naturalmente politica. Onestamente per dirla tutta l'idea non è nuova, era già più o meno similare nel famoso Porci con le ali, ambientato anch'esso nel 1977 (allora non un libro storico, ma quasi una cronaca di costume). Oggigiorno, invece, avere una rilettura del '77 e limitrofi basata anche su ricordi vissuti (perché il libro di Marco è in parte autobiografico) fa sempre piacere, anche perché anche oggi stiamo vivendo in anni confusi, dove però, sessualmente parlando, manca quella gioia di sperimentazione tipica di allora. Negli anni Settanta c'era una libertà in contrapposizione all'oppressione dei costumi, oggi c'è una libertà libera, che non sopprime idealmente niente. Hegelianamente, siamo nella bizzarra condizione di un universo che è sulla via della sintesi, ma gli opposti non si trovano, perché c'è questa antitesi fluttuante (c'è e non c'è), appunto, siamo in una dialettica fluida, confusa, nella quale la libertà e l'oppressione si confondono. Questa libertà ed oppressione, tesi ed antitesi, hanno dato origine insieme, ad esempio, alla forma del sado-masochismo come codice BDSM, una forma sessuale libera che pretende la regola e l'originalità di qualcosa che ci sfugge. Ci può essere un masochismo consensuale e fin dove arriva il consenso? C'è soddisfazione sessuale solo attraverso rapporti di potere consensuali gestiti con una negoziazione non scritta, una farsa della schiavitù? Ma a parte questa digressione, non siamo solo sessualmente confusi (in bilico anche tra l'amore per il transgenderismo e un' Italia che rifiuta una legge contro l'omofobia), ma anche esistenzialmente confusi, politicamente confusi, musicalmente confusi, tra bisogno di passato, rifiuto di presente e ambizioni per il futuro. Oggi però scrivo queste righe a poche ore dalla vittoria comunale milanese di Giuliano Pisapia, una vittoria sulla quale inizialmente nessuno avrebbe scommesso, una vittoria storica dopo la bellezza di 18 anni di giunta di centro-destra. "Il vento cambia davvero", recitava lo slogan di Pisapia..Ora è la fase della speranza, la speranza dopo la lotta della conquista. E' bello ritornare, anche per scherzo, a parlare di questi concetti un po' epici, forse obsoleti, ma comunque nel cuore di molta gente. Tornando a casa sventolavano bandiere rosse, ma c'è stato anche un violento diverbio su un autobus, nel quale un settantenne ha rischiato di prenderle da un giovinastro di centro-destra (maleducatissimo)...L'oggetto del contendere era chi dei due avrebbe rovinato l' Italia, il signore anziano che ha interrotto la telefonata del giovane chiedendo una moderazione del linguaggio espresso verso la cocente rabbia per Pisapia oppure il giovane stesso, che ha riempito di parolacce un distinto gentiluomo, minacciandolo di spaccargli la faccia e di essere forunato solo perché poteva sembrare suo nonno? Vediamo ora se lo stalinismo si imposesserà di Milano oppure no...di certo almeno nei primi tempi saremo ancora molto confusi e dovremo capire se certe espressioni o modi di vita e di politica saranno un ricorso storico oppure veramente un cambiamento nuovo.
Nel frattempo vi delizio con una parte dell' intro de Gli anni confusi, incentrato sull'elogio di una sessualità non penetrativa di contro a un machismo che non riesce mai del tutto a liberarsi dal fallocentrismo.

«No! Oggi non voglio essere penetrata, per favore Marco, oggi no! Baciami invece, baciami tutta, fammi sentire l’amore così. Abbi fiducia, fammi fare questo esperimento. Ti spiego, lo abbiamo deciso insieme, lo sai, tutto il gruppo d’autocoscienza femminile di via Pompeo Magno. Vogliamo capire se riusciamo a essere autonome dal vostro pene. O ci tocchiamo da sole o al massimo possiamo fare del petting, cerca di aver pazienza, eh amore, mi fai contenta?»

(....)

Sono tornato a casa con una voglia di scoparmi Musa da morire, oggi all’Università non pensavo ad altro, facevo lezione e intanto mi diventava duro.
Poi arrivo a casa e c’è questa bella novità: baciami e basta!
Eh che cazzo!





domenica 29 maggio 2011

La sindrome di Tourette

Esiste una strana malattia, si chiama la sindrome di Tourette, detta anche "malattia della parolaccia". Praticamente il paziente tra il lusco e il brusco, come un agito incontrollabile, profferisce, del tutto impropriamente fuori contesto, frasi offensive ed oscene e poi non si ricorda di averle pronunciate. Un po' come se una signora dell'alta società durante un pranzo di gala, si mettesse a dire a un'altra: "e tu vecchia troia, cosa cazzo hai da guardarmi? Ti sei mai contata i tuoi peli striminziti che hai su quella tua figa arrugginita?".
Come Carmelo Bene disse in un'occasione, durante una sua intervista televisiva: "Bisogna combattere la ripugnanza del mondo e la vita di un uomo è fatta anche dal farsi e dal disfarsi di ogni rapporto, di ogni relazione"
Spesso si è presi da questa tentazione, di accelerare il pedale della distruzione, anche nei rapporti. E chi soffre della sindrome di Tourette, ha il desiderio inconscio di distruggere. In fondo la distruzione fa soffrire, ma produce anche pulizia...Dopo la cascata di osceno, dopo la cacca, c'è la ricomposizione verso la pulizia, verso il vuoto, verso la tabula rasa. Ecco un esempio di sindrome di Tourette che affligge Renato Pozzetto in uno dei suoi film più divertenti, La casa stregata.


martedì 24 maggio 2011

Fede e speranza

La speranza è l'amore per il futuro
la fede è la certezza in ogni tempo e in ogni luogo.
Senza la fede non potremmo vivere.
Senza la fede la vita sarebbe uno storpio che continua a cadere su se stesso
.

Carlo Lock

domenica 22 maggio 2011

Occhio indiscreto

Occhio indiscreto
che parla,
organo della fonazione,
quando la lingua non si muove
cessa il respiro
e le mani frugano nervose nel vuoto della tasche.
Occhio indiscreto,
che dice: "sei bello, sei bella"
la timidezza vince
ma è salva
nessuno la disprezza,
nessuno via la spazza.
Poi quest'incantesimo si spezza
quando una voce di fuori ci sorprende:
"Perché mi fissi? Perché mi guardi?!"
E allora l'occhio indiscreto
sterza, vola, si butta nel fondo dell'abisso...
pronto, domani, per un nuovo viaggio
pronto che qualcosa accada
anche senza le parole.

Gli spogliatoi sessuati

La cultura e il costume soffrono spesso di contraddizioni. Una di queste è il luogo dello spogliatoio di una scuola, di un qualsiasi centro sportivo (perlopiù) almeno in Italia separato, vale a dire "sessuato", tutti i maschi da una parte e tutte le femmine dall'altra.
Questa abitudine da tanto tempo consolidata nella civiltà occidentale (ma bisognerebbe farne uno studio serio e sincero) sembra lanciare il messaggio che uomini e donne non possono tollerare la presenza di nudità opposte alle loro. Dietro questo assunto c'è ovviamente l'idea che non possiamo avere mai un'idea sana , gioiosa e perché no neutrale del nostro corpo, s'insinuano i concetti di imbarazzo, di paura, legati sempre alla sopraffazione dell'uomo sulla donna (e più raramente della donna sull'uomo). Ora mi dico: anche se fosse, ma perché dobbiamo sempre dare per scontato che il maschio non sia capace di controllare i propri istinti? In fin dei conti si è in uno spogliatoio non per fare sesso, ma per prepararsi a un'attività fisica o per una visita medica o per uno spettacolo in costume. Insomma lo scopo per il quale si è in uno spogliatoio è contraddittorio rispetto alle paventate e ipotetiche intenzioni di chi si trova in tale ambiente. Soprattutto (ecco la vera contraddizione), seguendo la perversa logica del maschio predatore-stupratore, bisognerebbe a questo punto creare persino delle spiagge separate, spiagge per maschi e per femmine. Non si vedono forse in spiaggia, comunemente, donne in topless e comunque nude, coperte soltanto da un tanga o un bikini striminzito? In spiaggia si vede l'umanità attraverso il suo corpo, anche sgradevole, la cellulite, il grasso, la magrezza, esattamente come potrebbe succedere in uno spogliatoio. E penso che anche in spiaggia uomini e donne siano colti da desideri erotici, magari anche da erezioni, ma non mi risulta che al mare siano tanto comuni gli stupri, vige assoluto rispetto. E non potrebbe mantenersi questo rispetto anche negli spogliatoi, come del resto, anche in un campo nudista? (Sul nudismo dovremmo riparlare, magari in un altro post).
No, sembra invece che lo spogliatoio "sessuato" sia uno scoglio ancora duro da superare, con tutte le sue contraddizioni. Forse in un ambiente simile si è ristretti, è più facile pensare allo stupro o alla molestia, chissà!..In fondo, spogliarsi tutti insieme, uomini e donne, sarebbe un modo per socializzare o per farsi venire un po' di desiderio dopo una giornata di duro lavoro o farsi venire la nausea per calmarsi i bollenti spiriti alla visione di una vecchia rugosa.
Jonathan Swift, non a caso, nella sua opera Lo spogliatoio della signora, ha messo in risalto gli aspetti grotteschi e sgradevoli dello spogliatoio: sudore, cipria, creme rancide, rughe, fazzoletti chiazzati di moccio, calze vecchie.
Lo spogliatoio misto, come la spiaggia mista, quindi avrebbe la duplice funzione di eccitare o di deprimere a seconda del bisogno del momento. Sarebbe un'eccitazione o depressione timida, accennata, contemplativa nel massimo rispetto delle parti coinvolte. Ma sarebbe anche un modo per infrangere il tabù delle differenze sessuali, vivere il rapporto tra sessi in modo più disteso e naturale (considerando naturale e non peccaminoso anche la semplice eccitazione sessuale, non comandata, non scelta da chi la prova) Ma i più fortunati sono gli omosessuali che possono eccitarsi e godersi le grazie altrui in incognito, come perfetti maschi in uno spogliatoio maschile. Ecco come stanno le cose.

Mafia e religione

La teologia cattolica è mafiogena.

(Sull'argomento si veda il libro di Augusto Cavadi, Il Dio dei mafiosi, edizioni San Paolo)

giovedì 19 maggio 2011

Euforia politica

La politica semina discordia nel momento di stasi e di routine, ma alimenta le speranze in campagna elettorale, è come la droga, stimolante in salita e orrenda in discesa.
E dietro la passione politica c'è l'amore per la gente, il bisogno di aggrapparsi a un personaggio, a un padre, un uomo buono. Un sindaco, un capo di governo è come un padre: quando nasci è con te, quando vivi ti volta le spalle, oppure ti sgrida, rivela il peggio di sé in mezzo al meglio.

martedì 17 maggio 2011

Etero desideri

Penso di essere proprio etero, estremamente etero....e non solo sessuale.

Spesso mi capita di essere attratto da donne molto diverse da me. Ecco alla fine cos'è l'attrazione per la diversità, sentirsi diversi perché si è attratti dal diverso. Quando rincorro una persona con stili di vita diversi dai miei, mi sento diverso, mi etero-logo invece che omologarmi. L'omo-logazione è facile, è facile tutto ciò che è omo...è un semplice comodo adeguamento.

Essere etero vuol dire da sempre combattere contro l'estraneità, essere attratti dall'estraneità, che in fondo è anche enigma. Ma l'enigma è anche ciò che fa salire l'adrenalina, è l'antitesi del prevedibile. Non potrei mai andare con una donna che è il mio specchio assoluto, ho bisogno della sua diversità che mi completa. La donna che è il tuo specchio assoluto è anche quella che riassume i tuoi difetti, ciò che si vorrebbe cancellare dall'esistenza.

La donna-specchio, la donna omo-logata non è enigma, non è mistero, non è attrazione, non è rischio, non è sofferenza....l'amore è la pace dopo la sofferenza, la quiete dopo la tempesta. Non esiste l'amore senza questa dialettica della diversità.

lunedì 16 maggio 2011

Le mie giornate

Le mie giornate
sono gocce,
pagine della grande enciclopedia del mondo.
Mi sento piccolo
con le mie meschine giornate
di fianco, sotto, sopra,
gente che vive, che muore, che spara,
che fa l'amore.
Ma c'è un grande tetto, una grande porta
che ci separa dai giorni degli altri.
La mia giornata è una grande impostura...
un fotogramma della storia.

domenica 15 maggio 2011

Camminare e....

Camminare e...
infilarsi in una crepa.

E poi incontrare i topi dei rimorsi,

i denti che schiacciano l'aria.

Camminare e...

sperare nella salvezza,

dentro un muro

dove la luce non arriva.

Camminare e......

seguire sul fondo

la luce della vita

che trascina...

spezzarsi le ossa

graffiarsi la pelle

fuori dal muro...

la luce che trascina

che attende.....

I balli in discoteca

Da tanti anni ormai i balli corpo a corpo (come i lenti) si sono estinti in discoteca; è l'indizio della negazione utopica della libertà sessuale. La discoteca è il desiderio orgiastico posto all'orizzonte, la discoteca è l'orgia casta per eccellenza.

mercoledì 11 maggio 2011

Alessandro Bono collection

Alessandro Bono....silenziosamente morto di Aids, artista maledetto in nuce, scalcinato, poetico e malinconico.

Buon interprete italiano della new-wave anglosassone, come nel filmato Di solo amore. E' tutta la notte che nel mio cervello mi perseguita una sua frase: me. Se mi devi cancellare, io mi cancello da me. E questa è la vita, quella che rotola, ma che deve tenerci. La vita di Alessandro, già messa in pericolo di estinzione, che lui ha cantato con strenuo coraggio .

Rotolare, rotolare....c'è sempre un perché. E naturalmente Gabriella Carlucci, col suo acume, pensava che fosse solo un giochino, uno scherzo.








lunedì 9 maggio 2011

Quel lunedì 9 maggio

Quel lunedì 9 maggio in seconda media nel 1989...quando un compagno che io sfottevo sempre mi fece ruzzolare contro lo spigolo di un banco. Sbattei il rigonfiamento osseo dietro l'orecchio, appena dietro il lobo...Sentii delle sirene nella testa.

Poi mi sono sempre chiesto se è quella botta che mi ha fatto "impazzire"..

Stetti tutto il resto della giornata con il ghiaccio addosso, mi sentivo di cristallo, vulnerabilmente esposto a tutto, delicato...ma in fondo stavo bene.

Poteva capitare qualcosa di grave, ma non successe nulla....questa piccola disavventura fu una delle tante che mi ha esposto a quello che sono, a quell'intenditore di musica, di piaceri fantastici che sono.

Le tre V

V come vanitoso
V come viziato

V come vizioso



Questo sono io!



Carlo Lock

domenica 8 maggio 2011

Sognare di pomeriggio

Spesso mi capita di sognare di pomeriggio, durante il cosiddetto "sonnellino"....E quando si sogna ad occhi chiusi di giorno è una corsa estenuante verso un baratro profondo, del quale si desidera la risalita. La stanchezza è pesante come un macigno, ma la si sente tutta, è un dormire profondo che si mantiene vigile nel suo essere profondo.


In queste sabbie mobili oniriche, in questo affossamento neurale, dove il corpo trema e cerca la propria bara nel materasso..c'è lo spazio...lo spazio per una tenue, magra, rinascita...fino alla notte, quando il mio corpo si risveglia, condannato alla morte coatta del sonno.

sabato 7 maggio 2011

I wanna Gianna

Penso che troppe volte si sia discusso tra amici, del tutto impropriamente, sulla bellezza o sulla femminilità di Gianna Nannini (ora in tour e in splendida forma come non mai).

In questo video, creato da un utente di Youtube, emerge la Gianna più bella, come pochi forse l'hanno vista. E' sorprendente come la sua espressione riesca a cambiare a seconda dei look e passi da una ragazza sbarazzina di ambiente alternativo del Nordeuropa, alquanto sexy (0,23, sec e 0,40), a una Letizia Moratti rockettara (1, 19); da modella da rivista patinata (0,52 e 3, 45) a donna in carriera (1,41), fino alla zia maschio-femminista (3,45)

Il tutto col commento musicale di un Non mi lasciare più....non mi lasciare più

domenica 1 maggio 2011

Volemuse Benem

Un'espressione, quella del titolo di oggi 1° maggio, ricavata da un maldestro incrocio tra il latino e il romanesco, nell' affrescare la condizione di questo periodo tra guerre e santità. Il nuovo film di Nanni Moretti (da molti ritenuto rispettoso verso la Chiesa) sembra caduto a fagiolo in questi giorni che odorano di santità, in particolare oggi, con la beatificazione di papa Giovanni Paolo II.

Insomma, siamo un paese di papisti, filo-papisti, baciapile, siamo legati a filo doppio a Berlusconi e al papa, tra il sacro e il profano. In mezzo c'è il "santo" Moretti, che con Habemus Papam, ha mistificato il ruolo di molti cardinali, riportandoli al comune mortale "sentire". Insomma, diciamola tutta: i preti sono uomini che pregano per non essere eletti pontefici, che vorrebbero svagarsi, che a volte si rendono conto essi stessi dell'assurdità e della rigidità delle loro regole e gerarchie. Quindi, mentre c'è una parte della popolazione che si eleva in preghiera nel ricordo di Karol Wojtila, un'altra ride e riflette con Moretti, osservando le gesta di un papa in crisi, immaginario (Michel Piccoli) che, insofferente e pauroso del ruolo di pontefice fattosi assegnare, fugge da tutto, si mescola tra la gente. E tutto sommato l'arguzia del film si fa notare in questo contrasto tra "alto" e "basso", "sacro" e "terreno", con il papa in abiti civili che si confonde tra la massa, in tram, nei suoi momenti di tenerezza e di consapevolezza verso ciò che sta lentamente autodistruggendo. Non è la prima volta che la figura del papa viene forzata in un senso demistificatorio (vedi Il pap'occhio di Renzo Arbore), ma è chiaro che se ciò è avvenuto contribuisce a una seria riflessione sul vaticanismo italiano. E Moretti, nel suo stile di sempre, non rinuncia a far esplodere queste contraddizioni presentandosi come uno psicologo materialista che deve ascoltare il papa in una seduta che dovrebbe essere individuale ma diventa collettiva per l'ingerenza cardinalizia onnipresente. La ricchezza, il prestigio, la sacralità ci pongono in una condizione di lontananza dalla terra, fino ad arrivare all'imbarazzo della perdita di una qualsiasi autonomia. Ogni tanto ci vuole pur sempre un colpo che spiazza, una spintarella verso il ridicolo..Insomma, mentre Nanni Moretti sembra essere tornato alla commedia di un tempo, tra di noi però si continua a pregare, per la fine di una guerra, perché il mondo cambi. Spesso anche il semplice andare al cinema ti impone da che parte stare...Oggi, come un tempo, ognuno ha la sua da dire e ognuno deve scegliere se stare da una parte o da un'altra. Io vorrei a volte non prendere posizione, allontanarmi, come del resto fa il nostro papa Michel Piccoli, rinviando ogni giorno che passa la decisione di presentarsi alla corte dei fedeli e come fanno molti italiani che già a priori (sbagliando questa volta) scelgono di non votare nessuno.

Ma forse la chiave di tutto è "Volemuse benem"....