giovedì 31 dicembre 2009

Occasioni mancate di fine d'anno

Con un amico, in chat, l'altro giorno abbiamo ricordato insieme una ragazza, conosciuta un Capodanno di ben 11 anni fa. Barbara (così si chiamava) fa parte di quelle esperienze stimolanti, impreviste, ma purtroppo mancate, di fine d'anno.
Soggetto imprevedibile e spiazzante questa Barbara si era presentata a questa festa con una minigonna, un "chiodo" e dei collants a ragnatela, oggi si sarebbe tranquillamente chiamata emo-dark, aveva un rossetto fucsia molto sgargiante su un viso pallidissimo.
Particolare della storia, era una che alzava troppo facilmente il gomito....in un quarto d'ora, appena entrata in casa, si era scolata almeno due bottigliette di birra da 33 cl. Vi lascio immaginare in che stato era dopo mezzanotte, tanto che il mio amico se l'era portata tranquillamente in bagno...La persona che ci ospitava si incazzò come una bestia, quando li sorprese durante un pompino: "Casa mia non è un bordelloooo!".Lei ci rimase malissimo, diventò nervosissima, puntò anche me e mi baciò quasi appassionatamente, al momento di salutarla.Il fatto era che io non potevo rimanere assolutamente, avrei tanto voluto, ma avevo "bucato" e avevo lasciato la mia macchina a metà strada, facendomi poi accompagnare dall'altra auto che mi seguiva che era con me. Per cui le ultime persone che andavano via erano coloro che mi potevano dare il passaggio..Di rimanere in quella casa (dopo i precedenti), ospitato da uno che conoscevo appena (un austero comunista di ferro, tra parentesi), per farmi una scopata non mi pareva proprio il caso. A malincuore, dovetti salutare Barbara, che mi diede il suo numero. Poi, mi raccontarono, lei, in preda a una crisi isterica, sfasciò mezzo appartamento, doveva assolutamente fare sesso con qualcuno. Fu cacciata a male parole e, rabbiosa come una iena, scese in strada e si fece caricare dai primi due ragazzi che passavano in macchina. Da quella sera nessuno ha mai saputo più niente di lei.....Mi ricordo sempre però questa ragazza, era una gran porcona, forse troppo sguaiata, troppo "pazza" per i miei gusti. Di recente ho saputo poi che era anche figlia di genitori importanti e benestanti.
Un'altra volta, sempre a una festa, ma in un centro sociale, fui continuamente stuzzicato da una biondina mentre si ballava..Però questa biondina era fidanzata con un enurgumeno, un marcantonio stile vichingo, coi capelli lunghi e i tatuaggi. Mi avrebbe "spiezzato" in due, magari, se ci avesse visto insieme. La biondina era sempre più insistente, non ne potevo più, mi sbaciucchiava, mi toccava..Mentre da un lato gli ormoni salivano, l'adrenalina della paura faceva da contrappeso, perché dovevo tenermi nascosto dal "vichingo". Poi la soluzione migliore fu farsi amico del "vichingo" per capire se fosse geloso o no. In realtà era un tipo molto gentile, liberale e simpatico, un tizio che aveva aperto un locale notturno al mare con i soldi delle sue marchette con le donne. Era un gigolò, per tagliare corto, sì, un uomo ad ore. Però non mi disse che questa cosa doveva essere tenuta nascosta alla sua ragazza; senza volerlo, mi lasciai scappare qualche allusione e lei si insospettì subito, andò da lui e cominciarono a litigare per colpa mia.
A quel punto salutai tutti e tagliai la corda, prima che fosse troppo tardi. Insomma, se mi fossi fatto la biondina di soppiatto e fossi scappato avrebbero magari litigato ugualmente, ma almeno tornavo a casa più contento. :)
Mi domando spesso perché continuo a riflettere sul passato, forse perché di certe cose non si riesce a farsene una ragione. L'assurdità della vita sta proprio qui, inutile negarlo.
Da un po' di anni niente feste, anzi, devo dire Capodanni abbastanza deprimenti, serate con gli amici, ma giusto per non restare a casa a guardare il soffitto, in pieno spirito di "via il dente, via il dolore". Auguro a tutti coloro che mi leggono di passare una serata all'insegna del divertimento e del sesso, perché a me Capodanno mi ha sempre dato un senso di allegria...bisogna festeggiarlo in allegria, come un carnevale....Quindi niente inibizioni, coraggio! Ballate, bevete e tirate giù le mutande, prima di tornare a fare i seri in ufficio, mi raccomando!

martedì 29 dicembre 2009

Fatti e parole

Nell'amicizia e nell'amore contano soprattutto i fatti.
Le parole sono magari il belletto dell'accidia,
l'edulcorazione della nostra debolezza,
il salva-vita della nostra reputazione.
Ma i fatti cancellano tutto....
contate i fatti, contate gli amici.
Le parole sono zanzare che cadono stecchite,
lasciando il silenzio perpetuo,
di un pugile con le spalle al muro.

lunedì 28 dicembre 2009

Il fumetto mi sta stretto

..Meglio il ritratto in disegno..sì
il fumetto mi sta stretto
tutte quelle tavole,
quei rimpicciolimenti,
il fumetto mi sta stretto...
lo leggo solo a letto,
ma quel che va detto va detto.
Il fumetto mi sta stretto,
anche se è un intrattenimento ad effetto.
Che bello il fumetto!

"Fiore di cactus"

E' tuttora in scena a Milano lo spettacolo Fiore di cactus, il debutto teatrale di Eleonora Giorgi, bella donna e brava attrice. La Giorgi ormai è artisticamente cresciuta da Storia di una monaca di clausura e, passando, negli anni '80 per i nomi più celebri della commedia all'italiana, Verdone, Pozzetto, Celentano e per un recente film da regista ( L'ultima estate) ora si è lasciata conquistare dalla vecchia commedia di Abe Burrows e messa in scena prima al cinema, nel '69, da Gene Saks. Se devo dirla tutta, non è solo la Giorgi che riesce a mettere in risalto lo slancio e il ritmo da farsa di questa scattante commedia: a contribuire a un buon risultato ci pensa anche Franco Castellano, Giuliano Foch, un dentista donnaiolo che, per evitare coinvolgimenti eccessivi nelle storie che vive, si inventa una moglie e tre figli...E qui parte la commedia degli equivoci, accesa dagli isterismi di Castellano e mitigata ad arte dalla saggezza e dalla compostezza della Giorgi, la signora Stefania Vigneau, classica segretaria racchietta un po' spenta, segretamente innamorata da anni del dottore. Gli ingredienti ci sono tutti per garantire un pomeriggio, una serata e, perché no, anche l'ultima notte dell'anno, in spensieratezza e allegria. Non siamo di fronte a un teatro celebrale, intellettuale,...siamo solo di fronte a una commedia teatrale moderna, che mantiene uno spirito molto francese da pochade, ma nel suo svilupparsi è legato ormai a stilemi collaudati..Quindi un teatro, tutto sommato classico e di buon gusto, ma senza impegno. Il ritmo farsesco è ben pompato e calibrato, tanto che le abbondanti due ore, scivolano via fresche come acqua. Una buona cura anche per gli arredi e le scenografia.
Gli attori che affiancano i protagonisti in questa pièce diretta da Guglielmo Ferro sono la sexy-svampita Gabriella Pompadour (un nome che è tutto un programma), l'amichetta del dottore, Giorgia Trasselli (una macchietta molto caratteristica, la signora-bene con guantini, belletto, piagnona, zabetta ed esigente) e Andrea Garinei.
Eleonora Giorgi a teatro ci sa fare e si muove a suo agio, non c'è ombra di dubbio, penso che ormai si possa confermare che non abbia mai dimostrato di essere l'attrice-oggetto, bambola di carne da ammirare per le sue grazie. La Giorgi si è costruita una sua personalità che si è evoluta a seconda delle epoche, delle storie, rimanendo sempre fedele al carattere di solarità. I suoi personaggi cinematografici più riusciti sono sicuramente la strega Finnicella in Mia moglie una strega e la Nadia borgatara di Borotalco.
A teatro? Aspettiamo una seconda prova con ansia.....




sabato 26 dicembre 2009

A Natale...si può fare di più

Da qualche settimana circolano in rete e nella bocca della gente video, frasi, in cui il leitmotiv è: "A Natale si può fare di più", uno slogan di uno spot che era stato riferito e dedicato a Massimo Tartaglia, l'attentatore psicolabile del Silvio nazionale.
Da tempo sta prevalendo, senza che ce ne accorgiamo, l'ipotesi dell'omicidio politico, una specie di ragion di stato eversiva che legittima qualasiasi azione arbitraria e lesiva contro il Presidente del Consiglio...Tutto pur di farlo sparire di scena! E non sappiamo nemmeno se queste iatture siano orchestrate da bontemponi nullafacenti che cercano quell'ora di celebrità al mondo, oppure ci sia un vero e proprio disegno terroristico alla base.
Salteranno sempre e comunque fuori i qualunquisti, quelli che pensano che qualsiasi azione politica contro il governo sia tutta una inutile farsa e che tanto Silvio rimarrà là dov'è, convinti che le sue persecuzioni servano unicamente al suo consenso popolare e che in fondo tutti gli uomini di potere sono disonesti fino al midollo.
Questa è l' Italia, purtroppo!
Che siano in molti desiderare l'uscita di scena di Berlusconi (quale che sia) una volta per tutte, mi sembra chiaro, ; quello che è invece molto fuori luogo (almeno per un Natale secondo valori cristiani) sia quello di scherzare e fare della sarcastica ironia sulla salute e sulla sofferenza di Berlusconi, che toltagli l'antipatica maschera dell'uomo di potere disonesto e ruffiano, rimane pur sempre un essere umano.
Si può deridere la sofferenza e la morte prima che avvenga, ma è contrario alla mia etica prendere in giro chi soffre in un momento come il Natale....Forse il Natale dovrebbe essere un momento di sospensione delle ostilità. Insomma...dire "A Natale si può fare di più", è come sparare sulla Croce Rossa. Meditiamo e facciamo autocritica. Detto per inciso, poi, non credo che i toni si abbasseranno mai, ecco perché pochi giorni fa ho scritto quel post sul "clima"..Insomma, questo clima d'odio sarà sempre serpeggiante finché Berlusconi non si farà processare. Questi politici non sono nemmeno più capaci di dialogare in televisione, in nome di Berlusconi, usano l'insulto e la presa in giro come strumento rivendicativo e dialettico. I politici non hanno più argomenti, sono allo sfascio.
Ma ora che siamo sotto Natale dimentichiamoci tutto, sventoliamo bandiera bianca.

giovedì 24 dicembre 2009

Do they know it's christmas

Elogio della birra

Dopo un immotivato periodo di avversione, la birra mi sta simpatica, credo sia una fedele compagna per me. Ho scoperto che in fondo la birra non morde e nemmeno ha tutte quelle caratteristiche così negative che le attribuiscono (togliere l'appetito o essere tremendamente amara). Non mi ritengo un "vizioso" di birra, ma nemmeno un qualunquista della birra, di quelli che prendono la prima lattina che trovano o si lasciano condurre dal barista alla prima "birra chiara media" alla spina di non si sa quale provenienza.
La birra ha diverse provenienze che non siano solo quella tedesca o olandese, necessita di una certa arte per la distillazione, esistono anche degustatori professionisti, chi è appassionato lo sa meglio di me. Visitate il sito mondobirra.org e ne scoprirete tante!
A me personalmente la birra piace perché è spartana, la birra non si piega alla forma o al "bon-ton", è una bevanda democratica, spendibile e bevibile sul divano come al ristorante. Non è pacchiana e "pulita" come la Sprite o la Coca-Cola, ti senti più uomo a bere una birra che un'aranciata, non c'è dubbio e soprattutto quando si va nei paesi del Nord la birra è un buon argomento di discussione e...di abbordaggio. Dimenticarsi che esiste la birra vuol dire, in fondo, non poter vivere appieno la cultura nordica, come se uno straniero venisse qui da noi e non provasse il Chianti o le lasagne.
La birra mette allegria, invita all'anarchia del rutto libero e rende inoltre più convincenti certe pietanze.
Birra e sai cosa bevi!!!
Qui di seguito uno spot tedesco, secondo il consueto gusto caustico e un po' "bizarre" tipico della Germania.





E la famosa Henninger....una volta abbastanza comune in Italia, ora quasi sparita dai supermercati.



martedì 22 dicembre 2009

Auguri masochisti

Smettiamola di rompere le palle ai masochisti suvvia........
smettiamola di dire l'odiosa frase, "non ti merita".
Rispettiamo un masochista che spende centinaia di euro per un regalo e non viene ringraziato.
Onoriamo un masochista che sta sotto la pioggia o la neve ad aspettare una ragazza che gli tira il pacco all'ultimo momento.
Manteniamo la divina illusione nel masochista di amare una persona che non c'è,
non togliamogli la gioia della sofferenza
o l'indifferenza sulla sua sofferenza.
evitiamo parole come "svegliati", "scendi giù dal pero", "sei uno zerbino di quella donna".
Facciamo seri auguri di buon Natale al masochista,
che possa collezionare tanti rifiuti, tanti no...
ricevere pochissimi ringraziamenti e molte cafonerie.
Quello che conta è l'amore, anche se fa soffrire.
Basta che ci sia.
Andate piuttosto a scocciare chi non s'innamora mai, voi prelati giudicanti, figli del dirigismo, del proibizionismo e del convenzionalismo.

E' tutta una questione di clima...

In questi giorni non si fa altro che parlare di clima...
questo clima di odio..sì questo clima di odio ed occorre abbassare i toni.
(Di Pietro ha detto: parlerò sottovoce).
Il riscaldamento dell'atmosfera...
il raffreddamento della terra
l' Italia in una morsa di gelo,
temperature da clima polare.
Clima di terrore, clima di persecuzione, clima di insicurezza...
Insomma, di questo clima non ci si libera.
Vivere senza "clima" è come vivere senza equilibrio
o come vivere senza memoria,
come se si dovesse ripetere ogni volta uno stesso gesto,
una stessa parola come se niente fosse stato,
una parola è sempre una parola nuova.
Il clima in fondo brucia l'ingenuità,
è un raggruppamento di fenomeni,
il clima in fondo non c'è in sé e per sé
ma abbiamo bisogno sempre del "clima".
E' tutta una questione di clima.

domenica 20 dicembre 2009

Gli angeli

L'importante è ricordare che gli angeli non hanno le ali,
che un angelo può essere uno stronzo
che scoreggia fuori dal finestrino
ma al contempo... gli angeli sono immensi riflessi di luce,
ognuno dentro di noi,
emanazione mascherata di un presunto bene,
comunicazione, protezione e messaggeria.
Ognuno trovi il suo angelo, ma non il suo custode.

sabato 19 dicembre 2009

Reificazione e poligamia

Si pensa che la prostituzione sia reificazione dei rapporti umani. E' vero.
Ma non è forse più reificante e ipocrita esercitare un diritto di possesso su una persona attraverso l'uso dei possessivi? "Mia moglie", "Mio marito", "la mia ragazza", "il tuo ragazzo". Il "mio ragazzo" non può essere come il "mio gatto", in questo modo viene anche perversamente applicato il concetto di "furto", furto col pensiero, con lo sguardo.
Rubare la fidanzata a qualcuno è l'unico furto per cui non è possibile fare denuncia..e meno male! Ma nonostante questo i possessivi sono limitanti. Meglio lo scambio di coppia, meglio la poligamia, qualunque cosa che ammorbidisca e smussi i confini di separazione tra individui.
Avere una fidanzata/un fidanzato non è molto differente dall'essere proprietario di qualcosa..Dicevo prima, non esiste denuncia..ma esistono forse le "botte" inferte dal cornuto di turno. Si ripropone quindi una forma molto selvaggia di autogiustizia legittimata e mascherata da un perbenismo borghese di facciata, quello della coppia "mononucleare". Insomma i "possessivi" non sono democratici o forse lo sono in una logica liberista, appunto, secondo la quale ciascun individuo può ottenere il successo, i propri diritti con la propria libera iniziativa o il proprio merito. La "conquista" è un concetto fascista, rimarrà tale e sempre rimarrà..Conquistare una donna è un traslato nazionalista del dux e del furor di popolo: la donna è il trofeo della lotta..Noi siamo uomini, scornarci come i cervi è un tantino dequalificante..o no?
Odio le conquiste, le rivalità: tutto questo non è già-da-sempre reificazione? La prostituzione è, in fondo, la svendita in massa e la formalizzazione esplicita di rapporti mercificati. Il possesso è qualcosa che ammette l'amore, ma al tempo stesso lo nega.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il braccialetto profumato

Ieri in ufficio ho trovato un piccolo braccialettino femminile di stoffa elastica, è di provenienza ignota, nessuno sa di chi è.
Sarà un buon auspicio? Quel profumo mi è rimasto sulle mani per ore e ore, questo profumo sconosciuto, attraente, inebriante. No, non posso fare a meno dei profumi femminili.
Grazie, a te che hai perduto quest'oggetto.

Una canzone stile Iglesias

Una premessa: non amo il genere Julio Iglesias! Però constato che una volta questo genere era amato, mentre oggi non se lo fila nessuno: le venticinquenni non sanno neanche cosa sia, le quarantenni/cinquantenni piuttosto ascoltano De André, l'heavy-metal, Michel Bublé, Caetano Veloso, Jason Mraz, Bob Marley...Il genere Iglesias forse a qualcuno piace, ma più per un fattore nostalgico che non per una reale filia.
Stamattina mi sono svegliato con in testa questa canzone, Non t'amo, che uscì nell'estate del 1981, gareggiò al Festivalbar. Lui era Alex Damiani, era il solito "figo" che partecipava anche a fotoromanzi, il solito eroe nazionalpopolare delle massaie, delle adolescenti.
Eppure ascoltata oggi la canzone (uno degli autori è proprio Belfiore, collaboratore di Iglesias) ha un'aura diversa, forse depositaria di un vecchio ideale di rapporto d'amore, forse ha quello slancio melodico del tutto mancante nella discografia odierna. Forse è la semplicità ad essere vincente, la semplicità intelligente. Oggi la semplicità coincide col vuoto.

Boarino



In questo piccolo ritratto aveste visto Boarino, cari lettori. Alcuni l'avranno già conosciuto su Youtube, altri sul blog del regista, linkato su questa pagina.

Mi sono sentito di riproporlo per commentare personalmente le immagini e il personaggio, dicono un disabile, anche se io non l'ho notato. In ogni caso un disabile che con poche parole semplici ha capito tutto del mondo meglio di chiunque altro, parole pensate ma poche volte dette dalla gente.

"La vita senza le donne è banale, vuota".."Cerco un rapporto paritario".

La bellezza di questa vita è nutrirsi di sogni, afferrando la realtà. Senza realtà si è come un uccello costretto a volare all'infinito sempre più un alto, sempre più un alto, fino a dispedersi nell'immensità siderale dell'atmosfera. Senza sogni si è come intrappolati in una geometria dittatoriale di rette, spigoli, senza curve, senza la morbidezza della voluttà della fantasia. Boarino ha capito dove fermarsi e dove ripartire, con grande poesia e spontaneità.

Abbasso Milano.

domenica 13 dicembre 2009

I fachiri del sesso

Chi è il fachiro? Un asceta (perlopiù indiano) che riesce ad annullare tutte le sensazioni dolorose attraverso la meditazione, a provocare uno scollamento tra il proprio corpo e la Empfindung (sensazione). Ogni tanto penso a certi soggetti sessuali, individui esistenti, verso i quali non provo odio né ostilità, anzi spesso attrazione e/o curiosità e che chiamo "fachiri del sesso". E qui, chiedo scusa, ma apro una parentesi magari sgradevole e "forte" per i deboli di stomaco o per i moralisti integerrimi. Vi chiedo scusa davvero, ma non trascuro niente del genere umano, l'argomento è forte e lo riconosco, quindi vi ho avvisato. Bene, ora andiamo avanti e vi dico chi sono questi fachiri del sesso: non i masochisti perché il masochista soffre, si dilania e si lamenta con la coscienza di provare dolore, anzi, il dolore è ciò che viene ricercato.
No, i fachiri del sesso sono quelli che cercano un "dolore" ancora più insopportabile e più sinistro di una frustata, sono quelli che godono a farsi fare la cacca addosso (e non di rado a mangiare) dal proprio partner. Inutile che ve lo dica cari amici coprofili e coprofagi: per il sottoscritto siete un grande enigma e lo dico senza offese e senza sfottò. Mi rivolgo anche a chi, molto scettico, trova inutile una discussione sulla coprofilia, risolvendola in "malattia" e dunque la malattia si cura, non la si discute. Pensare alla malattia è quanto di più comodo possiamo fare...la malattia è rassicurante, ma anche ghettizzante. Ma è anche la forma più ragionevole di dare una spiegazione a un comportamento sessuale inconcepibile ai più. Detesto comunque tutte le battutacce che popolano i forum che sembra vogliano saperla lunga e che hanno un che di scotomizzante sui coprofili..Insomma il concetto è sempre quello: "fatevi curare".
La mia posizione non è pro-malattia, ma nemmeno pro-normalità assoluta: il coprofilo, semmai, ha qualcosa in più rispetto ai comuni mortali, chi ha provato la "merda" non penso abbia più paura di nulla ed ha affinato il proprio corpo quasi stoicamente al disgusto. Solo un vero fachiro può vincere la repulsione corporea (lo schifo) oppure un grande erotomane, un erotomane vero e proprio che sublima nell'erotismo anche i secreti corporei, la sua eccitazione è talmente alta che riesce a trascendere la "merda" quasi in un conato estatico, un "volo" verso l'alto. In realtà il coprofilo si nutre e gode del "basso" ma è spiritualmente in alto, non vedo altra spiegazione.
Chi non ha provato la cacca sta sessualmente a un gradino inferiore è chiaro, come uno sportivo poliedrico che non ha mai fatto body-jumping o il giocatore d'azzardo che non ha mai giocato alla roulette russa. Per qualunque cosa estrema ci vuole fegato oltre che una naturale inclinazione.
Molti si inorridiscono alla semplice "pipì" (o pioggia dorata), non pensando quanto sia invece comunissima tra uomini e donne; in questo caso la paura della pipì è solo psicologica, l'eventuale disgusto è più sopportabile, tenuto conto che esistono anche correnti di medicina alternativa che la propongono come terapia naturale (orinoterapia); la "pioggia dorata" è già più giustificabile, soprattutto negli uomini, in quanto non esiste un corrispettivo femminile della "schizzata" in pieno volto di sperma e la pipì potrebbe essere un traslato del seme maschile. Inoltre l'orina e il suo odore contiene i feromoni, i famosi ormoni di richiamo sessuale; se già uno è avvezzo nella pratica del cunnilingus, non c'è nulla di anomalo se volesse provare qualcosa di più forte, che va nella stessa direzione del benevolo amore per la "patatina"; la paura della cacca invece è anche fisica...Insomma non si sfugge al potere abominevole della cacca e del suo disgusto.Anche i genitori si schifano a pulire i pannolini dei loro neonati, nemmeno la pupù infantile è più "nobile" e pulita delle altre. Una volta feci una considerazione solo apparentemente blasfema: trovarsi faccia a faccia con la merda è come un faccia a faccia con Dio; in realtà questo face-to-face è insondabilmente irraggiungibile ai più, psicologicamente inaccettabile e soprattutto spazialmente lontano, come Dio: la merda è molto lontana in realtà e incomprensibilmente misteriosa come Dio, se viene destituita dal suo ruolo di scarto e di rifiuto, chi la avvicina è un fachiro, un fachiro un po' particolare. Con questo non dico che voi fachiri del sesso dobbiate diffondere il Verbo, ma cominciate a sentirvi meno in colpa..però abbiate rispetto anche di chi non è come voi. Non ho mai conosciuto qualcuno di voi, ma un dialogo può essere sempre istruttivo, anche se, nel mio caso, non potrei darvi ragione su tutto.
Grazie per l'attenzione e ringrazio gli schifiltosi per la loro pazienza.
Qui di seguito un famoso spezzone di Salò, di Pasolini, coraggioso film che affrontò anche la coprofilia.


giovedì 10 dicembre 2009

Dora Moroni e il cattivo giornalismo

Mi duole dirlo ma l'immagine di Dora Moroni, ex soubrette anni Settanta (famosa per aver partecipato a quelle "famose" edizioni di Domenica in...con Corrado) è stata rovinata per colpa di un cattivo giornalismo. Inutile rivangare i fatti, si tratta ormai di servizi che risalgono al 1978, l'anno del suo tragico incidente, quello che le valse il coma, ricorderete....
Di recente è stato ricordato Corrado in uno speciale su Mediaset, è ancora una volta nei filmati d'epoca, è ricomparsa una foto macabra risalente all'incidente della Moroni che da tempo mi ossessiona. In televisione hanno scelto tra i numerosi scatti quelli meno visivamente violenti....Per alcune ricerche personali, invece, mi ritrovai a consultare nel '99 alcune riviste del 1978 in biblioteca. Ed ecco che apparve, su Sorrisi e Canzoni una foto-choc. Purtroppo non potendo mostrarvela, dovrei descriverla.....Vorrei descriverla ancora una volta, dovrei utilizzare delle parole violentissime, crude, perché la fotografia in questione ritrae la Moroni subito dopo l'incidente, svenuta, diafana, con gli occhi violacei e gonfi come susine per il travaso di sangue dopo la frattura del cranio, la mortificazione esatta della sua allegria, della sua sensualità.
Va da sé che il senso di questo post è denunciare un giornalismo che nel tentativo di far "sensazione" passa sopra la dignità della gente e dà come contropartita a noi prolifici scrittori e cineasti dalla vena horror terreno fertile per le nostre macabre descrizioni e ossessioni.
Si può parlare di una cosa all'infinito solo se dà emozioni fortemente negative, è la mia teoria. E' questo ciò che mi permette di accedere a quello che io chiamo pathos del negativo, una forma di amore-odio per il male in tutte le sue forme.
Ogni tanto rifletto su questa cosa, non ho potuto evitare di non essere a conoscenza di questa foto,ormai è patrimonio storico del giornalismo italiano, di averne parlato impropriamente quasi fosse un divertimento con alcuni amici e conoscenti (me ne scuso pubblicamente). In realtà è una foto che, a suo modo, mi ha fatto male , quasi mi ha traumatizzato (ma può una banale foto sortire questo effetto? Quale scopo si era prefisso questo dannato fotografo?). Dove finisce la libertà creativa, la libertà di espressione artistica o di cronaca e dove comincia il danneggiamento morale della persona? Può la sete di notorietà sublimare tutto quanto?
Ma ormai è acqua passata, direte voi..."Che cazzo te ne fotte? Vai avanti!" Ma cosa c'è da dire oggigiorno? Cosa c'è da dire? Andare avanti, ma dove?
Posso solo parlare di me stesso, è l'unica cosa che amo, me stesso, le mie declinazioni (interessi, amici). Amare se stessi vuol dire confrontarsi con le proprie ossessioni, ma anche con il proprio passato.
Forse la mia sensibilità mi costringe ad affrontare certi temi, soprattutto se sono insignificanti o frivoli. La risata è un ambiguo amico del terrore, in fondo.

martedì 8 dicembre 2009

Filosofia e Romania

Una bionda, una bellissima bionda, nativa della Romania, ma cresciuta in Italia, mi ha gentilmente tradotto alcuni passi del pensiero di Cioran, un suo famoso connazionale.
La filosofia passa, colpisce e svanisce, come le giovani bionde, dal sapore impossibile.
Di Cioran rimane almeno il seguente aforisma che vi dedico oggi:

Nu pot vorni de infinit fără să pot probāo dublă ameteală: înăuntrul şi în âfara mea.

(Non posso parlare di infinito sempre provare una doppia vertigine: dentro e fuori di me)


Da: Al culmine della disperazione (Pe culmile disperării), di E.M.Cioran

lunedì 7 dicembre 2009

I guardoni da incidente

Sesso e morte vanno d'accordo, anche se solo apparentemente sono agli antipodi. Aveva ragione Freud, in noi convivono pulsioni di vita e pulsioni di morte...Insomma, in qualcuno l'istinto distruttivo e autodistruttivo è talmente forte da prendere forme di comportamento celebrativo (non di rado lesivo) della morte e della sofferenza.
Nessuno parla mai per esempio dei "guardoni" da incidente, personaggi che esistono nella innocua quotidianità, loro non spiano le coppiette in macchina che fanno sesso, preferiscono spiare sotto gli occhi di tutti gente agonizzante sull'asfalto, i soccorsi di un'ambulanza nel caso di un incidente stradale. Sono i cosiddetti curiosi, in cerca di stragi, incidenti rocamboleschi, basta che ci sia il "colpaccio" che fa sensazione, presenza di vigili del fuoco, polizia..Non di rado poi filmano e mettono tutto su Youtube.
Il "tipico" maniaco da incidente (o da agonia, perché potrebbe fermarsi a vedere anche un infartuato) è quello che finge di passare in un posto, ma in realtà fiuta un incidente o un malore per strada a chilometri di distanza, viaggia sempre con la macchina fotografica in tasca o con un taccuino, deve annotarsi tutto, ma proprio tutto. Il guardone da incidente è quasi sempre un uomo solitario che non ha nulla da fare, cerca nel dolore degli altri un motivo per dare un senso alle sue giornate (come un concetto di "scuotimento" dalla noia), non è un individuo malvagio, se può si adopera per soccorrere, è gentile, capace di dire parole ad effetto come "Povera ragazza", "Povero ragazzo". Inevitabilmente il suo piacere è anche di commozione, di aiuto negli altri, nella speranza apparente che tutto finisca per il meglio. Ma in cuor suo, il guardone lo sa: ha una seconda perversa anima che non gliena frega un cazzo di missioni umanitarie, cerca un'estetica nella sofferenza, si diletta a guardare una persona in terra, le sue reazioni, come se fosse un animale da laboratorio,questo individuo è impiccione, molto impiccione, vorrebbe sapere vita, morte e miracoli dell'infortunato. Il suo thanatos lo porta a desiderare il sangue, le urla, le lacrime, se scopre di avere di fronte soltanto un uomo contuso, cosciente, seduto, che si avvia in ambulanza sui propri piedi in realtà scatta in lui una grande delusione ("ed io che volevo vedere qualcuno che stava male, volevo vedere grandi imprese dei rianimatori...niente.....niente di niente").
Il maniaco da incidente può diventare anche antipatico e violento, perde la sua pacatezza e il suo pietismo quando viene contraddetto o gli viene proibito di stare liberamente sul luogo del sinistro.
Guai a dire a un individuo simile: "Se ne vada, qui non c'è niente da vedere. Questo non è uno spettacolo". Nella sua testa scatterà sicuramente questa risposta: "Non è uno spettacolo? Ma se ho attraversato un viale di un chilometro per venire a vederlo?"
Del resto è anche evidente che trattandosi di un avvenimento su suolo pubblico è abbastanza impossibile impedirne la visione ai passanti, è inevitabile che si trasformi involontariamente in uno spettacolo, con tutta la sua enfasi, i suoi spettatori che fanno il tifo per chi sta male, è un momento delicato in cui la solidarietà rischia di trasformarsi in una privata e morbosa curiosità inoperante e parassitaria. L'incidente è una forma di rappresentazione non organizzata e non richiesta, uno spettacolo "rovesciato", perverso, spesso ingenera la discussione, si litiga su un corpo agonizzante, i pensionati si addannano a capire chi aveva torto o ragione. In mezzo a tutti loro c'è il maniaco, che finge di interessarsi, di disperarsi, dice frasi fatte, apposta, per non schiodarsi da lì può perfino inventare scuse del tipo "ho un appuntamento, ma la persona in questione è in netto ritardo". Il guardone da incidenti agisce in stretto incognito perché sa chiaramente di essere reputato un pezzo di merda dagli altri, come del resto il voyeur sessuale, è chiaro, proprio perché agisce con l'inganno, senza consenso, con viscide scuse e menzogne per ottenere il suo scopo. La sua attività potrebbe essere immorale, forse illegale, ma nessuno potrà mai riconoscerlo, nessuno potrà mai comprendere appieno le sue intenzioni. In fondo l'indignazione per un guardone da incidenti è solo superficiale, ci sono cose più serie, tipo chiamare il 118, coprire gli occhi ai bambini o soccorrere l'infortunato in attesa dell'ambulanza.
Interessante questo articolo scritto da Stefano Zurlo, scritto con un linguaggio molto romanzesco e poco giornalistico. In fin dei conti però, che male fanno i guardoni?

sabato 5 dicembre 2009

Le vocali del sesso

Anche il sesso ha i suoi suoni...Parliamo ad esempio dell'emissione delle vocali (tipicamente femminili) durante e/o prima dell'orgasmo. Premesso che trovo molto più eccitante urlare che non urlare, si può anche individuare addirittura le vocali più eccitanti del lamento orgasmico.
Analizziamole una per una:
Aahhh...aaahhhh= troppo inflazionato, no?
iihh......iiiihhh= fuori dal comune, ma sembra più un lamento da disabile, no?
eeehh....eeeh....= "ma che me stai a fà fesso?"
ooh...oohhh= già meglio, già meglio.
uuuhhh....uuuhh.....= per esclusione senz'altro, ma anche per una sorta di preferenza individuale, mi eccita molto "uuhhh"........"uuuuuhhhh".
Sì, dichiariamo che "uuuhhh" è la migliore vocale del sesso, dopo "aaaahh", troppo inflazionata.
In questo filmato però "uuhh" è molto scimmiesco...
Dite la vostra se volete.
Mi ricordo ancora quella spagnola che amava sempre dirmi: "Uuuhhh.....te gusta?"
Bastava solo questo per far lievitare e levitare il mio membro virile.



Ottimi consigli per l'infelicità

Visto che i consigli per la felicità funzionano sì e no, proviamo a istruire sull'infelicità. Ho riflettuto che sull'infelicità c'è una costante trasversale: siamo infelici se ogni accadimento, considerazione della e sulla vita che viviamo è assoluto e mai relativo. Un fatto che ci capita può risvegliare la nostra infelicità, è vero, ma la vita è pienamente infelice se consiste nel perdurare di uno stato affettivo penoso e triste.
Nella pena, allora, noi dobbiamo risvegliare e alimentare l' "assoluto", che è un assoluto logico, non messianico o metafisico, è quell' "assoluto" che non lascia scampo, che non ammette soluzioni, irreversibile, "la cosa sarà sempre così", ecc. Nell'infelicità le parole-chiave sono: mai, tutto, nessuno, niente, per sempre, fine, avverbi assoluti per giudizi assoluti.
E' molto raro che l'infelicità ammetta il "forse", "magari" (ad eccezione del "magari" tedeschizzato nel "Schoen wär's, "sarebbe bello") "è possibile", l'infelicità chiude alla speranza e quando si chiude alla speranza si è come morti.
Ma forse essere infelici è l'unico modo per toccare il fondo che procede alla risalita. Immergersi nell'infelicità perpetua e devastante vuol dire che: o si sceglie di vivere o si sceglie di morire. Due comportamenti tipici dei gravi ammalati che hanno i mesi contati sono: o darsi alla pazza gioia e vivere finché c'è tempo oppure suicidarsi (lentamente o repentinamente).
Secondo consiglio di Carlo Lock: per essere infelici dovete stare con gente allegra..Partendo da ciò che vi ha mosso a questa infelicità dovrete subire la tortura al confronto con chi è più felice di voi, già: il pezzente con il riccone, lo sfigato col dongiovanni, il pessimista con l'ottimista. Vi sentirete per forza insignificanti..Quando vi sentite insignificanti dovrete ripetervi che questo sarà per sempre, non cambierà mai nulla nella vostra vita e ripetete a voce alta che Dio non esiste.
A un certo punto, se vi amate abbastanza rinuncerete al suicidio e troverete uno spazio, una scusa alla vostra infelicità, riuscirete di certo a conviverci.
Un grazie nuovamente a Ricky Farina che mi ha stimolato a questa riflessione.
Carlo Lock

domenica 29 novembre 2009

Giorgione e i suoi misteri

Il tramonto, Giorgione
Non amo, in genere i rinascimentali, ma Giorgione ha qualcosa di romantico, l'incompiutezza dell'essenza, l'oscuro abisso della coscienza, il sublime e l'antopromorfismo natuale. Il paesaggismo giorgioniano è dirompente, malinconica, ma non tradisce la sua origine "composta", classica. Ora a 500 anni dalla sua morte le sue tele sono state raccolte in occasione della mostra che si terrà a partire dal 12 dicembre fino al 12 aprile 2010 al Museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto (TV). Saranno 18 dipinti, più un altro centinaio di opere di Bellini, Tiziano, Dürer, Raffaello, scelte per ricreare il contesto culturale e pittorico in cui l'autore ha operato durante la sua breve esistenza. Ci saranno quadri mai esposti in Italia, come la prima prova del Saturno in esilio, proveniente dalla National Gallery di Londra. Una occasione per immergersi nelle atmosfere di Giorgione la cui opera si è sempre prestata a numerose interpretazioni.

La carezza di Cleopatra

Con sorpresa, ho constatato su base personale che molti uomini non sanno nemmeno cosa sia un "massaggio prostatico".Forse è l'aggettivo "prostatico" che li spaventa, ma in fondo si tratta di qualcosa che riguarda il loro, il nostro corpo....da dove può derivare tanta ignoranza?

E' chiaro, trattasi di un massaggio della prostata, ma alcune lacune si hanno su come lo si svolge, in cosa consiste.

Gli scritti libertini raccontano che già Cleopatra era avvezza a questo tipo di pratica e che Cesare volle imporla al Senato come signora dell' Oriente per la sua abilità nel far rinvigorire l' erezione del condottiero, che aveva dimenticato da anni.

La tecnica, passata alla storia poi come "carezza di Cleopatra" consisteva nell'introduzione di un dito lubrificato da oli nell'ano di Cesare, successivamente fatto roteare nel retto fino a completa erezione. L'eiaculazione poteva essere controllata ad arte, dalle dita della massaggiatrice, poteva essere dirompente oppure bloccata sul nascere. Un'eiaculazione causata da manovre alla prostata è un po' come il controllo del "minimo" dal cofano di un'auto, si manda il motore su di giri per via inversa, non attraverso il pedale dell'acceleratore, insomma.

E in più pare che il massaggio prostatico sia qualcosa di salutare, è praticato molto in Giappone anche a scopo ludico o salutistico: studi recenti hanno mostrato che, come pratica regolare riduce ipertrofia, prostatite, sterilità, perché il massaggio aiuta a drenare quei sieri infetti che possono essere causa di disturbo; inoltre sempre più spesso si può effettuare il test Hiv con il siero prostatico, che si ricava dal "retro"; in pratica è un drenaggio, una tecnica di sgonfiamento, non è solo un controllo della massa della ghiandola (a questo è sufficiente che ci pensi l'urologo o l'andrologo) è più che altro un indugiare sulla stessa che coinvolge anche le vescicole seminali e l'ampolla (una vescica che contiene il liquido seminale "puro", non ancora sperma). Queste manovre possono essere fastidiose (soprattutto se il retto è ostruito da masse fecali..ahimé), ma anche piacevoli, tanto che la prostata è stata pure definita "punto G maschile". Da esso si può ricavarne un orgasmo all'ennesima potenza, oppure anche un'eiaculazione "fredda" e forzata, senza erezione, a seconda degli obiettivi che si vogliono ottenere.

Di certo per una pratica così è indispensabile igiene e..soprattutto un partner dalle unghie non troppo lunghe....Non so se mi spiego.

mercoledì 25 novembre 2009

Sabato sera

Il sabato sera ha una specie di mitologia in sé, può essere la sera in cui i pivelli fanno le quattro del mattino come può essere, invece, il raduno familiare nazionalpopolare intorno alla televisione.
Ebbene, la decadenza dei tempi si nota anche dagli intrattenimenti televisivi....In una sera di novembre del 1984 accendevate la tele su Canale 5 e trovavate la faccia di Ornella Muti e di Miguel Bosé. Chi si ricorda?
Forse per Ornella Muti e la musica di Miguel Bosé che non avevi ancora comprato in 45 giri si poteva rinunciare a uscire.




Oggi ci è rimasta la De Filippi e i ragazzi di "Amici" :(

Bisogna SENZ'ALTRO uscire.



lunedì 23 novembre 2009

Effetto call-center

Ecco cosa succede a lavorare nei call-center...Alla larga gente, piuttosto andate a pulire la cacca di un mulo, vi sentirete meno alienati.
"Buon giorno sono Ursula, in cosa posso esserle utile?"
"Sì, Ursula...verrebbe a letto con me?"



domenica 22 novembre 2009

L'uggia milanese

Sembra incredibile come i milanesi, i padani, i nordici riescano a vivere nell'uggia, nella nebbia.
Meglio una tonnellata di neve, nuvole dense e crude, vento montano, pioggia battente, ma la nebbia, l'asfalto bagnato, il cielo bigio, lattiginoso stinto e uniforme è quel "né carne né pesce" molto stronzo, ideale per un suicidio di massa o per cure del sonno sotto le coperte.
Dai, se continua così, domani tutti a casa: né scuola, né lavoro, solo bagni di luce, feste nelle mansarde davanti ai camini, cene negli attici, sorsate di birra e di té nei pub di serie B sul modello londinese.
Coraggio, dobbiamo pur vivere a Milano (finché ce la facciamo).

Il video del giorno: "Jeanny"

Si chiamava Falco, deceduto in un incidente stradale, aveva la brillantina, era austriaco.....Più noto per Der Kommissar, il famoso rap in tedesco-slang incomprensibile. Questo video è però più interessante, la storia di una ragazza rapita, tra innocenza, crudeltà, sensualità e perversione.
La musica fa il resto e la lingua tedesca pure.


sabato 21 novembre 2009

Dialogo delirante

Ecco oggi un esempio di dialogo giovanile cazzuto. Noterete che inizialmente si presenta come "cazzuto" (in senso negativo), ma poi diventerà pienamente delirante, in piena mentalité anni 2000. Ma il non-sense, vi insegno, serve ai filosofi per chiedersi qualcosa....altrimenti se non ci fossero neanche domande, converrebbe interrarsi.

LUI: Che farai nel week-end?

LEI: Perché?
LUI: Perché?
LEI: Perché perché?
LUI: Insomma che fai nel week end?
LEI: Non mi hai risposto però...
LUI: Veramente sei tu a non avermi risposto....
LEI: Rispondimi che ti rispondo...
LUI: Ma non so dire perché....A certe domande non si risponde coi perché.
LEI: Allora non sai stare con una donna, si vede.
LUI: Che vuoi che ti dica? Perché mi interessa la tua vita....?
LEI: Lo vedi?Non mi sembra il caso che mi chiedi la genealogia della mia vita dato che ci conosciamo da una settimana.
LUI: In fondo ti ho chiesto cosa fai questo week-end, dai!
LEI: Non amo parlare di me.
LUI: Allora perché usciamo insieme?
LEI: Non lo so.
LUI: Come "non lo so"?
LEI: Non lo so.
LUI: Perché non lo sai? Non te li scegli gli amici?
LEI: Boh!
LUI: Senza parole.
LEI: Ih,ih,ih....:P
LUI: Che farai questo week end?
LEI: Boh!
LUI: Che darai da mangiare al tuo cane?
LEI: Boh!
LUI: Ti piace Facebook?
LEI: Non me ne frega un cazzo!

LUI: Ma sei iscritta! Perché?
LEI: In definitiva questo week end studio e vedo gli amici, non rompere più i coglioni.
LUI: Sei una stronza! Perché sei iscritta a Facebook?
LEI: Finocchio segaiolo!
LUI: Grazie!
LEI: Posso farti un pompino?
LUI: Ma se sono un finocchio, come fai?
LEI: E tu invece cosa fai questo week end? Non ti fai fare un pompino?
LUI: Da una come te no.
LEI: Perché?
LUI: Perché chiedi troppi perché.
LEI: Che uomo sei se non sai rispondere ai perché?
LUI: Di perché ce ne sono tanti...ognuno ha i suoi perché.
LEI: Sei proprio un coglione!
LUI: E tu una cerebrolesa.
LEI: Mi sono tirata un po' di coca ultimamente, scusa.
LUI: Vai a cagare.
LEI: L'ho già fatto, ho tenuto lo stronzo per fartelo vedere.
LUI: Perché?
LEI: Perché mi va.
LUI: Dai, ma cosa farai con i tuoi amici questo week end?
LEI: Farò qualcosa e tu che farai?
LUI: Uscirò con te nella mia mente.
LEI: Bravo! Divertiti!
LUI: Grazie, anche tu. Buon week end.
LEI: Grazie, adesso devo tornare a lavorare se no il capo mi sgama.

lunedì 16 novembre 2009

Ognuno trovi la sua felicità

Bisogna essere felici, bisogna essere felici, anche quando la felicità è temporanea.
Ognuno trovi il suo margine di felicità, la Sua felicità.
Non si rispecchi in quella degli altri, non cerchi stupidi motivi o paragoni negli altri.
La felicità degli altri è un vuoto a rendere e genera una grandissima depressione in chi è triste.
Gli ottimisti sono degli stronzi.
Ma se ognuno trova la Sua felicità è come se avesse creato un'opera d'arte.
Carlo Lock.

sabato 14 novembre 2009

Il segreto della giovinezza

Aforisma del giorno di Oscar Wilde:

Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una passione sregolata per il piacere.


Concludendo aggiungo: rifuggete i mercanti del dovere, della solitudine, che vi riducono a pura nullità.

mercoledì 11 novembre 2009

Giorgia Wurth e gli uomini maturi

Questa attrice meriterebbe un 110 e lode per il timbro di voce. Mai piovuto così tanto erotismo da una voce. Ascoltate le voci, imparate ad ascoltare anche le voci....dicono moltissimo.


lunedì 9 novembre 2009

Arrapati, siete simpatici

Quando si elencano le caratteristiche positive di una persona, non potrei esirmi dall'aggiungere anche l'aggettivo qualificativo "arrapato". Con questo termine, voglio indicare con precisione una persona, non solo infervorata dalla voluttà e dalla libido, ma talmente fiera di sé, che ama a tutti i costi manifestare i suoi desideri agli altri (direttamente o indirettamente), quando non proprio passare direttamente all'azione, al fatto compiuto, ed essere dei grandi tombeur de femmes.
Gli "arrapati" sessuali (non importa il loro sesso, il loro orientamento) mi stanno molto simpatici, anche filosoficamente, perché l'arrapato non annoia mai ed è una persona viva, ha il gaudente gusto di vivere. Anche chi è arrapato per astinenza (chi non ha il pane, insomma) è sicuramente e di gran lunga migliore del "sublimato" per astinenza (colui che ha rimosso il sesso per non pensarci, verso caste mete di utilità sociale come la politica o verso la religione), perché deve sempre e comunque e trovare una scappatoia per scopare (scappare a scopare, scusate il bisticcio di parole), far l'amore o richiamarsi almeno idealmente a suggestioni, richiami sessuali. Insomma l'arrapato non si siede mai con le mani in mano, nella sua ossessione cerca sempre e non perde mai la speranza. E' un perenne adolescente con gli ormoni a mille, che cosa c'è di più meraviglioso? Può essere arrapato secondo diverse modalità, dalle più volgari, animalesche (che aborro), alle più discrete e raffinate. L'arrapato etero con amico etero è anche un grande compagno di avventure e di conversazione. Non so perché ma è un grande amico, è una Ferrari che corre insieme a una Ferrari, ma senza gareggiare. Ma anche l'arrapata lesbica con arrapato etero, non è mica male....E se c'è rispetto reciproco può funzionare anche arrapato omo con arrapato etero (cambia l'oggetto del desiderio ma non la modalità intenzionale di approccio verso il mondo).
Ed anche chi ha troppo e non smette mai di pensarci, confuta bellamente le tesi freudiane, secondo le quali chi pensa troppo al sesso è perché non lo fa. No, no gente.....c'è chi ci pensa troppo e spesso, sia da praticante che da aspirante.
Arrapati, mi state simpatici. Però voi donne dovete avere il coraggio di mostrarvi di più, riuscite spesso a raggiungere un grado di arrapamento ben più sottile, raffinato e profondo, di un volgare maschione "cazzone".
Però una cosa è sicura: arrapati non si diventa, si nasce!



Cadute e separazioni

Oggi è una data importante...Ricorre il ventennale dalla caduta del muro di Berlino, una caduta che è simbolo di un' Europa unita più che di una Germania ricostituitasi una.
Ed oggi Berlino è una Londra tedesca, pullula di femento, di scambi culturali, di arte. Se Berlino ha smarcato pienamente la sua immagine segregante e segregatrice, purtroppo accanto alle cadute esistono ancora separazioni (non solo visibili), esistono ghetti-quartieri che potrebbero essere ben divisi da un muro ed esiste ancora il Bronx a New-York. Il muro non solo separa, ma contiene. L'istinto contenitivo è forse un istinto (perverso) umano, il "trattenere" è l'azione archetipica della cosiddetta fase anale infantile.
In ogni caso, che la celebrazione che sta avvenendo in questi giorni a Berlino sia davvero una festa di libertà. Purtroppo per motivi contingenti (e stringenti la mia libertà) non ho potuto essere là dai tedeschi, vivere la loro gioia di piazza, anche se sicuramente la vera gioia si ha avuta in quel novembre del 1989, una sberla anche nei confronti della carica dei carrarmati in piazza Tien-an-Men, il giugno precedente.
E c'è sopra ogni cosa una canzone del mondo del rock che ha denunciato e dilaniato il potere della segregazione, The wall.



sabato 7 novembre 2009

Parliamo di scuola

Parliamo di scuola. Già: si dice che la scuola deve aiutare a preparare alla vita, mentre invece abitua all'inferno, per colpa di un cattivo sistema, per colpa di programmi non al passo coi tempi, per colpa di un'istituzione che non educa ai rapporti umani e quando si promette di educare diseduca. Tutti gli ultimi ministri della Pubblica Istruzione non hanno mai capito un cazzo di scuola, così come molti professori che insegnano letteratura non sanno comporre una poesia o, peggio, molti professori di matematica non conoscono l'origine filosofica di Cartesio.
Lo sfascio della scuola italiana ha un'origine millenaria e parte da qui. Ho in mente una scuola ideale, utopica, che combini insieme studio e lavoro, una scuola che prepari soprattutto allo studio autonomo e non allo studio sotto fucile, una scuola molto selettiva, ma che insegni a diventare uomini molto presto, che insegni la filosofia della responsabilità e non quella della competizione, della repressione o della punizione (com'è sempre stato).
Scenderò ora in qualche dettaglio concreto. Innanzitutto la scuola superiore la farei cominciare a 16 anni e non a 14; abolizione assoluta delle registrazioni scritte delle interrogazioni. Queste ultime dovranno sempre avvenire, come semplice preparazione del "vero" esame su tutte le materie, che avrà luogo a fine quadrimestre e sul quale verrà dato un giudizio che permetterà l'accesso al secondo quadrimestre o all'anno successivo. Per superare il primo quadrimestre sono tollerate due insufficienze, mentre per superare l'anno tutte le materie dovranno essere pienamente sufficienti. Basta consigli di classe che modificano i giudizi; solo esami, unicamente esami. Se non sei sufficiente un calcio in culo e ripeti!!! In fondo che male c'è a ripetere? Che fretta c'è? Rubiamo un po' il tempo al lavoro...suvvia! Da notare che se hai più di due insufficienze alla fine del primo quadrimestre sei già estromesso dall'anno scolastico in corso. Gli studenti più meritevoli potranno invece beneficiare di una vacanza pagata per l'estate; i compiti delle vacanze completamente aboliti. Il lavoro più interessante si avrà durante le lezioni dove i professori spiegheranno il programma e faranno molte esercitazioni scritte e orali (senza un obbligo di numero e senza valutazione ufficiale scritta); a queste attività mattutine si potranno affiancare quelle pomeridiane, alcune obbligatorie, altre facoltative. Quelle obbligatorie saranno sicuramente orientamento al lavoro a partire dal penultimo anno ed educazione sessuale a partire dal terzultimo (per stimolare la partecipazione dei ragazzi la scuola può a sua discrezione invitare dei lavoratori del sesso per dei seminari), quelle facoltative verteranno sulla possibilità di usufruire di tutor per ripetizioni individuali delle materie d'esame, colloqui di sostegno psicologico e seminari per commentare insieme la cronaca o film di rilevanza culturale. Le materie obbligatorie pomeridiane, però, non saranno oggetto d'esame e non prevederanno compiti a casa.
Veniamo alla maturità.....che ne sarà della maturità? L'ultimo anno sarà un anno come gli altri, con i due esami interni per quadrimestre..L'unica differenza è che insieme all'esame finale dovrà essere presentata una tesina interdisciplinare, come già avviene adesso. Ma non avrà più il valore di un esame di stato, con un organizzazione nazionale, con un programma e dei giorni fissati per tutte le scuole. Alle gite scolastiche non accompagneranno più i professori di ruolo della scuola, ma ci dovranno essere per legge tre accompagnatori diversi: un genitore, rappresentante del consiglio di classe, un accompagnatore turistico (o un insegnante di storia dell'arte di un altro istituto), un educatore vero e proprio.
Quanto alle sanzioni disciplinari, verranno abolite le sospensioni, le note, ma a seconda della gravità del comportamento dello studente dovranno essere prese dei provvedimenti diversi: nei casi di danneggiamento lo studente dovrà fare delle attività obbligatorie tutti i giorni di pomeriggio ed anche il sabato; nei casi di bullismo su un professore uno studente verrà immediatamente ritirato dall'anno scolastico in corso e costretto a ripetere; nei casi di bullismo o violenze gravi accertate (con lesioni fisiche) su un compagno lo studente verrà completamente isolato dalla classe e costretto a seguire lezioni individuali di pomeriggio e colloqui obbligatori con un poeta o un filosofo. Dovrà essere accompagnato e scortato a scuola da un genitore o da un adulto responsabile che ne fa le veci, per prevenire episodi di bullismo anche con altri ragazzi nei corridoi. Il poeta o il filosofo poi valuteranno le problematiche del ragazzo (se esistono) e compatibilmente al suo profitto potrà avere accesso all'anno successivo. Inutile dire che se l'ipotetico colpevole rifiuta di sottostare a questa prassi, viene espulso dalla scuola di appartenenza e non potrà più rimettervi piede.
Un professore che non denuncia un fatto di bullismo può incorrere nella sospensione temporanea dall'incarico.
Veniamo ora al reclutamento scolastico. Basta concorsi, basta graduatorie di stato. Chi vuole fare l'insegnante si iscriverà a una laurea breve per insegnanti, scegliendo l'indirizzo che gli compete (non è un corso post-laurea, è già un titolo di studio). L'università inserirà il candidato in una scuola per un tirocinio e là rimarrà nel 90% dei casi. Chi si vuole inserire in una scuola e non ha conseguito la laurea triennale dovrà inviare il curriculum e mettersi in nota presso la segreteria della scuola prescelta. Quando verrà richiamato dal preside dovrà sostenere dei seminari preliminari di accertamento/approfondimento prima di poter mettere piede in un aula.
Insomma....tutto questo non c'è ancora stato. Magari un giorno succederà...Intanto lo comunico a voi e se a qualcuno piace il progetto lo suggerisca a chi di dovere.
Carlo Lock

venerdì 6 novembre 2009

Ergastolo e vita

Sono per l'abolizione dell'ergastolo perché la vita stessa è un ergastolo. Appena nato devi aspettare almeno ottant'anni per uscirne.

martedì 3 novembre 2009

Silenzio e morte tra follia e poesia

Se mai avrò figli potrò raccontare loro di Alda Merini, di ricordarmi il giorno della sua morte....E questo giorno, seppure desti tristezza, in realtà potrebbe essere quello che segna una nuova fase della storia della letteratura, quella di definitivo riconoscimento (come se già non ce ne fosse stato) della "poetessa dei Navigli". Il merito della Merini è stata, tra le altre cose, quello di aver fatto parlare di sé, di aver fatto emergere dall'indifferenza un seppur modesto brandello di poesia novecentesca (la poesia è l'unica essenza vivente in questa fossa comune di morti brulicanti), di aver creato un ponte con la contemporaneità, con modelli diversi dalla poesia (molti cantautori si sono interessati a lei, l'hanno celebrata), lei, che soffriva nel silenzio dei suoi deliri, deliri che spesso si abbellivano di quell'estro e di quella rara bellezza che erano i suoi componimenti, lei che lascerà ai suoi posteri il delicato dibattito sul tema: "follia e poesia". Solo un folle può essere un poeta oppure è il poeta che deve avere quel coefficiente alla follia tale da renderlo quello che è, un individuo che fluttua sopra il mondo, sopra la stringente e malvagia concretezza, abile nel cogliere il sottosuolo del reale, del visibile? Anche la Merini stessa concordava sulla malvagità della verità e scriveva non a caso: La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa (da Terra d'amore).
Nella malvagità, però, c'è la possibilità del sogno, dell'amore, dell'apertura verso orizzonti puri di libertà. La Merini si muoveva, perciò, all'interno del contrasto tra gioia e amore, paradiso e inferno, dove quasi cristianamente è il mondo dei poveri, dei bambini, dei pazzi a essere "puro".
Anarchia, grida, silenzio, morte, lacrime, fiamme, amore, odio, perversione, gioia..............Forse in queste parole risuona l'eco di Alda Merini.
Riporto qui una canzone dedicata alla Merini, scritta e cantata da Roberto Vecchioni e ricordo che dal blog di Ricky Farina (in elenco qui tra i preferiti) potrete risalire a un cortometraggio in cui Ricky stesso ha filmato un ritratto di questa poetessa (ora merce rara!)



sabato 31 ottobre 2009

Germania vs Svezia

Vorrei oggi spegnere un fuoco, il fuoco dell'entusiasmo di chi intravede nella Svezia un chissà quale paese "aperto" e "tollerante". Notoriamente amo sia la Svezia che la Germania, ma (e ve l'avevo promesso) da tempo stavo ripensando a un possibile confronto tra les moyens de vivre di questi due Stati. Non si creda che abitare nel Nord Europa voglia dire essere tutti uguali: gli italiani più ignoranti mettono nel calderone svedesi, olandesi, tedeschi, danesi, considerandoli alla pari protestanti, bevitori di birra, dediti al lavoro, biondi con gli occhi azzurri e parecchio "chiusi".


Ecco, confrontandomi più nella fattispecie con Svezia e Germania, devo ora dire di avere riconosciuto aspetti negativi della Svezia (è ora di smetterla di considerarla una specie di paradiso terrestre); ma anche la Germania viene scalzata dalla Svezia in certe cose. Del resto i pro e i contro esistono dappertutto.


Cominciamo col chiarire ad esempio in cosa la Germania batte nettamente la Svezia...Bè, innanzitutto attraverso il suo patrimonio storico-culturale filosofico e letterario e la sua capacità di propaganda e protagonismo in Italia e in Europa.Certo, la Germania è ancora, per molti, macchiata dall'onta storica del nazismo, ma, insomma, i tedeschi li conoscono tutti per meriti e demeriti, gli svedesi poverini no. Gli svedesi gli si conosce per poche cose, a volte banali (l' Ikea), ma pochi sanno davvero chi sono. La Svezia ha una storia giovane, fino al XIX secolo era uno dei Paesi più poveri d' Europa, diciamo poi che dal XX secolo attraverso liberalizzazioni economiche, un intenso sfruttamento delle sue risorse naturali e l'avvio di una politica assistenziale riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo è riuscita a diventare quello che è oggi, uno Stato invidiato per la vivibilità, l'efficienza ed anche per l'apertura di costumi.


Diciamo però che anche in merito all'apertura dei costumi la Germania ha ormai raggiunto e superato la Svezia: basta digitare alcune parole chiavi in Google.....Sarà pure progressista questa Svezia, ma non si trova un sito porno svedese, non si trovano locali dove fare sesso, rara la novellistica erotica, rare le community di incontri. La Germania, invece, concede pari dignità a tutto in termini di locali, siti informativi, è la patria del naturismo, del BDSM (sadomasochismo) e i punti di raduno per gay sono davvero tantissimi. Non serve a nulla dire che in Svezia ci sono i preservativi ad ogni angolo della strada, i matrimoni gay, la fecondazione assistita, che si fa educazione sessuale nelle scuole, che le donne sono emancipate; queste sono tutte realtà ben presenti e radicate in molti altri Paesi ormai (tranne l' Italia e pochi altri). Diciamo che la Svezia è stata una delle prime ad emanciparsi, ma avviato questo processo, lentamente, anche in Europa si sono raggiunti degli obiettivi comuni in termini di libertà di costume. Anzi, forse, se vogliamo dirla tutta, è la Danimarca a essere più progressista e "trasgressiva" della Svezia. La Svezia, poi, ricordiamolo, è una delle poche in Europa a mettere in galera i clienti delle prostitute, con l'assurdità di considerare legale la prostituzione stessa (in altri termini: le puttane possono esercitare senza farsi pubblicità, ma i clienti vengono arrestati).


Allora quindi, da cosa si vede il progressismo? Dal proibizionismo o dalla libertà? In più la Svezia considera "legale" e culturalmente accettata la sessualità tra uomini e animali (è aperto da decenni un dibattito tra i favorevoli e gli animalisti contrari) e in passato ha liberalizzato anche le immagini pornografiche minorili (Grazie Svezia...vergognati!! Questo significa essere progressisti??).


Ma veniamo agli aspetti positivi: la Svezia ha un grande patrimonio naturale e paesaggistico, dopo la Francia e l' Italia, ha cuochi famosi in tutto il mondo, la gente non è chiusa come si crede, ma molto friendly (c'è una cosa bellissima degli svedesi: hanno abolito il "Voi", la forma di cortesia e tutti si danno del tu, eliminando i titoli di onorificenza e i cognomi. Per cui, niente professore, cavaliere, signore, ma semplicemente "Hej Hans! Hur mår du?"-come stai), i bambini sono rispettatissimi e quando si va in Svezia c'è un clima sereno e tranquillo, ideale per chi si vuole riposare. Però le principali attrazioni di divertimento sono simili ad altri Paesi d' Europa (pub, discoteche) e non certo mancano povertà, omicidi e criminalità. E' inoltre paradossale notare la crescita esponenziale negli ultimi tre-quattro anni di senzatetto locali e di extracomunitari integrati e inseriti.
In Germania invece i tedeschi (esclusi gli immigrati) non sono così friendly, hanno un'anima piuttosto ruvida; si potrebbe ben dire che sono "chiusi" (verschlossen), a pelle si tratta inoltre di una società leggermente più maschilista di quella svedese, non in tutti i Länder si parla volentieri inglese, c'è più uno spirito campanilista, mentre in Svezia interessa poco parlare la propria lingua locale. In Svezia i film esteri arrivano in lingua originale (in inglese), mentre in Germania, come in Italia, vengono tutti doppiati. Veniamo alle donne...Si potrebbe tracciare un profilo sommario di donne tedesche e svedesi? Mah!! Difficile stabilire delle differenze, se non dire forse che tutte le ragazze nordeuropee (o che ne assorbono la cultura) vivono già da sole a poco più di vent'anni, manca quel clima familistico-reverenziale dell' Italia, della Spagna.
I giovani tedeschi e svedesi viaggiano molto più spesso, mentre da noi ci si imbatte molto spesso nella "nevrosi" da viaggio (baldi giovani che preferiscono stare nella propria terra natia, forse non troppo curiosi del "nuovo" o bloccati da paure immaginarie o comunque risolvibili). Inoltre è difficile delineare un quadro preciso per colpa dello scambio di culture e della massiccia immigrazione generalizzata. E' certo che la precoce emancipazione, la possibilità di costruire facilmente una carriera, contribuiscono a dare alla donna tedesco-scandinava una sicurezza che forse manca alle donne italiane; di fatto le italiane sono finte emancipate, scimmiottano l'emancipazione, ma la strada è ancora lunga da percorrere e lo si capisce dal fatto che in Svezia vendono i vibratori nelle farmacie e che in Parlamento esistono numerose parlamentari e ministre donne. Anche in Germania è stata rieletta a primo Ministro per la seconda volta consecutiva Angela Merkel, una donna.
Queste considerazioni non possono valere in assoluto, sia chiaro. Sono delle linee di tendenza basate su osservazioni personali, letture e testimonianze indirette. Il dibattito si può aprire qui, voi lettori potrete contribuire, confutare, insomma dire la vostra sul tema "Germania vs Svezia".

Video del giorno

lunedì 26 ottobre 2009

Il tempo va ed è

C'è un'espressione che mi fa sempre un certo effetto: "ottimizzare il tempo". Semanticamente è un non-senso ottimizzare il tempo, quasi fosse in atto un processo di trascendimento della temporalità: ottimizzo il tempo per gonfiarlo, per dilatarlo e riempirlo come un tacchino natalizio, dimentcando che il tempo non è nostro.
Dilatare il tempo non è un atto d'amore verso noi stessi, perché il tempo siamo noi e noi siamo fatti per vivere e respirare secondo un ritmo naturale.
Dilatare il tempo è poi un' illusione, perché il tempo scorre e va, ma intanto "è" ; dilatare il tempo al fine di ottimizzarlo (nel senso di impiegarlo nel modo più proficuo possibile) significa non concedere spazio al nulla del suo scorrere. Già, perché il tempo diventa così una questione di spazio, di accumulo, ecco l'aberrazione: far sì che il tempo diventi spazio. E allora succede che la vita diventa un blocco massivo, un blocco ostruente, un cappio che ci autocondanna alla corsa nevrotica verso il "produrre". La tranquillità è il produrre, cioè non lasciare spazio al tempo, fare del tempo uno spazio pieno. Le giornate piene mi mettono depressione....mio Dio..le giornate piene!!!! Un cuore poetico come il mio, come il nostro, non può avere giornate piene, in cui ogni minuto è scandito, organizzato, studiato. C'è gente che trova aberrante non fare nulla, mentre io trovo aberrante fare troppo. Nulla contro troppo, troppo contro nulla. Il Nulla dev'essere assaporato, non c'è che dire. Sì, poi si salta fuori a dire che se uno non produce è un fallito, che chi semina raccoglie...che ppalle!!!!!
Finché non si ha coraggio di uscire da una mentalità "produttiva" non si avrà mai il coraggio di avvertire su di noi i divini effetti del tempo....

sabato 24 ottobre 2009

Facciamoci travolgere

Facciamoci travolgere,
dai gesti, dalla pioggia,
da un volto corrucciato,
meglio farsi travolgere che schivare
meglio l'urlo del silenzio.
Facciamoci travolgere
da una salita, dal tempo,
da un auto.
Facciamoci travolgere
facciamo il crash-test dell'esistenza.
Se resistiamo
vuol dire che siamo vivi.
Conosco da tempo molta gente morta.

Chi mi conosce

Chi mi conosce non mi dimentica e chi mi dimentica non mi ha mai conosciuto.

Carlo Lock

mercoledì 21 ottobre 2009

Baci rubati per strada

Rubare con lo sguardo i baci in pubblico: un atto che mi ha sempre procurato emozione, una grande emozione. E' un'emozione profonda che ha radici fin dall'infanzia. Intorno agli innamorati per strada esistono tre scuole di pensiero: una che ti dice che non dovrebbero mostrarsi perché potrebbero "disturbare" la gente (una variante dell'atto osceno in luogo pubblico), l'altra che si mostra indifferente (esiste in ogni cosa la posizione dell'indifferenza ed è quella più insopportabile), l'ultima (la mia) che si emoziona, si eccita e si chiede anche perché. Perché ci si deve baciare in pubblico? Mi spiego: ci si bacia per una sorta di orgoglio davanti agli altri o perché non si può fare a meno di farlo? La risposta penso che possa riassumere le due ipotesi.
Di certo assistere a un arrapamento (o a un incantamento sognante) di primo mattino sul metrò è forse l'unica cosa che può accendere la giornata. Da un punto di vista più strettamente legato alla libido del guardone, osservare due fidanzati che si baciano in un parco o in autobus può ingenerare amarezza e rabbia e, principalmente, almeno per due motivi. Innanzitutto, ad un certo punto della mia vita, ho colto distintamente una correlazione molto stretta: la correlazione tra esibizionismo e passione. Il baciarsi in pubblico è roba da giovani, non è roba da gente attempata, sposata, con figli (sì, magari in questo secondo caso può succedere, ma non ci si attacca come ventose, viene escluso il bacio con la lingua), ergo non baciarsi più per strada è sintomo di perdita di passione e le coppie mature, in media, non sono più passionali. Quale migliore passione è quella caratterizzata dal non riuscire a controllare i propri istinti per strada, dal voler manifestare al mondo intero la propria gioia d'amore? Se questa passione manca, la coppia non esiste più...Ecco perché le coppie sposate (ho sempre pensato) non si baciano più per strada come gli adolescenti, perché sono coppie morte, il matrimonio è la tomba della passione e i figli ne sono una delle principali cause. L'amarezza consiste nel constatare che la passione deve esistere solo per gli adolescenti, per i giovani in generale, mentre da una certa età in poi non ci si bacia più per strada. Questi sono dei ragionamenti rudimentali, cominciati da bambino e poi sviluppati da adulto e che sono culminati nel rendermi conto che ci si può accorgere del fallimento del matrimonio come istituzione dal fatto che non ci si bacia più per strada. Coppie attempate si baciano per strada unicamente se sono amanti o, al limite, se sono gay, come spirito di provocazione: ancora una volta è nell'ambito della clandestinità, della precarietà, della libertà anarchica, non irrigimentata, che la passione può trovare uno spazio e una dignità. Il matrimonio è solo un passaporto per una società (cattolica) che ti promette più rispetto, ma dietro tutto questo non c'è più passione.Il matrimonio è svuotato di passione perché l'ha superata, come una sintesi che però non conserva, annichilisce. E quindi, dobbiamo bearci soltanto delle emozioni che ci danno gli universitari, gli adolescenti, i gay (quando non vengono denunciati o picchiati) o gli amanti nella pausa-pranzo. Questa è la verità.
Il secondo punto riguarda il diritto di potersi baciare per strada. E' molto triste sapere che molti non hanno una compagna che possono baciare mano nella mano la domenica pomeriggio..moolto triste; da questo punto di vista c'è un loro bisogno che è negato dal destino e questi sono costretti a subire l'affronto di coppie felici che ricorderanno loro la propria solitudine. Bisognerebbe che esistesse un comunismo sentimentale, tutti ma proprio tutti devono avere garantito il diritto d'amare e di essere amati. L'unico amore offerto è quello a pagamento, in ogni caso, alienato, occasionale, inappagante sul lungo periodo. Baciare una escort per strada è una magra soddisfazione in fondo perché non è possibile ripetere infinite volte l'esperimento (a meno di non essere un plurimiliardario); perciò le coppie che si baciano sono "scandalose" in quanto depositarie della disparità, non in quanto "oscene" in luogo pubblico. A me piace osservarle, studiarle e mi dico sempre che in fondo sono loro che si esibiscono, non sono io che non le devo guardare; esistono vari tipi umani, la bruttona con il figo, la strafiga col secchione, i due superbelli o gli "innamoratini di Peynet", sono l'unica testimonianza che l'amore esiste almeno da qualche parte. Certo, non esiste per tutti, ma per qualcuno sicuramente c'è.
Il video che vi propongo qui è magnificamente fantastico, non è finzione è pura realtà, ma propone una situazione che chi vive in una grande metropoli stenta a immaginare o a credere: un ragazzo inglese (probabilmente di Londra) non troppo bello riesce a sedurre una sconosciuta ragazza russa per strada, a perdere del tempo con lei e a baciarla appassionatamente in 8 minuti, sotto gli occhi di tutti. Vedere questo video dà una sensazione di massima di libertà e di serenità, rompe le catene dell'alienazione, non esistono impegni, non esistono scuse, non esiste la vergogna, la paura, rimane quell'innocenza puerile che tutti abbiamo perso, quell'innocenza che ci fa baciare quasi per gioco, con uno spirito lieve e pacato. E questa Londra così caotica sembra essere uno spazio inesistente, una bolla d'aria rarefatta dove invece conta l' amore, l'attrazione. Anche nello smog si può respirare aria d'amore. Basta volerlo.



lunedì 19 ottobre 2009

Le bocche di Marco Scali

Marco Scali, truccatore, fotografo, pittore, artista poliedrico.
Le sue "bocche" sono l'erotismo all'ennesima potenza. La bocca femminile: quale simbolo e quale strumento di erotismo può essere! Insomma, la bocca non serve solo per mangiare...chi crede questo è lontano mille miglia dall'essere un esteta (e magari anche un raffinato erotomane).

Eccovi alcuni di questi splendidi oli su tela (Fonte: www.marcoscali.com)


La bocca che riceve



Autolesionismo orale

La bocca che incorpora





L'uso delle immagini non ha alcuno scopo di lucro







domenica 18 ottobre 2009

I record dei finlandesi

I finlandesi sono un popolo strano, detengono altissimi primati in Europa e nel mondo. Innanzitutto parlano una lingua ostica, "ostrogota", un po' cacofonica, forse tra le più difficili in Europa, una delle poche ad appartenere al ceppo ugro-finnico, un miscuglio di sonorità tra giapponese e dialetti baltici; le ragazze sono bellissime ma fa molto strano per noi sapere che per dir loro "Ti amo" dobbiamo pronunciare: Minä rakastan sinua. La Finlandia è anche un Paese con un alto tasso di suicidi e di alcolismo, ormai è risaputo ed è anche uno Stato dove la depressione e la pigrizia degli adolescenti raggiunge il top (dati registrati dalla Wto, Organizzazione mondiale della sanità).
Veniamo a record più positivi, dicendo ad esempio che la Finlandia è il paese dal governo più "rosa" d' Europa (20 ministri totali e 12 donne); Artu Harkii è campione mondiale di velocità di scrittura su smartphone (2 minuti e 22 secondi per digitare un lungo messaggio); nel 2001 è stato accordato il diritto di inseminazione artificiale per le donne singles, esteso anche alle donne gay nel 2006.
Insieme ai suoi cuginetti scandinavi, la Finlandia è il Paese più informatizzato d' Europa, sia dal punto di vista degli ausili tecnici, sia dal punto di vista della capacità delle persone di navigare su Internet e/o di preferire il computer per i bisogni della vita quotidiana (questo secondo punto è totalmente irrisolto e irraggiunto in Italia, dove ci sono ancora persone che per pigrizia non imparano a usare il Pc, pensando che l'età avanzata sia ancora una valida scusa. Vecchi sì, ma magari non così dementi. Vergognatevi!!! Pensate a navigare su Internet e pensate un po' meno ai farmaci e ai medici)..E soprattutto prendete esempio dalla Finlandia, il cui governo ha promesso di fornire a tutti suoi cittadini Internet veloce a banda larga. Entro luglio case e uffici dovranno esserne obbligatoriamente dotati e i gestori telefonici si dovranno ben dare da fare, calcolando che i dati di diffusione ogni 100 abitanti sono in Finlandia il 37,2%, mentre in Italia siamo ancora fermi al 19,2% (insieme a noi stanno Irlanda, Portogallo e Ungheria).
Insomma, quando si leggono certe cose...dovremmo riflettere un po'.


(Fonte: "Corriere della Sera", sabato 17 ottobre 2008)

mercoledì 14 ottobre 2009

Se mi guardo allo specchio....

Guardarsi allo specchio.
Io mi guardo troppo, dai miei occhi ai miei infiniti peli che continuano a crescere e crescere....Ci si guarda fuori, ci si guarda dentro.
Spesso molti dicono: "Ma guardati allo specchio!". Nessuno mai ammonisce qualcuno di specchiarsi troppo..Alla fine è di una noia infinita specchiarsi, soprattutto apprezzarsi o detestarsi senza che nessuno ti dica qualcosa.....è orribile.
Anche un blog è uno specchio....riguardandomi mi sono accorto che sono veramente incazzato in questo periodo. Prometto che cercherò di ridurre i "non sopporto". O forse a qualcuno piace il mio sarcasmo? In realtà ciò che mi spinge a ridurre le invettive o le provocazione è solo un motivo di monotonia, non tanto il fatto che non mi piaccia sparare a zero (quando serve). Insomma, non mi piace essere incazzato...eppure....forse lo sono. E' che certe volte ci si sente prigionieri dei propri pensieri, si vorrebbe cercare un posto che non si trova e non si fa che ripetere litanie per il gusto di trovare qualcosa nella forma del lamento, come gli animali che chiamano i compagni. Nell'eterno ripetersi c'è anche il confuso gusto della ricerca. Ecco forse il senso della rabbia di ciascuno.....arrabbiarsi è trovare un senso a cose inspiegabili che cercano di danneggiare la qualità della vita di qualcuno.