giovedì 31 dicembre 2009

Occasioni mancate di fine d'anno

Con un amico, in chat, l'altro giorno abbiamo ricordato insieme una ragazza, conosciuta un Capodanno di ben 11 anni fa. Barbara (così si chiamava) fa parte di quelle esperienze stimolanti, impreviste, ma purtroppo mancate, di fine d'anno.
Soggetto imprevedibile e spiazzante questa Barbara si era presentata a questa festa con una minigonna, un "chiodo" e dei collants a ragnatela, oggi si sarebbe tranquillamente chiamata emo-dark, aveva un rossetto fucsia molto sgargiante su un viso pallidissimo.
Particolare della storia, era una che alzava troppo facilmente il gomito....in un quarto d'ora, appena entrata in casa, si era scolata almeno due bottigliette di birra da 33 cl. Vi lascio immaginare in che stato era dopo mezzanotte, tanto che il mio amico se l'era portata tranquillamente in bagno...La persona che ci ospitava si incazzò come una bestia, quando li sorprese durante un pompino: "Casa mia non è un bordelloooo!".Lei ci rimase malissimo, diventò nervosissima, puntò anche me e mi baciò quasi appassionatamente, al momento di salutarla.Il fatto era che io non potevo rimanere assolutamente, avrei tanto voluto, ma avevo "bucato" e avevo lasciato la mia macchina a metà strada, facendomi poi accompagnare dall'altra auto che mi seguiva che era con me. Per cui le ultime persone che andavano via erano coloro che mi potevano dare il passaggio..Di rimanere in quella casa (dopo i precedenti), ospitato da uno che conoscevo appena (un austero comunista di ferro, tra parentesi), per farmi una scopata non mi pareva proprio il caso. A malincuore, dovetti salutare Barbara, che mi diede il suo numero. Poi, mi raccontarono, lei, in preda a una crisi isterica, sfasciò mezzo appartamento, doveva assolutamente fare sesso con qualcuno. Fu cacciata a male parole e, rabbiosa come una iena, scese in strada e si fece caricare dai primi due ragazzi che passavano in macchina. Da quella sera nessuno ha mai saputo più niente di lei.....Mi ricordo sempre però questa ragazza, era una gran porcona, forse troppo sguaiata, troppo "pazza" per i miei gusti. Di recente ho saputo poi che era anche figlia di genitori importanti e benestanti.
Un'altra volta, sempre a una festa, ma in un centro sociale, fui continuamente stuzzicato da una biondina mentre si ballava..Però questa biondina era fidanzata con un enurgumeno, un marcantonio stile vichingo, coi capelli lunghi e i tatuaggi. Mi avrebbe "spiezzato" in due, magari, se ci avesse visto insieme. La biondina era sempre più insistente, non ne potevo più, mi sbaciucchiava, mi toccava..Mentre da un lato gli ormoni salivano, l'adrenalina della paura faceva da contrappeso, perché dovevo tenermi nascosto dal "vichingo". Poi la soluzione migliore fu farsi amico del "vichingo" per capire se fosse geloso o no. In realtà era un tipo molto gentile, liberale e simpatico, un tizio che aveva aperto un locale notturno al mare con i soldi delle sue marchette con le donne. Era un gigolò, per tagliare corto, sì, un uomo ad ore. Però non mi disse che questa cosa doveva essere tenuta nascosta alla sua ragazza; senza volerlo, mi lasciai scappare qualche allusione e lei si insospettì subito, andò da lui e cominciarono a litigare per colpa mia.
A quel punto salutai tutti e tagliai la corda, prima che fosse troppo tardi. Insomma, se mi fossi fatto la biondina di soppiatto e fossi scappato avrebbero magari litigato ugualmente, ma almeno tornavo a casa più contento. :)
Mi domando spesso perché continuo a riflettere sul passato, forse perché di certe cose non si riesce a farsene una ragione. L'assurdità della vita sta proprio qui, inutile negarlo.
Da un po' di anni niente feste, anzi, devo dire Capodanni abbastanza deprimenti, serate con gli amici, ma giusto per non restare a casa a guardare il soffitto, in pieno spirito di "via il dente, via il dolore". Auguro a tutti coloro che mi leggono di passare una serata all'insegna del divertimento e del sesso, perché a me Capodanno mi ha sempre dato un senso di allegria...bisogna festeggiarlo in allegria, come un carnevale....Quindi niente inibizioni, coraggio! Ballate, bevete e tirate giù le mutande, prima di tornare a fare i seri in ufficio, mi raccomando!

martedì 29 dicembre 2009

Fatti e parole

Nell'amicizia e nell'amore contano soprattutto i fatti.
Le parole sono magari il belletto dell'accidia,
l'edulcorazione della nostra debolezza,
il salva-vita della nostra reputazione.
Ma i fatti cancellano tutto....
contate i fatti, contate gli amici.
Le parole sono zanzare che cadono stecchite,
lasciando il silenzio perpetuo,
di un pugile con le spalle al muro.

lunedì 28 dicembre 2009

Il fumetto mi sta stretto

..Meglio il ritratto in disegno..sì
il fumetto mi sta stretto
tutte quelle tavole,
quei rimpicciolimenti,
il fumetto mi sta stretto...
lo leggo solo a letto,
ma quel che va detto va detto.
Il fumetto mi sta stretto,
anche se è un intrattenimento ad effetto.
Che bello il fumetto!

"Fiore di cactus"

E' tuttora in scena a Milano lo spettacolo Fiore di cactus, il debutto teatrale di Eleonora Giorgi, bella donna e brava attrice. La Giorgi ormai è artisticamente cresciuta da Storia di una monaca di clausura e, passando, negli anni '80 per i nomi più celebri della commedia all'italiana, Verdone, Pozzetto, Celentano e per un recente film da regista ( L'ultima estate) ora si è lasciata conquistare dalla vecchia commedia di Abe Burrows e messa in scena prima al cinema, nel '69, da Gene Saks. Se devo dirla tutta, non è solo la Giorgi che riesce a mettere in risalto lo slancio e il ritmo da farsa di questa scattante commedia: a contribuire a un buon risultato ci pensa anche Franco Castellano, Giuliano Foch, un dentista donnaiolo che, per evitare coinvolgimenti eccessivi nelle storie che vive, si inventa una moglie e tre figli...E qui parte la commedia degli equivoci, accesa dagli isterismi di Castellano e mitigata ad arte dalla saggezza e dalla compostezza della Giorgi, la signora Stefania Vigneau, classica segretaria racchietta un po' spenta, segretamente innamorata da anni del dottore. Gli ingredienti ci sono tutti per garantire un pomeriggio, una serata e, perché no, anche l'ultima notte dell'anno, in spensieratezza e allegria. Non siamo di fronte a un teatro celebrale, intellettuale,...siamo solo di fronte a una commedia teatrale moderna, che mantiene uno spirito molto francese da pochade, ma nel suo svilupparsi è legato ormai a stilemi collaudati..Quindi un teatro, tutto sommato classico e di buon gusto, ma senza impegno. Il ritmo farsesco è ben pompato e calibrato, tanto che le abbondanti due ore, scivolano via fresche come acqua. Una buona cura anche per gli arredi e le scenografia.
Gli attori che affiancano i protagonisti in questa pièce diretta da Guglielmo Ferro sono la sexy-svampita Gabriella Pompadour (un nome che è tutto un programma), l'amichetta del dottore, Giorgia Trasselli (una macchietta molto caratteristica, la signora-bene con guantini, belletto, piagnona, zabetta ed esigente) e Andrea Garinei.
Eleonora Giorgi a teatro ci sa fare e si muove a suo agio, non c'è ombra di dubbio, penso che ormai si possa confermare che non abbia mai dimostrato di essere l'attrice-oggetto, bambola di carne da ammirare per le sue grazie. La Giorgi si è costruita una sua personalità che si è evoluta a seconda delle epoche, delle storie, rimanendo sempre fedele al carattere di solarità. I suoi personaggi cinematografici più riusciti sono sicuramente la strega Finnicella in Mia moglie una strega e la Nadia borgatara di Borotalco.
A teatro? Aspettiamo una seconda prova con ansia.....




sabato 26 dicembre 2009

A Natale...si può fare di più

Da qualche settimana circolano in rete e nella bocca della gente video, frasi, in cui il leitmotiv è: "A Natale si può fare di più", uno slogan di uno spot che era stato riferito e dedicato a Massimo Tartaglia, l'attentatore psicolabile del Silvio nazionale.
Da tempo sta prevalendo, senza che ce ne accorgiamo, l'ipotesi dell'omicidio politico, una specie di ragion di stato eversiva che legittima qualasiasi azione arbitraria e lesiva contro il Presidente del Consiglio...Tutto pur di farlo sparire di scena! E non sappiamo nemmeno se queste iatture siano orchestrate da bontemponi nullafacenti che cercano quell'ora di celebrità al mondo, oppure ci sia un vero e proprio disegno terroristico alla base.
Salteranno sempre e comunque fuori i qualunquisti, quelli che pensano che qualsiasi azione politica contro il governo sia tutta una inutile farsa e che tanto Silvio rimarrà là dov'è, convinti che le sue persecuzioni servano unicamente al suo consenso popolare e che in fondo tutti gli uomini di potere sono disonesti fino al midollo.
Questa è l' Italia, purtroppo!
Che siano in molti desiderare l'uscita di scena di Berlusconi (quale che sia) una volta per tutte, mi sembra chiaro, ; quello che è invece molto fuori luogo (almeno per un Natale secondo valori cristiani) sia quello di scherzare e fare della sarcastica ironia sulla salute e sulla sofferenza di Berlusconi, che toltagli l'antipatica maschera dell'uomo di potere disonesto e ruffiano, rimane pur sempre un essere umano.
Si può deridere la sofferenza e la morte prima che avvenga, ma è contrario alla mia etica prendere in giro chi soffre in un momento come il Natale....Forse il Natale dovrebbe essere un momento di sospensione delle ostilità. Insomma...dire "A Natale si può fare di più", è come sparare sulla Croce Rossa. Meditiamo e facciamo autocritica. Detto per inciso, poi, non credo che i toni si abbasseranno mai, ecco perché pochi giorni fa ho scritto quel post sul "clima"..Insomma, questo clima d'odio sarà sempre serpeggiante finché Berlusconi non si farà processare. Questi politici non sono nemmeno più capaci di dialogare in televisione, in nome di Berlusconi, usano l'insulto e la presa in giro come strumento rivendicativo e dialettico. I politici non hanno più argomenti, sono allo sfascio.
Ma ora che siamo sotto Natale dimentichiamoci tutto, sventoliamo bandiera bianca.

giovedì 24 dicembre 2009

Do they know it's christmas

Elogio della birra

Dopo un immotivato periodo di avversione, la birra mi sta simpatica, credo sia una fedele compagna per me. Ho scoperto che in fondo la birra non morde e nemmeno ha tutte quelle caratteristiche così negative che le attribuiscono (togliere l'appetito o essere tremendamente amara). Non mi ritengo un "vizioso" di birra, ma nemmeno un qualunquista della birra, di quelli che prendono la prima lattina che trovano o si lasciano condurre dal barista alla prima "birra chiara media" alla spina di non si sa quale provenienza.
La birra ha diverse provenienze che non siano solo quella tedesca o olandese, necessita di una certa arte per la distillazione, esistono anche degustatori professionisti, chi è appassionato lo sa meglio di me. Visitate il sito mondobirra.org e ne scoprirete tante!
A me personalmente la birra piace perché è spartana, la birra non si piega alla forma o al "bon-ton", è una bevanda democratica, spendibile e bevibile sul divano come al ristorante. Non è pacchiana e "pulita" come la Sprite o la Coca-Cola, ti senti più uomo a bere una birra che un'aranciata, non c'è dubbio e soprattutto quando si va nei paesi del Nord la birra è un buon argomento di discussione e...di abbordaggio. Dimenticarsi che esiste la birra vuol dire, in fondo, non poter vivere appieno la cultura nordica, come se uno straniero venisse qui da noi e non provasse il Chianti o le lasagne.
La birra mette allegria, invita all'anarchia del rutto libero e rende inoltre più convincenti certe pietanze.
Birra e sai cosa bevi!!!
Qui di seguito uno spot tedesco, secondo il consueto gusto caustico e un po' "bizarre" tipico della Germania.





E la famosa Henninger....una volta abbastanza comune in Italia, ora quasi sparita dai supermercati.



martedì 22 dicembre 2009

Auguri masochisti

Smettiamola di rompere le palle ai masochisti suvvia........
smettiamola di dire l'odiosa frase, "non ti merita".
Rispettiamo un masochista che spende centinaia di euro per un regalo e non viene ringraziato.
Onoriamo un masochista che sta sotto la pioggia o la neve ad aspettare una ragazza che gli tira il pacco all'ultimo momento.
Manteniamo la divina illusione nel masochista di amare una persona che non c'è,
non togliamogli la gioia della sofferenza
o l'indifferenza sulla sua sofferenza.
evitiamo parole come "svegliati", "scendi giù dal pero", "sei uno zerbino di quella donna".
Facciamo seri auguri di buon Natale al masochista,
che possa collezionare tanti rifiuti, tanti no...
ricevere pochissimi ringraziamenti e molte cafonerie.
Quello che conta è l'amore, anche se fa soffrire.
Basta che ci sia.
Andate piuttosto a scocciare chi non s'innamora mai, voi prelati giudicanti, figli del dirigismo, del proibizionismo e del convenzionalismo.

E' tutta una questione di clima...

In questi giorni non si fa altro che parlare di clima...
questo clima di odio..sì questo clima di odio ed occorre abbassare i toni.
(Di Pietro ha detto: parlerò sottovoce).
Il riscaldamento dell'atmosfera...
il raffreddamento della terra
l' Italia in una morsa di gelo,
temperature da clima polare.
Clima di terrore, clima di persecuzione, clima di insicurezza...
Insomma, di questo clima non ci si libera.
Vivere senza "clima" è come vivere senza equilibrio
o come vivere senza memoria,
come se si dovesse ripetere ogni volta uno stesso gesto,
una stessa parola come se niente fosse stato,
una parola è sempre una parola nuova.
Il clima in fondo brucia l'ingenuità,
è un raggruppamento di fenomeni,
il clima in fondo non c'è in sé e per sé
ma abbiamo bisogno sempre del "clima".
E' tutta una questione di clima.

domenica 20 dicembre 2009

Gli angeli

L'importante è ricordare che gli angeli non hanno le ali,
che un angelo può essere uno stronzo
che scoreggia fuori dal finestrino
ma al contempo... gli angeli sono immensi riflessi di luce,
ognuno dentro di noi,
emanazione mascherata di un presunto bene,
comunicazione, protezione e messaggeria.
Ognuno trovi il suo angelo, ma non il suo custode.

sabato 19 dicembre 2009

Reificazione e poligamia

Si pensa che la prostituzione sia reificazione dei rapporti umani. E' vero.
Ma non è forse più reificante e ipocrita esercitare un diritto di possesso su una persona attraverso l'uso dei possessivi? "Mia moglie", "Mio marito", "la mia ragazza", "il tuo ragazzo". Il "mio ragazzo" non può essere come il "mio gatto", in questo modo viene anche perversamente applicato il concetto di "furto", furto col pensiero, con lo sguardo.
Rubare la fidanzata a qualcuno è l'unico furto per cui non è possibile fare denuncia..e meno male! Ma nonostante questo i possessivi sono limitanti. Meglio lo scambio di coppia, meglio la poligamia, qualunque cosa che ammorbidisca e smussi i confini di separazione tra individui.
Avere una fidanzata/un fidanzato non è molto differente dall'essere proprietario di qualcosa..Dicevo prima, non esiste denuncia..ma esistono forse le "botte" inferte dal cornuto di turno. Si ripropone quindi una forma molto selvaggia di autogiustizia legittimata e mascherata da un perbenismo borghese di facciata, quello della coppia "mononucleare". Insomma i "possessivi" non sono democratici o forse lo sono in una logica liberista, appunto, secondo la quale ciascun individuo può ottenere il successo, i propri diritti con la propria libera iniziativa o il proprio merito. La "conquista" è un concetto fascista, rimarrà tale e sempre rimarrà..Conquistare una donna è un traslato nazionalista del dux e del furor di popolo: la donna è il trofeo della lotta..Noi siamo uomini, scornarci come i cervi è un tantino dequalificante..o no?
Odio le conquiste, le rivalità: tutto questo non è già-da-sempre reificazione? La prostituzione è, in fondo, la svendita in massa e la formalizzazione esplicita di rapporti mercificati. Il possesso è qualcosa che ammette l'amore, ma al tempo stesso lo nega.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il braccialetto profumato

Ieri in ufficio ho trovato un piccolo braccialettino femminile di stoffa elastica, è di provenienza ignota, nessuno sa di chi è.
Sarà un buon auspicio? Quel profumo mi è rimasto sulle mani per ore e ore, questo profumo sconosciuto, attraente, inebriante. No, non posso fare a meno dei profumi femminili.
Grazie, a te che hai perduto quest'oggetto.

Una canzone stile Iglesias

Una premessa: non amo il genere Julio Iglesias! Però constato che una volta questo genere era amato, mentre oggi non se lo fila nessuno: le venticinquenni non sanno neanche cosa sia, le quarantenni/cinquantenni piuttosto ascoltano De André, l'heavy-metal, Michel Bublé, Caetano Veloso, Jason Mraz, Bob Marley...Il genere Iglesias forse a qualcuno piace, ma più per un fattore nostalgico che non per una reale filia.
Stamattina mi sono svegliato con in testa questa canzone, Non t'amo, che uscì nell'estate del 1981, gareggiò al Festivalbar. Lui era Alex Damiani, era il solito "figo" che partecipava anche a fotoromanzi, il solito eroe nazionalpopolare delle massaie, delle adolescenti.
Eppure ascoltata oggi la canzone (uno degli autori è proprio Belfiore, collaboratore di Iglesias) ha un'aura diversa, forse depositaria di un vecchio ideale di rapporto d'amore, forse ha quello slancio melodico del tutto mancante nella discografia odierna. Forse è la semplicità ad essere vincente, la semplicità intelligente. Oggi la semplicità coincide col vuoto.

Boarino



In questo piccolo ritratto aveste visto Boarino, cari lettori. Alcuni l'avranno già conosciuto su Youtube, altri sul blog del regista, linkato su questa pagina.

Mi sono sentito di riproporlo per commentare personalmente le immagini e il personaggio, dicono un disabile, anche se io non l'ho notato. In ogni caso un disabile che con poche parole semplici ha capito tutto del mondo meglio di chiunque altro, parole pensate ma poche volte dette dalla gente.

"La vita senza le donne è banale, vuota".."Cerco un rapporto paritario".

La bellezza di questa vita è nutrirsi di sogni, afferrando la realtà. Senza realtà si è come un uccello costretto a volare all'infinito sempre più un alto, sempre più un alto, fino a dispedersi nell'immensità siderale dell'atmosfera. Senza sogni si è come intrappolati in una geometria dittatoriale di rette, spigoli, senza curve, senza la morbidezza della voluttà della fantasia. Boarino ha capito dove fermarsi e dove ripartire, con grande poesia e spontaneità.

Abbasso Milano.

domenica 13 dicembre 2009

I fachiri del sesso

Chi è il fachiro? Un asceta (perlopiù indiano) che riesce ad annullare tutte le sensazioni dolorose attraverso la meditazione, a provocare uno scollamento tra il proprio corpo e la Empfindung (sensazione). Ogni tanto penso a certi soggetti sessuali, individui esistenti, verso i quali non provo odio né ostilità, anzi spesso attrazione e/o curiosità e che chiamo "fachiri del sesso". E qui, chiedo scusa, ma apro una parentesi magari sgradevole e "forte" per i deboli di stomaco o per i moralisti integerrimi. Vi chiedo scusa davvero, ma non trascuro niente del genere umano, l'argomento è forte e lo riconosco, quindi vi ho avvisato. Bene, ora andiamo avanti e vi dico chi sono questi fachiri del sesso: non i masochisti perché il masochista soffre, si dilania e si lamenta con la coscienza di provare dolore, anzi, il dolore è ciò che viene ricercato.
No, i fachiri del sesso sono quelli che cercano un "dolore" ancora più insopportabile e più sinistro di una frustata, sono quelli che godono a farsi fare la cacca addosso (e non di rado a mangiare) dal proprio partner. Inutile che ve lo dica cari amici coprofili e coprofagi: per il sottoscritto siete un grande enigma e lo dico senza offese e senza sfottò. Mi rivolgo anche a chi, molto scettico, trova inutile una discussione sulla coprofilia, risolvendola in "malattia" e dunque la malattia si cura, non la si discute. Pensare alla malattia è quanto di più comodo possiamo fare...la malattia è rassicurante, ma anche ghettizzante. Ma è anche la forma più ragionevole di dare una spiegazione a un comportamento sessuale inconcepibile ai più. Detesto comunque tutte le battutacce che popolano i forum che sembra vogliano saperla lunga e che hanno un che di scotomizzante sui coprofili..Insomma il concetto è sempre quello: "fatevi curare".
La mia posizione non è pro-malattia, ma nemmeno pro-normalità assoluta: il coprofilo, semmai, ha qualcosa in più rispetto ai comuni mortali, chi ha provato la "merda" non penso abbia più paura di nulla ed ha affinato il proprio corpo quasi stoicamente al disgusto. Solo un vero fachiro può vincere la repulsione corporea (lo schifo) oppure un grande erotomane, un erotomane vero e proprio che sublima nell'erotismo anche i secreti corporei, la sua eccitazione è talmente alta che riesce a trascendere la "merda" quasi in un conato estatico, un "volo" verso l'alto. In realtà il coprofilo si nutre e gode del "basso" ma è spiritualmente in alto, non vedo altra spiegazione.
Chi non ha provato la cacca sta sessualmente a un gradino inferiore è chiaro, come uno sportivo poliedrico che non ha mai fatto body-jumping o il giocatore d'azzardo che non ha mai giocato alla roulette russa. Per qualunque cosa estrema ci vuole fegato oltre che una naturale inclinazione.
Molti si inorridiscono alla semplice "pipì" (o pioggia dorata), non pensando quanto sia invece comunissima tra uomini e donne; in questo caso la paura della pipì è solo psicologica, l'eventuale disgusto è più sopportabile, tenuto conto che esistono anche correnti di medicina alternativa che la propongono come terapia naturale (orinoterapia); la "pioggia dorata" è già più giustificabile, soprattutto negli uomini, in quanto non esiste un corrispettivo femminile della "schizzata" in pieno volto di sperma e la pipì potrebbe essere un traslato del seme maschile. Inoltre l'orina e il suo odore contiene i feromoni, i famosi ormoni di richiamo sessuale; se già uno è avvezzo nella pratica del cunnilingus, non c'è nulla di anomalo se volesse provare qualcosa di più forte, che va nella stessa direzione del benevolo amore per la "patatina"; la paura della cacca invece è anche fisica...Insomma non si sfugge al potere abominevole della cacca e del suo disgusto.Anche i genitori si schifano a pulire i pannolini dei loro neonati, nemmeno la pupù infantile è più "nobile" e pulita delle altre. Una volta feci una considerazione solo apparentemente blasfema: trovarsi faccia a faccia con la merda è come un faccia a faccia con Dio; in realtà questo face-to-face è insondabilmente irraggiungibile ai più, psicologicamente inaccettabile e soprattutto spazialmente lontano, come Dio: la merda è molto lontana in realtà e incomprensibilmente misteriosa come Dio, se viene destituita dal suo ruolo di scarto e di rifiuto, chi la avvicina è un fachiro, un fachiro un po' particolare. Con questo non dico che voi fachiri del sesso dobbiate diffondere il Verbo, ma cominciate a sentirvi meno in colpa..però abbiate rispetto anche di chi non è come voi. Non ho mai conosciuto qualcuno di voi, ma un dialogo può essere sempre istruttivo, anche se, nel mio caso, non potrei darvi ragione su tutto.
Grazie per l'attenzione e ringrazio gli schifiltosi per la loro pazienza.
Qui di seguito un famoso spezzone di Salò, di Pasolini, coraggioso film che affrontò anche la coprofilia.


giovedì 10 dicembre 2009

Dora Moroni e il cattivo giornalismo

Mi duole dirlo ma l'immagine di Dora Moroni, ex soubrette anni Settanta (famosa per aver partecipato a quelle "famose" edizioni di Domenica in...con Corrado) è stata rovinata per colpa di un cattivo giornalismo. Inutile rivangare i fatti, si tratta ormai di servizi che risalgono al 1978, l'anno del suo tragico incidente, quello che le valse il coma, ricorderete....
Di recente è stato ricordato Corrado in uno speciale su Mediaset, è ancora una volta nei filmati d'epoca, è ricomparsa una foto macabra risalente all'incidente della Moroni che da tempo mi ossessiona. In televisione hanno scelto tra i numerosi scatti quelli meno visivamente violenti....Per alcune ricerche personali, invece, mi ritrovai a consultare nel '99 alcune riviste del 1978 in biblioteca. Ed ecco che apparve, su Sorrisi e Canzoni una foto-choc. Purtroppo non potendo mostrarvela, dovrei descriverla.....Vorrei descriverla ancora una volta, dovrei utilizzare delle parole violentissime, crude, perché la fotografia in questione ritrae la Moroni subito dopo l'incidente, svenuta, diafana, con gli occhi violacei e gonfi come susine per il travaso di sangue dopo la frattura del cranio, la mortificazione esatta della sua allegria, della sua sensualità.
Va da sé che il senso di questo post è denunciare un giornalismo che nel tentativo di far "sensazione" passa sopra la dignità della gente e dà come contropartita a noi prolifici scrittori e cineasti dalla vena horror terreno fertile per le nostre macabre descrizioni e ossessioni.
Si può parlare di una cosa all'infinito solo se dà emozioni fortemente negative, è la mia teoria. E' questo ciò che mi permette di accedere a quello che io chiamo pathos del negativo, una forma di amore-odio per il male in tutte le sue forme.
Ogni tanto rifletto su questa cosa, non ho potuto evitare di non essere a conoscenza di questa foto,ormai è patrimonio storico del giornalismo italiano, di averne parlato impropriamente quasi fosse un divertimento con alcuni amici e conoscenti (me ne scuso pubblicamente). In realtà è una foto che, a suo modo, mi ha fatto male , quasi mi ha traumatizzato (ma può una banale foto sortire questo effetto? Quale scopo si era prefisso questo dannato fotografo?). Dove finisce la libertà creativa, la libertà di espressione artistica o di cronaca e dove comincia il danneggiamento morale della persona? Può la sete di notorietà sublimare tutto quanto?
Ma ormai è acqua passata, direte voi..."Che cazzo te ne fotte? Vai avanti!" Ma cosa c'è da dire oggigiorno? Cosa c'è da dire? Andare avanti, ma dove?
Posso solo parlare di me stesso, è l'unica cosa che amo, me stesso, le mie declinazioni (interessi, amici). Amare se stessi vuol dire confrontarsi con le proprie ossessioni, ma anche con il proprio passato.
Forse la mia sensibilità mi costringe ad affrontare certi temi, soprattutto se sono insignificanti o frivoli. La risata è un ambiguo amico del terrore, in fondo.

martedì 8 dicembre 2009

Filosofia e Romania

Una bionda, una bellissima bionda, nativa della Romania, ma cresciuta in Italia, mi ha gentilmente tradotto alcuni passi del pensiero di Cioran, un suo famoso connazionale.
La filosofia passa, colpisce e svanisce, come le giovani bionde, dal sapore impossibile.
Di Cioran rimane almeno il seguente aforisma che vi dedico oggi:

Nu pot vorni de infinit fără să pot probāo dublă ameteală: înăuntrul şi în âfara mea.

(Non posso parlare di infinito sempre provare una doppia vertigine: dentro e fuori di me)


Da: Al culmine della disperazione (Pe culmile disperării), di E.M.Cioran

lunedì 7 dicembre 2009

I guardoni da incidente

Sesso e morte vanno d'accordo, anche se solo apparentemente sono agli antipodi. Aveva ragione Freud, in noi convivono pulsioni di vita e pulsioni di morte...Insomma, in qualcuno l'istinto distruttivo e autodistruttivo è talmente forte da prendere forme di comportamento celebrativo (non di rado lesivo) della morte e della sofferenza.
Nessuno parla mai per esempio dei "guardoni" da incidente, personaggi che esistono nella innocua quotidianità, loro non spiano le coppiette in macchina che fanno sesso, preferiscono spiare sotto gli occhi di tutti gente agonizzante sull'asfalto, i soccorsi di un'ambulanza nel caso di un incidente stradale. Sono i cosiddetti curiosi, in cerca di stragi, incidenti rocamboleschi, basta che ci sia il "colpaccio" che fa sensazione, presenza di vigili del fuoco, polizia..Non di rado poi filmano e mettono tutto su Youtube.
Il "tipico" maniaco da incidente (o da agonia, perché potrebbe fermarsi a vedere anche un infartuato) è quello che finge di passare in un posto, ma in realtà fiuta un incidente o un malore per strada a chilometri di distanza, viaggia sempre con la macchina fotografica in tasca o con un taccuino, deve annotarsi tutto, ma proprio tutto. Il guardone da incidente è quasi sempre un uomo solitario che non ha nulla da fare, cerca nel dolore degli altri un motivo per dare un senso alle sue giornate (come un concetto di "scuotimento" dalla noia), non è un individuo malvagio, se può si adopera per soccorrere, è gentile, capace di dire parole ad effetto come "Povera ragazza", "Povero ragazzo". Inevitabilmente il suo piacere è anche di commozione, di aiuto negli altri, nella speranza apparente che tutto finisca per il meglio. Ma in cuor suo, il guardone lo sa: ha una seconda perversa anima che non gliena frega un cazzo di missioni umanitarie, cerca un'estetica nella sofferenza, si diletta a guardare una persona in terra, le sue reazioni, come se fosse un animale da laboratorio,questo individuo è impiccione, molto impiccione, vorrebbe sapere vita, morte e miracoli dell'infortunato. Il suo thanatos lo porta a desiderare il sangue, le urla, le lacrime, se scopre di avere di fronte soltanto un uomo contuso, cosciente, seduto, che si avvia in ambulanza sui propri piedi in realtà scatta in lui una grande delusione ("ed io che volevo vedere qualcuno che stava male, volevo vedere grandi imprese dei rianimatori...niente.....niente di niente").
Il maniaco da incidente può diventare anche antipatico e violento, perde la sua pacatezza e il suo pietismo quando viene contraddetto o gli viene proibito di stare liberamente sul luogo del sinistro.
Guai a dire a un individuo simile: "Se ne vada, qui non c'è niente da vedere. Questo non è uno spettacolo". Nella sua testa scatterà sicuramente questa risposta: "Non è uno spettacolo? Ma se ho attraversato un viale di un chilometro per venire a vederlo?"
Del resto è anche evidente che trattandosi di un avvenimento su suolo pubblico è abbastanza impossibile impedirne la visione ai passanti, è inevitabile che si trasformi involontariamente in uno spettacolo, con tutta la sua enfasi, i suoi spettatori che fanno il tifo per chi sta male, è un momento delicato in cui la solidarietà rischia di trasformarsi in una privata e morbosa curiosità inoperante e parassitaria. L'incidente è una forma di rappresentazione non organizzata e non richiesta, uno spettacolo "rovesciato", perverso, spesso ingenera la discussione, si litiga su un corpo agonizzante, i pensionati si addannano a capire chi aveva torto o ragione. In mezzo a tutti loro c'è il maniaco, che finge di interessarsi, di disperarsi, dice frasi fatte, apposta, per non schiodarsi da lì può perfino inventare scuse del tipo "ho un appuntamento, ma la persona in questione è in netto ritardo". Il guardone da incidenti agisce in stretto incognito perché sa chiaramente di essere reputato un pezzo di merda dagli altri, come del resto il voyeur sessuale, è chiaro, proprio perché agisce con l'inganno, senza consenso, con viscide scuse e menzogne per ottenere il suo scopo. La sua attività potrebbe essere immorale, forse illegale, ma nessuno potrà mai riconoscerlo, nessuno potrà mai comprendere appieno le sue intenzioni. In fondo l'indignazione per un guardone da incidenti è solo superficiale, ci sono cose più serie, tipo chiamare il 118, coprire gli occhi ai bambini o soccorrere l'infortunato in attesa dell'ambulanza.
Interessante questo articolo scritto da Stefano Zurlo, scritto con un linguaggio molto romanzesco e poco giornalistico. In fin dei conti però, che male fanno i guardoni?

sabato 5 dicembre 2009

Le vocali del sesso

Anche il sesso ha i suoi suoni...Parliamo ad esempio dell'emissione delle vocali (tipicamente femminili) durante e/o prima dell'orgasmo. Premesso che trovo molto più eccitante urlare che non urlare, si può anche individuare addirittura le vocali più eccitanti del lamento orgasmico.
Analizziamole una per una:
Aahhh...aaahhhh= troppo inflazionato, no?
iihh......iiiihhh= fuori dal comune, ma sembra più un lamento da disabile, no?
eeehh....eeeh....= "ma che me stai a fà fesso?"
ooh...oohhh= già meglio, già meglio.
uuuhhh....uuuhh.....= per esclusione senz'altro, ma anche per una sorta di preferenza individuale, mi eccita molto "uuhhh"........"uuuuuhhhh".
Sì, dichiariamo che "uuuhhh" è la migliore vocale del sesso, dopo "aaaahh", troppo inflazionata.
In questo filmato però "uuhh" è molto scimmiesco...
Dite la vostra se volete.
Mi ricordo ancora quella spagnola che amava sempre dirmi: "Uuuhhh.....te gusta?"
Bastava solo questo per far lievitare e levitare il mio membro virile.



Ottimi consigli per l'infelicità

Visto che i consigli per la felicità funzionano sì e no, proviamo a istruire sull'infelicità. Ho riflettuto che sull'infelicità c'è una costante trasversale: siamo infelici se ogni accadimento, considerazione della e sulla vita che viviamo è assoluto e mai relativo. Un fatto che ci capita può risvegliare la nostra infelicità, è vero, ma la vita è pienamente infelice se consiste nel perdurare di uno stato affettivo penoso e triste.
Nella pena, allora, noi dobbiamo risvegliare e alimentare l' "assoluto", che è un assoluto logico, non messianico o metafisico, è quell' "assoluto" che non lascia scampo, che non ammette soluzioni, irreversibile, "la cosa sarà sempre così", ecc. Nell'infelicità le parole-chiave sono: mai, tutto, nessuno, niente, per sempre, fine, avverbi assoluti per giudizi assoluti.
E' molto raro che l'infelicità ammetta il "forse", "magari" (ad eccezione del "magari" tedeschizzato nel "Schoen wär's, "sarebbe bello") "è possibile", l'infelicità chiude alla speranza e quando si chiude alla speranza si è come morti.
Ma forse essere infelici è l'unico modo per toccare il fondo che procede alla risalita. Immergersi nell'infelicità perpetua e devastante vuol dire che: o si sceglie di vivere o si sceglie di morire. Due comportamenti tipici dei gravi ammalati che hanno i mesi contati sono: o darsi alla pazza gioia e vivere finché c'è tempo oppure suicidarsi (lentamente o repentinamente).
Secondo consiglio di Carlo Lock: per essere infelici dovete stare con gente allegra..Partendo da ciò che vi ha mosso a questa infelicità dovrete subire la tortura al confronto con chi è più felice di voi, già: il pezzente con il riccone, lo sfigato col dongiovanni, il pessimista con l'ottimista. Vi sentirete per forza insignificanti..Quando vi sentite insignificanti dovrete ripetervi che questo sarà per sempre, non cambierà mai nulla nella vostra vita e ripetete a voce alta che Dio non esiste.
A un certo punto, se vi amate abbastanza rinuncerete al suicidio e troverete uno spazio, una scusa alla vostra infelicità, riuscirete di certo a conviverci.
Un grazie nuovamente a Ricky Farina che mi ha stimolato a questa riflessione.
Carlo Lock