giovedì 30 settembre 2010

Debole di cu..debole di ca...

Uno è debole di cu...
Io sono debole di ca...
Debole di cuore
debole di cazzo...
Santo preservativo,
che mi preservi dall'emozione,
altrimenti il mio ca..potrebbe esplodere.
Se non ci fossi tu!
Sei la mia rete contro qualsiasi esplosione indebita,
lattea emorragia, dal profondo dei corpi cavernosi.

martedì 28 settembre 2010

lunedì 27 settembre 2010

Scherzi della vita

Il primo brano di Gatto Panceri, al secolo Gigi Panceri....presentato al festival di Sanremo 1986. Un brano, nella sua ingenua semplicità, di sapore beckettiano.
E' davvero uno scherzo se la finita non finisce?
Uno scherzo o un favore?


Un triste gigolò

Abbozzo di testo liberamente ispirato a Dalla/De Gregori

Sono un gigolò
un triste gigolò
dentro nel metrò....mi sveglio.
Sempre gigolò
a pensarmi tra le braccia
di quella più brutta.
Sono un gigolò
ammiro il gigolò
per la bandiera dritta
per il gusto democratico
e il gusto di confondersi.
Presto un gigolò
cadrà da lassù
da quel cielo di stelle
ad insegnarmi la strada per la vita.
Evviva gigolò
allegro gigolò
meteora saggia che mi scalda.



venerdì 24 settembre 2010

Aforismi in solitudine

Noi siamo nati soltanto per noi
Cicerone


Un vero uomo libero non è a suo agio in nessun luogo
A. Frassard


Rapinarti del silenzio, non è già un crimine?
G. Ceronetti


La solitudine è la sorte degli spiriti grandi
A. Schopenhauer


L'amore consiste in questo: due solitudini che si proteggono, si toccano e si accolgono
R. M. Rilke


La solitudine è per lo spirito ciò che la dieta è per il corpo
Vauvenargues

Chi vola alto è sempre solo
Nurejev

Meglio essere solo coi propri pensieri in compagnia, che in compagnia solo senza pensieri.
Carlo Lock

mercoledì 22 settembre 2010

Il gap tra vip

Devo riconoscere che con il passare degli anni, la distanza tra coloro che sono considerati uomini di spettacolo (in altre parole, "vip", "very important persons") e la massa si è, da un lato allungata, da un altro accorciata. Allungata nella possibilità di porsi su di un piano equo e paritetico con queste persone, ma accorciata dal punto di vista dello stile di vita. In altre parole, c'è stata una trasformazione anti-borghese che si è ben radicata tra i cittadini italiani di tutti i giorni. Non che il borghesismo sia cessato di esistere e non che i vip non siano borghesi (Simona Ventura che cos'è??)...però è scomparso, tra le giovani generazioni, quell' insieme di consuetudini e regole che distinguevano marcatamente chi non era sotto i riflettori da chi lo era.
Un tempo, fino a venti o trent'anni fa, c'era ancora la convinzione che la trasgressione e l'eccentricità (sesso smodato, droga, mancanza di orari fissi) era di pertinenza degli artisti perché vivevano anche in un mondo di precarietà e la loro creatività li influenzava anche nella vita. I comuni mortali vivevano del loro posto fisso, facevano i bambini, non avevano grilli per la testa..un'esistenza tutto sommato monotona. Oggigiorno, però, l'omologazione è ancora più triste perché vizi, abitudini dei "vip" (uomini di cinema, di televisione, della politica, dell'arte, della musica) sono stati assorbiti dai "comuni"..e quindi tutto è uguale a tutto. Qualche esempio? Gli uomini che portavano orecchini, un tempo, erano drogati o musicisti rock, oggi li portano anche i tranvieri o gli studenti; le separazioni erano prerogative dei vip perché avevano forse più soldi o ritenuti abbastanza "dissoluti" (voce borghese della dissoluzione) da sfasciare famiglie, facevano orge, si drogavano. Oggi le separazioni coinvolgono tutti, il consumo di cocaina investe anche il vicino di casa, magari libero professionista; la sessualità si è dispiegata all'interno della coppia media oltre i confini di ciò che "borghesemente" e "cattolicamente" era ritenuto lecito e dignitoso. Oggi il pompino è una pratica abbastanza comune in una coppia etero, le ragazze si impratichiscono già a quindici anni..Non è impossibile trovare una ragazza in vacanza o all'estero che si porta in camera anche l'amica per un triangolo.Ai tempi dei miei genitori, era molto più facile che se desideravi un pompino dovevi pagare una prostituta. Oggi si va a puttane più per un problema relazionale o di sfiga perpetua.O per il brivido di qualcosa di diverso. Anche il precariato coinvolge soprattutto qualsiasi settore lavorativo..Frequento gente che ha più di trent'anni, che non lavora, che fa una vita sregolata (del resto io chi potrei frequentare altrimenti? Ma avete mai letto bene il mio blog? Chi mi metto a frequentare?Un padre di famiglia?), gente che passa il tempo a osservare il mondo che passa davanti, mentre i loro sogni continuano a pulsare imperterriti nei cordoni e nelle maglie di recinzioni senza tregua di scampo o che vive di erotomania, di arte, perché sono le uniche cose certe che ci rendono vivi! Il fenomeno del non-lavoro sta diventando un fenomeno quasi rivoluzionario, tutto questo parassitismo non sconvolge più nessuno, perché nessuno in fondo ha delle risposte alternative. Anche un insegnante può attaccarsi alla bottiglia di vino perché non lavora per sei mesi, esattamente come un attore fuori dal giro o uno scrittore in crisi creativa. Dunque siamo tutti bohemiennes? Forse l'unica distinzione è il denaro tra chi può permettersi di essere più o meno trasgressivo? Il mondo unilaterale dà sempre il latte alle ginocchia...Insomma, i borghesi rompipalle ci devono essere per poter permettere agli artisti di cambiare il mondo (in meglio)....E ci si sforza sempre di poter trovare lo scandalo, la provocazione, laddove, in certi momenti e in certi ambiti, manca quasi l'idea giusta, appunto perché ormai tutto è omologato. Oggi non saranno dieci persone, ma almeno migliaia e migliaia come minimo che vogliono mettere piede in televisione, cantare o scrivere un libro. Certo, da questo punto di vista il mondo è cambiato, ma, diamoci l'illusione che, almeno, sia cambiato di poco... Piuttosto auspichiamoci un cambiamento migliore, ecco.

lunedì 20 settembre 2010

Un grazie ad Alessandro Galluzzo

Devo ringraziare Alessandro, il figlio di Alex Mussi, ad aver risposto al mio post di questo corrente mese.
Purtroppo Alex-Alessandro Mussi non è più tra noi, ma dal profilo di Facebook che è stato creato (e che mio malgrado non ero ancora riuscito a trovare) ho appurato la duttilità creativa di questo grande artista, è il caso di dirlo. La sua biografia è molto versatile e polivalente, non c'è che dire. Prima di morire Mussi scrisse libri e cominciò ad interessarsi anche di esoterismo. Quindi la sua vita era molto più dei dischi da collezione....
Se siete iscritti a Facebook aggiungetevi al
gruppo.



Una Berlino da Stadio

Ed io ho canticchiato questa canzone, ieri sera, in mezzo al casino di Alexanderplatz.
Lì è partita la commozione.
Un omaggio degli Stadio a Lili Marleen.



martedì 14 settembre 2010

Rock cantautorale

Ecco un esempio di rock cantautorale....Musica che fa pulsare le vene!
Lui è Alberto Beltrami, ormai uno sconosciuto ai più, uno di quei tanti piccoli cantautori del sottobosco di fine anni Settanta. Si è distinto nel 1980 per la partecipazione a Sanremo con il brano Non ti drogare.


Poesia per Linda

POESIA PER LINDA
(ovvero cosa c'è dietro una stretta di mano)


"Ciao, io sono Linda"
Linda, ma che bel caschetto...
e che buon odore ha la tua pelle...
Vorrei invitarti a cena
tu sei la classica mamma di famiglia
che non ne può più di questa vita del cazzo,
vero?
Però la tua voce è dolce come un'arpa
Linda....
Vorrei farti avere le vertigini almeno una volta nella vita
portarti davanti ai tuoi sogni
e dirti: li puoi toccare....li puoi baciare, ti ci puoi affondare.
E dentro con te,
farei il bagno insieme a te, nei tuoi sogni
poi quando ci asciughiamo sdraiati in un prato
i sogni sono spariti.
E tu avrai ancora un sorriso migliore
e mi sentirò divorare da te...
Poi ti bacerò sotto il sole
fino a quando sarà notte.
Tutto quello che hai voluto l'hai avuto...
poi sarà la volta mia...
tu mi ascolterai....
parlerò
parlerò
"dai..comincia...."
e su quel prato sdraiata su un fianco
non ti stancherai..
vorrò infilarmi nella tua bocca,
nel tuo grembo....
la tua arpa farà danzare i miei capelli,
i tuoi occhi mi frugheranno
mi asciugherò
mi ricomporrò...
sarò un altro
sarai un'altra.
Linda
Linda...
Linda..
se leggessi tutto questo...

Tesaidem!

Tesaidem!
Ascolta il suono, ascolta questa voce: tesaidem!
Ti accompagnerà, ti stupirà, ti aiuterà
tesaidem!
E' il tuo compagno di viaggio
il tuo compagno di vita
quando lo incontri non potrai più farne a meno:
Tesaidem.
Non sai cos'è, vorresti chiederti chi è
che senso ha la tua lingua
mentre all'infinito
pronuncia
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem è uno scherzo serio
Tesaidem è la parola che in ogni momento è buona
Tesaidem è come un bon-bon
non smetteresti più di masticarla.
Da quando ti ho inventato, Tesaidem,
non vivo più
il tuo eco entrerà nella testa degli uomini.
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem
Tesaidem.

Tesaidem
Mediaset
Tesaidem
Mediaset
I piacevoli orrori dei nostri tempi.

venerdì 10 settembre 2010

Host Club giapponesi

Ormai a Tokio, se ne contano circa 250..E' l'ultima tendenza del Giappone, sono gli host-club...di che si tratta? Luoghi di ritrovo esclusivi per sole donne, dove possono lasciarsi andare e incontrare un bel ragazzo e passarci la serata...ma attenzione! Non per fare sesso! Il sesso non è contemplato dalle regole degli host-club, piuttosto si tratterebbe di intrattenimento, coccole, ascolto, alleviare la solitudine. Pare che in Giappone ci sia questa inversione di tendenza e cioè siano sempre più le donne in cerca di attenzioni maschili. L' "hosto" è una geisha al maschile, un accompagnatore casto, un raffinato puttano da conversazione.
Eppure per molto l' "hosto" si fa pagare profumatamente e in questo modo seleziona la clientela, che comunque, stando alle statistiche comunicate, è benestante e rimane sulla media di un'età compresa tra i 21 e i 35 anni (quindi di certo non tardone). Trattasi di ragazze capaci di sborsare magari da mille a cinquemila euro a serata.
In Italia e in Europa quest'attività risolverebbe i problemi di molti poveracci in crisi, contando soprattutto che l'attività non prevede un obbligo di sesso. Recentemente il settimanale "A" ha pubblicato la storia davvero incredibile di un ragazzo italiano che in Giappone si è cambiato la vita. Ma è sicuro che, qui in Italia, non potremmo contare né su una clientela così giovane, né su una clientela così benestante. Certo, i prezzi andrebbero riveduti e corretti sulla base del potere d'acquisto della moneta in vigore. Ma comunque, ci sembra di capire che il gigolò in Occidente attiri ancora una clientela squallida e soprattutto poche donne rispetto a uomini gay. La cultura giapponese è bizzarra, quanto interessante...Il Giappone è uno dei paesi intercontinetali che adoro di più dopo il Brasile. Chissà..forse un bel giorno, ci sarò sempre io che vi scriverò da Tokio, dopo una sera passata con una dolce giapponesina inquieta.....



mercoledì 8 settembre 2010

Un'opinione sulle inglesi

La popstar Katy Perry lancia in questo articolo una sfida pesante alle inglesi, affermando che esse siano "sporcaccione", denunciando come il puritanesimo, le buone maniere e la formalità britannici siano soltanto dei paraventi. E' da almeno un quindicennio che sento dire anch'io questa cosa e si fa sempre ironia sul fatto che gli inglesi non hanno il bidè. Però, forse dire che le inglesi sono "sporcaccione", oltre che restrittivo e offensivo, è solo un modo ingenuo per decretare una serie di costumi sessuali del Nordeuropa. Non molto tempo fa ho riportato un post di un blog nel quale si diceva che le danesi scoreggiano assai con il proprio fidanzato; ho letto anche di cosa succede all' Oktoberfest a Monaco....Leggete Feuchtgebiete di Charlotte Roche (un inglese trapiantata a Colonia), l'elogio della sporcizia erotica. Non generalizzando, ma un fondo di verità c'è...è il piacere di confrontarsi col proprio corpo forse: oltretutto ho dei parenti inglesi, ho potuto osservare alcune loro abitudini che differiscono dalle nostre. Insomma, è come essere un hippy dentro l'alienazione della civiltà industriale.
E comunque non troverete mai un inglese, un tedesco o uno svedese che esternerà eccessivamente effusioni, ma, in compenso mi sono arrivate intime testimonianze (virtuali e reali) nel corso degli anni di: sesso di gruppo, mutande cambiate una volta a settimana, rapporti con animali, gare di rutti o di sputi in faccia tra femmine. Detto questo non è mia intenzione offendere i popoli sopracitati. Non siamo tutti uguali, come noi italiani non siamo tutti mafiosi. A ciascuno il suo.

I 70 di Dario Argento

Ieri il maestro del brivido italiano ha compiuto settant'anni. Non sembra vero, data la sua eterna immagine giovanile, casual. Eppure gli anni passano, sempre attraverso il numero 70, l'anno dell'uscita al cinematografo dell' Uccello dalle piume di cristallo, la sua opera prima.
Recentemente mi è ricapitato di vedere questa pellicola e, devo dire, essere assai ambiziosa per l'epoca e per un regista che ai tempi sapeva poco o nulla del mestiere. Non ho mai amato particolarmente questo esordio, in quanto troppo poco sanguinario, poco eccessivo e barocco, però le atmosfere rendono sempre bene e certi dettagli di queste povere ragazze sofferenti o uccise sono davvero allucinanti e rimangono bene impressi nella nostra memoria. L' Uccello è forse uno dei film argentiani dove più compiutamente emerge il movente psicoanalitico dell'assassino (alla Hitchcock), che, volente o nolente, non ha mai cessato di esserci nei lavori successivi. E dove fin da subito, quasi come una patente, un biglietto da visita, si affaccia la corrispondenza di sensualità/sessualità e morte. Credo che L' Uccello dalle piume di cristallo insieme a Tenebre sia il film dove la ricerca di belle ragazze da uccidere-spaventare-torturare sia stata raggiunta con ineguagliabile successo.Basta pensare a gente come la fantastica Suzy Kendall, Eva Renzi (anche assassina) e le due attrici Rosa Toros e Karen Valenti.
Dopo il 1970 per un ventennio la linea stilistica e tematica di Argento è rimasta la medesima, pur con diverse variazioni. Ora le sue scelte registiche non sempre vengono condivise dai fan e, purtroppo, a molti non fanno più paura come ai "tempi d'oro". Giallo è stata una triste versione del Silenzio degli Innocenti, ora si sta progettando una versione di Dracula in 3D. Forse, col senno di poi, meglio la sobrietà de L'uccello dalla piume di cristallo a tutto questo abuso di tecnologia ed effettistica, utilizzata per rimpiazzare un vuoto creativo che fa fatica a riempirsi da almeno un decennio. Epperò Dario Argento non ha mai affrontato l'incursione nel tema vampiresco, potrebbe essere una novità. Staremo a vedere.
Ed ora vi dedico uno spezzone abbastanza lungo de L'uccello dalle piume di cristallo. Si parte subito con la morte, con la ripresa di una gola che urla..Un omicidio erotico in piena regola, senza musica, vestiti strappati, quella mano che si tende sulla coperta disperata, quegli occhi limpidi e terrorizzati. Lei è la bella e brava Rosa Toros. Ma oltre alla sua performance questa sequenza offre in pochi minuti un intero spaccato del film..
Auguri Dario!



martedì 7 settembre 2010

Sono muto

A volte non riesco a parlare con la gente.
Non voglio parlare con chiunque.
E' veramente angosciante essere infastiditi dalle parole degli altri
ed essere orgoglioso delle proprie, senza la benché minima speranza di essere compresi.

Il pittore Alex Mussi

Sono passati più di vent'anni da quando avevo conosciuto Alex Mussi e il suo negozio di dischi da collezione. Si chiamava Golden Time, un negozietto su una strada laterale di via Washington. Lui era anche un pittore, eseguiva composizioni vicine all'astrattismo e al futurismo di ispirazione macabra (teschi, ferite, donne urlanti). Aveva aperto quello spazio anche per dipingere e per esporre....Difatti quando lo si andava a trovare nondirado era intento in una sua creazione davanti a una tela. Al centro della stanza aveva tutte le copertine dei dischi disposte verticalmente negli appositi spazi per la consultazione, sulle pareti invece c'erano i vinili veri e propri che teneva separati, abbinati, poi, a dei codici di riconoscimento alle copertine. E naturalmente, appesi, alcuni quadri.
Per due o tre anni visitare il suo negozio è stato un mio passatempo, la mia passione per la musica nasce anche lì. Lui era un tipo veramente eccentrico, scoprii la sua attività tramite le pagine gialle, il primo impatto fu un po' una doccia fredda per me, che avevo solo 11 anni e uscivo qualche volta ancora con la mamma: era il 1987, incontrai un uomo sui 45 anni, con i capelli lisci e lunghi fino alle spalle, biondi, di quel colore platino-paglierino che si mescola al grigio dell'invecchiamento, poi occhiali a specchio, pelle slavata, l'immancabile camicia sbottonata e arrotolata sugli avambracci, i jeans stretti e stivali a punta da cow-boy. Qualche mese più tardi, rivoluzionò solo la sua chioma, si tagliò i capelli e li lasciò crescere grigi, senza tinture, ma con un ciuffolone impomatato alla Elvis Presley o alla Little Tony. D'estate poi, non aveva mai la canottiera e lasciava in vista il petto nudo (rigorosamente depilato) sotto la camicia. Insomma, un personaggio, l'avete capito. Come tutti gli artisti aveva i suoi momenti no, per cui qualche volta era affabile, loquace, gentile, chiacchierare con lui dei vecchi dischi che vendeva era sempre un piacere, altre volte era scostante, non aveva voglia di lavorare, chiudeva il negozio, ci scriveva "torno subito", andava magari a bere qualcosa al bar, tornava dopo infinite mezz'ore (alla faccia del "subito") e poi non voleva sentire ragioni. Altre volte, mostrava il suo lato di uomo "medio", padre di famiglia, con una moglie, una casa a Pesaro. Mi dispiace soltanto che, apparentemente, non sembra abbia lasciato tracce di sé in rete, nessun profilo su Facebook o su Myspace, nessun articolo di storia dell'arte che lo riguarda. Chissà, magari stiamo parlando di un uomo emigrato all'estero, finito in carcere o sotto terra. Nel 1991 svendette tutto e chiuse il negozio..Ultimamente era la moglie a gestire Golden Time, lui aveva comunicato di trasferirsi, verso Pesaro. Questa è l'ultima sua notizia che mi ricordo. Dopo, il nulla assoluto e viene da pensare che forse i suoi quadri non valessero granché visto che apparentemente (dico apparentemente) non hanno lasciato traccia.
Rimane quest'ultima possibilità-appello, di rivolgermi a qualcuno dei miei lettori, se conosce o ha sentito qualcosa riguardo questo Alex Mussi (presumo che il suo fosse un nome d'arte).
Erano bei tempi, ci vorrebbero ancora questi negozietti di dischi a Milano, in provincia, a Roma o anche a Parigi ce ne sono ancora. Ora il vinile sta conoscendo una nuova fase di ridistribuzione, speriamo che qualcuno abbia il coraggio, nonostante la crisi, di fare il gran salto.

sabato 4 settembre 2010

Il più grande peccato

Il più grande peccato è pensare che non stiamo vivendo,
che ci sia qualcosa oltre noi stessi, un aldilà materiale.
Siamo tutti avanti, ec-centrici.
Respirare è ovvio.
Vegetare è quanto di più noioso possa esistere
ma è l'unica nuda realtà prestrutturale del vivere.

giovedì 2 settembre 2010

La filosofia del dormire

Dormire è un peccato se nulla si ha da fare o se si preferisce rinunciare a qualche ora della giornata?
Sono stato educato, mio malgrado, alla contro-cultura del sonno (cioè a svegliarsi presto) e ogni tanto penso a quelli che riescono (beati loro) a farsi delle lunghe pisolate fino a mezzogiorno o l'una del pomeriggio.
Chi dorme tanto è più felice, è innegabile. In certi casi il dormire è anche rivoluzonario (si cerca, come dicevo prima, di rinunciare ad alcune ore del giorno), perché indispone gli altri, come se fosse uno sciopero. In realtà chi dorme troppo non rinuncia a nulla perché recupera le ore perse al mattino, durante la notte.
La notte è artistica, silenziosa, meditativa, progressista, rivoluzionaria; il mattino è reazionario, qualunquista. Per alcuni il mattino è un simbolo morale (una persona sana si alza e fa sport oppure si rende subito attiva per dare una forma a se stesso, perché l'informità fa paura...il mattino disciplina, non a caso in caserma ci si alza alle cinque o alle sei, forse, perché, anche non ammettendolo, alzarsi presto è un grande sacrificio, una violenza).
Molti borghesucci moralisti si alzano alle sette anche se sono disoccupati o se non hanno nulla da fare....molti adolescenti sono obbligati a fare questo da madri rigide come uno stocafisso. E' tremendo alzarsi prestissimo e rimanere in casa, senza avere nulla da fare. Allora è meglio uscire, traumatizzarsi col freddo, col traffico, svegliarsi in questo modo.
Il sonno forse ha anche a che fare simbolicamente con la morte, la sveglia violenta ci illude a una qualche forma di salvazione...lo strappo incauto alla Morte.

mercoledì 1 settembre 2010

Iscrizione a Paperblog

Da oggi Carlo Lock è iscritto a Paperblog (guardate il logo riportato in basso), un enorme database dei migliori articoli dei blogger presi dalla rete. Un modo anche questo per farsi conoscere...
Grazie alle lettrice Silvia (responsabile di Paperblog) di avermi scoperto e di avermi suggerito a partecipare.
Carlo Lock

Fabri Fibra in anteprima

Tra le uscite discografiche di questo mese, il 7 settembre sarà nei negozi Controcultura di Fabri Fibra. Constaterete, quindi, la mia duttilità nel passare da Loretta Goggi a uno come Fibra, uno dei rapper più discussi e spesso detestati dagli italiani.
Non ho mai comprato un disco di Fibra, ma l'ho seguito con curiosità, le sue interviste, i suoi testi. Devo dire che fa schifo a un ascolto superficiale, ma in lui c'è qualcosa che attira, del giusto e del buono c'è. Insomma, il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge e il Male attira sempre.
Credo che tutti coloro che affermano che Fabri Fibra sia quello che sia per una motivazione commerciale o per far parlare di sé non hanno capito nulla di nulla. Il coraggio di Fibra nello scrivere nero su bianco, nomi e cognomi, è coraggio dadaista, distruttivo delle false ancore di salvezza, costruite dai benpensanti. Il quadro che ne viene fuori è un nichilismo al cubo, ma è la realtà. La stessa giustificazione che ha sempre dato Vasco Rossi di alcune sue canzoni, "possono non piacere, ma sono la realtà". E così scatta l'identificazione col pubblico: prendiamo ad esempio le "bambole di pezza" nell'ultimo singolo proposto qui sotto Vip in trip, chi non ha mai avuto il desiderio di urlare le cose come stanno? Troie per successo. Anche il discorso sull'omofobia è affrontato all'inverso, mostrandone il lato peggiore, esattamente come fecero gli Skiantos, con il brano Meglio un figlio ladro che un figlio frocio. Omofobi anche loro allora? Sono cose che molti pensano, ma nessuno dice...e quando le si dice..la verità fa male. Il materiale rimosso dell'inconscio collettivo viene a galla, perché non vogliamo mai passare per incivili.
E lo sputtanamento di Fibra è talmente assurdo che diventa divertente, demenziale. Come tutto ciò che è riservato a Laura Chiatti:

Laura Ch..me la voleva dare
ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare..
e ancora lavorare.
Bè, comunque ho il suo cellulare
ogni tanto la messaggio le dico: "ciao, come stai"?
Lei mi risponde: "Ci vediamo? Scopiamo?"
E' strano, un tempo ero io che la cercavo.
Ma non ero abbastanza famoso
chi è troppo non va con chi è poco famoso
(...)
Oggi invece mi chiama, mi cerca, mi ama.
Volessi farmela sì che potrei
ma che tristezza, le bambole di pezza.
E mi domando: perché non te le fai??
Perché ho paura di XXXXX (prendere l' Aids)


Ma non sopporto Fibra quando arriva al punto: Trovati un lavoro cazzo! Trovati un lavoro cazzo! Trovati una ragazza.
Non sono cose che si possono augurare. Tu parli tanto, Fibra, ma Laura Chiatti ancora non te la sei scopata perché hai paura dell' Aids!!! E sai meglio di me che dentro quel mondo di merda che ti piace descrivere è difficile trovare un lavoro.
Parlo come te, col tuo stesso linguaggio, e mi domando quante denunce ti arrivano al giorno.