lunedì 31 gennaio 2011

Contestazione generale

Contesto, contesto!
Non mi sono mai sentito "contro" come in questo ultimo periodo della mia vita.
Fossi stato stregato dall'adolescenza?
Vorrei mandare a fanculo tutti i parenti che hanno parole buone per me.
Dietro la "bontà" capisci subito chi non ti vuole davvero bene, chi forse non ha mai capito come sei.

mercoledì 26 gennaio 2011

Lettera autoerotica

Solitamente si scrivono poesie d'amore per persone fuori di noi, anzi è fin troppo scontato dedicare una poesia a una persona lontana, che amiamo, nostra musa ispiratrice e tutto quello che volete.
Viceversa ho pensato di tentare di percorrere la strada al contrario, immaginare una donna innamorata che mi dedichi una lettera poetica, con dei commenti e degli apprezzamenti plausibili ed oggettivi (niente voli pindarici o enfatici romanticismi ingenui). Avete la mia parola che questa lettera non ha nessun riferimento a storie precedenti o fatti realmente accaduti,spero vi piaccia.

Carletto, carletto....
passano i minuti, le ore, i giorni
e starti lontano è come girare in una città con i negozi chiusi
si può vivere finché resisti alla fame, finché hai da vestire
poi quando tutto finisce manca qualcosa, ti senti a pezzi,
giri intorno sfinito e trovi solo porte chiuse.
Spesso ho fame, ho fame di te
voglio vestirmi con la tua pelle,
berti da ogni goccia possibile del tuo corpo,
ma se capita che sei lontano vivo nel deserto della domenica.
Poi quando ci vediamo torno a respirare, a sentirmi sicura
ripenso ancora a quando ti ho visto per la prima volta
quando schivavi i miei sguardi
come un levriero impaurito,
eri ingenuo e sciocchino, sai?
ma poi bastava che fossimo da soli a casa mia
o al ristorante
che i tuoi splendidi occhi mi fulminassero,
occhi diabolici,
diventavi una pantera.....
allora ero io ad avere paura di te,te lo giuro
e tu mi inchiodavi la schiena alla parete
con i lampi azzurri delle tue occhiate.
I tuoi occhi mi danno dei brividi,
quando mi guardi così mi sento la tua cagna
non più la tua compagna
e farei qualsiasi cosa per te...
qualsiasi cosa....
mi sento una matita distrutta
dal temperino delle tue mani che mi accarezzano,
mi bruciano, mi fanno a fette,
le tue mani fredde e legnosette,
ma fragili, agili...
poi so che tu mi ricostruirai
con le tue carezze, con i tuoi baci, a poco, a poco..
ed è bello ogni volta diventare cagna, matita, bambina e donna in una volta sola.
Questo fai tu per me....
Mi piaci anche quando rompi
quando vuoi dormire sempre al buio
quando non ti va mai di fare le cose....
Poi tocco un po' le tue ossa,
i tuoi capelli, basta guardarti, ti torna il sorriso...
anche se è veramente difficile strapparti un sorriso a volte, accidenti!
Allora piuttosto preferisco piangere con te..
spesso ci capiamo di più quando soffriamo.
Però è meglio soffrire sempre insieme..
non sopporto quando ti butti giù,
dici cose non vere sul tuo conto,
tu sei speciale, siamo due persone speciali,
quando parliamo, quando mangiamo,
quando scopiamo, quando dormiamo.
Questa è la nostra forza...
ed io amore sarò sempre qui,
a farmi bimba, a farmi troia, a farmi stronza,
a farmi madre per continuare a veder crescere il nostro amore speciale.
Ti mando un bacio folle.






lunedì 24 gennaio 2011

Pensieri ricorrenti di oggi

Prima di dormire, pensieri ricorrenti di oggi, lunedì 24 gennaio. Questo penso mentre vado in giro.

-Un sorriso da uno sconosciuto per strade vale più di una milionata di soldi

-Sono appeso a Internet. Attenzione, che casco.

-L'invidia è sana.

-Ho bisogno di sentirmi vivo. Oggi non mi sono sentito vivo.

-Per molti cercare occasioni per scopare è facile (già...per molti, solo per molti).

-Bisogna insegnare alle donne a farlo col sedere...sempre di più.....sempre di più....che diventi una filosofia di vita, anticoncezionale.

- Quella lì ha una pettinatura anni '80...dev'essere sicuramente una troia (slava)

-Ti piace che ti chiami "cucciola"? Sei la mia cucciola! E tu chiamami se vuoi maialino! Sono il tuo maialino....Grut...grut...

-Ho sognato i miei nonni morti che rivivevano e ripensavo alla mia infanzia. Ho pianto, ho pianto, con spasmi atroci....lo struggimento della nostalgia mi ha perfino stimolato a pisciarmi addosso...Fortuna che era tutto finto, come in un film.

-Devo leggere di più, devo leggere di più.

-Ma sì...in fondo c'è qualcuno che mi vuole bene.

-"Come ai bei tempi", "Come ai bei tempi"

Cos'è un delinquente

Chi delinque non solo sparge sangue, non solo ruba o fa soffrire gli altri. Forse fa soffrire anche sé medesimo, inconsapevolmente, masochisticamente. E' colui che in una forma giudicata immorale comincia a sentirsi prigioniero di sé e nel suo sentirsi prigioniero tenta una fuga, una fuga spesso non compresa e condannata dagli altri, una fuga di chi si mette fuori gioco, di chi rinuncia al patto sociale, di chi "spreca" la propria vita, annullandosi completamente arrivando a confondersi sul proprio essere al mondo.
Ma bisogna pure chiedersi una cosa: che cosa può portare un uomo a ridursi così? Perché si ruba? Perché ci si droga o perché ci si annulla? Perché si diventa dei barboni? Perché non si cercano le cose di cui si ha bisogno?
Qui di seguito una canzone cantata da un uomo morto per overdose a 36 anni. alcuni lo ricorderanno. A volte l'ho invidiato, a volte l'ho odiato, a volte l'ho compatito, nell'atroce brivido di essermi salvato dai pericoli della vita, da turpi desideri, ma non abbastanza...
In quali sentieri mi porterà la mia vita?
Ogni tanto è giusto scagliarsi contro la società, ma l'autocritica serve sempre.
Ciao, delinquente.


Il lutto di Olga

Alla domanda del perché si veste sempre di nero, la maggiore delle Tre sorelle di Anton Čechov, Olga, risponde: " Porto il lutto per la mia vita".
E così quando la vita intera è la causa di un lutto, ogni cosa diviene sopportabile, anzi, forse le piccole gioie arrivano come calde meteore. Il funesto, il malinconico diviene routine e diviene un tranquillo habitus mentale. E' allora che la tristezza passa via.
Il vestito è un linguaggio in codice non compreso, ma un modo chiaro e impegnato di manifestare il proprio lutto eterno, una tristezza ontologica.

sabato 22 gennaio 2011

Per cominciare la giornata

Un tappeto di chitarre che emergono dal fondo, salgono e salgono come la nebbia, poi si diradano.....è l'alba del nuovo giorno, il risveglio è breve, anche se quasi commovente, pochi secondi per connettere: questa vita non ci dà tempo. L'incedere sicuro di una robusta batteria ci sbatte nella prima pagina del nostro mortale quotidiano e ci picchia l'energia nella testa. Il sonno svanisce, cerchiamo i vestiti....Dentro nei pensieri, mentre ci prepariamo al nostro fottuto dovere, quello di vivere per far piacere agli altri, c'è lei, una bionda, le bionde fanno soffire. Ma l'energia della musica scioglie qualsiasi sofferenza.
(Un'interpretazione di Carlo Lock, ascoltando un raro pezzo di Cristiano De André)


Oh mi manchi un po'
Ma cosa t'importa?
Non mi pensi mai!
E poi non mi senti.
Oh mi manchi un po'.



venerdì 21 gennaio 2011

Non per giudicare

"Non per giudicare ma....."
"Non per essere invadente ma...."
"Vedi, voglio essere sincero, tu sei......però dovresti....."

Diffido dei giudizi certi accompagnati dai condizionali, non amo le persone che violano il mio corpo, la mia mente con le sole parole, tutto questo addomesticarsi fino all'estremo, voler essere sinceri con la pretesa di fare i finti samaritani, consiglieri e, al contempo, offendere, violentare subdolamente, con gentilezza.
O taci o insulti. O accarezzi o meni.
Bisognerebbe accarezzarsi e lodarsi di più, ma forse anche picchiarsi di più.
E ogni tanto diciamo una cosa saggia: che l'ipocrisia, usata con parsimonia, serve a non soffrire. Del resto il silenzio è la migliore delle risposte e la migliore delle domande.

giovedì 20 gennaio 2011

Le mie mani e la vita

C'è un rapporto quotidiano tra le mie mani e il mio corpo, mani che lavano, che toccano, che grattano, che mi sdoppiano, richiamano a sé gli spermatozoi, vite non-nate, vite non-morte.
Si chiedono mai gli onanisti di quanta non-vita si saranno prosciugati? Quanti non-figli sarebbero nati nelle fogne, in un fazzoletto, nelle proprie mutande? O quanta vita digerita, disciolta, corrosa negli acidi cloridrici degli stomaci delle fellatrici/fellatori?
Le mie mani mi sdoppiano, mani spendaccione.
Vivo sdoppiato, prosciugato in un rapporto con il nulla.

Gli amici

Gli amici sono le tessere del grande mosaico del mio carattere.

Carlo Lock

Facce di ghisa

Oltre a esistere come soprannome milanese della polizia comunale (facce da ghisa), chi sono invece le facce di ghisa?
Persone né simpatiche né antipatiche, pulite, ordinate, fredde, proprio come la ghisa, la popolare lega metallica.
Fredde ma non così tanto da poter rasentare l'antipatia, difficilmente inquadrabili, fondamentalmente disinteressate a nuove persone conosciute. Quanto vorrei spaccare quella loro faccia di ghisa maledetta, e sono sicuro che anche a spaccarla non uscirebbe un gemito da quella loro bocca. Certo spaccare il metallo è un'impresa non da poco, non è come altri materiali, vetro, granito, legno.
Voglio vedere se oltre metallo c'è del sale, dello zucchero, del sangue e non solo ossigeno liquido insipido.

lunedì 17 gennaio 2011

Puttana o troia: questioni semantiche

Seguendo pedissequamente la cronaca di questa "mignottocrazia" (come recita anche l'omonimo libro di recente uscita di Paolo Guzzanti, edizioni Alberti) mi preme fare un distinguo tra puttana e troia, dando per scontato che una sfumatura di significato per me esista eccome. Basta, mettere tutto nel grande calderone degli insulti....Anche gli insulti hanno una loro semantica, una loro etimologia, un loro non detto, un loro perché. Non basta che raggiungano il loro scopo, cioè offendere, è interessante l'offesa (o il complimento masochista) se ben scelta e calibrata, per la persona adeguata.
Ecco perché "puttana", rimanda al quantitativo, mentre "troia" al qualitativo generico.
In altri termini: una troia può essere fedele, mentre per una puttana è contraddittorio. Perché?
Nel concetto-chiave di puttana, rimane sempre e comunque il rapporto mercenario, ed anche quando manca effettivamente la transazione in danaro, esso denota sempre e comunque la ricerca di più uomini, la donna di tutti.
Quindi la "puttana" è più legata all'antifedeltà, al darsi via incondizionatamente, all'arte del raggiro nel tentativo di capitalizzare danaro o ottenere favori di qualunque sorta come ricompensa del sesso, la "puttana" è più calcolatrice, disumanizzata, conta con quanti uomini va, non con quali va.
La "troia" (che può essere al tempo stesso una puttana) si rispecchia nel proprio comportamento sessuale. Seguendo proprio il significato della parola (il cui sinonimo è "scrofa") la troia è una sporcacciona incondizionata. Che poi questo essere sporcaccione lo si riferisca alla presunta immoralità di concedersi a tanti uomini (puttana) o all'ingordigia verso certe pratiche o comportamenti sessuali smodati è un fatto di pura soggettività. Per quel che mi riguarda la troia, come detto, punta al qualitativo, cioè, al modo di fare sesso e al tipo di uomo scelto con cura....e appunto può farlo in maniera veramente "sporca" e perversa, non badando dunque ad alcun pudore o qualsivoglia etica. Ecco perché al limite ci può essere una moglie troia col marito, ma non puttana....Quando però le due figure si sposano insieme, siamo di fronte a un' apoteosi del libertinaggio e allora in quel caso chiamare qualcuno "troia" o "puttana" non c'è molta differenza. Di certo una donna del genere è meglio che non sposi una persona che creda nella famiglia, ma mi pare una sciocchezza fin troppo evidente. Di certo questi "spunti" ironico-lessical-filosofici possono almeno porre qualche differenza non troppo scontata.....Stasera vi ho insegnato qualcosa.

sabato 15 gennaio 2011

Tre ragazze in macchina

Non conosco la paternità di questo filmato, dove sia stato trasmesso o proiettato. E' comunque di nazionalità inglese ed è una buona opera di finzione che riproduce uno spettacolare quanto tragico incidente stradale. I primi tre-quattro minuti sono la quintessenza di un estro visionario e pirotecnico: lo scatenamento folle, la strada impazzita, i vetri infranti e poi la calma.....la calma sinistra, irremovobile. Poi la routine, quasi noiosa dei soccorsi...
Sicuramente un buon deterrente che ci insegna a non esagerare con le distrazioni e la velocità.
NOTA BENE:
SI CONSIGLIA LA VISIONE A UN PUBBLICO NON IMPRESSIONABILE.


http://www.youtube.com/watch?v=aBjrPlMuwWY&feature=related

I deca-dentisti

Amo i deca-dentisti, cioè i dentisti che hanno ruotato intorno al 10, la cui carriera è stata "mareggiata" dai 10, dal massimo...
Detto ciò è più facile incontrare un decadentista ottocentesco che un vero e proprio deca-dentista.
Pochi oggi raggiungono il 10.

giovedì 13 gennaio 2011

Tracce di te

Ogni corpo si trascina dietro le sue orme
gusto
olfatto
tracce impresse nei vestiti,
negli oggetti
su una sedia...
Ogni corpo lascia una traccia
lascia una traccia finché è vivo,
così sento la tua bocca su una forchetta
il tuo intimo sul cotone
la tua pelle dentro un profumo.
Tracce di te
riassunte nella distanza infinita dell'immaginazione.

mercoledì 12 gennaio 2011

Single mood sexual seasons

Anche il single ha le sue stagioni sessuali. Lui che a volte fatica per ottenere una copula (sigh!).
Il risveglio è in primavera, come tutti gli esseri viventi. La primavera è più "da puttana" per il single maschio, si ha voglia di girare, fa più caldo, si è più disposti a girare di piazza in piazza o di appartamento in appartamento.
L'estate è molto strana. Dipende. A volte la libido può impennarsi incontrollatamente, altre volte è mitigata dalle forme della natura, la voglia di scoprire luoghi, o più semplicemente, dalla pressione bassa data dalla grande afa (parliamo della situazione italiana).
Settembre/ottobre gli ultimi colpi di gas...e poi...poi...comincia il letargo preceduto dalla depressione della fine della luce, delle vacanze. Si ritorna agli impegni, alle levatacce, alle preoccupazioni. Ci si ripromette tante cose e più ci si ripromette meno si riescono a fare. E la depressione sale (anzi, per l'esattezza ci fa scendere).
L'inverno che avanza, il freddo, la pioggia, il buio, la nebbia se c'è (parliamo di una situazione mediamente fredda, non dei casi abnormi dell' Africa e della Sicilia), il vento; insomma i cappotti non conciliano e l'inquinamento padano neppure. Insomma sebbene nella testa la voglia di sesso non dovrebbe mancare mai in novembre, dicembre e gennaio il single fa fatica ad accoppiarsi. Diciamo che c'è un debole desiderio psicologico sovrastato dal pensiero dello sforzo, dei vestiti pesanti, del freddo. Diciamola tutta: il single deve sempre essere in "ricerca", non è un privilegiato dalla tenerezza di un caldo rapporto stabile, è in continua fuga da sé e per sé e spesso in inverno non si ha voglia di correre. Ecco perché l'inverno, semmai, è una stagione da storia romantica, seria, una stagione da trovarsi in casa della propria ragazza/ragazzo, dormire insieme sotto il piumone, fare la doccia insieme, coccolarsi, mangiare cioccolato davanti alla tv. Pochi slanci, ma questo non significa una qualità scadente dell'attività sessuale. Semplicemente every season has its mood. Ma la morale è sempre quella: per amare davvero non bisognerebbe mai lavorare in un ufficio.

martedì 11 gennaio 2011

Anna e Giulio

Un po' di romanticismo oggi non guasta, in questo freddo e grigio gennaio. Sì, la sequenza di questo film italiano del 2004 , Tredici a tavola, da me spesso decantato, ha tutti i topoi romantici per eccellenza: la prima volta con una ragazza più grande il giorno del proprio compleanno nel quale si diventa maggiorenni, rimanere bloccati su un maggiolino volkswagen sotto una pioggia torrenziale, lo scenario della Versilia negli anni Sessanta durante il "miracolo economico"; ogni cosa al posto giusto, come in una favola e ogni tanto le favole fanno bene.
Loro sono Anna e Giulio...Anna è Kasia Smutniak e credo che la sua bellezza, la sua voce, la sua espressione, la sua fotogenia vadano a compensare tutta la retorica di questo film, che ha soltanto il punto di forza nei suoi interpreti (tra cui Angela Finocchiaro e Giancarlo Giannini). Anna è la reginetta che sovrasta su tutto il cast, lei è un sogno in carne ed ossa..anzi il sogno!
Intendiamoci, magari molti si sono ritrovati (o quasi) nella situazione qui sotto descritta, ma forse non in questa perfezione naturalistica di romanticismo assoluto, una perfezione che fa scommettere subito sul possibile finale.
Di certo nella realtà Anna non avrebbe impedito a Giulio di uscire dalla macchina sotto il diluvio torrenziale, Giulio sarebbe caduto nel fango, si sarebbe preso la polmonite, Anna per il senso di colpa non avrebbe voluto vederlo più..Intanto sarebbe nel frattempo arrivato un bell'uomo qurantenne con il jeeppone che avrebbe salvato tutti e avrebbe subito tacchinato Anna. Oppure sarebbe uscita Anna e avrebbe sparlato di Giulio con le amiche, lamentando il suo poco spirito cavalleresco. Questa è la realtà, contro cui si combatte, ma qui sotto vi potrete rifare con il film, in una delle sue sequenze-chiave, forse la più bella.
Ecco il link:

http://www.youtube.com/watch?v=T9U4fGQvZzs

domenica 9 gennaio 2011

Una bizzarra cura per la tosse

Quale magnifica idea ebbe il dottor Von Gluten (di cui avevamo già pubblicato un'intervista immaginaria) nel debellare i colpi di tosse, nocivi distruttori del sonno notturno. La soluzione da lui prospettata mira a proteggere l'udito dai fastidiosi rumoreggiamenti dell'espettorazione, ma non preserva l'olfatto...Purtroppo uno dei cinque sensi deve essere per forza di cose compromesso. Vediamo ora come: in che cosa consiste dunque la soluzione prospettata da Von Gluten, il famoso proctologo? L' "intervento" correttivo e risolutivo consiste in un procedimento microchirurgico a livello bronco-pneumo-toracico, tale da riuscire a trasferire l'impulso reattivo della tosse dalla sede bronco-alveolare all'intestino retto. Dei microsensori distribuiti dal polmone lungo la zona lombo-sacrale dovrebbero deviare lo stimolo a tossire verso la muscolatura rettale..In parole povere a ogni colpo di tosse l'ano dovrebbe dilatarsi, mentre la zona toracica rimane pressoché a riposo, viene mantenuto l' "impulso", ma la "scarica" avviene nella zona bassa. In fondo la tosse è un fenomeno reattivo a una situazione infiammatoria, un sintomo naturale e sano che non conviene mai reprimere.
Ma ecco che trattandosi di dilatazione rettale, entra il gioco l'olfatto perché al posto del colpo di tosse si emettono peti in continuazione. Considerato che è possibile isolare il paziente, considerato che dopo un po' all'odore ci si abitua e se è necessario si può utilizzare una mascherina, per un sonno non disturbato è sicuramente migliore la soluzione proposta da Von Gluten. L'inconveniente, ripeto, è che il paziente deve essere isolato e bisogna poi avere cura che l'emissione di gas non sia troppo rumorosa.
"Questo dipende dalla potenza del peto- precisa Von Gluten- ma anche da quanto il muscolo rettale sia dilatato".
Precisiamo con parole nostre: più il buco è stretto e più la pressione spinge e l'attrito genera rumore. Ne conviene che una buona dilatazione quotidiana faciliterebbe lo scopo a evitare rumori "indesiderati", ma la proctologia non è una mai una scienza esatta, tanto più che questa è fanta-scienza.
Spero di avervi non-convinto e divertito.

venerdì 7 gennaio 2011

La voce di Nico Fidenco

La voce di Nico Fidenco ha uno strano effetto conturbante su di me, ma soprattutto il Nico Fidenco divenuto famoso per le sigle dei cartoni animati (non è passato molto tempo dal giorno in cui l'avevamo citato, quando scrivevamo della sua "collega" dei tempi, Georgia Lepore). Una voce di miele, mi piace chiamarla così, ma un miele dal sapore salato, leggermente salato. Un miele che non fa vomitare dalla sua dolcezza, ma non è nemmeno piccante, ispido, tagliente. Fuor di metafora è una strana malinconia, un po' nostalgica, avvolgente, la malinconia di molti cantautori degli anni '60 unita però al ricordo svanito dell'infanzia, a una sensazione consolatoria.
Un ricordo che consola attraverso la voce di miele di Fidenco che ti prende tra le braccia, come un padre, come una madre buoni, non sei tu che ascolti la voce, ma è la sua voce che ti ascolta e che ti abbraccia, la sua voce depositaria di tempi andati.
"Coraggio vai avanti in questa vita, sono qui per te, ti voglio bene, se soffri, urla, canta, solo io ti posso capire", mi sussurra nella mente....
Ma mi dice anche: " Quei bei tempi in cui mi ascoltavi sono lontani....io ci sono, ma quando non mi ascolti devi fare a meno di me".
Stiamo parlando degli anni Settanta e degli anni Ottanta, Nico Fidenco, veniva dalla prima generazione di cantanti anni Sessanta, fu uno dei pochi a essersi saputo riciclare bene, rispetto ai propri colleghi "desaparecidi", nonostante il suo look molto ingessato, melò, stucchevole, riuscì a calarsi bene nei panni della disco-music e del pop anni '80, divenendo popolare soprattutto tra ragazzi e bambini per diverse sigle, tra cui Don Chuck castoro, Sam ragazzo del west, Jenny la tennista.
Ecco alcuni esempi della sua voce di "miele"




martedì 4 gennaio 2011

Le strade del terrore

In qualunque città, se riesco e se posso, vado alla ricerca delle strade periferiche per ammirarle o quasi per intimorirmi. Cerco il tenebroso e il pericolo ed è forse la ricerca di desolazione che fa crescere insieme il terrore, lo sgomento, lo stupore sublime.
Ecco, è proprio il sublime come lo intendeva Edmund Burke ciò che vado cercando, quando il terrore o l'orrore si fa bello, quando lo spavento può avere un lecito senso.
Da anni progetto un filmino visionario sulle periferie è una mia fissazione.
Ho individuato almeno tre tipologie di strade del terrore, che sono le seguenti:
1) strade vicino alle ferrovie, quelle separate dagli steccati e contornate da fabbriche dismesse. Passeggiare vicino a un binario di un treno, specie se a cielo aperto è qualcosa che mi ha sempre messo paura.
2) strade con architetture livide, improntate sul verticalismo, grandi spazi aperti, facciate di costruzioni senza finestre, poca illuminazione, meglio se da una parte c'è dell'abitato e dall'altra una fabbrica o un palazzo in costruzione.
3) strade poco illuminate, deserte e con molto verde, nessun negozio, case fatiscenti o molto popolari, ma possono esserci anche musei, architetture moderne, torrioni di acquedotto.
4) strade di campagna vere e proprie, meglio se maltenute, con muschi, rigagnoli d'acqua, rogge, spazzatura e case diroccate tutto intorno.
Le ultime due sono quelle più paurose.....ma a parte questa categorizzazione generale è la singola via che può essere o non essere inquietante; non è detto quindi che se si trovano viali che rispondono alle descrizioni sopra citate siano necessariamente degne di entrare a far parte del sublime "terrore", anche perché visitarli di giorno o di notte vi è una radicale differenza: una stessa via apparentemente tranquilla di giorno, può essere assolutamente ansiogena in un tramonto invernale di un pomeriggio festivo o, peggio, alle due di notte.
Vi sono dei criteri di massima, ma ogni strada è una storia a sé. In Italia credo che le periferie più mortuarie si hanno a Roma, Torino e Milano. Le periferie romane sono monumentali e piene di verde, spesso maltenute....sono tremende!
Ma anche Milano si difende bene...Grazie anche al magico "street view" di Google ho individuato alcune aree assolutamente "lassative". E se qualcuno magari crede che siano soltanto Quarto Oggiaro o Gratosoglio (i quartieri storicamente più degradati di Milano), si sbaglia di grosso. Il peggio (o il meglio) si trova prima di tutto attorno all'ospedale di Niguarda, lunghi viali o vie private senza collegamento, che finiscono in vicoli senza uscita, in prati o in svincoli, un ambiente ostile, che nasconde il torbido, il criminale, unito a una magica e sinistra atmosfera resa anche dai pochi spazi verdi o da villette neo-gotiche (e lo stesso si può dire per un tratto che costeggia via Arbe o viale Zara); come zona industriale un po' futurista non dimentichiamo la Bicocca e la stazione di Greco, purtroppo riqualificata. Sono passati i tempi in cui si passeggiava con terrore la domenica pomeriggio in mezzo ai giganti capannoni industriali; poi non dimentichiamoci la zona sud-est (Ripamonti, Corvetto, Morsenchio e Ponte Lambro), case più basse, manca il verticalismo della zona nord, ma si respira una tremenda sensazione minacciosa legata al nulla più desolante , sono vecchie strade di campagna, rivestite di industria, il peggio che si può trovare. Viale Ortles col suo dormitorio pubblico è la strada maestra per cominciare a inoltrarsi in questo girone da cardiopalma, soprattutto nelle ore notturne. In particolare via Corrado il Salico è una via difficilmente raggiungibile (in quanto non visibile, in macchina bisogna addentrarsi in un dedalo intricato), ma una volta entrati si prosegue per questa stradina affiancata da una roggia, con un limitato spazio di movimento, tra le auto in sosta e le facciate dei palazzi..Poi il canale termina, tutto si assottiglia di nuovo, l'illuminazione cessa di esserci e l'unica cosa che si può fare è andare avanti,andare avanti, lungo una curva, in una prosecuzione che si chiama via Morivione, un cunicolo stretto, sembra di entrare nello stomaco di una balena, si ha il terrore che prima o poi la strada sia sbarrata e non si possa più tornare indietro..e invece poi c'è un respiro di sollievo e si risbuca in via Ripamonti.
Questa è solo una delle tante strade....da percorrere o non percorrere, a seconda del vostro grado di pazzia. Ma noi creativi o artisti lo possiamo sempre fare, l'ideale però sarebbe andarci almeno in due o tre. Se si buca una gomma in una di quelle strade alle undici di sera...bè, insomma...so' cazzi. Voi che dite?

lunedì 3 gennaio 2011

Istantanee di inizio anno

* Mi piace scarnificarmi la pelle, soprattutto i calcagni, quei bei calcagni callosi, da nonna, induriti dalla fatica, pelle di coccodrillo, sentire le unghie nella mia carne, ho quello stesso piacere di sgranocchiare un biscotto, un torroncino.

* Stanotte un'ambulanza si è fermata nella mia via, poi l'autista ha fatto diversi colpi di sirena da fermo. Ma perché? Una macchina in doppia fila alle tre del mattino? Ne ho convenuto poi che le ambulanze di oggi non mi piacciono, questi "cardenzoni" quasi quadrati, senza stile, mastodontici...Ma dove mettiamo l'orizzontalità e l'agilità di un VW Transporter 2 o 3 o di un Fiat 238 special?

* Mi domando spesso "dove andrò a finire"...come se fossi scagliato in qualche pertugio chissà dove, dove quel "finire" sembra sia quasi un introdursi di soppiatto in uno spazio senza uscita, inevitabile. La vita ti spedisce dove vuole lei (sono fermo nella convinzione che la vita non ci appartiene, appartiene a un altro, noi siamo vittime o miracolati della nascita).

* Cosa sarebbe l'esistenza di una persona se fosse passata eternamente tra il letto e la poltrona?

*Il freddo, il caldo, il tempo è sicuramente importante. La mia sfida a uscire è l'interesse che ho per una persona....In questo momento ho solo interesse per la figa.

* A volte spero che il mondo finisca d'un colpo, altre volte vorrei vedere come andrà avanti.

* Quello che non mi piace nelle persone è lo squallore....Si può essere infinitamente tristi, ma lo squallore unito alla noiosità lamentosa è infinitamente riprovevole. Ci sono troppe zucche vuote in giro, cervelli pieni d'aria o gente che usa male il cervello.

* La malattia è uno dei pochi modi per essere riconosciuti, dopo il successo nello spettacolo.