mercoledì 31 dicembre 2008

Retrospettiva di fine anno

...Nel Medio-Oriente il conflitto non cessa mai....
...Prodi cade dopo 618 giorni di governo.
...Berlusconi vince le elezioni nuovamente. Il suo potere si sta consolidando, sta veramente mettendo radici.
...Per la prima volta Rifondazione Comunista è fuori dal parlamento.
...Per la prima volta gli Usa hanno un presidente nero.
...Per la prima volta sono stato in Svezia.
...Non si è parlato altro che di intercettazioni e di magistratura sui giornali.
...Luxuria vince l' "Isola dei Famosi".
...Mai come quest'anno, in Italia, la Chiesa ha rotto i coglioni sulla questione morale, a cominciare dal film Caos calmo.
...Puttane e clienti ora sono multati.
...Letizia Moratti avvia l' Ecopass.
...Muore Dino Risi.
...Muore Dino Formaggio.
...Lo scrittore Stieg Larsson diventa un caso editoriale mondiale.
...Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all'ergastolo.
...Gli studenti hanno avviato una dura e prolungata contestazione contro i tagli di governo alla Pubblica Istruzione. Speriamo continuino..
...Nasce il caso "Saviano" e del libro Gomorra.
...La Polaroid compie 60 anni.
...L'invasione dei rumeni in Italia è aumentata del 20% rispetto al 2007.
...Esiste un popolo silente, che giudica sensatamente, legge, s'informa, ha sete di amore, di buon gusto; esiste un'altra faccia che esalta la volgarità, l'arrivismo, i mezzi economici per arrivare ai propri scopi.
Detto questo: quest'anno è finito e, complessivamente, non mi è parso un gran che.

A che serve la filosofia

LEI: "Ma a che serve la filosofia?"
LUI: "Serve a non fare domande stupide"
LEI:" Sì, ma le risposte?"
LUI: "A domanda stupida risposta stupida. Poi trovare il senso della vita anche nel buco del tuo culo".

martedì 30 dicembre 2008

La parola su Dio

Diffido e nutro poca simpatia per i fedeli (o presunti tali) che parlano con Dio in pubblico, quasi a dimostrare agli altri che Dio c'è, Dio è una persona.
Per loro Dio è un amico: "Dio mi segue", "mi ha aiutato", "non ho paura di lui", "mi tende la mano". Trovo molto imbarazzante parlare di Dio in questo modo..anzi, in questo caso, la parola è parola su Dio, non di Dio.
Dare del tu a Dio è solo una forma fanatica di devozione, perché se Dio c'è nessuno ha bisogno di dimostrarlo e già chi ha bisogno sempre di parlare di religione, di rinforzare la convinzione della presenza di Dio, è un falso fedele o un pesce fuor d'acqua in ricerca.
Le persone che vogliono discutere sempre dei loro dubbi religiosi sono, per me, di una noia mortale. La vera blasfemia è mettere sempre di mezzo Dio, Gesù cristo, propagandarlo agli altri. Volete comprendere la vera essenza della divinità cristiana? Leggete la Bibbia, pregate tacitamente. La vera preghiera è un silenzio-assenso, un'intimità senza linguaggio. Fuori c'è un mondo profano, umano, fatto di gioie e di cose concrete e terrene da scoprire. Pensare a Dio è già pregare e avviene senza un perchè. I credenti intelligenti, illuminati, sono quelli che credono nell'assurdità della Rivelazione, ma si affidano al tempo stesso al mistero della Presenza, al mistero del divino. Lutero diceva: "Hai fede? Allora pecca!"
I cialtroni manieristi della "teologia" sono più fedeli ai preti che a Dio.


(Riflessione maturata dopo la visione di una lunga quanto stucchevole dichiarazione di fede di Claudia Koll, il terrore di vivere che si è deformato in Dio)

lunedì 29 dicembre 2008

Magritte: azzurro e mistero

In una combinazione metafisico-surrealista, nei quadri di Magritte regna il cielo, i cieli, ma soprattutto il colore azzurro, le trasparenze. E domina in lui, nei suoi pensieri, nelle sue pennellate, questa tensione verso il nascosto, verso l'invisibile. Il mistero di Magritte è un mistero chiaro, forse della nascita, non quello della morte, un mistero leggero, allegro.
Sono rimasto colpito dalle due versioni de La magie noire, riproposta in questa carrellata pescata sempre dal fedele compagno Youtube: questa donna affrescata di azzurro, questo nudo diviso a metà.
In Magritte c'è il frantumarsi della natura nella nebbia del mistero, il risucchio nel disgregato mondo dell'inconscio.
Il linguaggio è l'orpello avvilente e invalidante di questa metafisica estetica. Troppe spiegazioni corrompono. Perché non dire una volta per tutte: "ecco un pittore che si sveglia la mattina e dipinge quello che gli pare?"
Comunque la mostra a Milano, a Palazzo Reale andatela a vedere....

sabato 27 dicembre 2008

La cineteca fantasy del "Corriere della sera"

Oggi è uscito il primo dvd di una collana edita dal "Corriere della sera", la collana è stata chiamata "La cineteca dei ragazzi", mentre il film è La storia infinita, un film a cui sono affezionatissimo, nonché un classico del genere fantasy.
Come avete potuto notare ho intitolato questo post "la cineteca fantasy" perché utilizzare "dei ragazzi" mi faceva venire il latte alle ginocchia. Ma soprattutto la cosa che mi ha disgustato di più è il sottotitolo: "Capolavori per crescere". E' chiaro che quel "crescere" sottintendeva un crescere "retto", a mo' di "Famiglia cristiana". A testimonianza di ciò, compare all'interno della confezione un opuscolino "Inserto genitori- L'insegnante e lo psicologo". Di certo l'analisi psicanalitica del film, pur nella sua ingenuità, è interessante, piuttosto è l'operazione che ci sta dietro che mi lascia perplesso, coartare i film in una gabbia educativo-pedagogica. E qui i film fantastici (e mi ricollego al post precedente) sono come gli animali, nascono liberamente per volere di un regista, di un produttore, non vogliono gabbie o censure, sono puro istinto creativo o istinto capitalizzante. Penso che "la cineteca dei ragazzi" sia più un problema degli adulti, che non dei diretti interessati. Ai bambini interessa vedere il film senza rotture di coglioni, ecco la verità, perché i bambini sono ingenui sì, ma mica più di tanto e quando afferrano che qualcosa di solenne, di serio, di impegnativo irrompe tra loro e il film (come a scuola) tutto diventa sgradevole, faticoso, noioso. Inoltre non c'è bisogno del "Corriere della sera" per educare i ragazzini alla visione di un film, lo può fare qualsiasi adulto (intelligente). Il problema è che genitori intelligenti ne esistono pochi in Italia, forse perché quasi nessuno sa parlare di poesia, di amore, di libertà. Ho ancora un conto in sospeso con mia madre, che aveva noleggiato Labyrinth al posto di Phenomena, solo perché in entrambi i film c'era Jennifer Connelly. Tanto, si sa, Labyrinth va meglio per un bambino e basta che sia lontanamente simile all'altro, il bambino sarà contento lo stesso (seeeeeee!).
Per altro, Labyrinth mi era piaciuto molto. Anche La storia infinita non è da meno, anche questo un film che ricorre spesso in televisione durante il periodo natalizio, un inno al beatifico sopravvento dei sogni sulla realtà.




La scena finale di Labyrinth


Uomo e animale

Essere buoni è un problema umano. Natale è una festa dell'uomo perché a Natale si dovrebbe essere più buoni.
La cattiveria o la bontà degli animali è un problema malposto, cioè un' argomentazione inesistente. Gli animali si difendono dal loro essere estranei all'uomo, cioè vivono con questa disgrazia, di essere accanto a un essere umano. Alcuni (come i cani) hanno piegato la testa ed accettato il gioco, altri no, rimangono selvaggi, né buoni né cattivi.
Il gatto, ad esempio, è marginalmente a fianco all'uomo, parzialmente addomesticato, in lui cova l'istinto felino predatore, la scintilla dell'aggressione, della voracità.
Gli uomini vorrebbero gli animali a loro uso e consumo, li mangiano e li vorrebbero fatti su misura per i loro passatempi, nei casi più estremi anche passatempi sessuali.
Ma la mente perversa che può pensare qualsiasi cosa senza alcun limite è proprio quella dell'uomo, l' essere cattivo per eccellenza.
L'uomo può scegliere tra il bene e il male, l'animale agisce. Se l'animale è "buono" è solo perché ha imparato ad obbedire, ma potrebbe avere imparato a essere malvagio.
Da solo è unicamente un animale che segue i suoi ritmi ciechi e istintivi, lontani da qualsiasi etica.
Gli animali scopano senza preservativo, giusto per procreare e in questo sarebbero forse gli unici onesti osservanti dei precetti cattolici.
Lasciamo pure specchiare gli uomini nelle proprie proiezioni....
Io analizzo, osservo da filosofo...e in questo forse sono meno umano degli altri, meno partecipe dell'ignoranza, dell' omologazione inconsapevole. Ho una pessima abitudine: chiamarmi fuori da tutto, ma qualche volta forse non è poi così negativo....

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale a....

L'augurio della bontà del Natale è superfluo a chi vive nell'opulenza, nella ricchezza. Spesso i nostri Natali borghesi sono pieni di depressione e di rancore.
Però non dobbiamo nemmeno colpevolizzarci troppo, perché la Salvezza del mondo partita da Betlemme è pura umanità, declinata e arrivata dentro i panettoni, i berretti rossi di Santa-Claus.
Perciò....auguri...
...agli sbandati-banditi (sbanditi)
...ai malati terminali
...a tutti i cuori appesi a stelle spente
...a chi non abbiamo il coraggio di sentire per telefono
...agli incompresi
...alle anoressiche
...ai barboni
...ai pensionati soli
...alle puttane di strada
...a chi non ha voglia di far niente nella vita
...ai bambini sgridati dai preti
...ai bambini stuprati dai preti
...ai figli dei genitori separati
...a noi stessi davanti allo specchio
...alle fidanzate/i inesistenti che ci aspettano da chissà quale parte
...a tutti coloro che cercano la vita senza incontrarla mai.
Auguri da Carlo Lock

mercoledì 24 dicembre 2008

I cinepanettoni natalizi

Come tutte le tradizioni che si rispettano anche il cinema vive il suo "Natale", volto a sottolineare e ad accompagnare quell'atmosfera di armonia, di relax, di gioia comunitaria che questa festa comporta (forse!). Un Natale triste non riesco nemmeno a immaginarlo, anche se è capitato spesso di viverlo: quest'anno, ad esempio, sento questa fine 2008 scialba e inutile. Complessivamente, però, la risata, al cinema, regna sempre, la risata e i buoni sentimenti. Quindi il cinema, le abitudini familiari cinematografiche sembrano dire "stop" ai filmoni cerebrali, di "culto", stop alla guerra, agli horror, all'intellettualismo. Non si pensa a Natale, si mangia, si beve, si prega (chi crede), ci si abbraccia. E si ride. Niente scandali se le platee si riempiono per celebrare Boldi e De Sica, ogni epoca ha il proprio modo di rilassarsi (alquanto discutibile a seconda dei decenni, ma in ogni caso, legittimo).
L'istituzione del cinepattone "natalizio" viene codificato definitivamente da Carlo Vanzina, che nel 1983 girò il primo Vacanze di Natale, a mio avviso l'unico esperimento ben riuscito di tutta la sterminata serie. All'epoca una novità, il film riuscì a coniugare giovanilismo, buoni sentimenti, scene piccanti, con comicità e satira di costume, senza eccessi di volgarità gratuita.
Vacanze di Natale è un vero film anti-crisi, è un film corale e comunitario, si respira quel senso familiare di solidarietà, di divertimento, di edonismo. Non c'è una situazione che non si vorrebbe vivere, tutti al posto di tutti.
E' un film sconsigliato a chi è triste, perchè costui diverrebbe ancora più triste, perché direbbe: "Quei tempi, semmai esistiti, non ci sono più e chissà dove saranno...ci saranno stati?".
Tra vent'anni avremo il coraggio di rimpiangere Aldo, Giovanni e Giacomo e Leonardo Pieraccioni?


lunedì 22 dicembre 2008

Un ringraziamento a Cesonia de "IlMioElfo"

Cogliendo l'occasione per ringraziare la blogger Cesonia (Dani), volevo ricordare a tutti i lettori che passano di qui che la mia precedente recensione dello spettacolo teatrale Blasted è anche visibile sul blog http://blog.libero.it/IlMioElfo , un blog che sa trasmettere il giusto entusiasmo per il teatro, ma in particolare per il teatro Elfo di Milano.
Sono contento che la mia recensione sia stata apprezzata. Evidentemente ho saputo trasmettere con le parole le semplici emozioni che la magistrale recitazione degli attori Arman, Pierobon e Capaldi ha suscitato in me. Grandi performer, non c'è che dire. La loro prova recitativa, voglio ricordarlo ancora, mi è sembrata anche un grande impegno fisico, molto vicino alla realtà. Una messinscena in carne e ossa, palpabile, viva, ben oltre lo psicodramma e qualsiasi effetto di straniamento. Un augurio agli attori di Blasted e al teatro Elfo, quindi.

domenica 21 dicembre 2008

I sogni di oggi

I sogni di oggi hanno cambiato pagina
sono scesi dal cielo
per fondersi nella vita.
La vita è ormai un sogno da realizzare
la vita non è vita
ma sogno incompiuto,
perché è desiderio senza immagine.
Oggi è sogno una casa
oggi è sogno l'amore.
Diventare grandi è un sogno
la pensione è un sogno
il riconoscimento sociale un sogno.
Il sogno è puro segno
....dell'assurdità
....di questa irrealtà.

venerdì 19 dicembre 2008

"Benvenuti tra i rifiuti"

Una cosa è certa: i rifiuti non "rifiutano" mai nessuno. Nella spazzatura, semmai ci si dovesse cadere, ognuno può trovare degnamente il proprio posto. La spazzatura è indegna per l'uomo, ma democratica: non avevo mai preso in considerazione il problema in questa ottica.
Dico perciò "Benvenuti tra i rifiuti", che è anche una canzone di Faust' O, al secolo Fausto Rossi, ragazzo di Sacile, pochi album a cavallo tra i '70 e gli '80, cantautore new-wave sperimentale. Insomma ho deciso di presentarvi il testo integrale della canzone perché è un testo che ha precorso i tempi, con una grande carica allucinata e arrabbiata di provocazione e di sfida. Di seguito il testo "vestito" di musica, con una foto inquietante di Faust' O.


BENVENUTI TRA I RIFIUTI

(di Faust' O, ed. Ascolto, 1978)

Quando cade la notte
e i vostri sogni si fanno pesanti
ricchi, poveri, politicanti
siete figli della merda.
Noi scaviamo dentro il buio
vomitiamo sangue sulle vostre verità.
Benvenuti tra i rifiuti!
Non vi cacceremo via.
Benvenuti tra i rifiuti!
Non vi cacceremo via.
....................................................................

Quando sorge il sole
voi vi siete già stancati della vita
ricchi, poveri, politicanti
siete figli della noia.
Noi corriamo sotto il sole
calpestiamo il fumo che vi fa pubblicità.
Benvenuti tra i rifiuti!
Non vi cacceremo via.
......................................................................

Quando cade la notte
le vostre donne ridiventano puttane.
Ricchi, poveri, politicanti
siete figli della merda.
Noi corriamo dentro il buio
riversiamo sperma sulle vostre inibizioni.
Benvenuti tra i rifiuti!
Qui non c'è la polizia!
Benvenuti tra i rifiuti
qui la legge siamo noi!
Benvenuti tra i rifiuti
non vi butteremo via.


giovedì 18 dicembre 2008

Mettetevi in ascolto

Tra le tante facce dell'amore c'è l'ascolto, l'incanto dell'ascolto.
Per me una dichiarazione d'amore è già dire a qualcuno: "racconta dai!", "mi piace quello che dici", "mi racconti di nuovo quella storia?"
Le domande e la curiosità (nel loro giusto limite) sono il segno tangibile di un interessamento e tutti gli uomini sono eterni bambini che vogliono sentirsi sazi del latte dell'attenzione altrui, succhiato dai capezzoli della curiosità.
Riempite le vostre mammelle di attenzione e fatevela rubare (ma con parsimonia!), gonfiatevi a vostra volta i seni di curiosità al silicone (se non l'avete già).
L'odio nasce in me anche da chi non fa domande, da chi non è attento, da chi vi considera una presenza casuale in questo porco mondo. Sono convinto che amore genera amore, odio genera odio. Se state con qualcuno che vi insegna a odiare odierete anche voi.
Ringrazio comunque i curiosi amatori, gli indagatori dell'animo umano, gli impiccioni onesti e discreti (utopia?), i caldi abbracci dell'ascolto, quelli che ti dicono: "io so chi sei. Sono con te".

martedì 16 dicembre 2008

La TV secondo Lucio Dalla

In questo filmato una interessante presentazione del brano Telefonami tra vent'anni , del 1981, di un Lucio Dalla d'annata, in un concerto dal vivo a Piacenza. Provocatorio e ironico come sempre, quel Dalla-lì, quello col berrettino, usciva da un controverso rapporto con la televisione.
Guardate e ascoltate...


lunedì 15 dicembre 2008

La russa e la bestia

Nel mio quartiere abita una coppia (non so se questa coppia vive assieme), ma, comunque si fa vedere pubblicamente per le strade. Un uomo, una donna, due perfetti sconosciuti, tuttavia, per quello che mi riguarda, hanno già fatto la storia, sono un bagaglio che mi porto dentro. Quello che mi manca è la sfacciataggine di Michele-Nanni Moretti, quello di Bianca; per il momento non andrò a chiedere loro come si chiamano, se desiderano figli e da quanto tempo stanno insieme (anche se lo desidero tanto!)
Lei è una slava, ha un accento straniero, probabilmente russa, bella, capelli corti, dipinta e perfetta come una matrioska, veste con stivali, un cappotto di montone con pellicciotto, colori prevalenti il nero e il viola.
Lui è un magro, allampanato, un corpo spigoloso e nodoso, un volto rinsecchito, due occhioni marroni a palla stralunati, un po' infestati di sangue, mezzo calvo (quella pettinatura alla Gigi D'Alessio), il tipico "bruttino", "salvato" da sigarette, un cappotto di cachemire e un orecchino. Lui è la "bestia" della situazione.
Lei lo tiene in pugno e tutte le volte che lui la vede sembra che abbia visto la Madonna, si guarda in giro circospetto e con uno sguardo furbo la abbraccia, cerca di sottrarla idealmente agli altri.
La russa si pavoneggia, sorride, è irresistibile quando lancia smorfie e occhiatine al suo cucciolotto "bruttino". Tra le tante smorfie quella del coniglietto le riesce bene, ma c'è anche l'apertura degli occhi tipo-meraviglia ("cose dal mondo"..), la favola narrata con lo sguardo a un bambino di due anni.
E la nostra bestia abbozza, abbraccia, cosa farebbe senza quella matrioska russa tra le sue mani? L'altro giorno lo ha costretto teneramente a mettere una cremina per non farsi screpolare dal gelo.
Questa coppia è tenera e divertente, è una coppia autentica, non stereotipata, una coppia che manifesta apertamente il suo squilibrio, ma che, probabilmente, ha saputo destreggiarlo, assimilarlo e sconfiggerlo. Non c'è frode e non c'è inganno tra loro.
Senza la sua russa, la bestia si ammazzerà, ne sono sicuro. Spero di rivederli ancora quei due, vivere nei loro gesti la perfezione della loro passione.

sabato 13 dicembre 2008

S.Lucia

Oggi è Santa Lucia, la più lunga notte dell'anno. Ma Lucia è anche la protettrice della luce e gli svedesi il giorno 13 dicembre festeggiano questa ricorrenza così importante per loro, che, solitamente, hanno due o tre di chiarore durante il lungo inverno.
In ogni angolo della Svezia, in tutte le case, una fanciulla prescelta si alza e col capo agghindato di una corona di candeline accese, si mette a cantare un repertorio di musiche popolari dedicate all' oscurità dell'inverno, portando doni alla sua famiglia, agli amici.
E dappertutto è così, sul lavoro, in ogni luogo di tutto il Paese. In tutta la Svezia migliaia di cortei di Lucie in bianco intonano inni dedicati al Natale, finestre decorate di festoni e candele.
Poi viene premiata la migliore Lucia dell'anno in qualche chiesa o in qualche luogo pubblico.
Amo la calda luce che esce dalle case d'inverno, il fuoco, le stelle, le candele.
Amo il blu scuro del cielo e il freddo secco che fa colare il naso, che spinge al desiderio di rinchiuderti in casa, dove sai che ci sono i biscotti nel forno, il camino acceso.
Questo è l'inverno per me.


venerdì 12 dicembre 2008

Gelmini attrice cercasi

Mentre mezza italia sta insultando via corteo Maria Stella Gelmini, qualcuno la desidera, la desidera intensamente, mettendo in evidenza alcune sue doti nascoste.



giovedì 11 dicembre 2008

Cuore di epilettico

L' epilessia (o meglio la crisi epilettica) mi ha sempre turbato. Tutto ciò che mi turba mi incuriosice, per cui fino a oggi ho vissuto questa ibrida forma di terrore curioso per un attacco epilettico. Oggi, dagli e dagli, mi è capitato di assistere a una crisi. Violentissima. Una ragazza di poco più di vent'anni rigida come un tronco d'albero che scalciava come un bue al macello. Un grottesco clown impazzito che squittiva di dolore, menava vuoti fendenti all' aria, rantolando e guaendo. Sua madre che era con lei non si era spaventata, ma amorevolmente, stava su di lei, la baciava. "Coraggio tesoro, che adesso passa. Ce la farai anche questa volta!!!"
Di fronte a un epilettico sei obbligato a rimanere impotente. Inutile e pericoloso bloccare le convulsioni.
E poi adagio, adagio, ecco la ragazza risalire dall' abisso del delirio, eccola riprendere una forma, una sembianza umana. Dopo qualche minuto, Mara, sembrava essersi risvegliata da un incubo, con quell'aria frastornata, ironica, di chi ha scampato un pericolo, ma sa di averla combinata grossa. Il suo bel cappotto pieno zeppo di segatura, sparsa per terra per asciugare le scarpe di questo infernale giorno di pioggia.
Poi ho avuto modo di parlare con lei, della sua prossima tesi di laurea, delle sue aspirazioni, ma anche del suo male, dei medici che non sanno come curare i disturbi collaterali dati dai farmaci. Abbiamo parlato di cinema, i professori universitari non capiscono un cazzo di cinema. Una Mara "normale" che sembrava aver cancellato dietro di sé quell'orribile mostro che vive in lei fin da bambina, il suo alter-ego, il clown impazzito, quello che spaventa la gente. E spaventa soprattutto lei. Una ragazza molto timida, ma molto ambiziosa, Mara, è arrivata nel nostro ufficio per chiedere informazioni, si è scusata (ma di che cosa?).
Questa ragazza mi ha regalato un pezzo del suo cuore e per un attimo quel grande cuore avrei voluto abbracciarlo.
Ciao Mara.

mercoledì 10 dicembre 2008

Indovinello per nostalgici

Mi rivolgo a tutti i maschietti protagonisti di una morbosa infanzia tecno-futurista a base di TV.
Non vi dice niente la musica del video seguente? Non ricordate forse una bella donna, un'annunciatrice, che accompagnava questa musica?
Siate intelligenti e non deludetemi, paladini del sofà e del letto davanti alla TV, paladini di "qualcos'altro" davanti alla TV.


lunedì 8 dicembre 2008

Se (non) avessi un figlio.....

Tra i tanti motivi che mi portano a non desiderare di avere un figlio o di avere a che fare con bambini troppo piccoli ce n'è uno: detesto proibire ai minorenni film o spettacoli non adatti a loro. Alludo alla tipica situazione nella quale il bambino è incuriosito da un film e la mamma gli dice di andare a letto o lo colpevolizza per aver visto qualche scena. Penso sia la punizione più orribile che a un bambino possa capitare. Consapevole, d'altronde, di compiere un atto di irresponsabilità educativa nei confronti dell'infanzia, preferisco declinare la mia azione e lasciare agli altri l'ingrato compito.
E' un tema controverso, mi tortura, ci penso spesso, un genitore non può ignorarlo. Però devo ammettere che mi viene il vomito a pronunciare parole come "parental control", "Moige".
A mio sostegno posso dire che da quando i mass-media, lo stato, hanno cominciato a occuparsi di tutela dell'infanzia, di fasce radio-televisive protette, i ragazzini sono diventati ancora più criminali e già stuprano a tredici anni. Fermo restando l'aperta e continua violazione delle fasce protette e la mancanza di uno spazio televisivo pomeridiano interamente dedicato ai bambini. Che cazzo gliene frega ai piccoli della Vita in diretta?
Ma ci rendiamo conto che una volta andava in onda L'esorcista, Nove settimane e mezzo, Profondo rosso in prima serata e nessuno diceva nulla? Come si stava bene allora e di certo la crudeltà non ha mai cessato di esistere. Credo che siano gli psichiatri ad essere i veri assassini del nostro tempo, coloro che feriscono e non ricuciono. Nel tentativo di rendere più "sana" agli occhi dell'opinione pubblica questa società, la si rende più morbosa e più complicata, scagliandosi, soprattutto, su falsi e innocenti bersagli.
Ma perché nessuno insegna l'amore in televisione? L'amore, quello delle poesie? L'amore per il cinema?



Musica e amore

Quando ascoltiamo la musica si prova sempre quel brivido di poter dire "ti amo" a chi non c'è.

domenica 7 dicembre 2008

Corpi anonimi

Cosa c'è dietro i volti delle modelle?
Non c'è neanche un nome, uno straccio di pseudonimo, le modelle sono pure immagini di carne gettate al mondo che si buttano via quando non servono più (ma dov'è finito l'essere-uomo?)
I grandi stilisti e i grandi "marchi di fabbrica" non si illudano con Carlo Lock. I vestiti non li guardo mai, guardo queste presenze anonime che vestono toilettes e paillettes accessibili a miliardari. E mi chiedo sempre:
-Quanti Yoghurt avrà mangiato in una giornata quella ragazzina?
- Sarà veramente anoressica?
- Sarà italiana, europea o americana?
- Come fare se volessi dirle: il tuo volto mi affascina?
- Sarà consapevole di essere sfruttata?
- Ma non vorrebbe trovare il suo nome scritto accanto alla sua fotografia?
- Se la pago 3000 euro ci verrebbe a cena con me, così senza fare niente, solo per ammirarla?
Non c'è dubbio: le modelle non vendono neppure se stesse, si vendono per "interposta persona", quello che conta sono i vestiti. Ma non sarebbe meglio, dico io, far sfilare dei cessoni una volta tanto? Saranno talmente brutti da vedere che non si potrà fare a meno di concentrarsi sui vestiti.....(non sui cessoni, ma sulle toilettes!)
Viva il grasso!


Julparty in discoteca

7 dicembre 2007: un Julparty (festa di Natale) in una discoteca svedese



venerdì 5 dicembre 2008

Funereo Finardi

Nel video seguente compare un Eugenio Finardi inedito, autore della controversa Vorrei svegliarti, ormai una chicca per intenditori, canzone amata e odiata quanto mai per essere stata presentata al Festival di Sanremo nel 1985 (a ad onor del vero quella fu l'unica occasione per riscoprire a livello di massa Finardi dopo i creativi anni di piombo, che lo videro protagonista di una stagione di impegno politico e di irriverenza, oltre che di una ricerca musicale colta e sperimentale). Vorrei svegliarti è un po' il sintomo del vuoto ideologico anni '80, un testo sciatto alla "vasco", un Finardi con gli occhiali scuri, tetro, canta "vorrei svegliarti" ma è come se dicesse al tempo stesso " svegliati ma non ci sono, sono morto, canta tu questa canzone". Quegli occhialoni neri che fungono da riparo dal mondo, questa melodia ipnotica stabiliscono più un etereo allontanamento da tutto che una reale voglia di comunicare qualcosa. Finardi stesso è schivo, misterioso, sembra una presenza fungente, statica, un corpo, una voce che canta, è là-per-altro, in-vece-di. Ecco perché dietro una canzone apparante insignificante, vuota, per non dire insulsa, si può leggere qualcosa di intelligente, oltre a ricordarla per un interessante studio sulla vocalità.
A molti fan di Finardi nei forum non è piaciuto questo look...A me invece piace moltissimo!

I miss you tonight!





mercoledì 3 dicembre 2008

Preservativi gratis a Milano

In occasione della giornata mondiale per l' Aids, sono stati distribuiti, ieri sera, per iniziativa del Comune di Milano, preservativi gratis a tutti i giovani frequentatori della "movida" milanese. Don Re dice: "scorciatoia diseducativa", don Rigoldi dice: " giusto, è prevenzione", insomma, la solita pantomima pretesca all'italiana. Non dovrebbe esistere il concetto di "essere d'accordo" per iniziative come queste.
La sessuologa Graziottin, invece, punta il dito sull'importanza che hanno i preservativi per la prevenzione femminile, ma soprattutto, sull'abituare le ragazze a tenersi il condom in borsetta, senza paura di essere ritenute puttane.
Coraggio, tutte con il condom in borsa...nessuna è puttana a questo mondo, solo le donne che fanno del male al cuore degli uomini.
Ciò che invece non passa mai per la mente a nessuno è il quesito: "ma 'sti giovani con questo preservativo in tasca, troveranno tutti qualcuno/a per utilizzarlo nel corso della serata? Insomma, corretta la prevenzione, ma avere un preservativo in tasca e non poterlo usare è come avere una sigaretta e non poterla fumare. Uno può decidere di non prenderlo, ma se poi ti capita l'occasione giusta? Non bisogna rischiare!
Però, insomma, quando ce l'hai in tasca questo piccolo ingombro di gomma, che ne fai?
Il Comune appronti un piano per lo smaltimento dei preservativi inutilizzati, oppure insegni il sesso libero per le strade!
Mi va sempre di scherzare, ma a parte tutto, l'iniziativa è stata lodevole, anche se in Svezia già dagli anni '60 si faceva educazione sessuale a scuola coi plastici!

Questo succede oggi a una mostra di Parigi.





Una lezione acuta e circostanziata di Tinto Brass









Il più basso della Repubblica

Chi è il presidente del consiglio più basso della Repubblica? Forse Fanfani?
No, sicuramente Berlusconi. Lui è Basso in tutto, in ogni senso.

martedì 2 dicembre 2008

La mia claustrofilia

Tutti si preccupano di avere uno spazio vitale, un'area aperta, un punto di fuga, uno spiraglio d'aria. Molti soffrono di vera e propria claustrofobia. Io invece sono tutto l'opposto: non solo non mi sento a disagio negli spazi chiusi, ma ricerco volutamente l'occasione per chiudermi ermeticamente in un ambiente, sono un claustrofilo.
Insomma, mi sento in pena se in casa ci sono troppe finestre aperte, anche d'estate. Preferisco aria condizionata ma barricato dentro. In città mi viene così, ma, in generale, se posso chiudere a chiave qualche porta lo faccio sempre più che volentieri. Non comprendo quelli che non si chiudono nel cesso, per me l'entrata fulminea è una vera e propria aggressione, anche se si è tra consanguinei o tra fidanzati.
Si sente spesso di gente che si chiude in casa per settimane, per anni, facendosi portare anche la spesa da qualcuno. Uno dei nomi più noti è Tiziano Sclavi, l'ideatore del fumetto Dylan Dog, ma non molto tempo fa avevo letto di un ragazzo americano, che non ha retto al proprio ambiente esterno ed è morto dopo aver interrotto la sua "reclusione" in casa che durava da parecchi anni. Ecco, io non biasimo questa gente. Potrebbe capitare anche a me un giorno di non voler più uscire, voler provare anche questa esperienza, chi lo sa? Mai dire mai!
Sono molto sensibile al concetto di reclusione, penso forse troppo anche al carcere, a chi vive in carcere. E penso che sarebbe ridicolo quanto impossibile chiedere volutamente la stanza singola in cella. Troppo comodo: devono farti socializzare con le mele da scarto che mettono a dura prova il tuo posteriore a ogni momento della giornata. Scherzi a parte, non penso che la gente rifletta su cosa voglia dire farsi rinchiudere in una cella, si deve ricostruire il tempo, sia soggettivo che oggettivo. Tutto fluisce fuori, si vive in un tempo immobile, come in un ritorno a se stessi, in una spoliazione dei ritmi incessanti del mondo. Ricostruire e rivivere, come in una grande placenta di pietra che ti prepara (o dovrebbe prepararti) a ri-nascere come uomo nuovo. Solo dopo il carcere si può resuscitare e solo nel carcere si può morire senza il rimpianto del mondo.
Tutte le reclusioni (volontarie e non volontarie) sono il costante ripetersi di un'esistenza uguale che esige infinite variazioni per non soccombere nella follia. E la creatività sfida l'intelletto e la pazienza umana.

Funeral party

.....................Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi............................................


Questo minimalismo all' osso è la parte finale della canzone di un emergente che ho trovato su myspace. Lui si chiama Emiliano Longo e la canzone in questione è Funeral party (potete ascoltarla aprendo l' home page, prima traccia).
Tutto il testo è un po' confuso, ma non privo di citazioni colte; ciò che risalta (e forse con uno scopo voluto) è Olindo Romano-Rosa Bazzi. Trattasi di un tormentone spacca-testa che fa comprendere la situazione meglio delle parole e dei papiri di articoli che sono stati scritti su questa coppia "infernale" di Erba. Il tema della canzone è la morte e le esecuzioni capitali della storia, rapportato alla rappresentazione mediatica o immaginaria di esse.
Dal nulla, poi, come una pioggia scaturita dal suolo, giungono Olindo Romano e Rosa Bazzi al ritmo di una elettro-disco: molto Max Gazzé!