mercoledì 28 dicembre 2011

Viaggiare in metro

Viaggiare in metropolitana ha un sapore ipnotico, in metro da solo mi distraggo. Mi distraggo perché osservo, sono un palo verticale, faccio le facce, mi specchio nei vetri, guardo come sono pettinato, cerco di leggere i pensieri della gente.
Penso alla gente. Io non esisto. E mentro esco da me, mi dissocio da quello che sono, non sono cosciente di essere, come la gente, un sepolto vivo.

Gioco di parole

L'uomo incanta, la donna incinta

Carlo Lock

La fine di Linda

E' passato un po' di tempo e la storia di Linda, quella specie di poesia a puntate, doveva continuare. Bene. Purtroppo, Linda è morta, con sommo dolore del poeta innamorato di lei. Morta investita da una macchina. Dopo un periodo di atroce attesa, Linda, senza nessuna apparente e sensata ragione, ha smesso di rivolgere la parola al suo spasimante. Sembrava che tutto filasse liscio e invece.....invece Linda subisce un grave incidente. La storia finisce qui senza nessuna spiegazione. Il dolore è anche questo, perdere una persona senza spiegazioni.
Concludo questa storia (di finzione) in suo onore, con un brano che porta il suo nome, un brano di Riz Ortolani, arrangiato ed eseguito dal gruppo dei Goblin per un film, La ragazza dal pigiama giallo, una brillante esperienza thriller di Flavio Mogherini.
Tra le attrici di spicco c'era Dalila Di Lazzaro, della quale abbiamo già parlato tempo fa.
Il brano in questione, pubblicato nel 1978, come noterete, ha un ritmo ossessivo, modellato sulla disco-music di allora, un sequencer effettato, synth a fini percussivi, a metà strada tra Giorgio Moroder e le ricerche prog dei Goblin.
Nel film questa traccia commenta l'inquadratura di Linda, una ragazza carbonizzata e una scena, anch'essa choc (ma in un altro senso), della Di Lazzaro che presa da noia e sconforto si porta a letto degli uomini viscidi e bavosi uno dietro l'altro, a mo' di sex-machine.
Addio Linda!!!


lunedì 26 dicembre 2011

Diamanti e caramelle: Stadio

Sono ormai mesi che l'ultimo album degli Stadio è stato pubblicato, ma credo che il titolo che porta sia molto natalizio, molto in tema ed inoltre parlarne adesso è ancora più significativo, poiché nel 2012 decorreranno trent'anni esatti dalla pubblicazione del primo lavoro, prodotto da Renzo Cremonini e Lucio Dalla, il 33 giri che conteneva anche Grande figlio di puttana. Gli Stadio comunque erano già operativi come gruppo autonomo molto prima, ma solo grazie al film di Carlo Verdone Borotalco riuscirono a imporsi all'attenzione del vasto pubblico. E neanche a farlo apposta (o forse sì), sempre nei primi mesi dell'anno prossimo, quasi per un ricorso storico, sempre a trent'anni esatti da Borotalco, gli Stadio torneranno a collaborare col loro amico Verdone come soundtrack.
Il disco Diamanti e caramelle, non aggiunge alcuna novità allo stile musicale degli Stadio più recenti: piacevoli ballate, usi di sincopi, filtri, effetti elettronici in abbondanza tali da mettere in ombra una genuina chitarra elettrica (che pure c'è, ma nell'economia d'insieme è come se non ci fosse). Sappiamo bene che questo stile è frutto di un riconosciuto e onorevole lavoro di costruzione e ricostruzione di una identità autonoma di gruppo, che ha trovato la figura-chiave in Saverio Grandi, ma che ha diviso i fan più affezionati, che hanno accusato i loro beniamini di avere scelto una strada più commerciale che in passato (e le operazioni di collaborazione con Noemi e Fabrizio Moro lo dimostrano).
Gaetano Curreri si sforza sempre di dichiarare una continuità tra il suo modo di scrivere e quello degli anni 80 o 90, ma di acqua sotto i ponti ne è passata, per forza di cose.
Ciò nonostante, Diamanti e caramelle fa un sunto della poetica degli Stadio, al "nocciolo", quello che è rimasto nel corso degli anni, ballate d' amore e qualche riflessione doverosa sulla società. In questo disco la canzone "sociale" di turno è Gaetano e Giacinto (testo di Andrea Mingardi), un pregevole encomio di Facchetti e Scirea, ma che, tra le righe, vuole, fare emergere la differenza tra lo sportivo uomo e lo sportivo manipolato dall 'informazione. Ed esattamente come successe con Doma il mare doma (Maradona) e Mi alzo sui pedali (Marco Pantani), agli Stadio piacciono gli sportivi dal diffcile o discusso passato, gente defunta nella memoria, soprattutto.
Le altre canzoni si contendono la gioia e il rimpianto nelle varie facce dell'amore, grandi slanci poetici, un grande lirismo verso la figura femminile (E pur d'averti per un'ora o anche solo due minuti, farei mille giri su me stesso, come un acrobata- da Onde d'inverno), bilanciando molto bene la malinconia e l' ottimismo, sia a livello di testi che a livello musicale. Infatti, ultimamente gli Stadio hanno ben saputo miscelare atmosfere mediterranee ad atmosfere nordiche e fredde, caldo e freddo come nella terra dell' Emilia- Romagna, mare e nebbia. Risulta difficile per taluni separare l'odiosa nenia commerciale, ormai canzone-tipo da Stadio, da una ricerca attenta delle atmosfere, che risulta più identificabile e godibile nelle esecuzioni dal vivo, di cui gli Stadio sono sempre stati maestri.
Di seguito il video della canzone omonima, Diamanti e caramelle, una bella donna che cammina al ralenty, un'ennesima dimostrazione di affetto degli Stadio per il genere femminile e un'intervista di Gaetano Curreri a La6radio.




domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale in "love"

Ciao a tutti!
Un buon Natale in "love", in amore, qualunque tipo di amore esso sia. Purché non pensiate di passare di un Natale del cazzo!!! Che Natale sia almeno una giornata speciale, questo dovreste pretendere quando questa mattina vi siete alzati e vi siete guardati allo specchio. Il film di questo filmato non è una granché, ma il brano musicale rende...
Di nuovo auguri!!

Carlo Lock



mercoledì 21 dicembre 2011

Dagli anni 80

Un fortunato esempio di italo-disco, da brivido, ripescato per caso. Lei, però, sembra un impiegata in abiti pre-maman chiamata fuori a cantare. E dire che a quei tempi al look ci si stava attenti!!!



domenica 18 dicembre 2011

Ieri e oggi

Ieri ho guardato nel mio pozzo senza fondo.
Ieri improvvisamente una tristezza indicibile e la voglia di sparire in un pozzo, però con il fondo.
Oggi l'incontro con un amico di infanzia ormai perduto e l'impossibilità di raccontargli qualsiasi cosa di nuovo.
Lui cercava la novità, di appigliarsi alla novità, come un uccello che cerca un frutto da beccare, da piluccare, da spolpare.
Ma nessuna novità per lui.
Così questo uccello o questo cane come preferite, ha annusato, girato intorno alla pianta ed è corso via.
"Devo correre via, devo comprare gli ultimi regali per le mie figlie, per mia moglie".
Non gli ho fatto guardare nel mio pozzo senza fondo, probabilmente sarebbe caduto.
L'ho voluto lasciare con la sua meschina felicità di papà e di marito.
E' stato un incontro di sofferenze.
E una successione di sofferenze, di ieri e di oggi.

Borowczyk: un genio dell'erotismo

Walerian Borowczyk è uno di quei registi che ha capito cos'è l'erotismo da mostrare. Intanto ha ben capito che le adolescenti hanno delle grandi potenzialità erotiche e ha capito che l'erotismo risiede nelle pieghe di un vestito, nel sudore, in una schiena che si china, in una voce tremebonda. L'erotismo visivo è qualcosa di molto complesso, sono immagini ma non sono neanche immagini, sono ipostasi del non-detto di una fantasia...non sono fantasie oniriche, narrative, le immagini erotiche (e tutto ciò che è sensoriale compreso i suoni) dovrebbero suscitare qualcosa di più ancestrale e recondito rispetto al loro proprio contenuto manifesto, è quella cosa che fa tirare il cazzo attraverso una pura e semplice suggestione senza che sia per forza una presenza palpabile, senza ricorrere al destare gli istinti più brutali. Ed appunto, ne I racconti immorali Borowczyk riesce ad avvalersi di una bocca, di un orecchio, di occhi due sbattuti, come strumento di suggestione. Il filmato è muto ed osservate come l'assenza di suoni, quell'atmosfera amniotica, possa essere altrettanto erotica di un qualsiasi altra.



lunedì 12 dicembre 2011

Domande del secolo

Cosa ci spinge a venerare i pirloni?
Cosa ci spinge a giustificare qualunque cazzata?
Che cosa fa sì che una cazzata sia tale?
Solo chi ha il piacere e la possibilità di non lavorare può esercitare a tempo pieno la professione di intellettuale?
E poi un intellettuale non è un coglione?
Non ci si sente meglio a volte a fare gli snob, a voler giudicare tutti?
Non ci si sente ancora meglio a essere operai ignoranti e a detestare gli snob?
Non si sta meglio a credere nei valori della famiglia, delle brave ragazze, riconoscendo che il mondo in cui viviamo è un sacco di diarrea?
Non si sta meglio a negare il cattolicesimo?
Perché molta gente non pensa al sesso 24 ore su 24? Perché? Quella gente andrebbe inculata a scopo terapeutico!
Perché c'è gente che a quarant'anni ha paura di fare una telefonata?
Ma perché sono ridotto a fare queste domande su un blog?
Perché?
Domande del secolo.


giovedì 8 dicembre 2011

Teschi nascosti

Credo che la vita non sarebbe più la stessa se guardassimo il teschio oltre la pelle di ogni persona che baciamo o a cui diamo la mano.
Anche la più bella delle donne nasconde un teschio sotto i soffici capelli. A volte fa comodo ricordarselo.


Carlo Lock

mercoledì 7 dicembre 2011

L'arte di arrangiarsi

Senza amore, ci si arrangia....



sabato 26 novembre 2011

Eccellenza e mediocrità

Sono mediocre di fronte agli eccellenti, ma eccellente di fronte ai mediocri. Non sarò mai mediocre tra i mediocri.

Carlo Lock

La ragazza con la mela verde

Una ragazza che sgranocchia una mela verde, vedere il torsolo che si dilania...e questa ragazza fresca, con viso adolescenziale, l'idea della genuinità, una merenda sana, pulita, che se ne frega dei diserbanti.
Il passato tutto intero ricoperto di buccia, sbranato da quei dentini, afferrato da quelle unghie colorate di blu, di rosso, di fucsia, unghie di ragazza.
Una ragazza con una mela verde è qualcosa di nostalgico oltre che di erotico. Le ragazze da mela verde sono ragazze con il cuore negli anni '80, negli anni '60..e forse questo cuore non sanno neanche di averlo, gliel'hanno messo gli ascoltatori dei sentimenti, dei ricordi, come me. Per una ragazza una mela verde è un'occasione della vita, come tante altre, un passaggio comune, banale. Ma spesso non è così.
Poi i più truci tornano a casa facendosi una sega, pensando di essere la mela verde, ma questa è un'altra storia.

martedì 22 novembre 2011

Nato per errore

Tante volte ho la sensazione di essere nato per errore. Non che non sia stato un figlio voluto, non fraintendete. Questo errore è stato un errore più grande, un errore cosmico, come succede a chi nasce cieco o con qualche malattia. La mia vita non fa per me. Certo che mi si fosse stata data l'opportunità di scegliere di nascere non sarei nato, è evidente. O per dirla tutta: non sarei nato in Italia nella mia epoca.
Sì, uno può dire: "la tua vita sei tu". No! La vita è anche l'ambiente in cui sei scagliato. Se uno si ritrova nella profonda Africa a morire di fame, di chi è l'intenzione o la colpa?
Non credo nel suicidio...o meglio ci credo come possibilità di scelta, ma è quella più radicale. Suicidarsi è come rinunciare a un'indagine, vuol dire non sopportare la paura dell'ignoto. Perché è evidente che si vive nella paura...Anche la più piccola paura quotidiana (come quella della pioggia imprevista o di affrontare una discussione) fa parte di noi. Però è anche vero che molti hanno la sensazione di sentirsi integrati col mondo in cui vivono. Costoro però non scrivono i blog, non scrivono poesie, non danno i soldi agli psicologi....
Tutto è utile, come sono utili gli animali stercorari o gli "spazzini di carogne". Essere nati per errore vuol dire forse vivere cercando un senso, fatica non da poco. Ma concedetemi qualche pausa, le pause non fanno mai male...

sabato 19 novembre 2011

Il grande punitore

Questo filmato è tratto da una trasmissione Rai, intitolata Io e..il telefono (quando ancora la tv italiana faceva programmi veramente interessanti, con interviste di intellettuali, artisti). In questa intervista "Il grande punitore" Dario Argento racconta com'è nato il suo film Tenebre, che di lì a poco sarebbe comparso sul grande schermo: un film concepito a partire dal telefono, per via di alcune minacce ricevute da un esaltato che si spaccia, appunto, per "il grande punitore", che poi, in Tenebre sarebbe diventato "il grande corruttore". Notate l'inquietudine di questo Argento e la sua difficoltà a parlare dell'argomento, il suo essere genuino e autentico. E sul finale, dalle minacce a dirsi "ti amo" per telefono. Ma che effetto fa dirsi "ti amo" al telefono?
Devo dire che io e Dario Argento siamo simili in molte cose (a cominciare dal fatto che siamo tutti e due affascinati e al tempo stesso turbati dalle donne, siamo in perenne adorazione e spesso in perenne travaglio, siamo contro la psicoanalisi, spesso un po' fobici....e tanto altro), però a differenza sua, io non direi mai "ti amo" al telefono, perché il mio rapporto col telefono non è cattivo, è cattivissimo. Detesto una voce che non si può vedere e sono sempre imbarazzato quando devo spiegarmi, chiedere informazioni a uno sconosciuto perché non posso vedere la sua espressione mentre parlo. E poi adesso non si può stare neanche più in pace, se tieni il cellulare chiuso poi s'incazzano perché c'è gente che lo tiene aperto anche di notte. Meglio scrivere piuttosto, meno che ci sono gli sms, le mail...e magari a Dario questa cosa gliela scriverò.



martedì 1 novembre 2011

Halloween: qualche chiarimento

Nonostante sia da parecchio tempo che anch'io, del tutto in sordina, non manchi di fare qualche citazione ad Halloween in questo periodo, dopo un'attenta riflessione mi sono detto che gli italiani non ne sanno un cazzo. Eppure lo festeggiano. Anzi, non solo lo festeggiano, ma si permettono anche di condannarlo o di subirlo, liquidando la cosa come "festa degli americani", che a noi non riguarda.
E' verissimo l'ultimo punto, soprattutto se si considera che da noi questa festività è arrivata da una decina d'anni. Ma non credo che la condanna o il fastidio per Halloween derivi da un'atteggiamento anti-americano. Sappiamo bene come gli italiani siano molto attratti da ciò che è americano. Credo che la faccenda del consumismo sia una scusa di facciata. A guidare la crociata anti-halloween è soprattutto lo strisciante cattolicesimo bigotto che ci contraddistingue, incapace di considerare positivo ciò che è pagano e laico, o magari semplicemente dissacrante.Lo sfogo di molti cattolici contro Halloween ha lo stesso sapore della riprovazione per i testi heavy-metal. Ma poi come si fa a condannare il Diavolo se il cattolicesimo quotidianamente ne prende spunto, per giustificare i peccati carnali, le guerre? Il Diavolo è una presenza che esiste anche nella Chiesa, come rovescio del bene. Ed invece se la bontà di Dio è onnipotente non dovrebbe esistere neanche l'idea del Diavolo.
Ma a parte queste considerazioni preliminari, si critica Halloween senza sapere cosa sia veramente....se ne conoscono i simboli (la zucca, la strega, lo zombi), ma non l'essenza.
Non voglio dilungarmi eccessivamente in una spiegazione dettagliata. Dirò che comunque Halloween discende duemila anni fa dalla mitologia celtico-irlandese (come qualcuno sa) ed è una festività dedicata a Samhain, il principe della Morte (sono informazioni comunque reperibili su Internet). Si credeva che questo Samhain risvegliasse i morti durante la notte di Ognissanti e allora i celti lo onoravano con pratiche occulte per placare le sue brame e le sue ire.
Nella sua essenza Halloween quindi è una festa pagana occulta connessa al risveglio dei morti, nella sua pratica e nella sua simbologia moderna è semplicemente un carnevale autunnale basato sul macabro. Chiaramente Halloween è la festa dei dark, si celebra il nero, la morte, la sofferenza, la paura, la mostruosità, parole turche per un seguace biblico. Del resto è pur vero che Halloween non deve essere accettata come glorificazione del Male, ci mancherebbe altro, ma come una festa di divertimento. La passione per il macabro non si perde neppure a carnevale, convive dentro di noi. E' più che naturale esorcizzare la paura e il ribrezzo. Non a caso i mostri sono le creature che affascinano di più i bambini e gli adolescenti, mostri, zombi, animali orripilanti, pipistrelli. Penso che se arrivasse la notizia reale di un'invasione degli zombi in Italia la prima reazione sarebbe quella di fascinazione o di risata, piuttosto che di paura, perché si penserebbe subito alla fantasia, al cinema, quasi come a dire: "finalmente possiamo vedere questi zombi, sul serio, constatare se sono come ce li hanno fatti vedere nei film". La tragedia si scatenerebbe al primo morto ucciso. Però fin tanto che queste cose stanno lontane è bello averci a che fare per puro divertimento. Il macabro è il rovescio dell'erotismo, ha lo stesso mistero. Il sesso e la morte sono le uniche cose che ci tengono in vita. Il resto è belletto.Poi c'è la fede in Dio, ma anche questa è inevitabilmente connessa alla morte, è una forma sacra e riconosciuta dalla storia di esorcismo antropologico della sofferenza e della morte. E' bene infine svegliare le coscienze sul fatto che Halloween esiste ed è un fenomeno culturale. In realtà chi si diverte a negarlo ricade nel gioco del "dolcetto o scherzetto". Ricordo infatti che la traduzione di "scherzetto" è threat (minaccia). In pratica il vero gioco all'americana consisterebbe in una minaccia o una maledizione nel caso non si riceva il consueto "dolcetto". Se non si dà il dolcetto, significa non riconoscere Halloween. Sappiamo bene poi che la gente coi piedi per terra, incredula, fa sempre una brutta fine (nei film horror). Ma qualche volta dovrebbe fare una brutta fine anche nella vita (sempre cristianamente parlando, s'intende)..

domenica 30 ottobre 2011

Giornata della Riforma

Pecca fortiter, sed fortus fide et gaude in Christo

Martin Lutero

sabato 29 ottobre 2011

Il pomodoro intestinale

Ieri ho imparato che l'intestino umano è rosso, come un pomodoro. Me l'ha detto una collega ex-stomizzata.Pensavo che fosse rosa scuro o beige. E così gli stomizzati (coloro con l'intestino deviato ed esposto sull'addome) hanno questo bel pomodoro che sporge. La scienza medica è utile e nobile ma è capace di provocare anche orrore a volte.
Ed inoltre la medicina, si nasconde molto borghesemente dietro dei paroloni asettici, che non rendono bene il concetto. Un medico non direbbe mai "le facciamo un buco sulla pancia, poi lei da domani dovrà cagare dentro un sacchettino perché la cacca non le uscirà più dal culo".
Devo dire che questi toni, non proprio professionali, bisognerebbe apprezzarli di più. Amo l'estrema sincerità. Mi piace a volte la violenza della sincerità, anche se fa soffrire.Ma in questa caso questa forma di sincerità è forse un modo per sdrammatizzare.

Potete vedere il pomodoro intestinale sul sito nonsolostomia.com. Giustappunto, "non solo", potrete "dilettarvi" anche con la visione di piaghe da decubito, fistole, gambe scarnificate dopo incidente, morsi di cane, ferite lacero-contuse, amputazioni.
Non metto le fotografie qui per ovvi motivi, altrimenti i miei visitatori scappano. Però volevo consigliare quel sito a gente affetta da satirismo od obesità. Se non siete medici, quelle immagini hanno il magico potere di togliere il desiderio sessuale e l'appetito. Ecco, dunque, che la medicina viene sempre in soccorso e questa volta senza la prescrizione di nessun farmaco.
Inoltre siamo vicini ad Halloween, quindi è giusto parlare un po' di thanatos.

martedì 25 ottobre 2011

Le "Croci" disoneste

E' ben noto che le ambulanze non interessano a nessuno, forse perché sono contrarie al divertimento e al sesso.....bene, oggi compirò un'operazione di non-senso, dall'intento dadaista: parlerò di Onlus che fanno servizio di ambulanza....Quindi l'ambulanza non tanto dal punto di vista futurista (il feticismo del veicolo), ma la realtà associativa che crea l'oggetto-ambulanza, l'aspetto umanitario, che cela dietro di sé inquietudine e mistero. Spiegherò adesso come.
Ho intitolato questo post "Croci disoneste"....Sì, perché molto spesso le varie Croci , come le chiamano (verde, azzurra, bianca) in realtà sono enti di malaffare, come spesso accade in Italia, finte Onlus, che ricevono danaro non meritato dalla pubblica amministrazione, per truffa. In pratica fingono servizi che non ci sono, si spacciano per essere senza fini di lucro. Alla loro conduzione ci sono veri e proprietari d'azienda (chi conosce quest'ambiente lo sa bene), individui spesso ambigui (ecco l'aspetto inquietante) per non dire loschi, oppure del tutto insospettabili, che si spacciano per "comandanti" o altre figure dell'organigramma di una normale associazione volontaria.
Costoro fanno i soldi alle spalle di chi crede di far beneficenza..Però dietro tutto questo c'è il fascino del film noir, non vi sembra? Il "capo" si circonda dei suoi gregari, persone che lo seguono in silenzi;, all'interno di una simile realtà, circola spesso anche un'atmosfera poliziesca, fatta di omertà. Certo, chi conosce gli affari poco puliti non deve rivelarlo a nessuno. Su questi aspetti del mondo delle ambulanze vi rimando a un bel libro, Pessimi segnali, un giallo di Enzo Fileno Carabba. Per il resto, stando alla cronaca più recente, pare che si sia aperta un'inchiesta nel 2010, secondo la quale, si sono intensificati i controlli e già due "Croci" di Milano sono finite sotto tiro e i loro responsabili arrestati. Il caso più grave è stato quello della Croce San Carlo, seguito dalla Croce Ambrosiana.
Si sarà capito che qualcosa non andava per il verso giusto?
Pongo queste domanda perché molto spesso queste presunte Onlus si presentano in modo scalcinato (soprattutto quelle dai nomi più strani, spesso e volentieri dedicati a qualche santo) sono ubicate in zone all'estrema periferia, in vie che impongono magari il giubbotto antiproiettile, in zone o palazzi che di certo non invogliano ad entrare. Si percepisce chiusura, non apertura al mondo.Ma davvero poi queste Onlus hanno tanta voglia di cercare nuovi volontari?..Eppure per uno spirito temerario, per sentire scattare l'adrenalina dentro di te, per giocare a un thriller, sarebbe bello entrare a far parte di queste misteriose Onlus, fare parte di equipaggi con energumeni alla guida, che sembrano più macellai che soccorritori, osservare nei corridoi della sede un uomo ambiguo che passeggia, che è sempre lì, che non lavora mai ma ha sempre tanto da fare, poi va in vacanza ai Caraibi o in Brasile. Tutto in nome dello spirito del soccorso. Oppure magari parli con un tizio dall'aria un po' demente che ti parla sempre di figa o di quante fighe ci sono in associazione. E parla di figa anche dopo aver coperto un cadavere in tangenziale.
Certo, è vero. In certe Onlus è pieno di figa, di ragazze molto carine....Ma non sappiamo se siano le prescelte dal "capo".
Il tutto in nome del primo soccorso. Ma forse il mio post è "vittima" del libro Pessimi segnali. Non fate caso a un balordo come me, la realtà è molto meglio di quella può sembrare (a volte).


Carlo Lock

giovedì 20 ottobre 2011

Parole e sesso

L'argomento "parole e sesso" mi sta a cuore, è un tema che penso sia più volte emerso in questo blog. In poche parole mi piace dare importanza al parlare di sesso, non soltanto fare il sesso e basta e poi chiuderlo, segregarlo nel ripostiglio del silenzio.
Per me è vitale conoscere la gente dalla propria sessualità....se uno non dimostra pubblicamente, a parole, di avere una sessualità (reale o immaginifica poco importa) non gode di una granché positiva considerazione da parte mia. O perlomeno, questa persona sembrerebbe una specie di alieno, un'"enigma in situazione" (terminologia simil-sartriana).
Ecco, diciamo anche, che l' "alieno" (l'individuo adulto che non manifesta una convinta sessualità a parole) può ribaltare a sua difesa (giustamente) la situazione e dire che chi parla troppo di sesso è un adolescente malcresciuto o un maniaco.
Perché effettivamente lo insegnano gli psicologi che agli adolescenti si perdonano le fissazioni col sesso, sono in una fase di scoperta bla...bla...bla....
Oppure si dice che chi parla troppo di sesso non lo fa e che un vero uomo lo fa e basta, è molto più dignitoso il silenzio.
Entrare nei particolari è un tabù, bisogna lasciare spazio all'immaginazione, alla deduzione, non serve raccontare....essere un uomo è orrendo, in fondo, no?
Ecco, è da quando ho capito cos'è un uomo che ho sempre propositi di suicidio. Però in fondo ho deciso che è bello vivere per dire queste cose, per prendere in giro gli "alieni", per criticarsi anche con autoironia, darsi dei pazzi, dei maniaci o dei fanciullini...Tanto le parole (tranne quelle sessuali) cadono nel vuoto. I giudizi semplicemente pronunciati non lasciano alcun segno. Ciò che colpisce nel segno è difficile dirlo.....raccontare nei dettagli una notte d'amore con la moglie a un collega di lavoro è un'impresa mica da poco.
Credo che parlare sia più difficile che fare. Ed in questo, quando facciamo sesso siamo solo degli animali, fare sesso è facile senza parlare, è la cosa più maledettamente facile del mondo. Ma quando si vuole far capire, raccontare soprattutto le emozioni, ecco, lì diventa difficile.
Le emozioni sono il vero tabù. L'emozioni e il piacere. Ecco perché la psicologia ha accolto (senza respingerli) i principi secondo i quali l'uomo vero è stabile, sublimato e riservato. E' chiaro che un prototipo di uomo ci deve essere, ma l'uomo stesso vive in sé stratificato, condizionato da mille esperienze, traumi, circostanze. Il solito errore della psicologia di imporre dei criteri generalizzanti è assolutamente deprecabile.
Un vero uomo deve sapere anche parlare di sesso, come saper parlare di qualsiasi cosa. E parlare soprattutto di emozioni legate al sesso. Deve, esibizionisticamente, condividere col mondo i propri desideri, in modo del tutto naturale. E' quello che io chiamo il "nudismo" della parola. Come si è veri e autentici senza vestiti, così lo si è altrettanto con la sincerità e le parole frontali, svelate. La vergogna, la stabilità, il disprezzo per l'adolescenza e per le emozioni li lasciamo ben volentieri al filisteismo borghese.

martedì 18 ottobre 2011

Sogno futuro

Spesso vorrei smettere di frequentare certi amici, per il gusto di rivederli dopo anni e scoprire che sono ancora gli stessi, con gli stessi difetti, con le stesse sfortune.
Giusto per stabilire se la colpa è del mondo in cui vivono o della loro non intelligenza.
E poi è difficile vincere la lotteria di Capodanno, certo..ma è anche difficile cadere in disgrazia. Sarebbe bello che qualcuno ogni tanto cadesse in disgrazia, sarebbe almeno qualcosa di nuovo...così, tanto per dare ragione a chi ci ha rotto i coglioni da una vita.

La pigrizia è sexy

La donna pigra è sexy, mentre l'uomo pigro no....La donna che, suadente, si rigira nelle lenzuola, oppure ti guarda dall'alto al basso (magari in slip) seduta in poltrona fa sesso, l'uomo lento è un lumacone e basta....E spesso lumacone fa rima con coglione.E spesso pigrizia e impotenza vanno d'accordo.
Non amo le donne pervase dalla fretta "questo lo si fa subito perché è meglio". A conti fatti è difficile trovare donne pigre, lente, forse questo modo di essere è incompatibile certamente con la maternità.
Vi dedico il ritratto di una donna sensualmente pigra, con gli anfibi a letto, la "Dolcenera" in uno dei suoi ultimi video.


domenica 16 ottobre 2011

L'odore della morte

Ieri, tra amici, ho conosciuto un pompiere di professione, mi ha parlato del suo lavoro. Mi ha raccontato che quando si buttano giù le porte e si va nelle case a prendere i cadaveri rimasti lì da settimane il loro odore rimane nel sangue, nel cervello.
L'odore della morte si fissa, s'inchioda dentro e si ripropone...Penso sia orribile questa cosa, molto più che la semplice visione della putrefazione. E' più facile che svanisca un'immagine dal cervello (se non si è pazzi). Invece l'odore è più pregnante, agisce nel profondo.
Però in effetti capita anche a me di avvertire presenze dentro di me, sulla mia pelle, anche quando non ci sono. Presenze sgradevoli, ovvio.....capita anche baciando, per esempio. Quando si bacia qualcuno che ti lascia la cosiddetta "striscia di lumaca", quella saliva la senti addosso, anche quando ti asciughi, ti pulisci. Non amo baciare gli uomini per saluto, ma soprattutto gli uomini con la barba folta e ispida....ecco.....io quella barba la sento per diverso tempo, la sensazione....Le donne come fanno ad amare la barba? Esistono donne che amano la barba? Ed anche a loro capita di sentirla per diverso tempo sulle guance? Ed invece pompieri e becchini devono convivere con l'odore della morte dentro il corpo.

venerdì 14 ottobre 2011

Gli "amici" del cinema

Esistono anche gli "amici" del cinema......ho parlato con uno (anzi con una) di loro. Questa grande amica del cinema che non conosceva nemmeno bene la filmografia di Roman Polanski ha rifiutato di presenziare alla proiezione di Carnage, una commedia dolce-amara dell'assurdo, nota ultima fatica del regista polacco, unicamente perché tornato in libertà. Era il reato a creare la discriminante sulla visione o non visione, non la libera espressione artistica. Si trattava certo di un abuso su minore, è vero....ma da un'amica del cinema questo ragionamento non si può accettare.
Non possiamo vivere con questi "amici" che ci insegnano ad odiare il cinema.

Video: "Winter"

mercoledì 12 ottobre 2011

Retrospettiva: "Bambola", di B.Luna

Divenuto famoso per la scena delle anguille e per la presenza di Valeria Marini (che-non-sa-recitare), spesso confuso con un film di Tinto Brass, ho recuperato una sera il film Bambola di Bigas Luna, ora che, dopo aver visto La pelle che abito di Almodóvar, sto riapprofondendo il cinema spagnolo.
Incuriosito dai fischi e dal flop del film, mi sono chiesto e vi sto chiedendo: ma sono stati fischi dati a ragione? E' proprio tutto vero quello che si è detto di questo film? Lo sapete anche voi che mi seguite che non sono un coglione, no?
Vediamo ora di ragionare insieme. Bè, sicuramente non parliamo di un film erotico, Bambola non rispetta i canoni del film erotico per eccellenza, c'è piuttosto un intento autoriale più o meno nascosto. Diciamo che Bambola rappresenta una riflessione sui comportamenti violenti e antisociali, il vero protagonista non è Valeria Marini, semmai Juan Pertugorría, Furio, il suo partner, l'ex-detenuto che uscito di galera la viene a cercare e si stabilisce con la forza in casa sua, mutando i rapporti tra i personaggi e rompendo l'equilibrio narrativo. Furio si è innamorato di Bambola (la Marini), tenta goffamente di amarla, è folle di gelosia per lei, ma ci rendiamo conto che il suo unico modo di amare è quello violento, i suoi codici espressivi sono la violenza e l'istinto bestiale. Il rapporto tra i due è molto complesso, lei viene stuprata la prima volta in carcere, durante una visita, spinta dal fratello per cercare di far calmare Furio, che continua a vessare e molestare Settimio, un pretendente di Bambola, suo compagno di cella, di cui è geloso.
Bambola poi s'innamora tra mille dubbi, affascinata dalla maschia decisione e brutalità dell'uomo ma la scelta di prendere Furio in casa propria costituirà una grossa e pericolosa responsabilità, d'ora in poi Bambola dovrà continuare a subire rapporti violenti ed è significativa la scena nella quale mentre viene sodomizzata, mormora in lacrime e senza fiato: "Ero venuta per un bacio". La disperazione della Marini, unita a quel suo fare ruspante, semplice, ingenuo, da sensuale donna di campagna qual è il suo personaggio, accentuato dal naturale accento sardo, ne fa un personaggio affascinante. Valeria Marini è una ragazza dolce, in fondo, e ha portato la sua dolcezza anche in Incontri proibiti di Alberto Sordi, dove anche in quel film recitava la parte di una ragazza innamoratissima e maltrattata (ma almeno non violentata, questa volta). E che cazzo me ne frega quello che dicono i critici o gli intellettuali snob, che non sa recitare....tanto io non sono un cinefilo e lo ammetto. Questo post è un'analisi, non una critica estetica del film e, in ogni caso, un bel film non lascia indifferenti e di sicuro Bambola non lascia indifferenti.
Ha dei momenti di vero cinema come l'inseguimento nel prato fiorito e tutta la parte finale. E cari miei la scena delle anguille è ben poca cosa rispetto a tutto il resto...Ora diciamo in cosa consiste però, per chi non ha visto il film, perché la stampa italiana ha sempre nominato sta scena delle anguille, ma senza descriverla, lasciando lo spettatore immaginare. Noi invece parliamo chiaro, duro, papale papale, com'è lo spirito eversivo di Bigas Luna (da sempre ammiratore di Marco Ferreri). Se pensate, quindi, che Furio metta un'anguilla nella figa di Bambola, toglietevelo dalla testa.....lo so che sarebbe stata una scena di un porno di classe, ma non è così. Non credo che la Marini si sarebbe spinta così in là....piuttosto i due amanti si accarezzano con l'anguilla e c'è una scena in cui viene cinta al collo di Bambola (a simboleggiare il soffocamento). E poi c'è anche l'altra scena ben più kitsch della Marini che si fa fotografare dal fratello a cavalcioni di una mortadella ed è un'immagine più famosa, comparsa anche nella locandina.
Ma al di là di questi espedienti acchiappapubblico, pur riconoscendo che Bambola non sia affatto un'opera d'arte e probabilmente nemmeno il miglior film di Bigas Luna in assoluto, tuttavia non manca di rispondere a quelle peculiarità "masoniriche" (termine trovato su Wikipedia) e grottesche tipiche dell'autore spagnolo, che non rinuncia mai al tragico, all'ossessione perversa, al dramma finale. I film di Luna sono degli erotici ingannatori, nascondono tutti una parte oscura, torva, rallegrata, talvolta, da simbolici elementi kitsch o surreali, nei quale si riconosce il cinema spagnolo di Almodóvar.
Qui di seguito la scena simbolo di Bambola, nella quale lei cerca di insegnare a "far l'amore" a Furio, ma lui si rifiuta e si termina, appunto, con la scena delle anguille (qui censurata).
Notate anche l'ignoranza della didascalia dell'autore del video, che ha scritto: "di Tinto Brass"



domenica 2 ottobre 2011

Il compleanno di "Beverly Hills"

Non è nel mio stile essere snob, però non ho mai potuto sopportare questa specie di "Beautiful" per adolescenti, Beverly Hills 90210. Il compleanno succitato riguarda i vent' anni dalla messa onda in italiana (3 ottobre) e ieri una giornalista del "Corriere della Sera" Chiara Maffioletti ha speso in un suo articolo parole di elogio un po' troppo ingiuste per il telefilm in questione.
Cominciamo con questa citazione: "Il primo telefilm che raccontò i teenager". Uhm.....Evidentemente alla Maffioletti ha fatto cilecca la memoria. Che cos'era Happy days, se non il "primo" (o forse non il primo, non ho la presunzione di dirlo) telefilm americano a raccontare storie di adolescenti? Forse non raccontava i drammi degli adolescenti, ecco, magari è così..però le cotte, le discussioni in famiglia, quelle c'erano; di certo è stato uno dei telefilm in Italia a tenere incollate generazioni di famiglie davanti al piccolo schermo. Beverly Hills è un fenomeno di passaggio, rappresenta anch'esso un'epoca (una brutta epoca peraltro, quella degli anni Novanta) ma è ancora presto per parlare di "amarcord". Credo che molti abbiano detestato questo telefilm, come il sottoscritto, oppure (più probabile) siano rimasti indifferenti. Di certo un telefilm gradevole, ma ben lontano dal ricamarci sopra lodi nostalgiche. Come fenomeno televisivo, in termini di share è innegabile il suo successo, indubbio, ma mi sembra che questa serie tv non abbia quel valore assoluto che si intende esaltare. Ed invece Chiara Maffoletti affonda il coltello nella piaga: " Il portento della serie era far sentire nonostante tutto incredibilmente vicini e reali quei ragazzi".
Reali??? Ma se erano tutti bellimbusti laccati a dismisura! Fotografie da barbiere, questo erano Luke Perry (Dylan) e Jason Priestley (Brandon). Anche l'ultima racchia pareva ritoccata con Photoshop!!! Un mondo patinato alla "Beautiful" forse vicino alla realtà americana, ma di sicuro lontanissimo da quella italiana. Forse perché eccessivamente lontana faceva sognare, vai a sapere.
Ed ancora: " Non c'è 30enne che non possa avere dei sentimenti che lo legano a quel mondo"(la parte più esclusiva di Los Angeles, n.d.r). Dichiarazione elitaria, eccessiva e qualunquista che riflette l'italiano medio col mito dell' America, un ritratto da cui voglio prendere le distanze, non perché detesti l' America in sé, quanto perché rifiuto l'omologazione massificante che ha fatto dell'ideale di vita americano il solo e unico degno di valore al mondo. Credo che un telefilm con la stessa sceneggiatura e gli stessi temi prodotto però in Russia, in Germania o in Ungheria sarebbe passato sicuramente in secondo piano. Ed infatti l' Italia lanciò la sua risposta a Beverly Hills, quando la Rai produsse nello stesso periodo I ragazzi del muretto, con personaggi della strada, "sporchi", attori alle prime armi, case popolari o signorili, imperniati da un sincero e convincente realismo nostrano, constatabile perfino nell'abbigliamento e nei gesti dei personaggi. Anche I ragazzi del muretto riusciva a incollare gli adolescenti alla Tv, ma era un telefilm più discreto, meno clamoroso; Beverly Hills
era il telefilm "modaiolo" per eccellenza. Ed in questo nulla di male, beninteso, si era accaparrato lo spazio sulle tv berlusconiane, cosa poteva volere di più? E si era poi infilato nel solito "girone" commerciale, fatto di gadgets, figurine, diari, il solito bombardamento che mira a suscitare curiosità anche nei più refrattari spettatori. A me non piaceva nonostante le pin-up truccate e rifatte. Gli americani hanno questo gusto del "pulito" che repelle e sono capaci di passare dal buonismo da favola al dramma parossistico, non hanno le mezze misure, costruiscono favole molto prevedibili, non favole che sorprendono con l'ingegno: baci, lacrime, pistole, droga, sesso, scorribande in macchina. Tutto è facile, ingredienti dello star-system.
Ma del resto Beverly Hills è figlio della sua epoca, un'epoca a sua volta figlia degli anni '80, gli anni 90 che hanno metabolizzato il peggio del decennio precedente, portato forse all'esasperazione.
Come fenomeno di costume Beverly Hills è degno di nota, ma non mi sembra il caso di festeggiare il suo ventennale. Certe cose è meglio dimenticarle.....



sabato 1 ottobre 2011

Musica neozelandese

Un bellissimo video della cantante neozelandese Sharon O' Neill.



Il significato dei sogni

Il significato dei sogni è ben altro da quello che diceva Freud. Freud decifrava i contenuti onirici al fine terapeutico per arrivare alla "guarigione", Ernst Bloch, invece, filosofo ebreo tedesco del Novecento, li decifrava per arrivare all'utopia.
E soprattutto decifrava i sogni ad occhi aperti, sì....quelli ad occhi aperti! I sogni ad occhi aperti sono una "traccia" verso il non-ancora-avvenuto e verso il già-stato.
In definitiva, perché si sogna? Siamo tutti d'accordo sul fatto che il sogno è la bava del desiderio, ma 'sto desiderio che ci sta a fare nella nostra vita?
Bloch direbbe che la sua funzione è quella di farci incontrare la nostra alienazione, la nostra estraniazione e negazione, ma al tempo stesso apre al futuro, ovvero: noi possiamo ricongiungerci con noi stessi attraverso la speranza, in pratica credere che il sogno-desiderio sia qualcosa che ci attivi verso la prassi. Ma se, ovviamente, il sogno impiega troppo tempo per realizzarsi bisogna intervenire anche sulle strutture sociali ed economiche che lo impediscono, Bloch era un marxista non dimentichiamocelo, ma ha depurato il marxismo di quella scientificità determinista e rigorosa, arricchendolo di linfa vitale e sentimentale, facendo cadere l'accento più sull'alienazione morale che su quella economica. In fondo Bloch è un Hegel "ragionevole" (termine che farebbe rivoltare nella tomba l'idealista romantico). Ecco fatta violenza ai filosofi, ma credo che l'esposizione del tema blochiano del sogno in Principio speranza (la sua opera di maggiore respiro) sia qualcosa di assolutamente originale.

venerdì 30 settembre 2011

Solitudine e salute

Molta gente è sola anche perché sta male...La solitudine è anche un fatto di salute. Chi non ha forze, chi ha sonno, chi soffre non può andare in giro, non può avere una vita attiva e, quindi, non può incontrare amici, persone nuove. Oggi la vita è iperattiva. E' facile autocondannarsi all'estinzione umana, non farsi vedere mai.

Carlo Lock

venerdì 23 settembre 2011

"Due gelati"

La proposta per l'estate 1984 di Marco Ferradini...Una canzone meno nota ai più.



giovedì 22 settembre 2011

Freddure sul lavoro

-Ma perché si lavora?
-Si lavora per pagarsi le vacanze, ovvio.

-Perché si studia?
-Per ingegnarsi qualcosa per non lavorare, tipo un dottorato.

Carlo Lock

Scarpe, piedi e borse

Non capisco tutto questo entusiasmo da parte di certi uomini per piedi, borse e scarpe femminili. Le scarpe e le borse mi sembrano involucri osceni, osceni come stronzi, soprattutto se giacciono sul pavimento. I piedi? Ma come si fa a impazzire per i piedi? Come? I piedi non sono vivi, sono appendici ossee, sanno solo di sporco (eventualmente), ma è sporco "acquisito", polvere, terriccio, oppure sanno di crema (puah!), non hanno ghiandole, non hanno muscolature accoglienti, anelli muscolari caldi, i piedi non si penetrano....sì, forse penetrano (in senso attivo), ma sono duri, sono articolati ma non hanno un' intenzione guidata, come una mano. E sono grossi, spigolosi, scatole appuntite di carne. Ingombranti. I piedi sono stronzi vivi, le scarpe stronzi morti...ecco la differenza.

domenica 18 settembre 2011

Psicoanalisi degli psicologi

Chiedo scusa in anticipo alla categoria, so che questa caratterizzazione non si attaglia alla maggioranza dei laureati in psicologia, però per esperienza personale ho sempre considerato gli psicologi dei ragionieri dell'anima, abili calcolatori e valutatori di un percorso terapeutico, misurabile, quantificabile. Non ho mai digerito, innanzitutto, il fatto che l'anima possa diventare scienza e possa ammalarsi...E comunque un'anima malata non ha bisogno della razionalità, ma dell'affetto.....gli psicologi sono degli sconosciuti che indagano, entrano nei dettagli scabrosi di una vita, è gente alla quale si confida l'inverosimile però rimangono sconosciuti. Un po' come mascherarsi a carnevale e starsene in casa senza farsi vedere, questo è il senso.
E poi ognuno non ha la stessa soluzione al problema, si potrebbe andare per gioco da dieci psicologi diversi e studiare le reazioni, le risposte (ma dopo questa operazione uno si sentirebbe espropriato della propria personalità), non sarebbero uguali al 100% ci sarebbero delle minime variazioni.
Oppure si potrebbe anche inventarsi una vita, una malattia...uno psicologo crederebbe di aver risolto un caso ed invece ha soltanto parlato con un attore, ha partecipato a una fiction.
Grossolane considerazioni, lo ammetto....ma che denotano come l'anima sia un argomento delicato, irriducibile a un'entità cosale, stabilita. L'approccio medicalista che stabilisce i confini della normalità esiste tuttora....Credo che molte persone che si rivolgono agli psicologi lo facciano per avere un consiglio, ma spesso e volentieri questi non elargiscono consigli né soluzioni. Certo, si può essere aiutati a comprendersi, ma lo si può fare anche con figure illuminanti, un guru indiano, un professore, un filosofo, un prete, un idolo, una fidanzata particolarmente attenta e perspicace. A voi la scelta se sia più conveniente trovare altri interlocutori o parlare con un muro "umano" che finita la seduta magari va a vedersi il derby con gli amici...Se vi piace però raccontarvi senza essere giudicati o indirizzati, lo psicologo è quello che fa per voi.

sabato 17 settembre 2011

Uno scrittore inutile: Ermanno Cavazzoni

Ermanno Cavazzoni è uno scrittore dalla voce felliniana. Sarà forse a causa della sua storica collaborazione col Maestro, che sia stato influenzato? (Il suo libro Il poema dei lunatici ha ispirato il soggetto de La voce della luna). Quest'uomo mi piace, prima ancora come uomo che come scrittore, ha una voce da raccontatore di favole e rappresenta la massima tranquillità per chi si sente a disagio col mondo. Il disagiato ha bisogno di essere nutrito con la bellezza del disagio e con la non colpevolezza del malessere. Ecco, Cavazzoni insegna a non sentirsi colpevoli, come tanti Maestri della cultura o del cinema. E' sempre bello ascoltare qualcuno che nobilita l'inutilità, che sovverte gli ordini o che si mostra serafico.
Ecco, qui una presentazione dal vivo del libro Gli scrittori inutili, in cui Cavazzoni presenta la sua idea di scrittore e della letteratura.


La mancanza di denaro

La mancanza di denaro rende meschini, vili, avari.
Nel povero subentra la propensione al gossip, alla prevaricazione, al fare i conti in tasca.
E questa specie di povero è la più brutta, è quello che vive ancora in un appartamento, non è il povero da strada, clochard, avventuroso, coraggioso, spavaldo, abituato alle vere avversità.
La mancanza di denaro incide anche sulla socialità, non si fa regali per non dover ricambiare, non si può andare negli stessi ristoranti degli altri e si rifiutano gli inviti.
L'estremo assoluto è il furto. Certo, è meglio rubare che morire, è chiaro.

domenica 11 settembre 2011

2001-2011

Silenzio

giovedì 8 settembre 2011

Il falso mito della Lituania

Visto che è da un paio di post che ci muoviamo per l' Europa, dopo l'esperienza degli sputi a Londra ci spostiamo in Lituania. Non tanto per dire chissà cosa su questo paese, quanto per eradicarne il mito costruito dalla filosofia del "pappagallo" italiano ovvero colui che vuole fare turismo sessuale gratis o a poco prezzo (eeehhhh.......troppo comodo, caro amico, caccia fuori i soldi!) prendendo per il culo ragazze che magari credono davvero nell'avventura italiana con un italiano, mosse anche da bisogni di sopravvivenza. Va da sé, è bene ricordarlo, che questo schema di ragionamento è ormai superato dalla metà degli anni Novanta, la donna dell' Est non ha più così "fame" dell' Italia, ha capito l'antifona, insomma. Ma a prescindere da tutto ciò, mi sembra alquanto regressivo che uomini anche di trenta-quarant'anni debbano andare in giro a fare i pirloni di discoteca in discoteca (in gruppo peraltro) con l'obiettivo di beccare una qualsiasi e poi magari di dare formalità false per non essere rintracciati. Ascoltate Carlo Lock: non condanno in sé l'istinto dell'andare a donne come obiettivo primario, ma almeno ci vuole stile. Intanto non bisogna andare nelle discoteche in gruppi di soli maschi, soprattutto perché può anche capitare che qualcuno rimanga in bianco, non c'è scopata garantita per tutti. Bisogna viaggiare da soli per fare queste cose o in alternativa accompagnarsi ad amiche lesbiche, per rompere la diffidenza con le donne forestiere. Un maschio etero che non ha amiche lesbiche è già fuori dal giro, si capisce già qual è il suo stile e chi frequenta. Un maschio etero che trova riprovevole essere inculato da un fallo di plastica da una sua amica bsx si presenta già da sé e avrà ben poche speranze nel comprendere le donne del nord.
E premesso questo, veniamo alla Lituania, in particolare a Vilnius, la sua capitale. Ho scelto proprio questo paese perché a detta di alcuni sembra essere quello più povero e meno chic, quindi, più "aperto" all'arrivo di gente da fuori. Ma le cose stanno cambiando in progressione....
La Lituania è una delle repubbliche baltiche, ben note per turismo sessuale, descritta da taluni come una specie di Rio de Janeiro del Nord...Insomma, piedi per terra. Non si esclude l' "aggancio", per tutta una serie di fattori favorevoli (riscontrabili anche in altri Paesi del Nord, come la Finlandia, ad esempio l'alto tasso di popolazione femminile, maggiore emancipazione), ma, diciamo, insomma, che le lituane non fanno rima con "puttane" e la conquista è sempre una conquista con tutte le sue variabili, come avviene in ogni paese del mondo. Non è quindi detto che se una lituana si fa scattare una fotografia o sia sempre sorridente sia disposta ad andare più in là del semplice sorriso. Quindi mi sono sottratto più volte a inviti di gente che rompevano i coglioni a mezzo mondo con Vilnius, con Tallinn, con queste strafighe....I posti sono incantevoli, non c'è che dire, non li ho mai visti dal vero, ma ho visionato foto, documentari, però tutto l'ensemble rischia di diventare un piacere voyeuristico. Ecco, forse l'unica certezza è il piacere voyeuristico di queste stangone che girano per le strade. Del resto le opinioni in merito alle Repubbliche baltiche sono alquanto discordanti tra gli internauti: c'è gente che è andata in Lituania diverse volte e non ha mai battuto chiodo, altri invece ci sono riusciti, altri ancora hanno preso le botte dal maschio lituano geloso e ubriaco.
All'arrivo di un sms: fighe zero, bé mi sono reso conto che
costruire mitologie è alquanto pericoloso, ecco tutto. La Lituania, in particolare, non mi sembra essere un posto da scopata sicura, nonostante tutto quello che si dice. Nessuno riuscirà a togliermi questa idea dalla testa.

martedì 6 settembre 2011

La vita bruciata

Spesso ho come la sensazione di avere incendiato la mia vita, di essere il mio piromane personale.
La mia vita è scoppiettante, ma mi fa male, è ben nutrita ma in realtà non c'è sotto nulla, se ne va a poco a poco. Forse per sempre.

I Saxon a Wacken

Un video live di The princess of the night, pietra miliare dei Saxon, a Wacken, un comune tedesco dello Schleswig-Holstein ove si tiene annualmente il "Wacken open air" , ritenuto il più importante festival heavy-metal del mondo.



sabato 3 settembre 2011

L'arte della dissenteria

La dissenteria è l'arte del dissentire. In fondo le mitragliate diarroiche, costanti, reiterate sono anche quelle un NO all'ordine.

Carlo Lock

venerdì 2 settembre 2011

L'esperienza di un pervertito a Londra

....Pagò la bellezza di 200 sterline per farsi riempire di sputi e saliva da una ragazza ventenne, nudo come un verme.
E quando lei preparava la "bomba", sentiva quel brivido di invasione, avrebbe voluto scappare, tremebondo, come minacciato da un colpo di pistola.
La lingua roteava, la ragazza gorgogliava, poi quando scatarrava lui provava un brivido tremendo dalla punta dei capelli fino ai talloni. Fu così che partiva lo sputo: "Ptuuu".....e via un altro, a ripetizione.
Poi una stretta di mano: "Ti è piaciuto?"
"Sì, grazie, sei stata brava"
Ed il pervertito rimise la giacca, scese le scale e sparì indifferente nella bruma londinese.

martedì 23 agosto 2011

Il Koreano

Il Koreano: ovvero l' "unofficial site" di Andrea Persica dedicato a Nicoletta Elmi, un futuro promettente nel mondo del cinema, ora logopedista a Milano, nota al grande pubblico per il personaggio di Benedetta Valentini nella serie Tv I ragazzi della 3*C, un personaggio che sembrava esserle cucito addosso perfettamente, quello dell'intellettuale-dark. Sarà pure le phisique du role, ma Nicoletta ha frequentato spesso set di film dell' orrore et similia, i più importanti Profondo rosso (era la bambina sadica che si diverte a torturare gli animali) e Demoni (una conturbante e sexy maschera di un cinema), ma via via citiamo anche Morte a Venezia, Reazione a catena di Mario Bava, Flesh for Frankenstein (con Dalila Di Lazzaro), Chi l'ha vista morire? di Aldo Lado.
L'ultimo lungometraggio è appunto Demoni di Lamberto Bava, poi i Ragazzi della 3°C.
Talenti sprecati, la Elmi (nipote di Maria Giovanna) ventenne sembrava la tipica ragazza inglese o tedesca, dallo stile di vita alternativo, capelli lunghi, rosso naturale, occhi verdi, una gatta, una dark-lady vera e propria, una figura inconsueta nel panorama del cinema italiano, come poche se ne vedono....
Anche come bambina faceva la sua parte, era già una piccola emissaria di Satana. Purtroppo film dell'orrore italiani non se ne fanno quasi più, ma osservare Nicoletta era come provare un'angoscia erotica, il giusto binomio di eros e thanatos.








lunedì 22 agosto 2011

La vita prezzolata

Esiste qualcosa che non ha prezzo nella vita?
Anche il sorriso e la cordialità di un receptionist di palestra fa tristemente il suo interesse, come una puttana....è tua amica perché devi fare l'abbonamento, ma poi forse non lo sarà più.
Il cattolico ti abbraccia se ti unisci a lui nelle Messe successive, il regista fa il gentile con una donna durante il film, spera di portarsi a letto l'attrice, la puttana gode a comando in base al capitale versato, ma poi finito tutto si schiarisce la voce e si fa la doccia, pensando al prossimo cliente, il capo di una sezione di partito dice che sei intelligente e simpatico perché ti vuole candidare nelle liste anche se non vali niente, l'amico sfigato ti vuole bene fin quando non ha amici migliori o non trova la fidanzata.
Tutto ha un prezzo....ma in fondo dietro tanta ipocrisia sarebbe meglio pagare in ogni circostanza, pagare per chiedere una via, pagare per la compagnia, pagare per lavorare, pagare per divertirsi, come se i soldi fossero l'unico tappabuchi di fronte all'agghiacciante vuoto e insensatezza dell'esistenza e delle relazioni umane...Il denaro circola come il sangue e se smette di farlo c'è l'infarto esistenziale.
Oggi pure Alberoni ci ha insegnato sul suo consueto editoriale del "Corriere della Sera" che non bisogna aspettarsi riconoscenza da chi ti ha fatto un grande favore....
Anche in questo caso, dietro una corresponsione monetaria non ci sarebbe da ringraziare nessuno, c'è l'asetticità perfetta della transazione........nel suo squallore è tuttavia preferibile una vita transazionale, come una macchina capitalistica, in attesa eterna della Rivoluzione.

domenica 7 agosto 2011

Film vietati in chiaro

....E finalmente una buona notizia: i film vietati ai minori di 14 anni cominciano (almeno su Sky) ad andare in onda in chiaro in "fascia protetta". Il primo caso si è avuto col film Uomini che odiano le donne, l' Agcom non ha sanzionato Sky perché è possibile attivare il parental control per tutelare i minori.
La decisione non è piaciuta all' Associazione Italiana Genitori, al Comitato Media e Minori ecc...., ma noi ce ne infischiamo bellamente. Non è possibile del resto costringere gli adulti a una tv da educande o a notti insonni, mettere nell'ombra opere artistiche per l'esistenza di un pubblico infantile. Il parental control dev'essere attivato dai genitori, certo, ma forse è chiedere troppo, è veramente faticoso....meglio avere l'interventismo e il dirigismo dei media su tutta la popolazione, no?
Una tv sana e pulita fa star bene tutti,è rassicurante, soprattutto se vengono penalizzati i film, da sempre. Quindi o si decide radicalmente che il prodotto cinematografico non è degno di entrare nel piccolo schermo (divieto o meno) oppure se vi entra non bisogna far la distinzione tra i 14 e 18. La cosiddetta "fascia protetta" è soltanto la più bieca ipocrisia inventata, perché molti bambini e i ragazzini hanno comunque la tv in camera e, da che mondo e mondo sono sempre riusciti a eludere l'attenzione dei genitori ed è abbastanza raro che un bambino piccolissimo abbia desiderio di vedere film erotici e di violenza. A esserne curiosi sono quelli nella fascia d'età compresa tra i 9 e i 13 al limite, un modo anche quello per trasgredire le ordinarie norme etiche e di costume, per affermare il diritto e il desiderio di crescere. Senza contare che i veri programmi diseducativi sono ben altri e stanno sotto gli occhi di tutti. Purtroppo ciò che viene penalizzato sono soprattutto la finzione, le opere d'arte, non programmi dozzinali, di dubbio gusto e fatti veramente coi piedi (per non dire di peggio). E' l'eterna polemica che mai si placherà. Forse il mio discorso può essere ritenuto diseducativo da taluni, ma la realtà è questa e non credo cambi di molto col demonizzare il divieto ai 14 o indignarsi per una mancata "fascia protetta".

martedì 2 agosto 2011

Quando sono in vacanza

Quando sono al mare o in montagna esco frequentemente, come se le mie uscite fossero un vomito incontenibile e sopportassi lo stare in casa come una nausea.
Quando rimango in città (Milano) divento stitico, m'imputridisco in casa.....Quando sono in strada una sensazione di nausea mi spinge verso la porta di casa.

martedì 26 luglio 2011

Lingua a ruota libera

Vitalizio e compostizio
ceralacca polacca
toma e soma
tridente, fendente e accogliente.....
castorama, panorama, la mia brama.
Non sospetto
che al cospetto di un dispetto
ci possa essere di mezzo un petto...
che sia di pollo o di donna è importante...
petto toccato
petto leccato
petto laccato
petto mangiato.
Di petto si tratta, ormai è fatta....
toccati la patta,
vomita sul tetto
la cataratta....
del Nilo, sul filo, un chilo...
di mele
di pesche
di pere...
pere nelle vene
pere da iniettare
pere da toccare
pere da leccare
pere nel sedere....
Fallicismi, dialettismi, introduzioni,
scoponi (scientifici),
scapoloni morti o vivi.
O siamo vivi o siamo morti...
l'importanti è essere morti.
O forse essere risorti.
Nati storti
nati fessi
nati sassi
nati cessi.....
Un sasso di gesso e una faccia da cesso....
un gesto di sasso, un sesso dimesso.
Dimesso per l'alcol
per amore degli antipsicotici.
Erba un fascio
sacco di merda
buttato in strada....
scivoloni, sgommate, vibrate,
pelle di leone, scorciatoie oblique,
peli duri, punti neri...
gaiezza, scontri, autoscontri,
autostrade, autovelox.....
basta fermarsi e dire basta al cervello.
Che il mio cervello si fermi
e la mia lingua si secchi.
Stop!
Spruzz! (mi spiace la saliva è finta...)

Pillola di saggezza

Si vive per lavorare?
Ok, moriamo per vivere.


Carlo Lock

domenica 24 luglio 2011

Cancellare la mente

Vorrei cancellare i pensieri con un lapis e poi riscriverli da capo, cambiarli periodicamente.
E ogni tanto magari fare sciopero di pensieri, avere la zucca vuota.

La fine di Amy Winehouse

.....Travolta dai fischi, poi dall'alcol.....Fine di una giovane, bella artista maledetta.


http://www.youtube.com/watch?v=y15N-vMnsIw&feature=related

sabato 23 luglio 2011

La nobile arte del clistere

Dopo il titolo, la domanda del lettore: ma che c'entra adesso il clistere? Questo Carlo Lock è davvero bizzarro, ogni giorno ne inventa una.
Cari amici, non è che ogni giorno ne invento una, beninteso, ogni giorno cerco di portare alla luce le vostre "latenze", le cose che fate finta di non sapere o che l'inconscio collettivo vi ha impedito di conoscere.
Il clistere è una pratica millenaria della medicina alternativa, fa parte dei cosiddetti "rimedi della nonna", salutari, quanto efficaci. Purtroppo non se ne parla più tanto, per tre motivi essenziali, qui sotto esposti:

1) I medici hanno interesse a proporre lassativi e preparati chimici per evitare il fallimento delle case farmaceutiche.

2) Manca, almeno in Italia, un rapporto sereno con il proprio corpo, un disconoscere che il clistere sia rilassante e godereccio a prescindere dall'aspetto curativo in senso stretto. Questa forma di rimozione ha costruito un immaginario del clistere legato alla sofferenza e all'umiliazione, al contesto ospedaliero e della malattia, un esperimento, insomma, da evitare se è possibile.

3) In riferimento al punto 2, il clistere ha avuto un largo spazio, a partire dagli anni Sessanta (inizialmente in Francia) nell'ambito dell'iconografia pornografica, meglio se sado-maso. Va da sé che la pornografia oggigiorno è l'unico territorio in cui il clistere trova cittadinanza, ma il pegno pagato è che ne viene snaturato il suo vero ruolo, rilassante, curativo.

Come si può parlare in modo sereno del clistere se è associato alla clandestinità della pornografia? (e badate bene non a una pornografia canonica, ma a una forma bizzarra, non per tutti i palati).
E' evidente che se vogliamo intendere la "clisterofilia" come una perversione sessuale non c'è altro da fare che frequentare siti e sexy-shop dedicati all'argomento, ma qui mi preme dare delle nozioni di carattere generale e culturale. Ad esempio, in poche righe ricordare come il clistere faccia parte della scienza medica ayurvedica.
Perché viene considerata importante questa forma terapeutica nella medicina dell'' India? Perché sfrutta il legame vitale che, secondo la filosofia orientale, il colon ha con tutti gli altri organi e tessuti del corpo. Per questa ragione il clistere ha una grande influenza sul corpo, perché agisce su tutti i tessuti e ‘energie’ (passatemi il temine): così come l'albero dipende dalle radici per assorbire acqua e sostanze nutrienti per farle circolare lungo la sua struttura trasformandoli in tronco, rami, foglie, fiori, frutti ecc., altrettanto il colon ha il compito di assorbire nutrimento (chiaramente dal cibo elaborato) e sostenere tutti gli altri organi e tessuti del corpo.
Per questo l’enema (il clistere) a tutt’oggi è considerato come l'attività chiave di tutti i trattamenti di ‘purificazione’ poiché contribuisce a eliminare (canalizzare) le tossine accumulate ed è inoltre altamente efficace come trattamento ringiovanente e dimagrante. Dà purezza mentale, è usato spesso anche nei trattamenti contro le tossicodipendenze. Ma queste cose molta gente non le sa.
C'è sempre l'imbarazzo a pensare di infilare o infilarsi una cannula in culo, ecco....e soprattutto imbarazzarsi che si può godere di questa cannula o viceversa soffrire per questa cannula.....Ecco, svelati i misteri del clistere, nobile arte.
Qualcuno si può solamente eccitare a infilare questa cannula nel culetto di una ragazza, qualcun altro invece crede nella medicina omeopatica o ayuverdica o nell'utilizzo dell'enteroclisma a scopo psichedelico (ottenere stati allucinatori di coscienza, dato che l'intestino è il nostro secondo cervello, non per niente nasce il detto "cagarsi sotto dalla paura")
La stratificazione storica delle concezioni del clistere comporta una differenziazione di prospettive, un pluralismo di intendere gli usi. Ecco, fatene un buon uso.....Il mio è un invito? No, semplicemente controinformazione e cultura.

venerdì 22 luglio 2011

Cotta scolastica

Stamattina, mentre fingevo di lavorare, ho chattato su Facebook con una ex-cotta scolastica (teniamo in riservatezza il nome). Una "cotta" della medie, lei aveva 13 anni, io 12. Mi è subito piaciuta perché era, si diceva, una puttanella....mi sono sempre piaciute, fin dalla tenera età le puttane, quelle che vanno con tutti. Questa ragazzina rappresentava la trasgressione, allora trasgressione era semplicemente frequentare i ragazzi più grandi, fumare o "fornicare" con tutti. Del resto io, lavato, pettinato, stirato, figlio di una madre iperprotettiva dal passato scout, a cosa potevo aspirare di meglio? Alle ragazzine dell'oratorio? Che poi lei andava all'oratorio, ma non certo per andare a messa, sia chiaro......Dopo più di vent'anni le ho detto quello che non ho avuto mai il coraggio di dirle, che lei era un mio mito, che mi ero innamorato di lei, che per me lei era irraggiungibile, che mi affascinava, ma mi faceva anche paura, perché si accompagnava a dei ragazzacci...ed in cuor mio sapevo che io non sarei mai stato un ragazzaccio, un trasgressivo e anticonformista sì, ma non un ragazzaccio, non un tamarro. E le ho detto che non la dimenticherò mai....
Ricordandomela com'era mi sarei aspettato una risata di scherno, magari un "fammi ridere". "ma falla finita...." e invece no......la discussione ha preso una piega diversa, strana, così mentre lei cucinava, in villeggiatura al mare, ci siamo confidati per iscritto l'inverosimile, le nostre trasgressioni, lei la sua vita molto turbulenta, ha rischiato di finire male per davvero. Poi i figli, i magici figli, i sacri figli che sistemano tutto, come l'acqua santa, come la pietra filosofale del benessere, azzerano tutto. I figli sono una benedizione ma anche una malinconia......e poi con un po' di rimpianto ci si chiede se si può trasgredire tutta la vita, se va posto un freno.
Ci risentiremo, ho voglia di continuare a raccontarle la mia vita. L'ho conquistata, penso....forse l'ho conquistata dopo più di vent'anni....ma è una conquista che non pretende niente, non chiede niente, una conquista "sana", disinteressata, semplicemente l'estrinsecazione di un'idea, la congiunzione mistico-temporale di passato e presente, in una fusione quasi perfetta, un rigurgito di passione addomesticata e sublimata.Ecco come il razionale diviene......forse oggi ho capito anche Hegel, sulla mia pelle.
Sono felice...sono felice....

martedì 19 luglio 2011

Il secondo Battisti

Mi domando perché c'è ancora gente che non ha imparato ad apprezzare la seconda parte della carriera di Lucio Battisti (dal soggiorno inglese fino alla morte), periodo nel quale egli dimostra finalmente di poter ambire al rango di cantautore, con soluzioni più ricercate e raffinate nella composizione. E' pur vero che nei primi anni Settanta chi "sollevava" un po' la musica italiana (ancora granitica e demodée) era tra gli altri proprio Lucio Battisti; di certo il suo "canzonettismo" lagnoso (Anna, Pensieri e parole, I giardini di marzo, Emozioni) ha fatto scuola, entrando nella memoria collettiva. Si è riscontrato poche volte nella carriera di un artista un cambiamento repentino come il suo, un cambiamento votato alla chiusura, all'incomunicabilità e all'ermetismo (sia nel modo di fare musica, sia nell'espressione del suo rapporto col pubblico).
L'album "traghetto" si chiama Una giornata uggiosa, significativo anche come data, il 1980, un perfetto spartiacque tra il "vecchio" e il "nuovo" Battisti. Qui è Mogol a essere alle dipendenze di Battisti (e non viceversa, come capitava agli inizi), il sound è un buon funky-rock, con inserti di elettronica e di buona melodia e, poi, fine di tutto: via al Battisti riflessivo, al Battisti che forse riesce a essere veramente se stesso, non più in preda alla facile commercializzazione. Pasquale Panella (un filosofo) sostituirà il sodalizio di Mogol e darà una compiutezza e una statura intellettuale a Battisti che mai aveva avuto in precedenza. Certo, la musica ricercata piace a pochi, ma tutto sommato, chi ha avuto la pazienza di seguire l'evoluzione di questo grande cantante si chiederà qual è il Battisti più vero, quello che duettava con Mina o quello che cantava testi "folli" davanti a un microfono, senza farsi vedere neanche su una foto di copertina.
In occasione dello scorso speciale "Emozioni" in onda la settimana scorsa su Raidue, eccovi tre filmati, da me scelti, che danno una luce diversa al Battisti più nazionalpopolare.








venerdì 15 luglio 2011

Raccogli la disperazione!

.....E quando ti senti affogato, affossato nella disperazione,
quando la preoccupazione invade anche l'ultimo millimetro cubo di respiro,
allora prova a chinare il capo,
ad inginocchiarti
raccogli questa disperazione,
fanne un mucchio e cerca di guardarla.
Poi chiudi gli occhi e prega,
parla da solo,
guardati sopra
consegnati
come morire,
come morire dentro un abbraccio.
Poi guarda oltre le colline del pensiero
scava l'ignoto
soffia via questi cumuli disperati...
Non pensare a niente,
è difficile non pensare a niente.
Ma ce la farai....
ce la devi fare....

Carlo Lock

giovedì 14 luglio 2011

L'acrobata

Sfioro la vita
rotolando nel cielo.
Ma che bello rimanere su
"guardare ma non toccare"
.....solo sfiorare!

martedì 12 luglio 2011

Video: "Quel che fa paura"

Videoclip dell'opera prima di Max Gazzé, Quel che fa paura, un video di ottimo livello, testi criptici, musica d'atmosfera, fredda, britannica, da film. Le immagini impazzite, flash deliranti dal gusto gotico-visionario cercano di descrivere la paura nella sua essenza, prima ancora di provarla.


lunedì 11 luglio 2011

Essere presi

Oggi è uno di quei giorni che aspetto che qualcosa mi prenda...Spesso ho vissuto con questo desiderio di essere preso, senza soluzioni, qualcosa, qualcuno che mi costringa a essere, a vivere, a fare. Non essere presi è come sentirsi acqua putrida, stagnante in un bicchiere. E da lì da quel vetro guardi la vita caotica, il traffico delle macchine umane, che rumoreggiano con le loro pacche, i loro sorrisi, le loro voci al telefoni, i loro schiamazzi. E tu sei lì che aspetti, magari anche un pensiero che diventi scrittura.

W le incertezze

Ho bisogno di incertezze, voglio continuare a vivere con le incertezze. Altrimenti il pensiero, le soluzioni, non avrebbero senso, non ci sarebbe più il pathos del lamento, la tenerezza provocata nelle donne. Un essere senza dubbi, senza pensieri profondi è un uomo morto. Non voglio morire.

Le girlschool!

Ritornate in tour a Milano, ecco le Girlschool, per i più affezionati metallari anni '80

giovedì 7 luglio 2011

L'amore folle per le donne

Si può amare alla follia le donne in due modi: come latin-lover o come maniaco sessuale, due modi diversi dell'ossessione umana di manifestarsi.

Carlo Lock

lunedì 4 luglio 2011

Per mettere i puntini sulle i

Pensiero del giorno, prima di avventurarsi nell'editoriale: non potrei mai uscire con la classica donna in carriera o impiegata, positiva, magari sulla quarantina, divertente, sportiva, amante degli animali, senza un briciolo di tempo, amante del ballo latino-americano e con la voglia di trovare il grande Amore (solo una voglia, non un obiettivo concreto)
"Che cazzo se ne fa uno di una donna così?" Ma la cosa che mi fulmina di livore è "senza un briciolo di tempo" e "ballo latino-americano". Insomma, avete capito....una donna modaiola, che ha capito come sopravvivere e integrarsi a Milano. Ha capito come vivere e divertirsi a Milano, ma non come farsi desiderare.
Cosa voglio lo so solo io.....solo io....il mio desiderio è talmente grande che non può rimanere nello spazio di un annuncio. Un desiderio talmente compiuto e preciso che non si realizzerà mai.

Una lezione insolita

Il professore d'arte guardò i suoi allievi maschi e commentando la Primavera di Botticelli rimase armoniosamente incantato da Flora, dal viso di Flora.
"Guardate com'è bella, è veramente bella.....così bella che....così bella....."
La fissò e la rifissò e fu preso da una strana ebbrezza. Non voleva ritrovarsi in aula, ma altrove....un disperato bisogno d'amore, di tenerezza, lo afferrò. E la sua frustrazione era altissima, Flora non esisteva.
"Ma dite ragazzi, non è meglio guardare Flora che le foto delle veline?"
Tappeto di risate.
"Non è meglio guardare, guardare e basta? Non è meglio l'amore, il sesso sognato?"
Appena si accorse che i suoi ragazzi si stavano distraendo, come suggerirgli: "Stai dicendo una marea di cazzate", lui pronto: "Mettetevi una mano sui pantaloni e masturbatevi insieme...masturbazione collettiva, coraggio! Dovete masturbarvi guardando Flora, coraggio!"
Ma non si accorse che le sue mani erano già partite e che qualcuno era già andato a chiamare il preside.
Finché la sua ebbrezza era un fuoco. Per sfuggire alle fiamme del suo inferno interiore si buttò giù dalla finestra. La fine di un professore in nome del sacro fuoco dell'arte.
Evviva la follia!

martedì 28 giugno 2011

Racconto: "Una donna per amarla"

Alfredo si innamorò di Katiuscia, ma lei era lesbica....non c'era verso, non c'erano santi. Era una buona amica, c'era un 'intesa perfetta...ma...ma....quando il cazzo tirava, bè, non c'era speranza, insomma, bisognava farsi la doccia fredda.
Non era solo una questione di cazzo, beninteso....era anche la voglia di stare insieme, la voglia di esclusività, vivere sotto lo stesso tetto, fare una famiglia.
L'amore era talmente forte che bruciava Alfredo. Fu così che lui decise di intraprendere un faticoso percorso di trasformazione sessuale....dicono che per una donna si fa di tutto per conquistarla, no? Ecco, Alfredo decise di fare il massimo, l'estremo radicale assoluto: diventare donna, una bellissima donna per poter amare Katiuscia.
Katiuscia era contenta della sua decisione, ma pensava che fosse una decisione reale, dettata dal fatto che Alfredo si sentiva veramente donna.
Ma poi al ritorno da Casablanca, Alfredo si sentì dire, secco: "No, non sei proprio il mio tipo, mi spiace".
Dopo un triste periodo di prostituzione Alfredo, diventata Angelina, si fece investire da una macchina.
Angelina & Katiuscia, che bei nomi....come sarebbero state bene insieme!

Lettera a Vasco Rossi

A seguito dell'ultima notizia che pare abbia scosso i "vascomani" (quella del ritiro dai concerti, delle dimissioni da rockstar), voglio dire la mia, ma non lo faccio con la solita critica, lo faccio alla maniera di Rossi, in maniera del tutto provocatoria, attraverso una lettera a cui ho pensato stanotte. E' una lettera che sarebbe bello arrivasse a lui, al signor Rossi.......ma intanto io la diffondo anche qui e chissà mai che qualcuno a lui più vicino la faccia leggere.

Caro Vasco, se pensi che ti scriva le solite cose, che sei stato importante per la mia vita, che senza te non si può andare avanti, che sei un mito, un poeta, che sono rimasto senza fiato dalle tue dichiarazioni, scordati tutto questo!!!
Questa lettera è provocatoria lo so, ma del resto tu hai sempre usato lo strumento della provocazione...chi meglio di me può capirti? Ti parlo con quel tuo modo di esprimerti, che forse scandalizzerà i tuoi stessi fan, che intravedono in te un Dio, un mito, un punto di riferimento di uno stile di vita, di musica, di un'epoca.
Tu non sei un Dio, non sei un mito, sei solo un UOMO. Però è una bella cosa essere un uomo come gli altri, poter pensare che anche tu sei banale come gli altri, che anche tu potresti deludere, che puoi essere stanco del tuo mestiere.
Non eri che tu che cantavi..."
C'è qualcuno che non sa più cos'è un uomo"??
Ti ho sempre seguito, ma non sono mai andato a un tuo concerto, credo che se mi lanciassi una tua maglietta o un cappellino, lo laverei subito il giorno dopo.
Purtroppo per motivi anagrafici non ho potuto partecipare al momento in cui cantavi nelle piazze, nei piccoli palasport, il momento più bello, quando eri più avvicinabile, quando per "i più" eri solo uno sbandato, non eri propriamente un Dio.
Ma i messaggi delle tue canzoni sono sempre ad effetto, servono a chi fa fatica a stare nel mondo, spesso sono testi consolatori perché la gente parla attraverso di te. Stanno in piedi solo con la musica, perché per il resto c'è la poesia, la vera poesia dei vari secoli.
La droga o la provocazione possono essere un modo legittimo di stare al mondo, se non si trova nessuno disposto ad ascoltarti o ad amarti oppure è semplicemente un modo per farsi notare come artista. Chi trasgredisce sa di rischiare, come una corsa a ostacoli. Tu sei stato e sei, a torto o a ragione, il simbolo della ribellione giovanile e il rock ti sorregge e ti ha sempre sorretto in questa operazione.
E' chiaro che in effetti poi quando arrivano i soldi nessuno rifiuta la bella vita...tu sei diventato quello che sei diventato non solo per la tua bravura e il tuo capitare al momento giusto, ma permettimi di dire che sei anche una vittima del sistema-spettacolo. Siamo noi i tuoi carnefici, che ti hanno ridotto a un Dio...anzi, perdonami la presunzione, sono "loro" che ti hanno ridotto a un Dio, Ma capita però a tutti grandi, come Michael Jackson, Bruce Springsteen, non c'è da stupirsi.
Ed ora il Dio si vuol prendere una pausa di riflessione e fa bene, perché a 60 anni non si può più fare il rocker....
Non sono mai andato a un tuo concerto perché sono un presuntuoso...sei troppo distante dal pubblico e non è neanche colpa tua, non ne vale la pena.Non me la sento neanche di spendere una follia per vederti in prima fila e lo faccio solo per una questione di principio, non di povertà. Mi è costato a volte fare questa scelta, lo ammetto...perché riconosco che ha poco senso considerarsi un estimatore e non andare a un concerto di una persona che per qualche momento della vita ti ha saputo dare qualcosa. Ti porterò nella mia tomba, Vasco, con questo piccolo rimpianto. Sei una persona significativa nella mia storia, è vero...ma purtroppo le condizioni "fuori" sono quelle che sono.
Sarebbe molto difficile andare a cena con te, senza i rompicoglioni attorno...Ecco vedi, non vorrei esprimermi così, ma purtroppo quando si è contesi c'è competizione e tu sei il piatto forte che si deve meritare il più scaltro, il più tenace. Sei come un posto di lavoro a tempo indeterminato....si deve sgomitare e sinceramente, le competizioni non sono il mio forte. E allora uno cosa dovrebbe fare per conferire con te? Dovrebbe farti qualcosa di brutto, derubarti una casa, costituirsi alla polizia, solo per vederti in tribunale, vicino, a due passi e parlare con te? Se uno fosse il Socrate della situazione potrebbe dare l'esempio e sacrificarsi, ma forse è troppo. Senza contare che magari tu non verresti nemmeno in tribunale, manderesti i tuoi avvocati. Non sono così ingenuo, come potrebbe pensare chi legge questa lettera...."Credi di essere il solo a fare questi discorsi? Oh...poverino! Ma non sai chi è Vasco? Non sai quanta gente è rimasta sotto casa sua tutta la notte e per una settimana e poi alla fine è riuscito a uscirsi assieme?"
Io non sono tenace, sono disilluso, sono meditabondo, in questo periodo sono privo di speranze...ma penso di avere un gran cuore. Quel cuore che mi ha portato a non dimenticare mai chi è Vasco Rossi, nel bene o nel male, con le cose belle e con le cose brutte.Lo sappiano pure i miei detrattori, quelli che magari vanno ai concerti, ma non sanno che Vado al massimo partecipava al festival di Sanremo nell '82.
Se avrai il coraggio, Vasco, di fare un concerto a 10 euro in piazza, in una piazza molto piccola, io ci sarò. Al tuo livello, qualsiasi cosa che uno fa può essere vista ancora come una provocazione.
Spero che ci sia una nuova fase sperimentale nella tua vita e soprattutto che continuerai a scrivere per gli Stadio più che suonare allo stadio! Ci siamo capiti.

Carlo Lock