giovedì 29 aprile 2010

Terapia per la timidezza

Il timido deve accorgersi che il mondo non esiste per lui.
Per aiutarlo bisogna inculcargli il disgusto per i rapporti umani, insegnargli l'indifferenza tra gli uomini.
La gente se ne frega degli altri, soprattutto dei timidi, che per loro timidezza, si costringono alla modestia.
Una volta appresa e introiettata l'indifferenza il timido dovrà operare una risalita e mobilitarsi all'azione per farsi accorgere.
Sarà solo allora che si sbloccherà, che passerà all'azione, dimenticando gli scrupoli, i timori, le false paure che gli impediscono una serena vita di relazione.
Carlo Lock

Il cesso alla svedese

Se cercate sul dizionario svedese-italiano la parola "dass", quasi sicuramente verrà tradotta con "cesso". Però, piccola lezione di cultura nordica, vorrei precisare che il "dass" non è un "cess" qualunque. Il dass (declinato con l'articolo determinativo "dasset") è innanzitutto un cesso di campagna. Però prima di parlare di cesso, parliamo di come sono le case di campagna in Svezia (o perlomeno come erano fino a non molto tempo fa): case senza l'acqua...sì, avete capito bene. Per anni gli svedesi (almeno fino agli anni '80), soprattutto dell'estremo Nord, vivevano in case di campagna (stuga) senza tubature e per bere bisognava o rifornirsi di acque minerali o attingere all'acqua del pozzo del paese. Per lavarsi invece ci si lavava con l'acqua del mare o del fiume (temperature dai 10 ai 15 gradi in media), precisando che l'acqua di mare non è così salata come da noi in Italia.
Il dass come potete prevedere è un cesso senza sciacquone. Ma allora che cesso sarà? Si può tenere in casa? Evidentemente no. Infatti è un cesso distante dalla stuga almeno una trentina di metri, è murato, si accede attraverso una porta e alla fine come si presenta? E' un cubo di legno o di ceramica con al centro un "buco" nel quale ci si infila il deretano (potete immaginare questo buco simile a quello che mettono sulle carrozzine per i portatori d'handicap). Gli escrementi defluiscono attraverso un condotto che li porta giù in una pozza sottostante scavata in precedenza, prima della costruzione. Questi "resti" biologici tuttavia non vengono smaltiti, si accumulano sotto terra. Se il periodo di permanenza è lungo o nella stuga ci sono tanti ospiti può capitare spessissimo che l'accumulo di escrementi arrivi ad invadere sempre di più la superficie, giungendo vicino alla tazza ed emanando effluvi non proprio gradevoli...Si può eventualmente utilizzare un badile per rimuovere la cacca di superficie, ma, in ogni caso, il restante rimane sotto terra, pronto per decomporsi e mutarsi poi in concime naturale, con il quale i nostri "normanni" ci coltivano le bacche e le fragole.
Ecco spiegato cos'è il dass. Sembra che nonostante sia arrivata l'acqua nelle campagne oggigiorno, il rito della costruzione di un dass sia ormai una tradizione e venga abbellito con verniciature, carte da parati all'interno, giornali per la lettura. Nei paesi nordici il cesso è importante, quasi come lo è il rito della sauna.....A Berlino, in un bar, trovai un asse del water con un dipinto raffigurante Marilyn Monroe.
Eccovi raccontato un altro momento di vita della Svezia. Non ho trovato filmati con protagonista il nostro dass, ma ho trovato una documentazione celebrativa, esibizionistica e goliardica sul momento "topico" dell'andare al cesso, che sembra faccia divertire le svenska flickor!







lunedì 26 aprile 2010

Il fascino e la filosofia della moto

La moto è benedetta e maledetta e come tutte le cose che stanno in bilico tra il bene e il male, suscitano una maggiore attrattiva. Guidare una moto o uno scooter è come guidare in un rally o addirittura in Formula 1: bisogna saperne cogliere i rischi, anche minimi.
La moto non è cosa da "cagasotto", insomma, e nel suo essere vi è il rampantismo futurista, legato alla voglia di esplodere e di volare.
In più, il motociclo ha un coefficiente erotico alto, ha un rapporto diretto col nostro corpo, abbiamo il suo motore sotto il culo, cadiamo e moriamo con lui.
Ci sono infine mille ragioni per acquistare una moto. Ovviamente per riuscire nel vostro intento, se qualcuno vi ostacola, dovete sbarazzarvi di mogli, mariti, genitori, tutti coloro che non condividono la filosofia motociclistica (ivi compreso ecologisti amanti della bicicletta), perché non si può stare accanto a qualcuno che odia la vostra Vespa, la vostra Kawasaki, qualcuno che vi instilla il tarlo della prudenza, della tranquillità, dell'ansia. Questo non è un invito ad esagerare sulla strada, beninteso, un invito a fare i pazzi, mettendo in pericolo l'incolumità altrui (e la vostra), assolutamente no! E' un invito a non ascoltare chi vi vuole privare del fascino della moto, adducendo scuse e paure che spesso sono solo in parte basate sull'esperienza diretta e nemmeno tengono conto del fatto che il vero motociclista sfida il pericolo.Quello che si può fare è limitare i danni per evitare di sentirsi a disagio con la coscienza. A un motociclista caduto, si deve rispetto, onore e bisogna infondergli il coraggio a non mollare,a continuare a cavalcare le moto, anche in futuro. Mi rendo conto che in questo post qualcuno vi potrà leggere del fanatismo irrazionale, di stampo fascio-futurista..Sì, forse è nell'anima di ognuno di noi, liberarsi delle architetture razionali e lasciarsi andare all'istinto, a valori come il coraggio, l'impulsività, il dinamismo.
Ma finché questi valori stanno lontano da un governo, va tutto bene. L'intelligenza di un uomo modera, modella, scolpisce e smussa gli angoli aspri e pericolosi della vita.
Con una moto non si governa, si vola, si ruggisce nel vento.



sabato 24 aprile 2010

Quella mania per i gangster....

L'altra sera ho visto in dvd un film a scatola chiusa, un film canadese del 2007, diretto da Robert Cuffley, Walk all over me. Dalla trama e dalla locandina sembrava un film sull'ambiente sado-maso (un tema in America e nel Nord Europa diffuso e dibattuto, in Italia ancora non abbiamo avuto un film serio dedicato a queste persone che per istinto, passatempo, necessità frequentano locali o persone di tal genere), un fenomeno anche estetico, culturale, sociale che sta prendendo sempre più piede. Come non ricordare il bellissimo film Secretary, vincitore al Sundance nel 2002?
Walk all over me ha una partenza brillante, e la sua forza è anche l'aspetto comico, la protagonista che si trova ospite in casa di un'amica che tiene in bagno uno schiavo incatenato e ha mille ninnoli e attrezzi del caso.Insomma, comicità ma anche psicologia, identificazione con lo spettatore sprovveduto.
Quindi ci si aspetta un film sul sado-maso, ma poi che succede? Secondo un vizio riscontrato in molti film americani, il regista preferisce cambiare traiettoria e occupare quasi l'intero plot con una storia di rapimento, minacce, pistole in aria, liberazioni, ad opera di tre gangster da strapazzo.
Ma perché agli americani piacciono molto le sparatorie, le esplosioni, i rapimenti, la criminalità organizzata in genere? Anche un altro degno film, con Melanie Griffith, Qualcosa di travolgente (guarda caso anche lì c'era una scena con delle manette) prende la forma quasi di una gangster-story con l'happy-end finale. Ho sempre detestato le storie coi gangster e le storie di mafia, così anche gli happy-end forzati, ecco una delle ragioni per cui amo poco il cinema americano. Il cinema americano è molto effettistico, ma troppo spesso, su certi soggetti, si dimentica o è incapace di dare una sostanza "umanistica" e/o psicologica alla storia. E' il caso di Walk all over me, nel quale il sado-maso, contrariamente alle aspettative, finisce per essere un "contorno", non è un problema affrontato a livello sociale, psicologico, ma nemmeno eccita i sensi, anzi sfrutta per l'ennesima volta il ruolo "comico" dello schiavo.
Qui di seguito una scena di dominazione al ristorante, forse l'unica tra le più belle del film, abbastanza realistica, tutto sommato.


mercoledì 21 aprile 2010

Speciale Camerini 1981

Questo post arriva direttamente dietro al precedente, quello su Finardi, mentre oggi si parla di Alberto Camerini, coincidenza curiosa perché Camerini e Finardi sono stati tra loro amici di adolescenza, come molti forse sanno, ed hanno condiviso quel clima culturale musicale alternativo degli anni Settanta, suonando anche l'uno per l'altro in qualche disco.
Camerini, poi, ha abbandonato il circuito alternativo per lanciarsi in un'avventura elettronica pionieristica, forse commerciale, ma non certo priva di intelligenza e di avanguardia: trucco, chitarre, costumi, per impersonare il famoso Arlecchino in una veste futurista, un Arlecchino-rock che sa guardare anche al passato, quello della Venezia del '700. Il filmato che oggi vi propongo è parte di uno speciale andando in onda nel 1981 a Mister Fantasy (gran programma), girato, appunto, nella Serenissima, nel quale Camerini canta due canzoni del suo repertorio di allora, recitando teatralmente in diversi ruoli (l' Arlecchino-punk, il vampiro, il cameriere imbranato). Più che soffermarmi sulle canzoni, ormai arcinote, vorrei commentare alcune scene, molto inedite, una per tutte la modella che si denuda e balla a tette fuori davanti a Camerini Rock'n'roll robot (il rock come carica erotica). Da notare anche il momento in cui il cantante prende la ragazza per le spalle e al suono di Tu libera sarai....la scuote con un sornione compiacimento (ma quanto sei tanta!! Quanto sei bbona!!!); e poi ancora il cameriere sulla spiaggia che cerca goffamente di consolare sempre la medesima attrice (ma chi era? Qualcuno lo sa?).
Non dimentichiamo che Camerini ha fatto scuola di mimo e il fatto suo lo sa...ecco il perché di questo trasformismo e di questa plasticità di espressione, di movimento, molto clownesca.
Camerini ci piace perché è goffo ed agile, figo e brutto, post-moderno e antico, divertente e inquietante, mascolino e femminino, rampante e fragile......Chi meglio di questo artista ha saputo così efficacemente coniugare gli opposti?




domenica 18 aprile 2010

"Trappole" di Eugenio Finardi

Un rock intenso, vorticoso, in avanguardia per l'anno 1981, by Eugenio Finardi.
Un'esplosione così se la permettevano in pochi.


venerdì 16 aprile 2010

A Raimondo Vianello

Raimondo Vianello recitava la parte del piccolo-borghese con il suo giornale, frustrato, tra il calcio e la poltrona, un uomo che ha sbagliato a sposarsi, come troppo spesso accade, ma poi per una qualche convenienza, rimaneva lì, sotto lo stesso tetto con Sandra. Capitava agli uomini della vecchia generazione, ai nostri padri, ai nostri nonni. Oggi non sarebbe più possibile concepire la coppia Sandra-Raimondo come coppia satirica, non esisterebbe il battibecco, la tentazione di guardare fuori dalla finestra una bionda scosciata. Oggi non si guarda una coscia, la si tocca! E il matrimonio va a rotoli....
Purtroppo però ora è stata la morte di Raimondo a mandare a rotoli il matrimonio artistico con Sandra Mondaini.
La genialità di questo sodalizio finisce qui, anche se non possiamo fare altro che ricordarla, come specchio di un'epoca, tramontata anch'essa.
Ciao Raimondo.

Uno spezzone tratto dal programma Tv "Stasera niente di nuovo" (1981), una scenetta-pilota, di quello che sarebbe stato poi il grande successo popolare della coppia degli ultimi anni, "Casa vianello"


Il profumo di Daniela

Ogni donna ha un suo profumo...anche se ve ne sono tre o quattro tipi che ricorrono..Riuscire identificarli tutti è una piccola impresa. Certo, basterebbe chiedere, non ci sarebbe nulla di male a chiedere..."Che profumo porti? Che profumo è?", forse, anzi, è un buon motivo per attaccare discorso, bisogna lasciarsi andare e non preoccuparsi delle reazioni altrui, penso. Appeso a un profumo, c'è proustianamente un ricordo di donna, Daniela, forse la mia prima vera cotta infantile, io avevo otto anni, lei sedici. Sorella maggiore di un compagno delle elementari, le organizzava le festicciole del fratellino, ci faceva giocare. Aveva un look che oggi si definirebbe "sancarlino" o "berlusconiano", classico-sportivo, un'aura pulita...Insomma le ragazze che vanno all' Università cattolica, della Milano bene. Ai tempi però non c'era Berlusconi in politica e i bambini non notano queste differenze....La componente olfattiva, gioca una componente importante nell'attrazione, è indubbio. Per anni e anni il mio naso ha memorizzato il profumo di Daniela, quasi vent'anni dopo ho saputo che era un 'essenza maschile di Versace (niente pubblicità), l'ho comprata, l'ho provata, l'ho sparsa nella stanza.E la figura di Daniela ritornava.
Gli amori non si scordano mai, ricordate. E proprio qualche sera fa ho avuto notizie di lei, tramite quel compagno, che ho ritrovato su Facebook. Ora è sposata, 42 anni, una figlia di dieci.
Ma il suo profumo, i suoi capelli biondi, rimarranno sempre nel mio cuore......

mercoledì 14 aprile 2010

Mal di vivere

Oggi sento i tasti del mal di vivere su di me.
Sono tasti che mi fanno sempre più piccolo,
martelletti che nelle prossime ore mi ridurranno una pulce..
Poi come di consueto, la Rinascita,
un'estensione verticale
un ritorno alla forma originaria.
Pronto, poi, per la prossima crisi.

domenica 11 aprile 2010

Come Groucho Marx diceva...

Come Groucho Marx diceva, anch'io "preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere".
Perché la "vita non ha trama", non la riconduci in nessun posto, può passarti davanti come un treno o attraversarti con noncuranza come uno sbadiglio.
Per sapere come la tua vita va a finire ci vogliono troppi anni; con la beffa di sapere che la tua vita non ha storia, è senza storia, non ha nulla di interessante. In fin dei conti con un film in un paio d'ore te la cavi e sono sempre infinite vite quelle che vivi, anche con lo sguardo degli altri.
Non c'è niente di più bello che innamorarsi di persone che sono proiezioni di te stesso.
Il film è tutto lì, l'energia addomesticata, febbrile, costipata. Si amano i film perché TU sei il film. E in quelle paio d'ore vivi veramente, sperando poi che Dio ascolti qualche passaggio di sceneggiatura per decorare meglio i tuoi respiri, la fatica di alzarsi, di lavorare, di meravigliarsi, di dormire e di questo futuro indefinito.

Pregiudizi sulle rosse

Durante il film Happy family (che consiglio a tutti di vedere), una delle protagoniste, il personaggio interpretato da Valeria Bilello, confessa il suo segreto, che è anche la sua spada di Damocle: ebbene sì, puzza....perché le rosse puzzano. Lei puzza di sottaceto, a quanto dice.....ma gli odori di una rossa naturale sono enciclopedici e variegati, sarà poi così vero o è una falsità? Sarà poi vero che hanno un cattivo odore nella patatina, come molti sospettano?
E non fate sempre i soliti storditi, del tipo: "ma no, sono cazzate". Bisogna veramente appurarlo se sia una cazzata o no. Basta chiederlo? Forse no.....Appurare un pregiudizio è come guadare il mare come un cucchiaino, però limitando il campo si può pure dire: una certa parte di rosse puzzano....Io purtroppo non sono mai stato con una rossa, ho questo handicap nel giudizio, però argomenti del genere sono stuzzicanti, anche se apparentemente fatui...Eppure dal vacuo si può sempre costruire qualcosa di intelligente, se si vuole.
Sarà poi vero il detto lombardo: rossa de cavei golosa d'osei?

mercoledì 7 aprile 2010

Conversazione tra lolite

Ieri sull'autobus tre sedicenni, molto sboccate e, tranne una, alquanto bruttine schiamazzavano, dicevano battute, una di queste, la più bella, mi ha anche ammiccato, mentre maneggiava le cuffie dell' hi-pod.
Improvvisamente l'amica, una cicciona, si è messa in bocca un auricolare.
"Cazzo, nooo!!! Ridammelo subito maiala!!! Se lo metti in bocca ancora ti ammazzo!", fa l'amica.
Ma la cicciona molto candida, quasi per farsi sentire da me: "Io prendo in bocca tutto".
E questa frase è rimbalzata nell'autobus come un proiettile appena sparato.
"Io prendo in bocca tutto"
Silenzio.
Sguardi fugaci verso di me. Una leggera vergogna. Ma anche una strana soddisfazione per averlo detto, perché chissà io cosa avrei pensato...
"Io prendo in bocca tutto"
Silenzio.
Tutto il resto è sullo sfondo....La cicciona prende in bocca tutto, è o vuole far la parte della troia, forse è stata una gaffe o forse no.
"Io prendo in bocca tutto".
Ed io penso a lolite della porta accanto, ragazze insospettabili che fanno le web-cam girl, vendono mutandine sporche, fanno foto...e se allunghi un centone magari si fanno schizzare in faccia o si fanno inculare. Bisogna girare con un centone in più sempre!
"Io prendo in bocca tutto".
Per noi ingenui il mondo si ferma. Eppure è inutile, nascoste e ipocrite, queste ragazzine esistono, lo so, me l'hanno detto, lo scrivono i giornali...esistono. Esistono.
Beati i fan del lolitismo..Beati i vecchi gaudenti, i porci bavosi e non bavosi..eppure.....eppure qualcosa di fuori posto c'è. La realtà è un'eterna contraddizione.
"Io prendo in bocca tutto".
Come dimenticare quella dodicenne, apparsa sui quotidiani, che pratica una fellatio durante l'ora di lezione? Il prof. non dice nulla.
"Io prendo in bocca tutto"
Ma proprio tutto tutto?
E perché non riesco a giudicare nulla? Perché mi sento un fallito nella mia ingenuità? Perché se giudichi male sei di destra e se approvi sei di sinistra?
Più questa linea del tempo si gonfia e più sento travolto schiacciato, soffocato, anch'io. Le puttane rassicurano se si dichiarano pubblicamente nel loro composto professionismo, ma le puttane nascoste o dubbie, sguaiate, che si fanno corrompere e non hanno un prezzo fanno paura.
Le puttane hanno un prezzo e comandano loro. Il "sì-ma-però", "forse", il "chi offre di più" non fa parte della sanità del meretricio, fa parte nuovamente dell' Italietta berlusconiana. La mancanza delle case chiuse in Italia e la mancanza di una vera educazione sentimentale che la famiglia o la società non fornisce dà l'opportunità a queste vere, finte o presunte puttanelle di farla franca e di trovare uno spazio nel "mercato" sommerso, popolato di deprivati, deviati del sesso, che, senza anatemi né condanne morali (che odio), siamo molti di noi maschi.

Capelli fucsia


Questa riproduzione di cui sono l'autore è tratta dal "sacchetto" di una profumeria..Su un sacchetto di plastica cartonata c'era questa modella dai capelli color fucsia-viola in questa smorfia. Purtroppo la matita-pastello non riesce a cogliere lo slancio vitale della fotografia e della luce, che rendeva questi capelli ancora più vivi, più rutilanti, più compatti. Però non potevo non colorare questo disegno, sarebbe stato infinitamente mortuario e scialbo in "grigio". Il rossetto fucsia su un fondotinta bianca mi accende come un tizzone. Fondamentalmente mi piacciono le donne perché esiste il trucco, il maquillage. Se gli uomini avessero il coraggio di abbandonare i capelli rasati, il machismo e anche gli eterosessuali si truccassero, tutto sarebbe più allegro, più colorato, più affascinante, più buono, più ricco.
Se c'è qualche donna coi capelli fucsia, viola o semplicemente rosso-vernice mi contatti.

Let's (s) talking about..

Today, we're talking about...."stalking"...So, we're stalking about!
Da un po' di tempo si parla di questo "stalking" uno di quei nuovi reati che gli americani s'inventano per complicare la vita al restante Occidente.
Difficile, innanzitutto, tradurre con parole esatte to stalk: nel gergo della caccia compare "cacciare in appostamento", mentre in altro modo viene tradotto con "tampinare, molestare", una molestia molto raffinata che ha quindi a che fare con una progettazione, una tattica, un appostamento. Sì, questo è lo stalking comunemente inteso.
Eppure lo "stalker" è fatto esistere come "attentatore" in virtù della società stessa che l'ha creato, una società tarpante, senza cuore.
Ho parlato recentemente con una persona, un uomo, che guardando nel suo passato mi ha detto: "ho rischiato una denuncia per stalking"; non è il primo che sento, questo comportamento si sta ingigantendo, si sta allargando, quasi in un andamento esponenziale alla tendenza repressiva della società oppure alla finta coppia monogamica di facciata, che nasconde le più bieche troiaggini di sorta.
In realtà bisogna essere anche capaci di dire no..Alcuni stalker (ma non tutti, per carità, alcuni sono veramente folli e diabolici), solo alcuni stalker rimangono sospesi tra il "sì" e il "no", in un eterno dubbio cristallizzato che non prende forma, non avanza...E allora si fa avanti la strada di potersi permettere di non accettare la realtà, di superare le barriere dei "no" perché non si smette mai di avere fede per un "sì". Gli stalker sono dei fedeli divini, in questo senso, non cedono e manifestano il conato di quella volontà irrazionale di cui parlava Schopenhauer: per dimenticare un "no" si può fare di tutto, per la riproduzione, per la vita, per l'eros si può negare anche la realtà, si va contro alla legge.
Scriveva Cioran: Il principio del male sta nella tensione della volontà, nell' inattitudine al quietismo, nella megalomania prometeica di una razza che scoppia d'ideale.
Ecco, quindi, come lo stalker si appropria del male perché è inetto e offeso dal "no", non ha un attitudine alla quiescienza perché la sua volontà è trasbordante, è soltanto un'ideale compiuto e definito che lo guida, come un essere megalomane che ha fede nella vittoria sugli ostacoli, anche di fronte al pericolo. Da questo punto di vista, è uno dei tanti eroi "negativi" del nostro secolo.

giovedì 1 aprile 2010

A pranzo col nemico

Ieri del tutto casualmente, alla solita mensa, mi sono trovato al tavolo con quello che dovrebbe essere il mio rivale in amore (lui è all'oscuro di tutto però), l'ho conosciuto, gli ho stretto la mano, era insieme alla sua (mia) bella, ho cercato di capire che tipo fosse...bè, non è un coglione di sicuro, ma la "mia" bella non si mette con i coglioni, è ovvio, scontato dirlo.
Non è un coglione, ma è un ostacolo, questo sì, e credo sia stata una bella prova di forza, quella di sopportare i loro sguardi di intesa senza poter dire nulla, senza prenderlo a calci, questo ostacolo.
Non ho potuto fare altro che studiarlo, lo osservavo come una checca arrapata, le sue mani, i suoi capelli lunghi....Poi si scivola involontariamente nella malignità e davanti a un trancio di pizza vengono in mente tutti i modi "legali" (se possibile) per eliminarlo. Si potrebbe assoldare un'amica che lo corteggi (anzi che lo violenti) per destabilizzarlo e tentare perlomeno di rovinare l'equilibrio della sua storia con la "mia" lei; si potrebbe prenderlo alla larga, attraverso un corteggiamento di coppia, indurlo quindi allo scambio di coppia. Oppure? Oppure somministrare di nascosto delle fiale in una sostanza per provocargli la castrazione chimica; con la complicità di un amico poliziotto o avvocato cercare di intraprendere la strada della galera....Insomma, anche mandarlo al fresco, incastrarlo, è un modo per torglierselo di mezzo senza ucciderlo, no?
Se si dispone di moltissimi soldi, si può offrirgli cifre da capogiro, tipo venti milioni di euro per farsi da parte.
Insomma, tutto questo escludendo la strada della minaccia, delle botte o dell'assassinio.
Dietro questo sarcastico e un po' tragico divertissement c'è però una riflessione seria da fare: come l'amore ammetta anche la crudeltà per arrivare al suo scopo, come l'amore ci spinga alla malvagità (prendiamo ad esempio il fenomeno dello stalking). L'alternativa è quella della rinuncia, forse è l'unico sistema per una pacifica convivenza, soprattutto perché l' ostacolo che oggi è per me, sarà un domani io stesso per un altro. E quindi io stesso potrei essere fatto oggetto di una persecuzione o di un progetto di allontamento/eliminazione. Questa è l'essenza dell'alienazione generata dal modello di coppia mononucleare, l'ho detto sempre e più volte. Premettendo che il corteggiamento è un combattimento animale, per ottenere prima la donna ed eventualmente l'eliminazione dell'altro contendente, vince il più forte secondo una logica di volontà di potenza.
Questo dovrebbe essere l'istinto, differito e poi mediato dalle buone regole di convivenza civile, dalla morale cristiana....Ma se mettiamo da parte tutte queste sovrastrutture ciò che rimane, lo Schwerpunkt è un grande guerra. I pacifisti vanno a puttane, è più semplice....ma che male c'è?
Io interprenderò forse la strada della rinuncia...perché non ho amici che mi possono aiutare nei miei progetti e...forse perché è giusto così, siamo seri, dai! E poi perché aborrisco la violenza.
Insomma, poi, un distruttore vero di coppie dovrebbe anche aspettarsi di prenderle, è un rischio da tenere in conto. Ma il vero innamorato non dovrebbe avere paura delle botte...
La gelosia in fondo è una paura preventiva, una forma di difesa perché il nemico dell'ostacolo è sempre in agguato.
Meglio comunque non innamorarsi mai se non si è corrisposti, questa è la regola base. Rinunciare radicalmente a tutto è un impegno gravoso, ma evita certi piccoli fastidi di una vita che in certi momenti può diventare impossibile. La rinuncia prima ancora di una scelta. Oppure è sempre meglio la poligamia o la poliandria.

Una canzone di rabbia..contro un ostacolo.