sabato 26 febbraio 2011

Video del giorno

Un inno al Nord, cantato dal cantautore Goran Kuzminac.


mercoledì 23 febbraio 2011

L'ascolto di un'ambulanza

L'ascolto di un'ambulanza per strada ci fa perdere qualsiasi riferimento temporale ed esistenziale.
L'ambulanza è una sospensione, un'aritmia di questo grande cuore cittadino.

Carlo Lock

martedì 22 febbraio 2011

La malinconia ermetica

La malinconia mi attraversa...
e respingo il vento.

Carlo Lock

domenica 20 febbraio 2011

Luci a Sanremo

Si può dire qualsiasi cosa su Sanremo....eppure da quel palcoscenico ci sono passati tutti o quasi, quest'anno anche due artisti storicamente refrattari a quel tipo di manifestazione nazional-popolare, Franco Battiato e Roberto Vecchioni.
Nessuno avrebbe mai scommesso una ventina d'anni fa che Vecchioni si fosse trovato sul podio baciato da Belen e da Canalis con il trofeo da vincitore. La sua presenza precedente al Festival nel lontano 1973 con L'uomo che si gioca il cielo a dadi, è sempre stata giustificata come una presenza casuale, ingombrante. Ora, invece, non si può parlare soltanto di una banale partecipazione improvvisata, ma di una vittoria, e per giunta meritata. Perché Chiamami ancora amore è la tipica canzone sanremese che tutti si sarebbero aspettati, ma al contempo ha il marchio di fabbrica "Vecchioni", lirica, vibrante, melodrammatica, d'autore.
Un Vecchioni che si porta dietro un decennio di sperimentalismo con la musica colta, un Vecchioni che volutamente ha abbandondato certe sonorità più spigliate, più rock per assumere sempre di più il ruolo di chansonnier.
Il testo è sanremese per la sua retorica, ma poetico e profondo dal punto di vista della canzone d'autore. Un testo epocale che merita di rimanere negli annali della musica italiana, non particolarmente per una qualità superlativa, ma perché attraverso le note testimonia in modo convincente questo nostro momento storico.
Le "luci a Sanremo" si abbassino ora......


I tempi degli amori di carta

Sono passati i tempi in cui ci si innamorava del divo televisivo, dell'attrice, dell'attore, della modella, del cantante...Spesso mi chiedo ancora come sia stato possibile innamorarsi di persone così distanti, personaggi pubblici certamente, ma in pasto a tutti, sulla bocca di tutti.....insomma prostituti d'immagine e perdipiù con una vita privata lontana anni luce da quella di uno studente, di un impiegato. Eppure è successo a tutti, almeno una volta nella vita, suvvia, ci si spinge anche ad amare i personaggi dei cartoni animati. Insomma, ci batte il cuore, l'importante però è che questo cuore batta, no?
Un mio amico si era innamorato di Ambra Angiolini, le recapitava i biglietti d'amore sotto lo zerbino di casa, sognava un futuro con lei; un altro di una ragazza del gruppo pop delle Tatu...e poi chissà quante ragazze non hanno dormito per Ricky Martin o per Simon Le Bon. Io di chi mi sono innamorato? Di Candy Candy all'inizio.....poi anche di Eleonora Giorgi, però in fondo, non ho avuto mai questi amori così folli per la gente di carta. Erano amori sì, ma non così folli...forse li ho avuti per la gente in carne ed ossa, ma era gente così irraggiungibile per me che mi sembrava proprio di amare un divo e di questa gente diventavo quasi feticista. Chi se ne fotte della dignità, dell'orgoglio....se si sospira, se batte il cuore e tira il cazzo va sempre tutto bene, no?
Ho amato/amo una ragazza di nome Pamela....per me è stato come amare Pamela Anderson, tanto di Pamela sempre si tratta e in più era anche bionda.
Ma tutto questo per dire che ieri sera sono stato folgorato da Avril Lavigne, la cantante canadese...Però tutto sommato una Avril putativa nella realtà, la troviamo no? Che dite mi compro un poster? Però tutto sommato della sua musica m'importa poco, il brano sanremese non era male, ma il sound della sua produzione è più vicino a quel teen-pop commerciale, finto rock con l'impiego frequente di drum-machine. Bleah!!!
Magnifica e beata innocenza.....grande, scomposta e irriverente ironia di Carlo Lock!
Torniamo al nostro mondo. No, io non riuscirò mai ad innamorarmi seriamente di una diva dello spettacolo. Però vi faccio ammirare questa Avril, non è male, dai....



sabato 19 febbraio 2011

Il furto divino

Spesso avere fede comporta fatica. La sfida è continuare a credere, nonostante le sue grandi contraddizioni.
Come si può rispettare il comandamento "non rubare", quando è Dio che commette spesso molti furti nella nostra vita? Ruba l'infanzia ai bambini abusati o traumatizzati dalle guerre, ma può rubare anche l'adolescenza.
A me Dio ha rubato l'adolescenza. Però una cosa è certa: Dio non ruba mai l'età adulta....Ti ritrovi a un certo punto, diventi grande d'un botto, la gente chiede da te delle cose a cui tu non sai dare una risposta o non sai soddisfare. Non esiste mai il caso di un' "adultità" rubata. Forse il caso più vero, ma anche più triste è la vita di un disabile, a cui forse è stata rubata sia l'adolescenza che l' "adultità", un furto in un'unica soluzione.
La vecchiaia è l'unica cosa certa, è forse il cerchio che chiude e che si ricongiunge all'infanzia. Insomma, i lati estremi della vita sono affascinanti, nasci e sei curioso, ti prepari alla vita in terra, invecchi e sei curioso, ti prepari a un'altra vita o comunque a un passaggio di stato. E in più se hai giocato male le tue carte, puoi sempre dire, "almeno questo mondo lo saluto".
E se Dio ci rubasse anche il piacere di morire, prospettandoci di nuovo dei tormenti?

mercoledì 16 febbraio 2011

Video: "Fuga in sogno"

La canzone che vi propongo oggi è di Umberto Tozzi. No, aspettate....secondo me non la conoscete per niente, eppure è comunque da riscoprire e non è un caso che lo stesso cantante l'abbia inserita riarrangiata nel suo più recente "the best".
Fuga in sogno è il titolo, mi piace perché è una delle canzoni-manifesto di uno dei periodi più bui di Tozzi, tratta dal "famoso" non-famoso album Hurrah! un po' boicottato dall'autore, forse perché, a suo dire, colpevole di aver visto la luce in un momento non particolarmente fortunato di crisi creativa, a cui si erano aggiunte vicessitudini personali di carattere sentimentale.
Era il 1984, Tozzi aveva 32 anni, una voce che già cominciava a perdere smalto, ma tuttavia, non priva del tutto di meravigliosi slanci vocali e si cavalcava le leggere sonorità elettroniche 80s ed un neo-romanticismo.
Fuga in sogno ha tutto il sapore di una fuga romantica, una techno-corsa in cui convivono melodia e rock miscelati sapientemente come solo un tempo si sapeva fare, dolore e speranza.

Fuga in sogno, fuga verso te
fiorirà nel legno di una notte blu
il bisogno di abbracciare chi non c'è/da non poterne più.

Di seguito entrambi le versioni, quella del 1984 e quella del 2010. Quale preferite?





lunedì 14 febbraio 2011

Poesia di San Valentino

Ippopotamo di dolcezza
con un grande cuore
che batte dentro quelle tettone.
Non offenderti se ti chiamo ippopotamo,
ippopotamo di dolcezza
vola in alto,
goffamente,
spargi il sangue profumato
il profumo dorato
la tua fanghiglia cioccolato.
Cuscinone di tenerezza
ippopotamo di dolcezza
voglio amarti tutta intera
.

Viventi schifosi

I viventi mi fanno schifo perché marciscono e deperiscono, hanno dentro quotidianamente il putridume immondo del cibo masticato e digerito. E poi gli uomini devono fare anche finta di non averlo, si nascondono nei cessi per non farsi sentire, per non farsi odorare.
Ma volete mettere quanto sia più elegante, più perfetto e splendidamente più pulito un pezzo di plastica?
La plastica non mente, non piange, non puzza.

sabato 12 febbraio 2011

Dopo l'infanzia

La separazione dall'infanzia è un processo che ci avvicina in modo inesorabile all'evento dell'umiliazione e dell'autoriflessione.

Carlo Lock

giovedì 10 febbraio 2011

Un taglio netto

Non litigo mai....però quando capita ci vuole poco per liquidare le persone, non perdo neanche tempo, sento dentro di me che non è più il caso di chiacchierare, di ribattere, ma di mandare a cagare. In particolare liquido le persone che giudicano con sarcasmo, che ti prendono sui punti più deboli, che sputtanano dall'alto della loro saggezza (finta saggezza), dai loro ipocriti moralismi. Detesto le persone volgari e insipide, grossolane e vigliacche, gente che soprattutto non ama mettersi in discussione.
Non litigo mai, però quando elimino le persone, chiudo per sempre, non do più possibilità, nessuna speranza. E' difficile riconquistare una persona dopo aver perduto la propria reputazione o aver deluso cocentemente qualcuno.
Posso diventare cattivissimo, non faccio sconti, umilio in modo sottile.
Lo devo fare perché molte persone sono così superficiali da non rendersi conto che con una loro parola possono far star male una persona per giorni e giorni.
Mi è giunta questa frase, non è mia, non so di chi sia, però è veritiera: ci vogliono anni per costruire una parvenza di felicità, dell'autostima e poi un paio di secondi per distruggerla.
Certa gente gioca male le sue carte con me e quindi non ci sarà più un punto di ritorno. Diciamo che però questo succede raramente, mi è capitato di eliminare così al massimo due persone nell'arco di vent'anni.
Basta, arrivi a un punto che non è possibile continuare, in cui non bastano più le parole, non bastano scuse, non basta più nulla.
Zac! Taglio netto e fine di ogni cosa.
Oggi zac, dopo anni, un altro taglio netto.....ma in fondo sono contento.

Gianna Nannini: top quotes

In ordine sparso alcune frasi cantate o dette da Gianna Nannini, a mio avviso le migliori e credetemi è stato difficile scegliere, ce ne sarebbero state molte di più. Sono citazioni poetiche più o meno note, ma soprattutto slogan di impatto e d'effetto, che riassumono molto bene l'universo creativo di questa rocker, attraverso tutta la sua carriera.


- Non mi accontento....e godo (ghigno satanico)
(da Principe azzurro, album X forza e x amore, 1993)

-Per me il rock è quando me ne sono andata di casa
(da Fabio Fazio, Che tempo che fa, Raitre, puntata del 5 febbraio 2011)

-Solitudini che s'incontrano in un bosco di pensieri, si toccano e si scambiano il domani
(da Io Bobby e McGee, album California, 1979)

-Dammi il tempo di morire in un bacio troppo breve
(da Seduzione, album Profumo, 1986)

- Nasce a caso da un'infanzia di preghiera una domanda: se nel bisogno di carezze c'è la voglia di violenza
(
da Ad occhi aperti, album G.N, 1981)

-Basterà chiamarlo amore, anche se non ha il suo stile
(da Amore amore, album, Latin lover 1982)

-Scende dalle minigonne l'uniforme dei marines
(da Hey bionda, album Malafemmina, 1988)

Nella tua bocca in un angolo....è là che mi spoglierò....Voglio fare l'amore tutto quanto il giorno
(da Voglio fare l'amore, album Malafemmina, 1988)

E la solidarietà fa bene come la solitudine sui tram. Tra soldi, lacrime e catrame mi godo questo mondo infame.
(da Radio baccano, album X forza e x amore, 1993)

Quante gridi nuovi nella gola, nelle strade/siamo fermi tutti fermi a un desiderio
(da Indiana, album Scandalo, 1990)

-Quella donna con la faccia da Madonna, te la trasfiguro io e ti faccio così...Jawohl
(da completare a scelta con gestacci a piacere)
(da Madonna-Welt, album Scandalo, 1990)

- Questo amore è una camera a gas
(da Fotoromanza, album Puzzle, 1984)

-Regalami una bombola del gas per domani che devo cucinarti /Regalami un martello che stanotte ti pianto io
(da Bomboloni, album omonimo, 1996)

-Siamo andati in culo al mondo ma ci sei finito dentro e ci son venuta anch'io, che mi son venduta a Dio per non esserti lontano in un giorno disumano
(da Un giorno disumano, album Cuore, 1998)

- Oh mi son sentita sciogliere sulla mia bocca il sole, l'oro e l'argento/meraviglia che cresce chiara e trasparente per colpa di quel bacio delinquente

(da Bacio fondente, album Cuore, 1998)

-Meravigliosa creatura sei sola al mondo/Meravigliosa paura di averti accanto/Occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore
(da Meravigliosa creatura, album Dispetto, 1995)

- Mi cammini, mi cambi, mi produci anche i sogni/Mi fai essere stereo
(da Primadonna, album Latin lover, 1982)

-Voglio sedermi in cima al tuo vulcano/ Io ti amo!!!

(da Io senza te, album X forza e x amore, 1993)

-Buttala al vento la vita/truccala come una partita
(da Siamo nella merda, album Giannadream, 2009)

-Sogno per vivere, è tutto quello che ho/Voglio sorridere fino alla fine

(da Sogno per vivere, album Giannadream, 2009)

-Voglio uno scandalo io e te e tutti i figli tuoi!
(da Scandalo, album omonimo, 1990)

-Io per te mi dissanguo, va bene così/Mi trascino nel fango, devi dirmi di sì
(da Per dispetto, album Dispetto, 1995)

-Voglio il tuo profumo/No, ti prego non ti insaponare se nella notte hai ancora un brivido animale
(da Profumo, album omonimo, 1986)

- Amor che bello darsi al mondo quando quest'alba esploderà/Vivrò nel fuoco di una stella per lasciare con te la terra
(da Ogni tanto, album Io e te, 2011)

martedì 8 febbraio 2011

Il sogno romanzato di "Beautiful"

La sala parrocchiale era gremita di folla, si aspettava il film del pomeriggio ed io ero là, più grande, come teletrasportato, in mezzo a sedicenni, quindicenni, mamme, padri, i popcorn, un ambiente buonista, casalingo-rassicurante: troppo per i miei gusti!
Mia cugina era cresciuta a latte e oratorio, tutte le sue amiche le ha fatte lì, ma ancora non ha un ragazzo, ha quasi trent'anni. Che orrore! Si trucca poco, non si lava i capelli, sembra un maschiaccio o meglio uno scimpanzé...però a volte quando vuole (ma proprio quando vuole) si sistema meglio.
Ora si trovava a qualche posto da me e si stava baciando con un ragazzo....mi sembrava così innaturale vedere quella scena, come un bambino piccolo che osserva i propri genitori fare l'amore, in più mi sentivo triste perché ero svuotato, triste perché solo, del tutto incapace di comprendere perché quella strana e bizzarra sorte mi avesse riportato lì, nel luogo più odiato della mia vita, la sala parrocchiale dell'oratorio, quando andavo al cinema sperando di incontrare qualcuno, sperando che qualcuno mi dicesse "ciao" o volesse giocare con me. Invece no, non succedeva nulla. Dopo vent'anni c'è sempre la stessa gente cresciuta, ma sempre uguale...il livello di stronzaggine e di indifferenza è rimasta la stessa. "Speriamo sia almeno bello il film", mi dico.
Succede spesso che quando ci si annoia si punta al banchetto, al mangiare oppure al film, si cerca di fare in modo di estraniarsi, di essere veramente soli anche in mezzo alla gente.
Inspiegabilmente si siede vicino a me una ragazzina, una bellissima ragazzina....mamma quanto è bella, non ci posso credere, è sola, anche lei sola come me....seria, serissima, come me, in attesa del film. La guardo e la riguardo, ha un caschetto biondo, alla francese, un rossetto fucsia, una pelle leggera, un po' incipriata, mi sembra fragile ed eterea come un angelo, vorrei affondare la mia carne dentro di lei per farla evaporare, entrare dentro di lei per sparire da questa fottuta sala di oratorio. Uscire insieme e volare.
"Come ti chiami?.....Ehi, dico a te come ti chiami?"
E' la sua voce che mi desta. Non posso credere che si sia rivolta a me, io le rispondo, poi lei mi dice il suo nome, "Beautiful"
"Mi chiamo Beautiful"
Il motivo è banale, non è inglese o americana, ma ai suoi piaceva l'omonima soap.
"Certo che chiamare una figlia Beautiful è una bella responsabilità....bisogna capire dai primi vagiti, dai primi rozzi tratti se diventerà veramente una bella donna"
"Secondo te io sono Beautiful anche di fatto?"
"Sì, sei veramente 'Beautiful', i tuoi genitori hanno scelto il nome giusto"
"Grazie!"
E dopo il ringraziamento, silenzio..mi attacco al film, chiedo che film sarà....lei mi dice il titolo, ma lo perdo subito di mente, sono ammaliato da questa lolita, dalla sua sincera bellezza.
"Quanti anni hai Beautiful?"
"18"
Ma io non credo che ha 18 anni, ne ha qualcuno di meno.....sì, sicuramente qualcuno di meno.
Vorrei sapere ancora qualcosa di lei, ma lei mi blocca subito: "Facciamo come succede nei film americani?"
"Cioè?"
"Che due ragazzi al cinema si baciano, no? Mica guardano il film!"
Rimango interdetto, non sono abituato a un linguaggio così diretto. Lei si sta proponendo a me, sicuro!!
"Se sono veramente beautiful me lo devi dimostrare coi fatti".
Senza capire, senza volere, mi ritrovo avvinghiato a questa ragazzina, Beautiful, sulle poltrone del cinema dell'oratorio, non ho paura di essere guardato, l'attrazione per lei è come uno stupefacente, sento il suo respiro dentro di me, il solito sapore di carne che avverto in tutte le ragazze piuttosto giovani, osservo i suoi occhi che si staccano dal mio viso per un momento, la sua bocca piegata dal sorriso, i suoi occhi parlano e di nuovo un bacino. Ancora un bacino sulla bocca....Bacino + bacino + bacino finisce in un bacione violento, possente, colloso, vischioso, senza fiato.....Dio mio, che mi sta succedendo? Mi sento il cuore che va in pezzi. Sono in un cinema, sono solo in un cinema....sputo in bocca a Beautiful per la tensione, con impeto e goduria, lei non se ne accorge neanche, Freud ha spesso parlato di oggetto d'amore anche come oggetto di distruzione, perché vive in noi la sinistra pulsione di morte....Poi la prendo per il collo, la accarezzo, la scuoto, cerco un tentativo di violenza, cerco di distruggerla...Il suo caschetto biondo, il suo profumo m'inebriano, i suoi panta-collant bianchi, i suoi stivaletti....Poi parliamo mentre ci baciamo, tra un sospiro e l'altro, a bassa voce, con la sala che ormai è buia. E' bello parlarsi mentre ci si bacia, interrompersi, sentire la modulazione della voce che si flette, che non rimane in piedi e non resiste alla libidine. Arrivi a un punto che non è possibile parlare...Poi intanto ti chiedi se lei si sta bagnando, se ha le mutandine bagnate per tutta quella foga. Forse sì...e mentre te lo chiedi vorresti andare a controllare, prima con le mani, poi, magari, anche con la lingua.
Ma non si può....siamo all'oratorio. Ma che scherziamo? In un oratorio! In un cinema normale che si rispetti si andrebbe in un cesso, una ragazza sbattuta contro una parete, le mani decise di un uomo che sfilano i panta-collant giù verso il basso e poi via con le danze....fotterla contro il muro, nell'odore del piscio rancido.
E mentre penso a queste cose, sento una voce...qualcuno che ci ha notati. Eh sì, qualcuno ci ha notati, purtroppo, era inevitabile. Un giovinastro, di quelli che si trovano all'oratorio, parla con l'accento romano. "A' coso, nun è che te stai a allargà un po' troppo, mò?"
Capisco che sono fritto.....Capisco che è il ragazzino di Beautiful....eh sì...lei è una brava ragazza, frequenta l'oratorio e s'è scelta il ragazzino giusto, quello con cui si deve sposare.
Ma è un bravo ragazzo, l'aspetto non conta, non mi farà del male....io sono un signore rispettabile, insomma, ho superato i trent'anni. Insomma, basta che alzi la voce e lo metto a posto, anche se lui ha ragione da vendere, è chiaro.
Cerco di scusarmi....ma ecco vedete, quello che ho pensato prima, di andare al cesso, era un pensiero premonitore. Sì, perché il giovinastro m'invita al cesso, il cesso dell'oratorio. E chiama anche Beautiful naturalmente, che non dice nulla per giustificarsi o per difendermi.
Vuole fare due chiacchiere con me.....ma io non ho paura di due chiacchiere, ma neanche delle botte, ci mancherebbe altro.
Nessuno si accorge di noi, dei nostri movimenti. Siamo ora nell'atrio del cesso, davanti al lavabo.
"Che non ti riveda mai più con la mia ragazza, intesi?", ora il pischello parla italiano.
Io non so cosa rispondere, annuisco.
"Bene e ora ti benedico fratello, come ci ha insegnato don Livio"
Non faccio in tempo a dire nulla che.....
"Nel nome del Padre...." Smash! Un cazzotto sul lato sinistro della fronte.
"....del figlio" Smash! Un cazzotto sulla spalla sinistra
" e dello spirito santo!" Smash! Un cazzotto sulla spalla destra.
AMEN!!!!! Sull'amen quasi svengo...il cazzotto arriva dritto sulla bocca, mi rompe il labbro inferiore e mi scheggia un dente.
E il ragazzaccio prorompe di nuovo con un taglierino che cava fuori di tasca. "Tira fuori la lingua, ora.....il lavoretto non è ancora finito, un attimo di pazienza".
Beautiful finalmente interviene, cerca di calmare il suo ragazzo e di allontarlo. "No, Marco no, lascialo stare, è colpa mia"
Non capisco più niente, che cosa succede...so solo che perdo sangue, molto sangue, mi specchio in una pozza rossa davanti a me, una piccola pozza...sì, ho tentato di difendermi fino all'ultimo, ma qualcuno mi ha sfregiato la lingua. Guardo in avanti di fronte a me e Beautiful ha le mani che le coprono il viso, piange disperata.
Io parlo male, ho la lingua tagliata, un dente scheggiato, le spalle dolenti..Vorrei che Beautiful si togliesse quelle mani di dosso, perché prima di scappare via voglio vedere per l'ultima volta il suo viso. Apre le braccia, le allarga come due ali, come le belle ali di un cigno.....Mi aspetto una luce radiosa ed invece solo sangue, rigagnoli di sangue e carne scavata.
Beautiful si chiamerà Awful da domani in poi. Quel porco bastardo del suo fidanzato l'ha sfregiata e ora è scappato.....Siamo chiusi nel cesso, in un cesso di sangue....Vorrei tirare l'acqua con l'interruttore della luce e farci inghiottire da uno sciacquone sotto di noi, farci seppellire dal sangue e dal cemento, fare l'amore per l'ultima volta dentro il nostro sangue. Ma se questo cinema di questo oratorio crollerà, morirà anche quel porco bastardo dall'accento romano...
Vi benedica Dio onnipotente, padre e figlio e spirito Santo.
Che bel posto è l'oratorio!

venerdì 4 febbraio 2011

Un destino clandestino

Conoscevo la storia di un destino clandestino che ha vissuto nascosto, seguendo Epicuro.
Era un destino ricco, prolifico, Dio era contento di averlo progettato. Ma per gli altri rappresentava il nulla, il vuoto, il mistero.
Conoscevo la storia di un destino clandestino per il quale l'amore esisteva per lui, non per gli altri, per gli altri era vergine, nessuno lo aveva mai visto né con una donna né con un uomo. Eppure le sue storie di sesso non erano raccontabili al popolo, il destino di questo essere umano era pubblico, ma senza anima.
Conoscevo la storia di un destino clandestino ed un giorno si ritirò a miglior vita da quel Dio che egli solo poteva conoscere. Ma dietro di sé non aveva lasciato nulla, era il destino di un uomo scisso, senza qualità nella pubblicità del mondo.

giovedì 3 febbraio 2011

Vallanzasca: mitologia di un criminale

Difficile a volte parlare di personaggi scomodi. Lo ha fatto di recente Michele Placido con il film Vallanzasca-I fiori del male, dedicato all'omonimo bandito assassino milanese degli anni Settanta, diventato ormai l'esempio archetipico dell'eroe negativo moderno, una specie di gangster da film americano.
Il film racconta bene il fiorire di questa mitologia popolare, addentrandosi con successo nella psicologia antisociale di Vallanzasca, fin da piccolo insofferente a qualsiasi regola (il suo primo "crimine" è stato liberare delle tigri da una gabbia), esemplare modello dell'epoca delle bande, come quella di Luciano Lutring del Giambellino o quella della Magliana, bande di amici che decidevano di votarsi al crimine per professione, con ruoli e strategie ben definite.
Un'epoca in cui anche il mondo della delinquenza comune aveva dei valori, oggi invece non c'è più spirito di gruppo, i delinquenti o sono legati alle mafie locali oppure sono poveri disperati che agiscono al momento del bisogno. Manca sempre di più l'idea del "colpaccio" in banca o del sequestro. Lo stesso Vallanzasca in un'intervista rilasciata in anni più recenti a Pippo Baudo dichiarò di non riconoscersi più nell'attuale malavita.
Il film di Placido, che pecca un po' di esagerazione ed esasperazione nella violenza e negli effetti quasi splatter degli omicidi, cerca di sforzarsi a ricostruire questo clima particolare con un risultato finale di un ritmo scorrevole e avvincente, un buon esempio di poliziottesco anni 2000. Kim Rossi Stuart è un po' ridicolo nel caricare troppo l'accento milanese di Vallanzasca, ma il suo personaggio fa emergere molto bene il contrasto tra un un look raffinato e "ganzo" e un linguaggio volgare di periferia, con toni di sfida. Confrontando la sua recitazione con alcuni spezzoni d'epoca il "bel rené" era proprio così, si credeva il padreterno, aveva un atteggiamento libertario da sfottò, fino all'ultimo non ha mollato e ha cercato nell'evasione dal carcere la sua unica e ultima ragione di vita. Il suo essere leggendario forse si spiega in questo modo, con la sua coerenza, con la sua tenacia e con l'incarnare dei valori (per quanto sbagliati, pur sempre valori), un uomo tosto, ma dai modi galanti (pensava qualcuno), aveva centinaia di ammiratrici che gli scrivevano quando era in carcere, manco fosse un cantante rock. Eppure Renato con un po' di cultura e savoir-faire in più, avrebbe potuto essere in pieno il sogno proibito degli italiani, un personaggio carismatico, supportato da una bellezza che ricorda molto quella di Franco Nero, molto cinematografico già nella sua essenza, ancora prima di essere manipolato nella finzione. Penso che siano queste le ragioni di tanta acclamazione e di questa mitologia, che ha destato non poche polemiche soprattutto nei parenti delle sue vittime.
Eppure penso che dietro la violazione delle norme ci sia un autentico e profondo attaccamento alla vita, un istinto atavico di essere fino in fondo noi stessi, la cancellazione nitzcheana della falsità di un mondo "pulito" per farne ermergere un altro, quello animalesco della sopraffazione, che in fin dei conti, poi, cerca giustizia, affetto, sopravvivenza, conservazione.
Si può amare la figura Vallanzasca o vedere dei film di violenza, unicamente perché, anche senza volerlo o saperlo si ama la violenza, come un artista che può celebrarla pur rimanendo nei gangli del vivere civile. L'artista è un delinquente addomesticato, in fondo. Non a caso Luciano Lutring attualmente si sta dedicando alla scrittura e alla pittura, ha sublimato al meglio i suoi vecchi istinti, il pennello ha sostituito la pistola. Ma è un esempio magari banale, stupido, probabilmente non sarà nemmeno così.
Ma tant'è...andate a vedere questo film su Vallanzasca, cercate di sapere qualcosa di lui.
E qui concludo con una citazione di Pier Paolo Pasolini, rilasciata nella sua ultima intervista, del 1975: Scandalizzare è un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista.


Qui sotto il link del trailer del film

http://www.youtube.com/watch?v=kWlxQNqS7II