sabato 28 febbraio 2009

Carnevale di Colonia

Tra tutti i Carnevali più famosi in Europa c'è quello di Colonia, nel quale i tedeschi si trasformano e sputano fuori la loro umanità, la loro vera e rozza umanità.
Eccovi un filmato.


mercoledì 25 febbraio 2009

Ghost writer

Il destino di ghost-writer è il più infimo di tutti, è quello che fa da controfigura ai geni senza "genio", colui che prostituisce il cervello per sostituirsi agli ignoranti o ai deficienti di tempo.
Ultimamente mi hanno offerto di preparare una tesi al posto di un altro dietro compenso, un'operazione che giudico immorale in primis. Non hai tempo di fartela da solo? Rimani ignorante!!! Non ingrassare la fila di ipocriti di questo sporco mondo! Ma in fin dei conti, poiché non ritengo immorale la prostituzione potrei anche accettare....Purtroppo non ho il fisico per vendere cose più interessanti e devo accontentarmi del cervello!(anche se è più faticoso, certo, aprire le gambe è molto semplice!)
Ne risulterebbe drammaticamente compromesso il mio sacro tempo, quel santo e sacro tempo che finge di essere "pieno" agli occhi degli altri, mentre in realtà è un cazzeggio in divenire, un cazzeggio che cerca sempre nuove forme e si maschera e si sostenta dietro l'utile e redditizio paravento del "lavoro" .

Nella ragnatela del passato

Il mio passato è un grosso ragno che mi stuzzica,
mi tormenta, si scuote, sputa la sua bava,
cerca di raggiungermi,
per farmi cadere nella sua ragnatela.
Le mie vecchie conoscenze
sono insetti intrappolati
che cercano sempre di risalire
dalla voragine ignota della mia anima.

domenica 22 febbraio 2009

Apocalisse sessuale

Diario di bordo del giorno 22 febbraio:
uomini e donne non vanno più d'accordo, si odiano.
Le loro parole si scontrano,
obiettivi, bisogni diversi.
Lo stupro la fa da padrone
la solitudine ci circonda....
L'uomo è sempre più stupido
la donna è sempre più stronza
la coppia sempre più finta,
i figli sempre più giocattoli.
Crescono le migrazioni gay..
cresce il desiderio di annullarsi,
di chiarirsi con l'inutilità delle parole,
di aiutarsi con i luoghi comuni.
Brulicano corpi senza testa,
fidanzati dalle tasche larghe e bucate.
Chiudo la finestra...
non amo questa gente...
dentro di me ho una piccola salvezza.
Respiro dentro me....
respiro dentro me.....
ansimando la speranza.

Una poesia di avanguardia

Mentre impazza l'ipocrita ricorrenza del centenario della nascita dell'avanguardia futurista (il 20 febbraio 1909 nasceva il primo Manifesto del futurismo, firmato da Marinetti) mi sono ricordato che anch'io scrissi una decina d'anni fa, una poesia avanguardista (non so bene se ascriverla a dadaismo o futurismo). Nacque dopo una giornata passata insieme a un gruppo di poeti che periodicamente si ritrovavano per discutere (ma discutere di cosa, poi?) e leggere alcuni versi poetici (una sorta di "setta dei poeti estinti"). Tra tutti c'era uno spocchioso bibliotecario fissato con il poeta tedesco Rilke che m'innervosì al punto da costringermi a scrivere una dissennata, antiaccademica, decostruita invettiva contro l'intellettualismo facile, da salotto. Protagonista è l'insulto, l'anti-lirismo per eccellenza, escrementi poetici e verbali in libertà. Dadaismo? Futurismo? Di sicuro una lezione contro la tradizione.....Ed oggi del futurismo rimane questa ondata ipocritamente celebrativa che ignora quanto il passato storico lo abbia svalutato e relegato nell' ambito di "arte di regime", colpevole di avere ispirato, in parte, i valori fascisti.
Lontani anche dal bigottismo politico ecco questa mia vecchia poesia:
RUOTA LIBERA

Vaffanculo a chi legge! Oh, povero lettore ti senti offeso?
Sono contento perchè sei pericoloso, brami e sputtani la cultura,
correggi e aggiusti, tutto quello che sei è finto( giovane, intellettuale, comprensivo, aperto)
sei un contrario da cima a fondo.
Okay discutiamo di letteratura.
Intanto discuti sulla pelle degli altri
tu non discuti quello che scrivi,
tu non leggi quello che scrivi
e,se anche fosse, tu non scrivi quello che leggi,
tu leggi quello che leggi e non scrivi perchè non scrivi.
Sei un lettore e basta.
In fondo che cazzo è la letteratura?
Uso le poesie di Rilke per pulire i vetri e discuto su un tramonto,
discuto su un pezzo di merda che ho sotto le scarpe,
su una giornata andata storta,
discuto sui romanzi Harmony.
Adesso ti faccio leggere la più grande opera d'arte della mia vita, perchè io rifletto
e soprattutto leggo in pubblico.
Ora osa cestinarmi, dopo che questa poesia mi ha impegnato per notti intere,
è un componimento nato dopo varie letture "colte".


"Cazzone, Culone
MERDONE!!!!!!!!!!!!!
Troione,minchione e straccione!
Catarroso, prostatitico, MEFITICO,
F E T E N T E
I. R.A.C.O.N.D.O
Ippo-potamo!
Ippo-condriaco!
Ippo-campo!
Ipo-vedente
Iper-deficiente

FROCIO!!!FROCIO!FaRfAlLoNe!STROZZINO!
Leccapiedi,checca isterica, cavallone putrido, bisteccone filoso, mascalzone,
SACCO tuberoso, CIPOLLONE,
secchio di vomito, tarzanello di mucca,
rotto in culo,
alitotico da carie, alitotico da fegato;
mollaccione, cagone stomizzato-con-sacchettino
bauscione, epilettico,
diarroico,bavoso, cesso parlante, cane sgualcito,
retroventoso con retto prolassato (alias SCOREGGIONE),
sporcaccione,
vizioso, borghese accidioso, VIGLIACCO OMOLOGATO, IPOCRITA.
Fascista violento,
fascista drizzante zampe canine,
beota, beone, Befindlichkeit!!!
Sberlone...berruto e paffuto!!!!

Manichino scheletrico.
Impunito annusatore vaginale!
CLEPTOMANE DI MUTANDINE! Cocainomane, nevrotico, SCONVOLTO,
pappone,
verme viscido, stupratore psicologico, piscialetto, cagasotto,segaiolo,
leone calvo e artrosico, tigre ninfomane,marocchino arrapato, barman lebbroso.
Oh attore dal futuro di traverso per il tuo strabismo clinico!
Oh grande cavolone navigante negli intestini di un gigante!
Oh scrittore affetto da un principio tumorale d'ispirazione:
topo muffo, valletta, corvaccio, ANA-NASSO!!!
portatore del "non un granché", presappochista,
"cielo distratto", cavaliere focomelico.
Pipaiolo e pippaiolo!
Ricciuto di merda, barboncino polveroso, gorilla laccato, feticista, capitalista, masochista, individualista, brigatista, figlio annegato come un coniglio nel naviglio, FIGLIO DI ZOCCOLA. Figlio di uno sbaglio, (figlio di un figlio senza madre), figlio della merda, figlio del caos,
nonno di te stesso, padre di nessuno,
morto in PiEdI, ballerino scordinato,
dislalico cacofonico, afasico perdurante, cazzo di testa, rognoso, isterico problematico, burattino ligneo marcito di acqua piovana. Putto gassoso condensato in puzzolente carname,
fecaloma ostruente, pasticcione, ferito coagulato ".


Grazie per la gentile attenzione prestata.

sabato 21 febbraio 2009

Stupidario "Povia"

Luca era gay e adesso sta con lei!
Gay era anche lei e adesso sta con lei!
Hans di Luca un fans e sarà per sempre un trans.

giovedì 19 febbraio 2009

Gocce in fuga

Stanotte alcune gocce cadevano dal rubinetto,
svelte svelte come passi
contro la ceramica del lavabo.
Una forza misteriosa voleva trattenere tutta l'acqua per sé
le gocce cercavano una magra libertà
schiantandosi nel lavandino.
I passi in fuga non ritmavano col cuore,
nè col riflesso del mio cervello.

mercoledì 18 febbraio 2009

domenica 15 febbraio 2009

Status single

Oggi è S. Faustino, la controproposta di S. Valentino, per dare un triste contentino a chi non copula o non ha a chi dire "Ti amo". Lo status single più che uno status symbol dovrebbe essere un modus symbol,...cioè un modo di essere un simbolo, qualcosa di transitorio. Non si è mai lo stesso single per tutti: si è rivoluzionari, si è tristi, si è contenti. Ma tutto sommato credo che l'indugiare e il fossilizzarsi nella singletudine richieda qualche precisazione in più. Intanto lo "stato" single racchiude una tristezza infinita e credo poco a chi dice di essere contento di essere solo, così, come al giorno d'oggi, credo non sia contenta nemmeno la coppia, che altro non è che una "solitudine a due". Coppia e singoli sono in perenne conflitto dialettico, la coppia toglie spazio di movimento al single (onesto!), che nella sua ricerca deve differire sempre di più il proprio desiderio di fronte al "rivale" o alla "rivale"; inoltre la cosiddetta "persona giusta" mai trovata è una sovrastruttura, un ideale utopico o un'autogiustificazione alla propria solitudine. Il single cronico deve giustificarsi perché vive suo malgrado in una società competitiva e, ancora riproduttiva, che cresce nella prospettiva dell'ambizione a essere coppia e a essere genitore di qualcuno. Così single, omosessuali, onanisti e disoccupati sono il restante inattivo, simbolo di quel parassitismo sterile che a forza deve trovare una collocazione sociale. Siamo ancora lontani dalla gioia autentica di essere scapolo o zitella o dall' orgoglio gay. Allora quando queste "figure" marginali mancano di valore sociale glielo si attribuisce secondo un'etichetta, purché un valore ce l'abbiano. Perché ogni tanto non iniziare a vedere le cose come in se stesse sono?
Il single vive nell'apparente contraddizione di sbandierare un finto orgoglio e al tempo stesso di sentirsi da meno rispetto agli sposati. C'è da dire che la società ha cercato di assorbire la grossa falla del fallimento della coppia, dando più attenzione ai singoli, ma rischiando di creare una bandiera simbolica da brandire.
In questa società ognuno deve essere qualcuno, non c'è spazio per il nulla o per l'insensato.
Si può essere single per destino e, una volta tanto, si può anche non chiedersi perché.
Spesso però l'ingombro della coppia, impedisce una sana vita sessuale al single. Quale problema!
Purtroppo l' Aids ha impedito la normale evoluzione del costume cominciata nel '68, basata sul sesso libero.
Queste meschine e volgari coppie in perenne crisi sono tenute in piedi, molto spesso, dall'apparente paura dell' Aids (una paura che cessa di esistere, guarda caso, quando sempre più si tradisce), oltre che dal conto in banca o del lavoro stabile del fidanzato.
Purtroppo l' Aids e i soldi sono il pretesto culturale per tenere in piedi una società che si sta sfaldando. Bisognerebbe avere il coraggio di fermarsi, tornare sopra i propri passi. Il tradimento è la ribellione alla coppia, quasi una strizzata d'occhio ai single e una sfida all' Aids.

sabato 14 febbraio 2009

Sangue e vita

Esce il sangue e scoppia rigogliosa la vita
questo fiume rosso sotterraneo
che come una valanga travolge la vista,
sboccia rosso come una rosa,
impetuoso, si allarga, divampa,
scorre, movimento fluido in cattività.
L'emorragia è la vita per terra
e la morte negli occhi.
Dove fugge la vita
si addormenta la morte.

venerdì 13 febbraio 2009

Per Iwona

Iwona è una lettrice polacca del mio blog. Grazie intanto di essere passata di qui. Vuole imparare lo svedese. A questo proposito ricordo a tutti che per informazioni o domande potete risalire alla mia mail cliccando sul link in fondo: "visualizza il mio profilo completo". E poi "contatta".
Grazie!

mercoledì 11 febbraio 2009

"Imago mortis", di Stefano Bessoni

.....L'ultima immagine vista da chi muore!
Poco tempo fa era nelle sale questo film, Imago Mortis, cooproduzione italo-spagnola, che fa il verso a vecchi topoi del cinema di genere con una spudoratezza senza pari. Cominciamo col dire che l'espediente di fotografare l'ultima immagine impressa nella retina vista da chi muore era un'idea di Quattro mosche di velluto grigio; aggiungiamo poi che Robert Powell ne L'occhio che uccide fotografava sadicamente le proprie vittime prima di ucciderle.
Perché allora scrivo di questo film? Perché ne hanno parlato in pochi prima di tutto e poi perché in tempi di magra come questo non capita spesso di avere a che fare con un horror italiano. Qui il regista si chiama Stefano Bessoni è di riuscito ad avere per sé l'attrice Geraldine Chaplin. Il risulto globale e complessivo è scarso, scarsissimo.
Il soggetto prevede un antefatto del 1600.Prima della nascita della fotografia, lo scienziato Girolamo Fumagalli, studioso della riproduzione di immagini, scoprì che uccidendo una vittima e rimuovendone la retina era possibile imprimerla su stampa. Fumagalli diede a questa tecnica il nome di "Thanatografia". Nel film si racconta appunto di come questo macabro rituale venga ancora commesso in una scuola spagnola di cinema. Bruno e Arianna, due giovani sprovveduti studenti (ma mica tanto), hanno il compito di far luce sul mistero.
Dicevo, risultato complessivo scarsissimo: il thanatoscopio (l'apparecchio che strappa la retina), è qualcosa di somigliante allo strumento di tortura di Malcolm McDowell in Arancia meccanica (non si sono sprecati nemmeno troppo in inventiva); le scene di atmosfera sembrano prelevate dallo spiritismo giapponese di The ring o The grudge, c'è qualche scossa febbrile, ma dopo l'urto si torna all'uggia.Gli attori a parte la Chaplin sono quasi tutti spagnoli e poco conosciuti, ma cercano di sforzarsi con il miglior estro possibile.
Insomma più che un film è un dejà-vu.
Non fatevi ingannare dal trailer qui sotto.
Voto: 5 pieno


martedì 10 febbraio 2009

Video-canzone del giorno

Un racconto di solitudine, la dolce disperazione di un uomo che cerca di ritrovare se stesso all'ombra della notte.
Una delle più struggenti canzoni di Ron (Rosalino Cellamare)


Eluana è morta

Eluana è morta e con lei sono morte le speranze dei ciellini (vedi post di ieri).
Amen.

lunedì 9 febbraio 2009

Scegliere un destino per strada

Stamattina degli studenti di Comunione e Liberazione mi hanno fermato per strada: volevano che firmassi per allungare la vita a Eluana. Come posso rendermi complice del destino di una persona? E perché non andare da una veggente a questo punto? Solo una veggente potrebbe dire cosa è giusto fare...se farla morire o farla vivere.
Ho incenerito lo sguardo di una ciellina con un: "NO" secco. Mi sono sentito quasi un assassino, ma serenamente "civile", al passo coi tempi.
Peccato che i ciellini non fanno sottoscrivere petizioni per migliorare la vita dei lavoratori, in eterna e lenta agonia.

sabato 7 febbraio 2009

Discriminazioni linguistiche- Parte II

Mi sembrava doveroso portare a termine questo argomento, quello delle discriminazioni linguistiche, iniziato proprio l'altro ieri. Ecco, che in questa "parte seconda", riprenderò una coda lasciata giovedì, quella della distinzione tra "cazzata" e "figata". Ora, se noi aggiungiamo a questi participi sostantivati la S privativa, riferendoli non più a cose, ma a persone, avremo dunque: s-cazzato e s- figato, ai quali non esistono contrari opposti; non esiste il "cazzato" e non c'è il "figato", anche se per comodità li potremmo fare esistere. Definire il "cazzato" è problematico, il "figato", invece, è un "dotato-acquisito di figa", un ragazzo/uomo che ha disponibilità di figa. E già qui notiamo che la "figa" getta un ponte di discrime rispetto al cazzo, la figa è fonte di felicità, di dignità umana.Perché essere sfigato è ontologicamente più "pesante" dello "scazzato"; "sfigato" non significa soltanto sfortunato, la sfiga ha un alone di meschinità intorno a sé, è un concetto globale che racchiude anche tristezza, pietismo. Quando uno è sfigato nella sua ontologia, lo consideriamo tale soprattutto per la sua disgrazia di essere scialbo, complessato, non incline al cambiamento, fuori moda, invasato di preconcetti, sofferente, in una parola un povero diavolo. E tutto questo perché si pensa (ribadisco: si pensa!) che lo sfigato non faccia una vita divertente, ove all'interno di questa vita non ci sia posto, malgré tout, per la figa. Leggi: figa=fonte di felicità (concetto quanto mai machista, tutto italiano, ma pur incontrovertibile, scusate sono un maschio etero!).
Mentre invece lo "scazzo" è una forma di stanchezza rabbiosa, da qui il termine "scazzato", comunque sicuramente meno offensivo di "sfigato", ne converrete.
La S privativa ci porta specularmente a un rovesciamento: "sfigato" è più offensivo di "scazzato", mentre "figata", come si è visto, era positiva e "cazzata" più negativa e offensiva.
Ecco di seguito un teorema degno di Roberto D'Agostino:

a) + figa=+ felicità
c) + cazzo= + tristezza
c) -figa: -felicità + offese = -cazzo : + felicità -offese



Questo post è degno di espulsione da una cattedra di filosofia, ma piacerà a chi ha voglia di sorridere un attimo...Ma nel "motto di spirito" (Witz) una fonte di verità c'è sempre.

giovedì 5 febbraio 2009

Discriminazioni linguistiche

La cultura italiana discrimina anche attraverso la lingua.
Infatti una "cazzata" è sempre qualcosa di stupido, di insulso, di inutile, di ridicolo, di volgare...e aggiungeteci tutti gli aggettivi negativi che vi vengono in mente.
Una "figata"? Una figata è sempre qualcosa di superlativo!
La dignità della figa è salvaguardata anche nella lingua italiana.
Che il cazzo e i suoi derivati evochino il bello e il superlativo è ancora tutto da dimostrare (almeno linguisticamente, poi, come si suol dire, de gustibus etc.etc.). Non a caso, è alquanto antipatico essere appellati con "testa di cazzo".
In ogni caso questa è una discriminazione, non c'è dubbio.

martedì 3 febbraio 2009

Sogni al telefono

Da qualche sera faccio strani sogni (ma devo dire gradevoli) in cui è protagonista il telefono, notoriamente il mio nemico numero uno.
Stanotte ho ricevuto una chiamata da Fabio Fazio sul mio telefono di casa.
"Lei è Carlo Lock?"
"Sì"
"Sono Fabio Fazio della Rai. Ho scoperto per caso il suo blog, mi è piaciuto. Vuole venire in trasmissione che ne parliamo?"
"Cosa l'ha colpita di più Fabio?"
"Mah..questa idea della memoria, della storia, gli anni 80 e poi potremmo parlare anche del collezionismo...Mi ha affascinato proprio un post in cui parlava del collezionismo".
"Fazio, ma lei in trasmissione è veramente spaventato da Luciana Littizzetto? Lei ha paura delle sue parole, delle sue uscite?"
"Sono domande che non mi deve fare"
"Qui l'intervista la faccio io, adesso, poche storie!"
Un rumore sordo e penetrante interrompe la comunicazione. Mi sveglio....
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L'altro ieri invece ho sognato due donne, ero in balia di due donne, ho dei ricordi parecchio confusi. Dovevo sceglierle e questo mi dava l'angoscia, la nausea, ma mi eccitava al tempo stesso. Una mi tormenta dolcemente al telefono,
"Senti, ma dimmi cosa devo fare. Se avrò uno spazio nella tua vita. Dimmelo, ti prego"
"Sì, avrai uno spazio. Scelgo te". Glielo dico d'istinto, senza neanche pensarci.
Lei ha il caschetto, è dolcissima, la faccio venire a casa mia, ci abbracciamo. Poi se ne va. Poi mi ritelefona e mi chiede di cercare una panchina libera per venerdì sera.
"Una panchina, per fare cosa?"
"Mmmmhhhh...Proprio non ti viene in mente?"
Il mio più grande desiderio è rimandare. Non amo dare appuntamenti all'amore. Io prendo gli appuntamenti, ma non do appuntamenti. E poi questa panchina libera, dove la vado a cercare? Fuori fa freddo, ho mal di stomaco.
Il cazzo duro mi fa dimenticare tutto...Il profumo di quel caschetto mi stimola.....Questa panchina..questa panchina...ma non è meglio il letto? Poi alla fine la convinco, è meglio andare dentro un cinema...
E così, bello su di giri, mi sveglio.
I sogni son sogni....

lunedì 2 febbraio 2009

Pensieri sulla sessualità

Trovo incomprensibili e, in qualche caso, patetiche le persone che non si pongono il problema della propria sessualità (sia etero che omo), quelle del "non posso", dell' "ormai è tardi"; quelle del "non m'interessa" (ma come si fa a dire a qualcuno: non mi interessa il sesso?Prima di tutto il sesso non è un interesse, è un istinto animale), quelle del "meglio la carriera" o " ho altro da fare".
Così assistiamo ai paradossi di donne che si rifanno bocca e seno ma non sanno da chi farsi guardare o uomini che vanno in ufficio fino alle nove di sera e poi per distendersi vanno in palestra, per essere più tonici, attraenti e....finire poi in camera da letto "impotenti".
Si potesse scoprire, come per magia, le pratiche e la vita sessuale di molta gente, credo che perderemmo la stima di molti attorno a noi....Saranno molti i fumi e pochi gli arrosti.
Forse qualche volta lasciare alla sessualità qualcosa di intimo, di riservato è una necessità di convivenza.
Ma gli esercizi voyeuristici sono pur sempre divertenti!