Rieccomi emergere dopo una settimana. Da tempo coglievo l'occasione per scrivere due righe sul "supertelegattone". Così ieri di ritorno dalla campagna in una deprimente sera d'estate, mi sono rimesso a guardare una puntata dell'ormai celeberrima trasmissione Superclassifica show, la famosa "capolista" dell' hit-parade anni 80, che iniziò a trasmettere sulle tv via vetere nel settembre 1977 e dal 1981 approdò su Canale 5 la domenica. Oscar, il "telegattone",era il pupazzo-mascotte dello sponsor, la rivista "Tv Sorrisi e Canzoni". Inizialmente era solo Oscar a essere il "conduttore", a presentare brani musicali, conditi da qualche battutina, Oscar (voce Franco Rosi) coadiuvato da altre creature in peluche "animate". Ecco, ma il punto è proprio questo: come pretendeva di essere seria una trasmissione che univa muppet-show e musica?
Dal 1982 circa,l'ideatore della trasmissione, Maurizio Seymandi, ci mise la propria faccia e introdusse le interviste (pseudo-interviste), modificando però ben poco quello che era il setting e l'intento della trasmissione: uno spazio aperto per la musica, senza parole, uno "spazio" fittizio, niente live, dove quello che contava era un certo eclettismo di gusti, una baraonda di generi, inseriti in scenografie dissonanti (almeno all'inizio): c'era la famosa "piazza Sorrisi", dove piroettavano ragazzi e ragazze in pattini, dove i cantanti si facevano fotografare su sdraio, su carrozze, su altalene. Insomma, un'atmosfera un po' retro, trasognata, arricchita dalla presenza di ragazze-immagine (niente a che vedere con la volgarità delle veline) che scuotevano la testa, facevano gli occhi dolci alla camera, spesso con un fiore tra i capelli: era una forma di romanticismo melense che contrastava con i collettivi, la violenza, le bombe...L' Italia di fine anni Settanta era anche quella. A far da sfondo era sempre il "telegattone" e la "superclassifica", che grazie al becero criterio della "vendita" aveva però il pregio di presentare insieme la sigla di Remi e i Pink Floyd. In ogni caso, non si parlava soltanto dei dischi caldi, come molti si ricorderanno, ma anche gruppi, cantautori, che erano molto in fondo nella classifica, spesso emeriti sconosciuti di allora e di oggi, quella trasmissione era una specie di almanacco rudimentale della musica, ha dato il via al binomio musica-immagine, binomio nel quale si è trovata a proprio agio negli 80s, dove ha potuto rinnovare la grafica, gli studi e mettersi in concorrenza con i vari Discoring, Orecchiocchio. A suo modo Superclassifica show era finita per diventare la tv dei ragazzi più che uno spettacolo per "intenditori"...Infatti è ancora un programma associato a ricordi di infanzia e di adolescenza, non credo abbia mai destato l'interesse di adulti attempati (peggio se intellettuali), era un programma puro e ingenuo. Non a caso negli anni 90, Supertelegattone ha continuato a sopravvivere (nella forma computerizzata, disegnata in sovrimpressione, non più un pupazzo vero e proprio), ma la sua ingenuità non ha retto al clima smaliziato, cinico e snobista di una certa serietà ipocrita ritrovata. Al Telegattone si preferiva la tragicità del Gabibbo, nelle sue inchieste "vere". E così "Superclassifica show" nel silenzio è morta, senza dar fastidio nessuno, soppiantata prima da modesti scimmiottamenti domenicali e poi sparita anche come formula. Si è verificato uno scollamento col pubblico, la gente oggi compra, masterizza, "scarica", ascolta musica più di un tempo, ma è dispersa, non si riunisce intorno all'istituzione della domenica..Non gliene frega un cazzo della Tv e la Tv acconsente..
Nell'estate 1990 Canale 5 organizzò il primo vero e grande revival di "Superclassifica show", una programmazione giornaliera, per annate, molti filmati, numerosi ospiti per celebrare tredici anni di puntate ininterrotte (non ho le cifre esatte, ma credo si sia arrivati al migliaio). Forse era già l'inizio del tramonto, datato 1995.
Di seguito la "mitica" sigla.
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