mercoledì 27 aprile 2011

Calvizia e amicizia

Perdeva gli amici come i capelli, senza volerlo...
e li vedeva per terra, nel suo pettine, in ogni momento della giornata.
I suoi amici "secchi".

martedì 26 aprile 2011

Il giallo della vita

E' mai capitato a qualcuno di sentirsi bloccati nella vita?
Questa stupefacente quanto odiosa sensazione di sentirsi condannati in questo spazio aperto senza confini...
senza il coraggio di sottrarvisi,
nemmeno un intervallo tra primo e secondo tempo.
Si respira ma non si arriva alla fine, si gioisce o si trema.
Mi piacciono i gialli perché voglio scoprire l'assassino...
Ma quello della mia vita non lo potrò vedere in faccia
avrò già gli occhi serrati.

I coccodrilli

I coccodrilli piangono
dopo le feste
piangono sulle carte per terra
piangono dopo il sesso
piangono dentro il cesso.
C'è sempre malinconia dopo l'abbondanza
pancia piena
soldi che vanno
seme disperso.
I coccodrilli piangono
dopo le feste
come i puttanieri
come i giocatori
come chi vuole ingoiarsi l'esistenza
e viverci sopra, ballando sopra un cubo.
C'è sempre malinconia nelle strade in ferie.

domenica 24 aprile 2011

Video del giorno

Buona Pasqua con un video di "nu-disco", la nuova italo-disco del 2011.
Musica dello "svensk producer" Johan Agebjörn.


http://www.youtube.com/watch?v=FizsJ0OVCpE

sabato 23 aprile 2011

Le bambine tristi

Osservo incuriosito le bambine tristi,
cinque anni, caschetto biondo,
con un peluche o un pupazzo che ciondola dalle mani,
un cavallino, un orsacchiotto o un bambolotto.
Per loro quelle creature sono tutto,
il loro mondo....
mentre la mano di un genitore le trascina
e con la voce cercano di addolcire loro la realtà.
Queste piccole camminano
con goffi passi
sono tenere,
così tristi, così vulnerabili....
ogni tanto sorridono
prima che le lacrime deformino il loro viso,
basta una caduta, un rimprovero,
lacrime facili.
Ma l'orsacchiotto è la loro vita....
com'è bello l'orsacchiotto!
Penso a quanta crudeltà c'è verso l'infanzia....
il mondo è crudele.


mercoledì 20 aprile 2011

Stefania

Stefania è una bella studentessa di 24 anni, prossima alla laurea in giurisprudenza. Mi dà sempre del lei, nonostante, io le ripeta sempre di darmi del tu, a 35 anni non mi sento ancora vecchio.
Ma lei, imperterrita, continua col suo "buongiorno", "salve"...La incontro sempre fuori dalle aule, nei corridoi che legge, studia, coi suoi occhi verdi, il suo profumo, il suo sguardo di ghiaccio che si ammorbidisce solo quando vede il fidanzato, che segue come un cagnolino.
E come un cagnolino lei sta fuori dalla porta, ad aspettare....aspetta.....aspetta che il fidanzato di Lettere moderne finisca la lezione, due saluti, qualche bacio caldo e poi lui cambia aula si infila in un'altra. E lei, Stefania, cambia corridoio. Non penso sia capace di stare lontana dal suo "bello".
E mentre io spesso le ripeto: "se fossi la mia ragazza sarei l'uomo più felice del mondo" e lei fa finta di nulla, penso che non c'è migliore amore del suo. Oggi quando lui è uscito lei era radiosa, con una coda invisibile scodinzolante, la sua unica ragione di vita era vederlo in quei cinque minuti, tra un codice legislativo e un altro.
Amore, che bello l'amore...Sì, ma vorrei sapere se la reciprocità c'è. Lui farà altrettanto per lei? Quasi quasi settimana prossima lo fermo e glielo chiedo: "Scusa, ma la reciprocità dov'è? Esiste? Hai mai sentito questo concetto? Tu hai mai fatto qualche corridoio per lei? Eh, caro mio è importante la reciprocità....O tu forse sei uno di quelli che vuole la pappa pronta e si accontenta di un bacio, poi lascia a casa la fidanzata per la partita....vero, tu forse sei uno di quelli.....ti ho già inquadrato a te".
La mia voce si sta trasformando in quella di Michele Apicella-Nanni Moretti, l'avete capito. Mi commuove e mi esalta Apicella, perché lui non si limita ad osservare la gente come faccio io, lui parla, espone, cerca di sdrammatizzare questa solitudine soffocante, cerca di aprire il ghetto delle relazioni chiuse.
Ora, buona notte.
Carlo Lock

Pro e contro

L'ansia si attua dal corto circuito dei pro e dei contro....quando i pro e i contro vanno per conto loro e la decisione è un traguardo lontano, ecco, allora siamo veramente nei guai.
Quando non siamo noi ad attraversare un sentiero ma è il sentiero ad attraversare noi il peso della confusione diventa protagonista e la decisione sempre più lontana....

Carlo Lock

domenica 17 aprile 2011

Amiche basta

Ho troppe amiche, basta.
Non credo all'amicizia perenne tra un uomo e una donna, basta.

La scopata deve piombare dal cielo....

i muri si devono abbattere

non devi piangerci sopra, io non sono muro.

Ho troppe amiche, basta,

come vestiti che non metto più...

belli certo...

ma non vanno più bene.

Mi dispiace buttarli.

Ho paura delle amiche, basta....

Ho troppe amiche, basta...

Incontri che segnano: Giorgio

Credo nella fatalità degli incontri, penso che la vita abbia una forma attraverso gli incontri. Senza l' Incontro (anche non sacro e spirituale) esiste solo dispersione vana. L'incontro serve per orientarci, l'esplorazione dell'altro ci stimola verso un "oltre" (bella, l'assonanza "oltre-altro", no?); spesso questi incontri hanno un ruolo preciso e chiaro nella nostra esistenza (un professore, un sacerdote, uno psicologo, l'amico del cuore o il fidanzato, la persona che magari ci raccomanda su un posto di lavoro), altre volte si tratta di incontri enigmatici o che tentano di parlarci con un linguaggio criptico, di difficile decifrazione. Parliamo sempre e comunque di incontri che segnano in un modo o nell'altro la nostra esistenza, non solo nel bene ma anche nel male. E' certo che quando una persona non passa inosservata, magari ci entra in sogno spesso, la si ricorda spessissimo..bè, allora questa persona ha forse per noi anche un significato occulto, soprattutto se per noi e con noi non ha avuto delle relazioni profonde e confidenziali.

E' il caso di un uomo, Giorgio, dovrebbe essere del 1951, se non ricordo male, Giorgio che in gioventù decide di entrare a far parte di una cooperativa di ambulanze e poi ci è rimasto tutta la vita, diventandone un dipendente e poi uno dei responsabili.

Parecchi anni fa decisi di entrare a far parte di questa Onlus...Ci entrai perché il giornalino universitario mi chiese di fare un'intervista in occasione dei vent'anni dell'associazione..Allora mi accordai con lui, che avevo già visto spesso in zona, abitando io vicino alla sede e conoscendo una persona che era dentro. Lui era il "capo", qualcuno lo odiava e qualcuno lo amava alla follia, come spesso succede. Io ero di quelli che lo amava alla follia, fin dal primo giorno. Ricordo che quel pomeriggio di maggio, un po' caldino, andai all'appuntamento dopo avere visto un film porno. Giorgio, sulla quarantina, mi doveva parlare dell'associazione, della sua storia, mi ricevette con una "polo" nera (tipo Lacoste)...Rimasi colpito da uno strano fascino giocato sull'ambiguità, da un lato un uomo forte, militaresco (potrebbe essere stato anche un commissario di polizia), dall'altro l'aspetto raffinato del laureato, borghese, unito a una straordinaria capacità di far sentire al prossimo la sua empatia. Assomigliava molto, fisicamente, a Renato Vallanzasca, ma con qualche tratto di Giancarlo Giannini anziano, con due occhi azzurri enigmatici, un po' birichini, i baffetti. Era una persona che poteva passare da un'educazione irreprensibile a dire a qualcuno: "Ti spacco il culo".

Quando decisi di entrare a far parte della Onlus, lui mi disse: "Io sono qui, quando hai bisogno ci sono"....Un'altra frase che mi colpì fu: "Ti aiutiamo noi"....

"Ti aiutiamo noi" alla mia domanda: "Ma come si fa a dimenticarsi di certe tragedie, quando si svolge il vostro lavoro?"

Poi mi parlò anche del TSO, della perizia necroscopica e aggiunse che spesso dopo un turno era consigliabile passare una serata insieme ai colleghi, non andarsene a casa solo....

Però Giorgio è rimasto là, appeso alla mia memoria, come un fantasma....me ne andai dalla Onlus, non sopportavo la mediocrità dei suoi sottoposti...se avevo un problema, nella realtà, dovevo parlare con gli altri, non con Giorgio.....Giorgio mi aveva promesso una cosa, gli altri dicevano che non era vero; Giorgio mi proibì di portare il codino in servizio, da lui lo accettavo, ma da uno stronzo qualsiasi no. Non so perché, ma lui avrebbe capito anche problemi di donne, era un tipo a cui piacevano da morire le donne, l'ho sempre pensato.

E se lui leggesse tutto questo...non si ricorderebbe neanche di me.

E' buffo pensare che esistono queste persone che ti rimangono dentro una vita, ma al contempo, loro stesse non sanno neanche chi sei.

Insomma, Giorgio è diventata una figura leggendaria, mitizzata....Lo tengo a distanza, anche se vorrei un giorno tornare a lavorare con lui, sapere come sta, tornare a vederlo.

Forse c'è l'innocenza dell'artista o del bambino in tutto questo, c'è la ricerca simbolica di un padre...non so spiegare....Sono tante gli incontri che segnano, insomma oggi ho voluto parlare di questo, ma non è né il primo né l'ultimo.

domenica 10 aprile 2011

Fenomenologia dell'interesse umano

Un interesse erotico-affettivo da persona a persona è autentico quando richiama e risveglia a una certa forma di responsabilità. Interessare a qualcuno, afferrare un interesse patito è come una chiamata alla quale bisogna rispondere velocemente e subito. Questa "chiamata" in genere disarma, provoca spaesamento. Viceversa, un finto interesse creduto tale (un "falso positivo") c'è ma è all'orizzonte, disperso da qualche parte, è debole, dubbioso, incerto, fa sognare ma non stupisce, non è violento come un colpo di pistola. La pazienza, il differimento sono i semplici "sintomi" di un falso positivo, di una persona che in fondo non è interessata, non ci ama, è solo cordiale.

In questo secondo caso l'interesse è solo dentro di noi, non esiste fuori. Coviamo il falso a dispetto del vero. La manipolazione volontaria di questo interesse falso è un espediente per non essere uccisi dalla verità. La verità fa sempre male, ma abbiamo bisogno di credere, di mentire, di sognare per "ammortizzarci" almeno un po'.


Carlo Lock

lunedì 4 aprile 2011

Vasco Rossi, Nietzsche e i burini

Penso di aver capito qual è uno dei tanti meriti di Vasco Rossi, dopo aver ascoltato diverse sue interviste rilasciate in occasione dell'uscita del recente album Vivere o niente: Vasco ha insegnato Nietzsche ai "burini", ai "coatti". Sì, perché Vasco è un nitzscheano, ma forse in pochi lo sanno (e magari nemmeno lui).

Crede che la vita non sia un dono, ma un "caso" e che crede che le religioni siano favole. Porta avanti da trent'anni un discorso superomistico dell'esagerazione, in cui l'uomo è responsabile di se stesso e dei propri guai, deve vivere la vita fino in fondo con uno spirito dionisiaco, è favorevole alla trasgressione come strumento di libertà contro chi impone regole dall'esterno.

Esiste un nietszcheano più nietzscheano di lui?

E' bello scovare filosofi senza che essi sappiano di esserlo, non c'è dubbio.

Per cui i burini nietzscheani hanno il dovere di continuare ad ascoltare Vasco Rossi (burini e non solo burini)

venerdì 1 aprile 2011

Far l'amore nel Novecento

Coltivo da sempre un'ossessione, quella di una nostalgia retroattiva sulle impressioni da letto. Vale a dire: ma com'era fare l'amore nei decenni dell'ultimo secolo in Italia?

Andiamo per esclusione: negli anni delle due guerre mondiali a malapena si faceva l'amore per fare i figli, l'angoscia e la preoccupazione per il presente e il futuro non lasciavano spazio ad altro, le priorità massime per l'uomo erano la fame e la casa, non certo il sesso.

Anni '20 e '30? Non cambiava di molto la faccenda, si faceva l'amore per fare i figli, su volere del Duce. I più "viziosi" e gaudenti andavano nei bordelli, ma tutto era altamente squallido per la doppia morale che allora regnava.

Anni '40 e '50? Le ragazze dovevano essere accompagnate a casa dai fratelli, i padri spiavano dalla finestra, c'era la Democrazia Cristiana imperante. Un sesso di merda, frettoloso, quasi non praticato.

Anni '60? Già qualcosa migliora....comincia a circolare la pillola nei Paesi nordeuropei, il clima è più disteso, ma ancora manca qualcosa.....L'adulterio è ancora reato, esiste ancora il delitto d'onore. L'ingenuità dei giovani è alta, c'è romanticismo, ma qualcosa manca....

Anni '70?Il clima culturale è promettente, di fatto la liberazione sessuale è attuata, il femminismo prende voce e piede, si cominciano a prendere in considerazione le orge, i vibratori, il romanticismo per la prima volta viene offuscato in certi aspetti. Però...però tra bombe molotov e collettivi politici, gli Intillimani, la sinistra parlamentare organica e le sue elucubrazioni...insomma.....si vive un po' di troppo di testa e meno di cuore e di istinto.

Anni '80? L' Italia si modernizza, diventa elettronica,colorata, segue l' onda dell' Europa e dell' America, ma mantiene ancora i romanticismi, un sano individualismo. Dall' Inghilterra si comincia a sdoganare il sado-maso e il fetish. Come negli anni Sessanta, anche negli anni Ottanta la musica popolare è un'ottima colonna sonora per i momenti d'amore. Ormai si diffonde quell'approccio adolescenziale al sesso, fatto di libertà, piccole trasgressioni, sperimentazioni, di smodatezza...ma soprattutto ancora romanticismo.

Lo "stronzismo" femminile e maschile, nato negli anni Settanta, è però già affermato ed è sempre in agguato, è l'altra faccia della medaglia.

Anni '90? Sono gli anni dell' Aids, svanisce il romanticismo, aumenta l'individualismo, lo stronzismo e il menefreghismo. L'approccio adolescenziale si ramifica e si estremizza. Una catastrofe su tutti i fronti. Non c'è più la poesia del momento d'amore. Le "perversioni" degli anni Settanta e Ottanta torneranno ad essere protagoniste dal 2000 in poi, decenni di una nuova apertura, ma anche di chiusura per l'incapacità di dare dei confini a ogni aspetto della realtà. Qualunque cosa non può travasare, deve reggersi su un delicato equilibrio.

CONCLUSIONE: Gli anni migliori sono gli anni '80!!!!

A complemento un piccolo assaggio di sound 80s, un brano disco di Stefano Pulga, lento, ossessivo, ma carismatico e profondo....Adatto per sculettare bene prima di concludere la serata in qualche attico del centro....