domenica 29 novembre 2009

Giorgione e i suoi misteri

Il tramonto, Giorgione
Non amo, in genere i rinascimentali, ma Giorgione ha qualcosa di romantico, l'incompiutezza dell'essenza, l'oscuro abisso della coscienza, il sublime e l'antopromorfismo natuale. Il paesaggismo giorgioniano è dirompente, malinconica, ma non tradisce la sua origine "composta", classica. Ora a 500 anni dalla sua morte le sue tele sono state raccolte in occasione della mostra che si terrà a partire dal 12 dicembre fino al 12 aprile 2010 al Museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto (TV). Saranno 18 dipinti, più un altro centinaio di opere di Bellini, Tiziano, Dürer, Raffaello, scelte per ricreare il contesto culturale e pittorico in cui l'autore ha operato durante la sua breve esistenza. Ci saranno quadri mai esposti in Italia, come la prima prova del Saturno in esilio, proveniente dalla National Gallery di Londra. Una occasione per immergersi nelle atmosfere di Giorgione la cui opera si è sempre prestata a numerose interpretazioni.

La carezza di Cleopatra

Con sorpresa, ho constatato su base personale che molti uomini non sanno nemmeno cosa sia un "massaggio prostatico".Forse è l'aggettivo "prostatico" che li spaventa, ma in fondo si tratta di qualcosa che riguarda il loro, il nostro corpo....da dove può derivare tanta ignoranza?

E' chiaro, trattasi di un massaggio della prostata, ma alcune lacune si hanno su come lo si svolge, in cosa consiste.

Gli scritti libertini raccontano che già Cleopatra era avvezza a questo tipo di pratica e che Cesare volle imporla al Senato come signora dell' Oriente per la sua abilità nel far rinvigorire l' erezione del condottiero, che aveva dimenticato da anni.

La tecnica, passata alla storia poi come "carezza di Cleopatra" consisteva nell'introduzione di un dito lubrificato da oli nell'ano di Cesare, successivamente fatto roteare nel retto fino a completa erezione. L'eiaculazione poteva essere controllata ad arte, dalle dita della massaggiatrice, poteva essere dirompente oppure bloccata sul nascere. Un'eiaculazione causata da manovre alla prostata è un po' come il controllo del "minimo" dal cofano di un'auto, si manda il motore su di giri per via inversa, non attraverso il pedale dell'acceleratore, insomma.

E in più pare che il massaggio prostatico sia qualcosa di salutare, è praticato molto in Giappone anche a scopo ludico o salutistico: studi recenti hanno mostrato che, come pratica regolare riduce ipertrofia, prostatite, sterilità, perché il massaggio aiuta a drenare quei sieri infetti che possono essere causa di disturbo; inoltre sempre più spesso si può effettuare il test Hiv con il siero prostatico, che si ricava dal "retro"; in pratica è un drenaggio, una tecnica di sgonfiamento, non è solo un controllo della massa della ghiandola (a questo è sufficiente che ci pensi l'urologo o l'andrologo) è più che altro un indugiare sulla stessa che coinvolge anche le vescicole seminali e l'ampolla (una vescica che contiene il liquido seminale "puro", non ancora sperma). Queste manovre possono essere fastidiose (soprattutto se il retto è ostruito da masse fecali..ahimé), ma anche piacevoli, tanto che la prostata è stata pure definita "punto G maschile". Da esso si può ricavarne un orgasmo all'ennesima potenza, oppure anche un'eiaculazione "fredda" e forzata, senza erezione, a seconda degli obiettivi che si vogliono ottenere.

Di certo per una pratica così è indispensabile igiene e..soprattutto un partner dalle unghie non troppo lunghe....Non so se mi spiego.

mercoledì 25 novembre 2009

Sabato sera

Il sabato sera ha una specie di mitologia in sé, può essere la sera in cui i pivelli fanno le quattro del mattino come può essere, invece, il raduno familiare nazionalpopolare intorno alla televisione.
Ebbene, la decadenza dei tempi si nota anche dagli intrattenimenti televisivi....In una sera di novembre del 1984 accendevate la tele su Canale 5 e trovavate la faccia di Ornella Muti e di Miguel Bosé. Chi si ricorda?
Forse per Ornella Muti e la musica di Miguel Bosé che non avevi ancora comprato in 45 giri si poteva rinunciare a uscire.




Oggi ci è rimasta la De Filippi e i ragazzi di "Amici" :(

Bisogna SENZ'ALTRO uscire.



lunedì 23 novembre 2009

Effetto call-center

Ecco cosa succede a lavorare nei call-center...Alla larga gente, piuttosto andate a pulire la cacca di un mulo, vi sentirete meno alienati.
"Buon giorno sono Ursula, in cosa posso esserle utile?"
"Sì, Ursula...verrebbe a letto con me?"



domenica 22 novembre 2009

L'uggia milanese

Sembra incredibile come i milanesi, i padani, i nordici riescano a vivere nell'uggia, nella nebbia.
Meglio una tonnellata di neve, nuvole dense e crude, vento montano, pioggia battente, ma la nebbia, l'asfalto bagnato, il cielo bigio, lattiginoso stinto e uniforme è quel "né carne né pesce" molto stronzo, ideale per un suicidio di massa o per cure del sonno sotto le coperte.
Dai, se continua così, domani tutti a casa: né scuola, né lavoro, solo bagni di luce, feste nelle mansarde davanti ai camini, cene negli attici, sorsate di birra e di té nei pub di serie B sul modello londinese.
Coraggio, dobbiamo pur vivere a Milano (finché ce la facciamo).

Il video del giorno: "Jeanny"

Si chiamava Falco, deceduto in un incidente stradale, aveva la brillantina, era austriaco.....Più noto per Der Kommissar, il famoso rap in tedesco-slang incomprensibile. Questo video è però più interessante, la storia di una ragazza rapita, tra innocenza, crudeltà, sensualità e perversione.
La musica fa il resto e la lingua tedesca pure.


sabato 21 novembre 2009

Dialogo delirante

Ecco oggi un esempio di dialogo giovanile cazzuto. Noterete che inizialmente si presenta come "cazzuto" (in senso negativo), ma poi diventerà pienamente delirante, in piena mentalité anni 2000. Ma il non-sense, vi insegno, serve ai filosofi per chiedersi qualcosa....altrimenti se non ci fossero neanche domande, converrebbe interrarsi.

LUI: Che farai nel week-end?

LEI: Perché?
LUI: Perché?
LEI: Perché perché?
LUI: Insomma che fai nel week end?
LEI: Non mi hai risposto però...
LUI: Veramente sei tu a non avermi risposto....
LEI: Rispondimi che ti rispondo...
LUI: Ma non so dire perché....A certe domande non si risponde coi perché.
LEI: Allora non sai stare con una donna, si vede.
LUI: Che vuoi che ti dica? Perché mi interessa la tua vita....?
LEI: Lo vedi?Non mi sembra il caso che mi chiedi la genealogia della mia vita dato che ci conosciamo da una settimana.
LUI: In fondo ti ho chiesto cosa fai questo week-end, dai!
LEI: Non amo parlare di me.
LUI: Allora perché usciamo insieme?
LEI: Non lo so.
LUI: Come "non lo so"?
LEI: Non lo so.
LUI: Perché non lo sai? Non te li scegli gli amici?
LEI: Boh!
LUI: Senza parole.
LEI: Ih,ih,ih....:P
LUI: Che farai questo week end?
LEI: Boh!
LUI: Che darai da mangiare al tuo cane?
LEI: Boh!
LUI: Ti piace Facebook?
LEI: Non me ne frega un cazzo!

LUI: Ma sei iscritta! Perché?
LEI: In definitiva questo week end studio e vedo gli amici, non rompere più i coglioni.
LUI: Sei una stronza! Perché sei iscritta a Facebook?
LEI: Finocchio segaiolo!
LUI: Grazie!
LEI: Posso farti un pompino?
LUI: Ma se sono un finocchio, come fai?
LEI: E tu invece cosa fai questo week end? Non ti fai fare un pompino?
LUI: Da una come te no.
LEI: Perché?
LUI: Perché chiedi troppi perché.
LEI: Che uomo sei se non sai rispondere ai perché?
LUI: Di perché ce ne sono tanti...ognuno ha i suoi perché.
LEI: Sei proprio un coglione!
LUI: E tu una cerebrolesa.
LEI: Mi sono tirata un po' di coca ultimamente, scusa.
LUI: Vai a cagare.
LEI: L'ho già fatto, ho tenuto lo stronzo per fartelo vedere.
LUI: Perché?
LEI: Perché mi va.
LUI: Dai, ma cosa farai con i tuoi amici questo week end?
LEI: Farò qualcosa e tu che farai?
LUI: Uscirò con te nella mia mente.
LEI: Bravo! Divertiti!
LUI: Grazie, anche tu. Buon week end.
LEI: Grazie, adesso devo tornare a lavorare se no il capo mi sgama.

lunedì 16 novembre 2009

Ognuno trovi la sua felicità

Bisogna essere felici, bisogna essere felici, anche quando la felicità è temporanea.
Ognuno trovi il suo margine di felicità, la Sua felicità.
Non si rispecchi in quella degli altri, non cerchi stupidi motivi o paragoni negli altri.
La felicità degli altri è un vuoto a rendere e genera una grandissima depressione in chi è triste.
Gli ottimisti sono degli stronzi.
Ma se ognuno trova la Sua felicità è come se avesse creato un'opera d'arte.
Carlo Lock.

sabato 14 novembre 2009

Il segreto della giovinezza

Aforisma del giorno di Oscar Wilde:

Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una passione sregolata per il piacere.


Concludendo aggiungo: rifuggete i mercanti del dovere, della solitudine, che vi riducono a pura nullità.

mercoledì 11 novembre 2009

Giorgia Wurth e gli uomini maturi

Questa attrice meriterebbe un 110 e lode per il timbro di voce. Mai piovuto così tanto erotismo da una voce. Ascoltate le voci, imparate ad ascoltare anche le voci....dicono moltissimo.


lunedì 9 novembre 2009

Arrapati, siete simpatici

Quando si elencano le caratteristiche positive di una persona, non potrei esirmi dall'aggiungere anche l'aggettivo qualificativo "arrapato". Con questo termine, voglio indicare con precisione una persona, non solo infervorata dalla voluttà e dalla libido, ma talmente fiera di sé, che ama a tutti i costi manifestare i suoi desideri agli altri (direttamente o indirettamente), quando non proprio passare direttamente all'azione, al fatto compiuto, ed essere dei grandi tombeur de femmes.
Gli "arrapati" sessuali (non importa il loro sesso, il loro orientamento) mi stanno molto simpatici, anche filosoficamente, perché l'arrapato non annoia mai ed è una persona viva, ha il gaudente gusto di vivere. Anche chi è arrapato per astinenza (chi non ha il pane, insomma) è sicuramente e di gran lunga migliore del "sublimato" per astinenza (colui che ha rimosso il sesso per non pensarci, verso caste mete di utilità sociale come la politica o verso la religione), perché deve sempre e comunque e trovare una scappatoia per scopare (scappare a scopare, scusate il bisticcio di parole), far l'amore o richiamarsi almeno idealmente a suggestioni, richiami sessuali. Insomma l'arrapato non si siede mai con le mani in mano, nella sua ossessione cerca sempre e non perde mai la speranza. E' un perenne adolescente con gli ormoni a mille, che cosa c'è di più meraviglioso? Può essere arrapato secondo diverse modalità, dalle più volgari, animalesche (che aborro), alle più discrete e raffinate. L'arrapato etero con amico etero è anche un grande compagno di avventure e di conversazione. Non so perché ma è un grande amico, è una Ferrari che corre insieme a una Ferrari, ma senza gareggiare. Ma anche l'arrapata lesbica con arrapato etero, non è mica male....E se c'è rispetto reciproco può funzionare anche arrapato omo con arrapato etero (cambia l'oggetto del desiderio ma non la modalità intenzionale di approccio verso il mondo).
Ed anche chi ha troppo e non smette mai di pensarci, confuta bellamente le tesi freudiane, secondo le quali chi pensa troppo al sesso è perché non lo fa. No, no gente.....c'è chi ci pensa troppo e spesso, sia da praticante che da aspirante.
Arrapati, mi state simpatici. Però voi donne dovete avere il coraggio di mostrarvi di più, riuscite spesso a raggiungere un grado di arrapamento ben più sottile, raffinato e profondo, di un volgare maschione "cazzone".
Però una cosa è sicura: arrapati non si diventa, si nasce!



Cadute e separazioni

Oggi è una data importante...Ricorre il ventennale dalla caduta del muro di Berlino, una caduta che è simbolo di un' Europa unita più che di una Germania ricostituitasi una.
Ed oggi Berlino è una Londra tedesca, pullula di femento, di scambi culturali, di arte. Se Berlino ha smarcato pienamente la sua immagine segregante e segregatrice, purtroppo accanto alle cadute esistono ancora separazioni (non solo visibili), esistono ghetti-quartieri che potrebbero essere ben divisi da un muro ed esiste ancora il Bronx a New-York. Il muro non solo separa, ma contiene. L'istinto contenitivo è forse un istinto (perverso) umano, il "trattenere" è l'azione archetipica della cosiddetta fase anale infantile.
In ogni caso, che la celebrazione che sta avvenendo in questi giorni a Berlino sia davvero una festa di libertà. Purtroppo per motivi contingenti (e stringenti la mia libertà) non ho potuto essere là dai tedeschi, vivere la loro gioia di piazza, anche se sicuramente la vera gioia si ha avuta in quel novembre del 1989, una sberla anche nei confronti della carica dei carrarmati in piazza Tien-an-Men, il giugno precedente.
E c'è sopra ogni cosa una canzone del mondo del rock che ha denunciato e dilaniato il potere della segregazione, The wall.



sabato 7 novembre 2009

Parliamo di scuola

Parliamo di scuola. Già: si dice che la scuola deve aiutare a preparare alla vita, mentre invece abitua all'inferno, per colpa di un cattivo sistema, per colpa di programmi non al passo coi tempi, per colpa di un'istituzione che non educa ai rapporti umani e quando si promette di educare diseduca. Tutti gli ultimi ministri della Pubblica Istruzione non hanno mai capito un cazzo di scuola, così come molti professori che insegnano letteratura non sanno comporre una poesia o, peggio, molti professori di matematica non conoscono l'origine filosofica di Cartesio.
Lo sfascio della scuola italiana ha un'origine millenaria e parte da qui. Ho in mente una scuola ideale, utopica, che combini insieme studio e lavoro, una scuola che prepari soprattutto allo studio autonomo e non allo studio sotto fucile, una scuola molto selettiva, ma che insegni a diventare uomini molto presto, che insegni la filosofia della responsabilità e non quella della competizione, della repressione o della punizione (com'è sempre stato).
Scenderò ora in qualche dettaglio concreto. Innanzitutto la scuola superiore la farei cominciare a 16 anni e non a 14; abolizione assoluta delle registrazioni scritte delle interrogazioni. Queste ultime dovranno sempre avvenire, come semplice preparazione del "vero" esame su tutte le materie, che avrà luogo a fine quadrimestre e sul quale verrà dato un giudizio che permetterà l'accesso al secondo quadrimestre o all'anno successivo. Per superare il primo quadrimestre sono tollerate due insufficienze, mentre per superare l'anno tutte le materie dovranno essere pienamente sufficienti. Basta consigli di classe che modificano i giudizi; solo esami, unicamente esami. Se non sei sufficiente un calcio in culo e ripeti!!! In fondo che male c'è a ripetere? Che fretta c'è? Rubiamo un po' il tempo al lavoro...suvvia! Da notare che se hai più di due insufficienze alla fine del primo quadrimestre sei già estromesso dall'anno scolastico in corso. Gli studenti più meritevoli potranno invece beneficiare di una vacanza pagata per l'estate; i compiti delle vacanze completamente aboliti. Il lavoro più interessante si avrà durante le lezioni dove i professori spiegheranno il programma e faranno molte esercitazioni scritte e orali (senza un obbligo di numero e senza valutazione ufficiale scritta); a queste attività mattutine si potranno affiancare quelle pomeridiane, alcune obbligatorie, altre facoltative. Quelle obbligatorie saranno sicuramente orientamento al lavoro a partire dal penultimo anno ed educazione sessuale a partire dal terzultimo (per stimolare la partecipazione dei ragazzi la scuola può a sua discrezione invitare dei lavoratori del sesso per dei seminari), quelle facoltative verteranno sulla possibilità di usufruire di tutor per ripetizioni individuali delle materie d'esame, colloqui di sostegno psicologico e seminari per commentare insieme la cronaca o film di rilevanza culturale. Le materie obbligatorie pomeridiane, però, non saranno oggetto d'esame e non prevederanno compiti a casa.
Veniamo alla maturità.....che ne sarà della maturità? L'ultimo anno sarà un anno come gli altri, con i due esami interni per quadrimestre..L'unica differenza è che insieme all'esame finale dovrà essere presentata una tesina interdisciplinare, come già avviene adesso. Ma non avrà più il valore di un esame di stato, con un organizzazione nazionale, con un programma e dei giorni fissati per tutte le scuole. Alle gite scolastiche non accompagneranno più i professori di ruolo della scuola, ma ci dovranno essere per legge tre accompagnatori diversi: un genitore, rappresentante del consiglio di classe, un accompagnatore turistico (o un insegnante di storia dell'arte di un altro istituto), un educatore vero e proprio.
Quanto alle sanzioni disciplinari, verranno abolite le sospensioni, le note, ma a seconda della gravità del comportamento dello studente dovranno essere prese dei provvedimenti diversi: nei casi di danneggiamento lo studente dovrà fare delle attività obbligatorie tutti i giorni di pomeriggio ed anche il sabato; nei casi di bullismo su un professore uno studente verrà immediatamente ritirato dall'anno scolastico in corso e costretto a ripetere; nei casi di bullismo o violenze gravi accertate (con lesioni fisiche) su un compagno lo studente verrà completamente isolato dalla classe e costretto a seguire lezioni individuali di pomeriggio e colloqui obbligatori con un poeta o un filosofo. Dovrà essere accompagnato e scortato a scuola da un genitore o da un adulto responsabile che ne fa le veci, per prevenire episodi di bullismo anche con altri ragazzi nei corridoi. Il poeta o il filosofo poi valuteranno le problematiche del ragazzo (se esistono) e compatibilmente al suo profitto potrà avere accesso all'anno successivo. Inutile dire che se l'ipotetico colpevole rifiuta di sottostare a questa prassi, viene espulso dalla scuola di appartenenza e non potrà più rimettervi piede.
Un professore che non denuncia un fatto di bullismo può incorrere nella sospensione temporanea dall'incarico.
Veniamo ora al reclutamento scolastico. Basta concorsi, basta graduatorie di stato. Chi vuole fare l'insegnante si iscriverà a una laurea breve per insegnanti, scegliendo l'indirizzo che gli compete (non è un corso post-laurea, è già un titolo di studio). L'università inserirà il candidato in una scuola per un tirocinio e là rimarrà nel 90% dei casi. Chi si vuole inserire in una scuola e non ha conseguito la laurea triennale dovrà inviare il curriculum e mettersi in nota presso la segreteria della scuola prescelta. Quando verrà richiamato dal preside dovrà sostenere dei seminari preliminari di accertamento/approfondimento prima di poter mettere piede in un aula.
Insomma....tutto questo non c'è ancora stato. Magari un giorno succederà...Intanto lo comunico a voi e se a qualcuno piace il progetto lo suggerisca a chi di dovere.
Carlo Lock

venerdì 6 novembre 2009

Ergastolo e vita

Sono per l'abolizione dell'ergastolo perché la vita stessa è un ergastolo. Appena nato devi aspettare almeno ottant'anni per uscirne.

martedì 3 novembre 2009

Silenzio e morte tra follia e poesia

Se mai avrò figli potrò raccontare loro di Alda Merini, di ricordarmi il giorno della sua morte....E questo giorno, seppure desti tristezza, in realtà potrebbe essere quello che segna una nuova fase della storia della letteratura, quella di definitivo riconoscimento (come se già non ce ne fosse stato) della "poetessa dei Navigli". Il merito della Merini è stata, tra le altre cose, quello di aver fatto parlare di sé, di aver fatto emergere dall'indifferenza un seppur modesto brandello di poesia novecentesca (la poesia è l'unica essenza vivente in questa fossa comune di morti brulicanti), di aver creato un ponte con la contemporaneità, con modelli diversi dalla poesia (molti cantautori si sono interessati a lei, l'hanno celebrata), lei, che soffriva nel silenzio dei suoi deliri, deliri che spesso si abbellivano di quell'estro e di quella rara bellezza che erano i suoi componimenti, lei che lascerà ai suoi posteri il delicato dibattito sul tema: "follia e poesia". Solo un folle può essere un poeta oppure è il poeta che deve avere quel coefficiente alla follia tale da renderlo quello che è, un individuo che fluttua sopra il mondo, sopra la stringente e malvagia concretezza, abile nel cogliere il sottosuolo del reale, del visibile? Anche la Merini stessa concordava sulla malvagità della verità e scriveva non a caso: La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa (da Terra d'amore).
Nella malvagità, però, c'è la possibilità del sogno, dell'amore, dell'apertura verso orizzonti puri di libertà. La Merini si muoveva, perciò, all'interno del contrasto tra gioia e amore, paradiso e inferno, dove quasi cristianamente è il mondo dei poveri, dei bambini, dei pazzi a essere "puro".
Anarchia, grida, silenzio, morte, lacrime, fiamme, amore, odio, perversione, gioia..............Forse in queste parole risuona l'eco di Alda Merini.
Riporto qui una canzone dedicata alla Merini, scritta e cantata da Roberto Vecchioni e ricordo che dal blog di Ricky Farina (in elenco qui tra i preferiti) potrete risalire a un cortometraggio in cui Ricky stesso ha filmato un ritratto di questa poetessa (ora merce rara!)