sabato 23 gennaio 2010

INTERVISTA A MARCO SCALI

Wow! Ecco dopo tempo immemore, una nuova intervista fresca e reale qui, su "Carlo Lock". Cari amici lockiani (non seguaci di John Locke, ma di Carlo Lock, beninteso), questo mese ci parlerà di sé un poliedrico artista, Marco Scali, a cui avevo già dedicato un post sulle sue "bocche".

Marco nasce a Torino nel 1964, si occupa di immagine, è truccatore. Il suo contatto col mondo della moda, del colore dei trucchi lo stimola ad approfondire parallelamente la strada della fotografia e della pittura. Realizza pitture ad olio, ambientazioni e complementi d'arredo, ma le sue opere più incisive ed originali sono sicuramente le "bocche".
Marco mi concede un'intervista di corsa a Milano, dov'è di passaggio, prima di tornare ad Asti, dove attualmente abita.

D:
Puoi raccontare chi sei in quattro parole al mio blog?

R: Marco Scali... che dire... si tratta di un uomo normale, che anzichè avere una passione sfegatata per il calcio, la pesca o il gioco, ha la passione della conoscenza, ma per lo più sono risposte che cerca da se stesso.
Ho 45 anni, ho bruciato molte tappe, sono stato sposato, ho una figlia di 23 anni, ho cambiato 14 residenze, ho affrontato difficoltà importanti, ho fatto mille esperienze lavorative ed ora sono single e vivo nelle vicinanze di Asti.

D: Una delle tue massime preferite è: “La rappresentazione di un concetto o un sentimento….non importa…quello che conta è l’emozione”………Ma allora secondo te, artisti si nasce, lo sono tutti o lo diventano in pochi? Come vivi il problema della “tecnica”?

R: Quella massima l'ho scritta e pensata in un periodo di ricerca molto difficile con me stesso. Devi sapere che, come ho già detto poco fa, la mia personalità mi ha sempre spinto a ricercare la mia natura artistica, senza ausilio di terzi. Questo argomento, da sempre, è stato tema di discussioni anche animate fra colleghi e amanti dell'arte, ma non ho altre risposte, io ho la necessità di muovermi in questo modo; quindi ho analizzato, ricercato, provato, testato, insomma, sono passato dal legno alle resine, dal cemento alle gomme e i siliconi, dalla pittura acrilica alla pittura a olio, dal materico al verosimile, dall' art & design alla fotografia; insomma ti lascio immaginare la mole di lavoro che ho dedicato a tutto questo, soprattutto se pensiamo che non ho mai voluto né maestri né scuole del settore, ma neanche il confronto con altri artisti,senza nemmeno volermi documentare su di loro.
Posso capire che tutto questo possa sembrare assurdo, ma ripeto non ho avuto altre possibilità, questo era ciò che volevo fare ed è ciò che ho fatto. Ma su una cosa ero e continuo a essere certo: per me la cosa più importante che voglio trasmettere in una qualunque delle mie opere è un' emozione.. sia a me sia a chiunque altro. Ora le mie idee sono molto più chiare e il confronto è iniziato già da qualche tempo, come anche le mie esposizioni. Ma il percorso è lungo, sono cresciuto con me stesso.In sostanza, per finire, il concetto che ricerco è l'emozione del bello in sè.
Tutti siamo artisti certo, tutti noi abbiamo uno stimolo a una particolare ricerca, solo che non tutti sappiamo leggere di cosa si tratti, se di musica, colore, forme o altro, ma qualsiasi cosa sia è sempre una forma artistica se la coltivi a dovere.

D: Si potrà mai vivere di questo sogno (concesso a pochi): vivere di arte, di emozione, senza un alienante secondo lavoro..? Alzarsi la mattina, prendere mano il pennello o mettersi al Pc e disegnare e scrivere, per il piacere di comunicare le proprie emozioni alla gente? Uno scopritore e cacciatore di emozioni come te, non si sente inadeguato nella nostra società italiana, a mio avviso, banalizzata e mercificata?

R: Non vorrei sembrarti venale o un artista poco profondo, ma io spero di poterci vivere.
Non credo che l'artista del 2010 sia sempre cosi dannato da questo pensiero comune che diventa famoso solo dopo la morte e nel frattempo vive di espedienti; certo non è facile e comunque devi mediare a soluzioni per andare avanti, così come faccio io, diciamo che per quanto mi riguarda ho cercato di fare carriera in un settore dove sapevo avrei potuto raccogliere frutti più facilmente, ma soprattutto permettermi di fare esperienze che comunque servivano alla mia crescita.
La nostra società è mercificata, ma non credo ci siano alternative, se voglio fare il mio lavoro ho la necessità di spostarmi di usare un auto, di essere vestito a dovere ecc.ecc., senza la vita materiale non potrei vivere in questa società e ciò che è peggio, che più tu diventi bravo e famoso, più hai bisogno di materiali. Ma ti garantisco che potrei vivere anche di niente, ma non in questa società, in una giungla.

D: Riesci a trasmettere e ricavare emozioni anche nel lavoro di truccatore?

R: Il mio lavoro di truccatore è un lavoro fantastico, riesce ad arricchirti sempre, per mille motivi: lo scambio continuo socio-culturale, l'evoluzione del colore, della moda, della manualità, dell'immagine femminile, delle emozioni che trasmetto e che ricevo, dei miei continui viaggi, insomma un bellissimo lavoro.

D: Quanti e quali VIP hai truccato? Qualche ricordo particolare legato a qualche persona o a qualche maquillage?

R: Non mi sono specializzato nello spettacolo, perchè ho scelto un percorso formativo con il trucco beauty, ossia quello dei comuni mortali, ma comunque ho truccato un mare di persone famose, ma a questa domanda non ho mai risposto neanche in dialoghi privati con amici, semplicemente perchè non lo sopporto, in quanto ci sono milioni di persone che non sono famose, non per questo meno interessanti, potrà sembrare paradossale per uno come me che lavora a stretto contatto con il gossip, ma devi sapere che il gossip mi altera, considera che non vedo la tv, ti ho detto tutto.

D: E tornando all'arte figurativa, come nasce il progetto delle “bocche”? Usi veri modelli femminili?

R: Il progetto delle bocche nasce per caso, perchè per molti anni non ho mai pensato alla possibilità di dipingere negli alberghi.
Quando per partecipare a una mostra "Venti per venti" di Napoli mi resi conto di non fare in tempo, mi sono detto, ma perchè non finire le mie piccole opere in hotel, da allora ho sempre dipinto anche in hotel, cosa, che se avessi fatto da tempo, oggi avrei molto materiale in più. Quindi ho scelto le bocche perchè comunque mi rappresentano e mi hanno sempre accompagnato nella vita, vuoi il lavoro, vuoi l'amore per le donne, per il rosso e per un logo che un tempo utilizzavo in un precedente lavoro, ma non meno importante, perchè anche se i miei quadri, eseguiti in hotel, sono di piccole dimensioni, la bocca appare comunque un grande soggetto.
I modelli non ti nego che, inizialmente per fare pratica, cercavo su foto nella rete, poi, man mano che acquisivo conoscenza visiva, come modelli ho usato anche me stesso, foto che poi ho tramutato in bocche femminili.

D: Hai parlato di amore per le donne...Cosa cerchi e cosa ti piace di loro?

R: Da una donna mi aspetto di trovare quella sottile magia che solo una donna sa trasmettere, peccato che ci siano donne che ci riescono e altre meno. Ma spesso troppo spesso la donna si dimentica di lavorare sulla propria femminilità. Vedo milioni di donne che solo perché si sono comprate un capo alla moda, pensano di essere belle e complete. Donne che trascurano il trucco, ma che vanno dal parrucchiere, donne che hanno la pelle abbronzata, spesso bruciata, convinte di essere belle, poi chiedono il trucco come di una modella di una rivista, senza notare che oltre a una serie di differenze somatiche, la pelle della modella è ben diversa dal suo ideale. E come se mi chiedessero di fare un bel quadro su una tela rovinata. Questo argomento comunque è davvero complesso, meglio sorvolare.

D: Quindi non sono solo le bocche ad affascinarti....

R: Non è la bocca l'unico aspetto femminile che maggiormente mi stuzzica; diciamo che sicuramente un insieme di magia nel viso, sostanzialmente; ma se dovessi fare una classifica, credo che opterei in primis per l'anima, ossia lo sguardo, poi la bocca e tutto il resto.

D:
Sei una persona molto affascinante, da quello che dici, con dei valori molto profondi.

R: (Marco ridacchia) Se fossi una donna t'inviterei a cena!

D: Anch'io!!! Ma purtroppo siamo etero..e forse proprio in questo ci troviamo molto d'accordo, ci piace la sensualità, ci piacciono le donne..Anche il mio blog fa di tutto per non dimenticarselo...

R: Certo, ovviamente! Per quel che mi riguarda la sessualità mi ha accompagnato da ragazzino fino a qualche anno fa,ma la sensualità è qualcosa di più ricercato, difficile da trovare, definire...non riesco a trovare la sensualità che vorrei.

D: Un' ultima curiosità per concludere: a quale mostra stai partecipando attualmente e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

R: Il futuro al momento è tutto concentrato sulla realizzazione di Bocche fino a un numero sufficiente per farmi realizzare una personale molto importante, si tratta di un progetto ambizioso e faticoso, per come l'ho pensato, quindi mi sono dato un tempo utile, entro la fine del 2011.Ultimamente sto anche partecipando a Sensus e a un concorso internazionale, come stia andando ancora non lo so.

D: Ti faccio i miei auguri! Spero che questa intervista possa arrivare a chi ancora non ti conosce. Alla prossima. Grazie mille per avermi dato un po' del tuo tempo.

R: Grazie a te. A presto.









1 commento:

Roxina ha detto...

interessante e complicato...comunque complimenti..