mercoledì 30 giugno 2010

Quando m'innamoro

Quando m'innamoro vado a fondo
scavo nelle viscere dell'anima di una persona.
Quando m'innamoro è sempre una cosa seria
è una bella sberla.
E posseggo!
e vaffanculo, sono sì geloso.
Eccome se sono geloso!
Sono oscenamente romantico,
da latte alle ginocchia,
se potessi farei rivivere il dolce stil novo.
Però detesto anche i rapporti di proprietà,
le anticaglie, lo sapete,
sono per il comunismo sessuale,
per cui le mie storie sentimentali non hanno retto i tempi lunghi.
Una donna non si merita uno sciropposo, geloso, bavoso
cavaliere al seguito.
Deve poter mettere lo strap-on quando vuole
infilarlo a chi vuole!
E allora il mio quotidiano è superficie
c'è una poesia anche nei corpi in superficie,
negli occhi, nei culi ondeggianti,
nei piedini che calzano scarpe da ballerina,
nei sorrisi, nelle cortesie,
negli sguardi glaciali
nei negozi di intimo.
Mi piace fluttuare in superficie
decantare l'amore altrui.
Amo tutte le donne
è il ludibrio dello sguardo,
l 'incendio del cazzo.
Tutto in superficie.






Taricone e chi "se ne fotte"

Pietro Taricone è morto. Il cordoglio è stato vivo, presente. Assieme al cordoglio è cresciuta un' ondata di ostile menefreghismo, legato a un mai sopito odio retroattivo per il "Grande Fratello".
Ieri Barbara D'Urso durante una trasmissione del pomeriggio ha letto un messaggio proveniente da un gruppo di Facebook..."Taricone è morto? E chi se ne fotte!"
Una frase non certo elegante, ma provocatoria, che meritava comunque di essere espressa. E invece la nostra dottoressa Giò che ha fatto? Da maestrina salita in cattedra si è schierata contro i malandrini, con toni che si sarebbero usati in difesa soltanto di un capo di stato o del papa, una filippica-trash degna di Mediaset.
"Sono dei cretini.....Vergogna! Vergogna! Vi dovete vergognare"
E mentre i dibattiti televisivi ruotano intorno al fottersene o meno della morte di Taricone, in molti se ne sono fottuti per davvero della condanna a Marcello Dell' Utri a sette anni per mafia.
Parlare di inquisiti di stato è routine nelle cronache, fa quasi piacere. Fottersene della morte di Taricone merita invece la gogna televisiva.
E qui già mi prenderò del "dipietrista", qualcuno penserà che sono iscritto all' Italia dei Valori...Certo, ho fatto una contro-uscita retorica contro Mediaset. Chi è contro Mediaset dovrebbe essere o di sinistra o almeno con Di Pietro?
Ma lo dite a me? Che ho sempre amato i programmi Fininvest negli anni '80? Che ho visto anch'io la prima edizione del "Grande Fratello", quella appunto con Pietro Taricone?
No, siamo obiettivi. Riconosco in fondo che chi ha pronunciato quell'ignobile frase è davvero un cretino! Come è possibile fottersene ora che la bella Kasia Smutniak è vedova?

martedì 29 giugno 2010

I suicidi parsimoniosi

Esistono gli aspiranti suicidi che si risparmiano, quelli che dicono "Sì, ma non è il momento....Voglio aspettare quando il dolore non si riesce più a sopportare". In definitiva aspettano la "grande occasione" dolorosa, lo scossone che rende più facile il loro tragico gesto. Perché essi sono consapevoli di vivere in un perenne tenue dolore, vogliono godersi la vita nelle loro piccole cose, quei piccoli fuochi di luce rallegrano, seppur temporaneamente la loro esistenza.
E vivono sempre di speranza..Ecco, aspettano il momento della morte della speranza. Quando non c'è più speranza si ammazzano. E' inquietante il fatto che da decenni pensano alla loro fine, ce l'hanno sempre in mente, è il loro programma di vita. Vivono pensando al momento adatto per morire, perché si sentono in un posto sbagliato. Sono ribelli verso Dio, certamente, ma sono anche delle formichine della propria vita. Può sembrare banale ma il loro atteggiamento è simile a quello di coloro che non accendono l'aria condizionata subito, perché aspettano il "gran caldo" o quelli che aspettano le promozioni al supermercato o quelli che non vanno a puttane perchè aspettano il "grande amore". Tutti contro lo spreco, tutti in cerca della "grande occasione", un'occasione che magari non arriverà mai. E quindi anche un suicida finirebbe vittima di se stesso, aggrappato a dei sogni chimerici. Aspirante alla morte condannato a non morire mai.

lunedì 28 giugno 2010

Carmelo Bene recita Leopardi

Ho recuperato questo video con protagonista l'inquietante e istrionico Carmelo Bene.


sabato 26 giugno 2010

Piccola riflessione quotidiana

Massimo rispetto per gli animali e tutte le forme di vita.
Ma 'ste donne invasate di animali, gatti, cani, soprattutto, non hanno un po' rotto le palle?
Io proprio non riesco a entusiasmarmi di fronte al sollucchero, al calore eccessivo di una donna per un animale domestico. Non riesco ad andare avanti per ore sull'argomento, non riesco a considerare un gatto alla stregua di mio figlio. Io voglio lasciare gli animali quelli che sono, esseri che possono convivere con l'uomo, ma che hanno bisogno d'indipendenza, non del soffocamento di donne con carenze affettive.
Non è possibile palsmare un bassotto a diventare un bambino, col cappottino, il biscottino, il ruttino.....
Una volta ho conosciuto un gatto cresciuto a crocchette, ma un pomeriggio d'estate, si è pappato un piccolo merlo in volo, facendo un balzo da terra.. piume comprese....
Poi è tornato a casa placido, con i dentini ancora sporchi di sangue..e la padrona si è incazzata, l'ha sgridato. Se quel gatto le saltava adosso e le strappava anche il naso aveva quello che si meritava...Altro che sgridata!

giovedì 24 giugno 2010

Scende dalle minigonne....

Cosa c'è sotto una minigonna? Cosa può scendere da una minigonna? Mah!
Vidi questo video di Gianna Nannini la prima volta a Riccione nel 1988. Ero nella hall di un albergo davanti a una televisione. E c'era questo ritornello...Scende dalle minigonne l'uniforme dei marines.
Questo video mette allegria ed è un'operazione geniale quella di ridere sulla guerra senza sensi di colpa...Una guerra di soldatesse donne, poi, vi immaginate?
Vi dedico una Nannini ancora d'annata.



A richiesta:..la giornata di una debosciata

Come un ritrattista che dipinge su comando....ecco un altro ritratto (scritto a suon di byte però). Un mio lettore, Ricky, mi ha suggerito, "scrivi la giornata di una debosciata, adesso".
Giusto! Per par condicio non lo posso non fare....
Eppure è sempre più difficile scrivere di una debosciata donna, quasi che le donne fossero moralmente più integre, non lo diano a vedere. Mi sa che il deboscio è più maschile, in certi casi. Va bé, proviamoci e giudicate.
Pronti? Partiamo!
Mi chiamo Jessy e passo la giornata a contatto coi miei cani, Ben e Luchino. Ben è un pastore tedesco, sempre affamato, con le zampotte posteriori rachitiche e artrosiche (la maledizione dei cani-lupo), Luchino invece è un bastardino che ho trovato per strada, frutto probabile di un abbandono di quei figli di puttana in giacca e cravatta...Se vi prendo vi apro il culo e vi infilo dentro un melone...
Ho un "ragazzo", ma dirlo mi fa schifo perché una persona non è di nessuno.....va bé, ho un ragazzo che si chiama Ivan, insieme andiamo a chiedere qualche spicciolo in metro, ma non facciamo del male a nessuno. Devo dire che spesso preferisco accoppiarmi coi miei cani che con lui....ma per favore state zitti, se no lui diventa geloso!! Potrebbe farli anche uccidere e ci soffrirei troppo.
Sto finendo di studiare, mi faccio mantenere da mio padre dentista e cerco di spolpargli tutti i soldi possibili, con orgoglio; studio architettura, ho delle belle manine, davvero. Non mi servono solo per disegnare..heheheheh.......Spesso il mio ragazzo mi manda avanti, accalappiamo lo sfigato di turno, sapete di quelli con gli occhialini che c'hanno scritto in faccia: "sono come mamma mi ha fatto". Andiamo da uno di quelli lì, io lo fermo e gli dico: "Ma sai che sei proprio un figo???" Magari gli mostro anche il perizoma. Poi dipende dalla reazione, se si ferma, poi cerchiamo di combinare l'affare, nel senso che il mio ragazzo cerca di vendermi a lui per pochi euro (ma è chiaro che le poche volte che è capitato io l'ho circuito, ho intascato i miei soldi e l'ho lasciato di merda a fissare il vuoto...Sarà andato poi a piangere da mammina, non so). Insomma, per vivere bene bisogna inventarsi di tutto, a costo di essere un po' cattivi. Purtroppo ho sofferto molto, tanti si sono approfittati di me, mi hanno maltrattato...Ora mi sto prendendo la rivincita, sono contro il sistema.
Posso odiare tutti, tanto a nessuno gliene frega un cazzo di me. I miei unici amori sono i Ben, Luchino e Ivan. Insieme siamo una cosa sola. Ivan ha fatto mille lavori, tra cui anche il portiere d'albergo.
L'altro giorno lui ha voluto farmi fare un altro tatuaggio, l'ennesimo...Adesso mi fa ancora male, è una pesca con degli occhi indemoniati, carino.
Sta combattendo per farmi mettere anche un peircing alla fregna, ma non voglio assolutamente.
Il momento più brutto della mia vita è quando vado all'università, quando studio, quando devo essere finta, non posso parlare di chi sono veramente, di quanto è bello mettersi a culo nudo davanti alla finestra o tirare l'alba strafatti. Spesso per vivere occorre mettersi su un palcoscenico. Ogni tanto faccio l'attrice sul serio, frequento un centro sociale e una mia amica regista mi dà ogni tanto qualche particina (gratis). Il momento più bello della mia vita è quando vado ad Amsterdam nei coffee-shop oppure quando giriamo con le chiatte i canali..Che bello!!!!
Oppure quando stiamo immersi nella natura, quando ci capita di andare in Finlandia....ci andiamo con pochi mezzi, in autostop oppure senza pagare il biglietto del treno, ci mettiamo magari giorni e giorni, ma è bellissimo. Spesso, a turno, Ivan e io fingiamo dei malori, tiriamo il freno d'emergenza, facciamo fermare tutti, poi ci facciamo scaricare e prendiamo un altro treno, si ricomincia. L'inconveniente è che spesso finiamo nei pronto soccorso più indefiniti, dobbiamo aspettare la prassi degli esami, per poi farci dimettere e tutto per viaggiare gratis. Ma la nostra vita è un'avventura....Una volta mi hanno fatto una colonscopia per niente, però è un'avventura anche questa.
Poi dopo quando arriviamo al Nord possiamo fare il bagno nudi nei laghi, stiamo spesso nudi dove si può...Tutti nudi, io, i miei cani e Ivan....Insieme siamo una cosa sola. Avete mai provato a fare un'orgia davanti a un falò? E' un'esperienza che vi consiglio....
E dimenticavo: mio padre foraggia l'università, ma mi ha cacciato di casa: "Debosciata"!
Spesso questo pensiero mi trivella, forse avrei potuto fare una vita diversa, più tranquilla...Però quello che capita a me in una settimana, non succede a una persona "normale" nemmeno durante il corso di tutta la vita.

mercoledì 23 giugno 2010

La giornata di un debosciato

Oggi un brano tra finzione e realtà, scritto da me sui due piedi, in perfetto stile Charles Bukowski. Vogliano i miei lettori, scorgerci anche un briciolo d'ironia in tutto questo.


"Mi alzo sempre quando voglio, bevo un caffé amarissimo, oppure della birra di primo mattino.
Voglio avere il primo choc appena sveglio, non voglio vivere in modo tenue.
E poi via a infilarmi dentro al cesso, tossire, scatarrare, sento il peso granitico del tabacco sulle mie corde vocali. Ho dormito tante ore di un sonno artificiale (quello dell'alcol) e di una stanchezza naturalmente indotta (quella di una scopata), eppure sono qui che devo inventarmi la giornata, tra amici, vizi e puttane.
Vado a far la spesa, (ho rubacchiato qualcosina, tutto non mi posso permettere purtroppo), ho deciso poi di andare a fare due chiacchiere con quello là, con quel professore che fa le fotografie alle sue allieve adolescenti. Parliamo di figa, solo figa......e magari anche di cazzi, perché no? Il suo, il mio...chiedendoci se mai ci faremo inculare in vita nostra.
La vita ci ha già inculato, ma un travestito ancora no....
Torno a casa, mi dedico al quadro che sto dipigendo, è una specie di Venere trasfigurata, espressionista...se tutto va bene riuscirò a venderlo. Chissà magari anche fare una mostra... Tengo tutte le finestre aperte, fa caldo...Sono disturbato e conturbato da un film porno che quel mio amico mi ha fatto vedere, s'intitolava Tanga Verstopfung, un filmino in cui una tizia tedesca (perché il film è tedesco) s'infilava uno, due, tre, quattro tanga, nella sua fessurina e spingeva...spingeva su in alto, c'era dell'autosadismo, nessun centrimetro di tessuto doveva rimanere fuori. Ah....questa erezione maledetta non mi dà la giusta serenità. La fessurina poi piangeva, faceva quasi tenerezza, si è allargata, ha cominciato a spurgare i suoi umori esausta, l'ultimo tanga proprio era insofferente, non ci voleva stare. Vorrei che tutto questo fosse realtà, ora in questo momento. Il porno è l'unica forma ammorbante della preclusione alla realtà, una dolorosa esca sadica che ti nega la realtà. Piano piano poi come una catena è uscito fuori tutto da quella fessurina bagnatissima, è uscito fuori tutto e sta uscendo fuori la mia anima da questo dipinto, mi sento tragicamente perduto, sfibrato, inconsistente.
Mentre dipingo ascolto musica, poi mi metto a leggere una guida dell' Olanda e faccio delle interessanti ricerche sul web sull'argomento. I tulipani, i canali, che bella la natura, il mare....Quando posso andare al mare? Ma è tempo di uscire, di prendere il tram, di osservare la mia città, una mostra, un cocktail, cercare di parlare con la gente. Conosco una trans che batte là all'angolo di giorno, ogni tanto le offro un drink e mi faccio raccontare i suoi dolori....E' bello condividere i dolori, certamente. Spesso prendo delle direzioni senza meta, salgo su un mezzo pubblico, poi ne cambio un altro. Passo la vita a osservare la gente, mi serve per le mie creazioni, per le mie poesie, i miei quadri. Ogni tanto seguo qualche donna, voglio scoprire che vita fa, dove abita..Purtroppo con me non parlano in tanti (evidentemente intuiscono che sono un vecchio ubriacone), una volta una mi ha spedito al commissariato, ma io non volevo importunare nessuno, le ho solo offerto dieci euro perché mi facesse vedere che tipo di mutandine portava. Poteva anche rifiutarsi ed era finita lì....
Vivo intensamente la città, vivo quello che la gente distratta non vive, presa dai figli, dal lavoro. Vivo di ciò che qualcuno chiamarebbe "bischerate", vivo anche per inventare degli scherzi atroci (bonari) come nel film Amici miei, insomma vivo per inventare, per creare, per fare a mio modo del bene. E vivo per scopare e per fare le più grandi zozzerie, perché il cazzo ha cominciato a tirarmi quella sera d'estate da ragazzino e da allora è successo di tutto, non si è mai più calmato. Devo sentirmi in colpa per questo?
Ho una certa età e non capisco i problemi di certi signori, che parlano di cali del desiderio, di erezione. Ma quali cali? Vorrei davvero trovare ogni tanto la pace dei sensi, però senza sensi, la vita per me non avrebbe senso (e scusate il gioco di parole). Basta guardare con un occhio attento il ben di Dio di questo mondo...Basta guardare, basta lasciarsi coinvolgere, basta non avere un cazzo da fare, come me....e tutto il resto viene da sé. Il cazzo che non fai fuori tra la gente, ti ritorna pulsante tra le gambe, ecco la mia ricetta (e scusate nuovamente il gioco di parole).
Se morissi vorrei che questo brano venisse letto, trascritto, comunicato ai posteri, con la firma: "memorie di un debosciato".
In fin dei conti ho diritto anch'io di respirare, nonostante molti vorrebbero sommergermi di sputi. Non ho ancora preso l' Hiv, però sono pronto a leggere quel responso medico: positivo...Sono pronto a tutto, sono coraggioso. Non mi faccio pena e vi assicuro non sono cattivo, sono anche credente, a volte..Insomma sono proprio così, timido e spaccone, volgare e poeta lirico... Finisco la giornata davanti alla Tv, come un tranquillo pensionato..oppure mi porto a casa qualche ragazza che ho avuto la fortuna di rimorchiarmi durante la giornata (quando non pago e succede spesso ultimamente). La sera mangio sempre del formaggio, chili di formaggio, insieme a del buon vino. Mi dà libidine anche questo. Poi mi addormento felice, con l'incognita di una nuova giornata. Ma sono un artista e so inventare sempre".


Le fasi della vita

Spesso penso la vita a fasi. E questo pensiero delle fasi mi suscita una strana inquietudine: la fase di quando abitavo in quel quartiere, la fase di quando avevo quel vizio, la fase di quando uscivo con quella ragazza, la fase di quando mi ammalavo spesso.
Sembra quasi che tutte queste fasi facciano parte di un vissuto allucinatorio, non so spiegarlo. Come se tutto fosse svanito, superato, hegelianamente. Forse avevano ragione quei filosofi apparentemente folli quando sostenevano che la realtà non esiste e che noi sogniamo?
Che la vita sia un delirio è la grande consolazione dei falliti. Per i falliti la vita non deve avere un senso, sarebbe un peso insopportabile. Se tutto svanisce, scompare nell'indistinto, il proprio fallimento si dilegua.....

sabato 19 giugno 2010

Le donne senza trucco

Le donne hanno sempre il trucco sul viso, anche quando si crede che non ce l'abbiano, guardate bene, magari è un trucco non appariscente, nascosto, ma c'è.
Una donna senza trucco è spaventosa, come una quercia rinsecchita, malata; penso che sia la nostra abitudine allo sguardo a considerarla tale. Sono pochissime le donne bianche occidentali, senza trucco totale ad essere sexy; la loro, in tal caso, è bellezza, sensualità autentica, miracolosa, senza artifici. Una donna bella, così come mamma l'ha fatta, così come si sveglia alla mattina, per tutto il giorno...incredibile miracolo naturale; due labbra senza rossetto che arrapano..meraviglia! Ma sarà mai possibile? Si può baciare una donna che profuma di sapone di Marsiglia, senza ombretto, rossetto, fondotinta....Non è un po' come mangiare un petto di pollo esangue, biancastro, molliccio, poco cotto?
Lo squallore borghese è il non truccarsi per non sembrare una puttana, ecco la verità.
Invece è bello sembrare una puttana senza trucco, questa è una grande sfida. Bisogna comunque crederci...forse....

giovedì 17 giugno 2010

Un po' di Propaganda

I Propaganda (non la propaganda) sono una band tedesca elettro-pop attiva per lo più negli anni 80, con due cantanti donne, molto charming e fashion (si dice così??).
Questo è un piccolo assaggio della loro attività, è il primo singolo, si chiamava Dr. Mabuse (1984).
In questo video risalta il viso di Claudia Brücker, una delle cantanti, normalmente non proprio una bellezza nei tratti somatici. Eppure, in questo esempio, possiamo vedere una Claudia molto sensuale, bellissima bocca, con quel suo sguardo fisso, glaciale, le luci che colorano i suoi capelli di rosso (lei è bionda), una Claudia molto queer e bizarre, tipica dell'universo espressivo anglo-teutonico dell'epoca (e non solo!)...
Il suo Kein zurück für Dich genera delle vibrazioni agro-dolci, in tutto il corpo....



Inneres Auge

mercoledì 16 giugno 2010

Le lettere di Joyce a Nora Barnacle

Forse non tutti sono a conoscenza della segreta, ardita, oscena, corrispondenza erotica intrattenuta tra lo scrittore Joyce e sua moglie Nora.
Molti intellettuali sono e sono stati dei grandi perversi, a dispetto delle apparenze (come al solito). Per chi conosce un "certo" Joyce rimarrà inorridito da questa lettera, ormai famosa nell'ambiente, e pare acquistata per la cifra di 350 mila euro da un privato di Londra.


"Mia dolce puttanella, Nora, ho fatto come mi hai detto, cara mia piccola sporcacciona.
Le parti del tuo corpo che fanno sconcezze sono quelle che mi piacciono di più, ma preferisco il sedere, amore, alle poppe, perché fa una cosa così sporca.
Io penso, Nora, che riconoscerei dovunque le tue scoregge. Scommetto le riconoscerei perfino in una stanza piena di donne che scoreggiano. Fanno un rumore da ragazza, non come certe mogli ciccione che immagino scoreggino umido e ventoso. Le tue sono improvvise, secche e sporche come le farebbe una ragazza spiritosa, per gioco, di notte, in dormitorio. Spero proprio che la mia Nora voglia farmele sul viso, sì che io possa anche odorarle.
Buona notte, piccola Nora scoreggiante".

domenica 13 giugno 2010

Par condicio gay

Ieri a Milano è stato organizzato il gay-pride, dopo l'interruzione di un anno. Avrei voluto esserci, ma ero di ritorno da Berlino. Si parla molto di omosessualità, ma al tempo stesso la si tiene poco in considerazione. Canzoni, poesie, immaginario in generale e non ultimo questo blog prediligono l'eterosessualità....le donne, sempre le donne!!!
L' amore maschile non incuriosisce quasi nessuno, quello saffico fa tirare il cazzo agli etero (me compreso), ma non si conosce bene neanche quello. Insomma, nonostante la mia naturale inclinazione verso le donne voglio essere pluralista, perché mi piacciono le minoranze, le voglio ascoltare. Certo non si può pretendere che io riempia questo blog di foto di maschietti culturisti, però almeno in occasione del gay-pride, anche con un giorno di ritardo, voglio mostrare l'erotismo tra uomini, non per il mio compiacimento, ma forse per qualche amico o lettore omosessuale che magari si stancherà di leggermi, questo feticista impenitente del corpo femminile. Avete ragione, a voi le donne lasciano indifferenti, magari vi fanno schifo, ma dovete sempre fingere di emozionarvi, di eccitarvi a poesie, elogi romantici o erotici sul gentil sesso, qualcosa che magari a voi non fa né caldo o né freddo. Insomma, sono in pochi quelli che pensano a voi...Dal canto mio, posso solo venirvi incontro dicendovi che mi piace molto il culo (l'unica pecca è che deve essere femminile, ma non si può voler tutto).
Oggi però dedico questo bellissimo video a voi tutti, gay espressi o inespressi.

Il bello del bordello: memorie berlinesi

Berlino. Berlino....


La prima volta l'ho vista e mi ha fatto una non piacevole impessione, era il 2008, vi ricordate?
Allora alloggiai in un quartiere popolare, pieno di zingari, di bische e di poveri turchi affamati...Non fu una scelta, ci capitai, ma mi servì per conoscerla "dèrriere", dal suo lato B, quello che nessuno vuole vedere. Poi nei miei ritorni successivi, qualcosa è cambiato, non vedevo più solo quel cemento di certe strade (Potsdamer Platz) ma anche fermento culturale e poesia, storia reazionaria e storia del progresso, una città della contraddizione.
Insieme a tutto questo Berlino è una citta dove respiri erotismo, argomento di questo blog, passione ancestrale di ognuno di noi. Anche se uno non sa che esistono lussuosi bordelli legalizzati a Berlino c'è comunque un'atmosfera erotica strisciante, complici le insegne dei locali, i preservativi disponibili ovunque, una feticistica attenzione per gli arredamenti e l'estetica del gabinetto, molte coppie omosessuali si baciano per strada, i sexy-shop sono aperti e disponibili, grandi. Penso che Berlino sia una delle poche città tedesche ad avere sviluppato, negli ultimi anni, questa sensibilità al libero costume. Non che non esista altrove, ma sappiamo che in altri Länder tedeschi si respira più chiusura e provincialismo. Berlino è la Londra tedesca, disponibile come una puttana ad accogliere tutti e ad offrire di tutto, soprattutto in campo artistico, erotico e culturale. Questa è la Berlino di oggi, non è più la Berlino di Hitler, non è più la Berlino asfittica e lacerata del regime comunista. Ed è la Berlino che ho conosciuto e che amo.
Dopo questa premessa, come più volte segnalato, a Berlino si può ancora realizzare il sogno del mito della "casa chiusa" come lo intendevamo noi italiani negli anni '50 prima della legge Merlin. Con una debita attualizzazione, esistono vari locali privati (mescolati ad altri esercizi commerciali o ad appartamenti signorili di tutto rispetto) dove si entra, si chiacchiera, ci si rilassa, si beve un drink in attesa che arrivi la "prescelta", sono vere e proprie case d'appuntamento che hanno spesso il rispettivo sito Internet con ragazze in vetrina, orari, tariffe, spazio per le candidature (Job-Suche). Le sex-workers sono a stragrande maggioranza tedesche (ma solo in bordelli di un certo livello, che in ogni caso, risultano infinitamente meno cari rispetto a una escort di appartamento qui in Italia), spesso studentesse che arrotondano per libera scelta, hanno una capacità di finzione superlativa, almeno penso, dato che si affezionano subito, baciano sulla bocca, coccolano, praticano l ' anfängerservice, il servizio per i principianti, sorridono, scherzano, lanciano dei gemiti da film porno non richiesti, prendono spesso l'iniziativa, per cui ci si ritrova in situazioni piacevolmente impreviste..In pratica sembra quasi di essere con la propria amante, se non fosse per lo scadere dell'ora che ci fa uscire dal sogno.....
Una novità? No, le escort di lusso sono sempre esistite, le vediamo anche nei film. Penso sia forse lo spirito organizzativo, la libertà di accesso (anche economico) a un servizio molto discutibile in Italia e in altri Paesi a fare la differenza. Un' "attività" che ingenera ripugnanza in alcune donne e in alcuni uomini (perlopiù ipocriti) che filosofeggiano ancora sul "concetto" di conquista....Tanto è la donna che ci tiene in pugno al giorno d'oggi, facciamola finita. E tiene in pugno anche clienti americani che si scomodano da New-York per visitare un bordello berlinese.
C'è più poesia nel visitare un corpo sconosciuto, un sorriso magari finto, ma assolutamente sincero per un istante o nella meschinità di promesse non mantenute, pretesti ingannevoli, frustrate ambizioni monogamiche?
L' amore in fondo è un eterno andirivieni di squallore e Assoluto..Nella ricerca della condizione più perfetta, ognuno cerchi il suo benessere, la poesia che gli si confà.

venerdì 4 giugno 2010

Il riconoscimento

Spesso diciamo di conoscere, ma non sappiamo ri-conoscere la gente, non diamo loro il giusto peso. Il problema del riconoscimento è legato al problema dell'essere, come Hegel stesso affermava, esiste una "dialettica del riconoscimento". Finché non si viene "riconosciuti come" non siamo nessuno, siamo individui che annaspano nell'informe dell'indistinto. Non pesiamo come una pallottola che buca un pavimento, siamo aerei, flebilmente fastidiosi come un ronzio.
C'è chi trova nella malattia un modo di riconoscimento...è bello essere malati per trovare un posto, una dignità, sfuggire all'indifferenza. Dei malati c'è sempre rispetto, di un travet che cela i suoi sentimenti un po' meno. Chi non manifesta la sofferenza passa inosservato. Per qualcuno la sofferenza è l'unico modo di farsi accorgere, dato che spesso la vita stessa ci depreda, ci lascia nudi, di un nudo che non eccita i sensi, semmai che li narcotizza. E' un nudo insipido come la pasta scotta, non salata. E nudi come vermi non siamo nessuno..Spesso qualcuno trova una celebrità dopo il proprio suicidio, stanco di non essere stato mai riconosciuto.

mercoledì 2 giugno 2010

Dj Dado: un esempio di dance anni 90

Spesso parlo di rock, musica anni '70 e '80, heavy-metal, i miei generi preferiti....Però altrettanto trascuro la musica anni '90. Non che non ne sia esperto, ma rappresenta forse quel vuoto che in primo luogo c'era nella mia vita e forse anche in quella degli altri (a livello collettivo).
E' difficile parlare del "vuoto", di arrangiamenti musicali non innovativi, è difficile obiettivamente dire qualcosa su un genere come la "dance" commerciale dei '90, stilata in serie, computerizzata, disumanizzata, creata solo per il movimento in discoteca, senza un cuore e un'ispirazione realmente musicale.
Però (c'è sempre un però..) forse qualcosa si salva sempre..e quindi questo Dj Dado, sembrò far qualcosa di leggermente più elaborato e melodicamente raffinato, qualcosa di molto vicino alla spensieratezza estiva.
La canzone che vi propongo è Coming back, estate 1997, periodo nel quale la dance sembrava forse uscire dalla lobotomia della prima metà dei '90 per esprimere qualcosa di esteticamente più raffinato, prima della diffusione più massiccia della house e del revival anni '80.
Non posso però non esimermi dall'intervenire su un commento sul canale di Youtube da dove è preso questo filmato.
Il commento è questo, in corsivo
Non so come fa alla gente a non piacere questa musica..per me non sono normali!!! Stupenda canzone..me la ricordo anche io!!! e sono un 91!
> Prima di tutto, da notare l'uso dell'italiano. Secondo: i gusti son gusti. Terzo: qualcuno può ritenere questa musica, una non-musica, se per musica intendiamo una composizione ispirata, con un messaggio dietro o semplicemente con un tocco di genio in più. Coming back come una ninna-ninna o un canto di montagna, l'ascolti per passare il tempo, per ballare o avere qualche emozione. E nonostante questo giudizio apparentemente severo, devo ammettere che quando l'ascoltai all'epoca mi era piaciuta.



Senso di colpa

Spesso mi sento inadeguato di fronte a persone che lavorano il sabato e la domenica, quelle che vanno oltre il loro stipendio, quelli che hanno la vita bella piena, non hanno tempo di pensare come faccio io. Questioni di scelte...ognuno sceglie a che tipo di vita di merda votarsi: quelli che vivono indipendenti, soli, ma non hanno neanche il tempo di respirare, un giorno sì e l'altro pure sono dall'analista o dall'omeopata e quelli che vivono ancora alle spalle della famiglia, possono divertirsi, ma con rigorose limitazioni, incapaci di un progetto futuro.
Esiste un senso di colpa per questo o le nostre vite di merda ci accomunano?